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La Straordinaria Storia della Mesopotamia

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Rovine dell’antica città di Harran

in Mesopotamia

di Michael C. Anderson
May 12, 2021
from ClassicalWisdom Website

Le culture greca e romana sono universalmente riconosciute come le più grandi civiltà occidentali dal tempo che consideriamo “antiche” La loro influenza culturale e politica ha fornito una base per la società moderna e le sue strutture politiche hanno ispirato i governi post-illuministi.

I greci erano specialisti in idee, pionieri della filosofia moderna, dell’arte, del teatro, della poesia, della matematica e della scienza.

 

I romani, un popolo più pratico, contribuirono con l’ingegneria, la legge e un sistema politico chiamato Repubblica.

Le realizzazioni di Grecia e Roma gettano una lunga ombra sui loro predecessori.

Le civiltà più antiche erano viste come meno importanti

Questa linea di pensiero è un grave errore perché la Mesopotamia è stata una delle civiltà più importanti di tutta la storia umana.

È stata la prima vera civiltà del mondo, rendendola il padre di tutte le culture in Occidente.

La Mesopotamia è stata il crogiolo per l’umanità per lo sviluppo di culture agricole, pre-dinastiche e monarchiche.


La parola Mesopotamia è un termine collettivo per diverse culture antiche situate tra i fiumi Tigri ed Eufrate in quello che oggi è l’Iraq.

Queste società prosperarono indipendentemente dal 5000 a.C. al 1800 a.C.


Il loro avvento fu facilitato dalla presenza di una pianura alluvionale – una superficie terrestre in leggera pendenza formata da sedimenti lasciati dall’innalzamento e abbassamento del livello dell’acqua – che li spinse ad iniziare l’agricoltura irrigua.

Piantare in una pianura alluvionale ha permesso una più facile semina e irrigazione.

La morbidezza del terreno ha permesso ai semi di essere pressati a mano nel terreno senza difficoltà

Pianura alluvionale, Fiume Tigri

La storia della regione mesopotamica è troppo ampia per essere descritta in un breve articolo perché le sue numerose culture separate sono esistite nell’arco di quattro millenni. Per semplificare la storia, concentreremo la nostra discussione sui Sumeri, probabilmente la più importante delle culture mesopotamiche. Il termine Sumer si riferisce a,

una specifica regione meridionale della Mesopotamia, vicino al punto in cui il Tigri e l’Eufrate sfociano nel Golfo Persico …

Questo è il luogo che ha dato origine a una delle più grandi culture antiche del mondo. 

La mappa sopra mostra l’antica Sumer e le sue città. 

All’epoca in cui Sumer fu fondata (6500 a.C.), il Golfo Persico si estendeva più a nord di quanto non lo sia oggi.

Baghdad e Babilonia sono mostrate solo come punti di riferimento. 

 

Nessuno dei due esisteva durante il periodo della dominazione sumera. 

Gli Ubaidiani furono i primi a sfruttare la pianura alluvionale di Sumer e costruire una civiltà tra i grandi fiumi.  

Le città mostrate sulla mappa, che in seguito sarebbero diventate i gioielli di Sumer, erano originariamente Ubaidian. Lo sappiamo perché i loro nomi sono antecedenti alla lingua sumera.

Gli Ubaid svilupparono una civiltà di agricoltori, allevatori di bestiame e pescatori.

 

I loro artigiani includevano tessitori, pellettieri, falegnami, fabbri, vasai e muratori.

I resti scavati del periodo includono zappe, asce e coltelli, insieme a manufatti di argilla come falci, mattoni, pesi da telaio, statuette e ceramiche dipinte. Insieme, questi manufatti forniscono un record di risultati sbalorditivi per un popolo che ha preceduto i Greci di 4.000 anni.

Con la maturazione della cultura Ubaid, gli estranei della regione desertica siriana e della penisola arabica iniziarono a stabilirsi nel loro territorio dopo il 4500 a.C.

 

Gradualmente ottennero il controllo tramite l’assimilazione e la conquista militare.

 

Il risultato fu una fusione etnica che divenne sumera.

Nel 3800 a.C., la civiltà sumera aveva raggiunto il suo apice.

Ziggurat ricostruito a Ur

Lo ziggurat è un tempio mesopotamico e uno dei simboli più importanti della civiltà sumera.Erano le più grandi strutture conosciute costruite dall’uomo all’epoca e rappresentano il potere e la raffinatezza delle grandi città sumere.

I Sumeri credevano che gli dei risiedessero nei loro templi e quindi proibirono al pubblico di entrare nei loro santuari. Lo ziggurat conteneva anche strutture separate per la conservazione del grano, ricordando il tempo in cui le città sumere erano teocrazie ei sacerdoti servivano come amministratori municipali oltre ai loro doveri religiosi. La prima fase dell’era sumera è conosciuta come il periodo di Uruk (4100-2900 a.C.), dal nome della città sumera con lo stesso nome.

Uruk sembra essere stato il centro culturale di Sumer perché ospitava i principali monumenti della regione e mostrava le tracce più evidenti di una società urbana avanzata. Nel 3500 aEV era stato sviluppato il primo sistema di scrittura al mondo e Uruk esercitava un’influenza sull’intero Vicino Oriente. La forma scritta della lingua sumera, il cuneiforme , è stata sviluppata attraverso l’evoluzione di caratteri rappresentativi (pittogrammi) in forme non rappresentative.

Cuneiforme 

Sumer era la regione più produttiva dal punto di vista agricolo della Mesopotamia, frutto di un sistema di irrigazione incentrato sulla coltivazione dell’orzo e sul pascolo delle pecore per la lana. Sebbene fosse priva di risorse minerarie e il suo clima fosse arido, la regione aveva innegabili vantaggi geografici e ambientali, tra cui un vasto delta con una regione pianeggiante attraversata da corsi d’acqua.

Questa vasta area di terreno coltivabile consentiva un facile transito fluviale o terrestre. Sumer divenne una regione altamente popolata e urbanizzata nel 3500 a.C., con una gerarchia sociale, un’economia artigianale e un commercio a lunga distanza. 

Durante il periodo dell’Uruk di Sumer, il commercio lungo i canali e i fiumi della Mesopotamia meridionale ha facilitato la nascita di molte grandi città stratificate e incentrate sui templi con popolazioni di oltre 10.000 persone.

Queste città presentavano amministrazioni centralizzate che impiegavano lavoratori specializzati. Fu durante il periodo di Uruk che le città sumere iniziarono a fare uso del lavoro degli schiavi, di cui vi sono ampie prove da testi scritti.Dopo il periodo di Uruk di Sumer, un primo periodo dinastico si è evoluto nel 2900 aEV.  

I sistemi politici sono diventati centralizzati e sono stati controllati da piccoli gruppi di individui.

Diverse città-stato si svilupparono e si consolidarono durante questo periodo, il che fu associato a un passaggio dall’istituzione del tempio guidata da un consiglio di anziani guidato da un sacerdote a un’istituzione più secolare.


Apparvero leader leggendari come Dumuzid il Pescatore, Lugalbanda e Gilgamesh.

Il centro della cultura sumera rimase nella Mesopotamia meridionale, anche se presto i governanti iniziarono ad espandersi nelle aree vicine. I gruppi semitici locali hanno adottato gran parte della cultura sumera.

Il primo re dinastico sumero registrato è Etana, il tredicesimo re della prima dinastia di Kish.

Come mostra l’Epopea di Gilgamesh, questo periodo è stato associato a un aumento della guerra. Le città divennero murate e aumentarono di dimensioni, e i villaggi indifesi nella Mesopotamia meridionale scomparvero.

Sia Enmerkar che Gilgamesh hanno il merito di aver costruito le mura di Uruk.


Nell’anno ~ 2350 aEV, le dinastie sumere furono invase da Sargon, re dell’Impero accadico.

Akkad e la sua capitale Agata si trovavano a nord di Sumer, appena oltre Kish. L’Impero accadico è considerato il primo impero della storia umana. Il dominio di Sargon si espanse fino a includere il territorio dal Golfo Persico a Cipro, ma il suo impero si rivelò instabile e crollò dopo duecento anni.

Dopo la caduta degli accadici, i Sumeri cercarono di riprendere il potere.

La 3a dinastia di Ur sotto Ur-Nammu e Shulgi fu in grado di estendere il suo potere verso nord nel territorio accadico, ma Ur III sopravvisse solo per 100 anni prima di essere assorbito nel crescente impero babilonese.

A quel punto, la regione era diventata più semitica che sumera, con la rinascita dei semiti di lingua accadica in Assiria e altrove.

La lingua sumera continuò come lingua sacerdotale insegnata nelle scuole di Babilonia e Assiria, proprio come il latino veniva insegnato nel periodo medievale.


Il periodo di Ur III coincise con un importante spostamento della popolazione da sud a nord. Dal punto di vista ecologico, la produttività agricola delle terre sumere era stata compromessa dall’aumento della salinità.

Suoli irrigui scarsamente drenati, in un clima arido con alti livelli di evaporazione, hanno portato all’accumulo di sali disciolti nel suolo, riducendo fortemente nel tempo le rese agricole.

Durante le fasi accadiche e Ur III, ci fu un passaggio dalla coltivazione del grano all’orzo più tollerante al sale, ma questo cambiamento fu inefficace.

Dal 2100 a.C. al 1700 a.C., si stima che la popolazione di Sumer sia diminuita di quasi tre quinti.

Ciò sconvolse notevolmente l’equilibrio di potere all’interno della regione, indebolendo le aree in cui si parlava il sumero e rafforzando quelle aree in cui l’accadico era la lingua principale.

Da quel momento in poi, il sumero sarebbe sopravvissuto come lingua letteraria e liturgica.


La storia dei Sumeri è solo un pezzo della straordinaria storia della regione mesopotamica, che ha cambiato per sempre l’umanità stabilendo l’agricoltura e la zootecnia come componenti essenziali della società umana.

Questi risultati li collocano accanto alla Grecia e a Roma nel pantheon delle grandi civiltà antiche del mondo.

Riferimenti

Pubblicato sul sito web: https://www.bibliotecapleyades.net/ciencia3/historia_humanidad290.htm

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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

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Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

Uomo di Cro-Magnon

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e della percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Una ricostruzione dell'Atlantide

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta ottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Astronavi

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella particolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Bizzi

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta che sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Fenotipi umani

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli occhi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

I Minoici in America

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito alla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Elisa Renaldin

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca dell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Tau Ceti

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia per come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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SANTO GRAAL o meglio, L’ORO MONO ATOMICO

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Ricevuto da: Anna Dossena

ARTICOLO MOLTO INTERESSANTE Noi siamo esseri umani con emoglobina basata sul ferro e un’anima, appunto la ghiandola Amigdala! Loro sono esseri umani demoni, con emocianina basata sul rame  ecco perché si dice “sangue blu”, e la loro cattiveria è data dalla assenza della ghiandola Amigdala, l’anima appunto. Molto meno intelligenti di noi, ma cattivi e uniti!

Vitamina B17 detta anche Amigdalina (fai una ricerca, e ti accorgerai che la spacciano per veleno)

MA È L’ESATTO OPPOSTO

Essi arrivarono dall’altra parte della parete di ghiaccio comunemente chiamata Antartide, già migliaia di anni fa, per predare ORO dalla porzione di Madre Natura Terra Dio in cui oggi viviamo noi. E depredarlo al popolo di IPERBOREA: gli ARIANI!

Essi usarono il “FASCIO LITTORIO” un’arma a induzione di onde sonore vibrazionali (cioè la luce … Lucifero! Infatti la luce non ha velocità propria, bensì è la reazione a catena dei fotoni, che vengono appunto attivati dalle onde sonore vibrazionali) Tale arma non è altro che la vera ed unica “ARCA DELL’ALLEANZA” con la quale possono provocare terremoti, smottamenti, slavine e valanghe, tsunami, cicloni uragani e tempeste.

Oggi ne hanno una versione addolcita ed “omologata” che si chiama HAARP, composta da 3 elementi separati: Le antenne HAARP in USA, la piattaforma galleggiante HAARP e un immenso “condensatore ionico” nella base di DIEGO GARÇIA!

Bene essi distrussero il 99% di tale avanzatissima civiltà, ma, la loro stessa avidità fece si che si ritrovarono essi stessi a corto di materie prime alimentari, per il fatto che per vincere tale guerra dovettero usare appunto L’Arca dell’alleanza. Cosa che portò ad uno sconvolgimento della geomorfologia terrestre, con conseguenze e danni fuori dalla loro portata tecnologica. Infatti i demoni sono INFERIORI, ma uniti e cattivi.

Abbandonarono quindi la nostra porzione di Terra, per tornare indietro. In seguito arrivarono gli Sciti i Fenici e i Rus (ovvero le derivazioni genotipi che dei Vichinghi che occuparono la Kiev arcaica. O meglio i marinareschi discendenti vagabondi degli ultimi Ariani) chiamati: русский.

E i Tartari (che non sono assolutamente coloro che i libri di storia LORO, ci insegnano!

Quindi, costoro si fusero senza tuttavia perdere identità, in un unico grandissimo impero: L’IMPERO DELLA GRANDE TARTARIA, che comprendeva tutta la grande Russia, la Gallia, Esperia (Italia) Ichnusa (Sardegna) la Sassonia (Germania) l’Anglia (UK) ma non il Nippon, l’India, l’Australia e la New Zealand, il Canada, e ben il 75% ca. dell’Amaruca (si Amaruca, perché Amerigo Vespucci è un personaggio inventato) così come moltissimi altri!

1000 anni di storia INVENTATI!

Passiamo adesso al movente sommo, di tutto ciò: VIVERE A LUNGO:

Carbonio 12, il mattone della vita organica 6 protoni, 6 neutroni e 6 elettroni…666 ti ricorda qualcosa? Il suo isotopo più importante è il Carbonio 7 Carbonio 7= 6 protoni, 1 neutrone e 6 elettroni … 616 Come i 12 apostoli più Gesù….

Leonardo Da Vinci sapeva tutto, ULTIMA CENA ecco perché è considerato il primo…il PRIMO DEGLI ILLUMINATI  il Carbonio 7 è l’unico elemento capace di fondere i tre tipi di oro insieme e come risultato, esce fuori: L’ ORO MONO ATOMICO! che polverizzato ed ingerito (perché l’oro può essere metabolizzato dagli esseri umani o meglio da tutte le forme di vita ORGANICHE)

dato il suo potere (assurdo)  antiossidante, permette agli esseri viventi, sia essi ferro-basati che rame-basati, di poter vivere molti molti anni.

Tavole dei Sumeri:

le tavole dei Sumeri, risalenti a giusto qualche annetto fa, descrivono cronologicamente le epopee dei loro re, e stiamo parlando di regni durati migliaia di anni.

Avrete certamente notato, altrimenti fatelo, le pseudo borsette che i famosi Annunaki hanno sovente in mano, nelle rappresentazioni artistiche che li raffigurano, statue dipinti, incisioni etc. etc., e queste borsette, le hanno con se anche tutti i cosiddetti dei venuti dal cielo, in ogni parte (della nostra porzione) della Terra in cui sono stati rinvenuti, Perù, Guatemala, India, Romania etc. etc.

E sapete bene che in tutte le civiltà antiche l’oro era maniacalmente presente e appannaggio dei reali o dei ceti elevati. Bene in quelle borsette avevano oro mono atomico.

Ecco perché le civiltà della nostra remota antichità erano, come in effetti siamo noi, ossessionati da tale elemento/metallo!

Ma purtroppo il Carbonio 7, o meglio il vero SANTO GRAAL, ha una vita effimera, che tecnicamente è categorizzata come: poco più di tempo zero!

È un elemento instabile, il più instabile. Ma essi, ”essi” lo hanno trovato, al CERN di Ginevra, via LHC (large hadron collider) e gli hanno dato in primis il falso nome di: BOSONE DI HIGGS, per poi subito dopo, dargli il suo vero nome: LA PARTICELLA DI DIO!

Adesso fermati un attimo e pensa … PENSA!

Cosa manca a costoro che GOVERNANO IL MONDO? Hanno le ricchezze, i soldi tramite le LORO banche Hanno il POTERE, sia economico, sia dei media (informazione e quindi descritto bene da G. Orwell, e da Orson Welles: il 4° potere) sia giuridico!

Che cosa gli manca, o meglio, a cosa possono ambire costoro che HANNO TUTTO? Ad annientarci? NO! Lo avrebbero potuto fare molto tempo fa, ma purtroppo loro hanno la forza della cattiveria, ma noi abbiamo l’INTELLIGENZA!

Allora?

Gli manca il potere di poter vivere a lungo! E solo con l’oro, essi possono avere la possibilità di raggiungere il loro obiettivo! Come detto prima, purtroppo però, loro non hanno il nostro intelletto, e quindi devono IMPIEGARE gli UOMINI (quindi l’umanità) per ottenere il SANTO GRAAL o meglio, L’ORO MONO ATOMICO!

Stranamente la Cina sta costruendo un acceleratore di particelle, 10 volte la grandezza del CERN!

di: Stefano Desio

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L’oro monoatomico e il Dio della steppa

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Dai Sumeri a Babilonia a Canaan e khazaria, Poi in Europa, dai Cavalieri Templari al Consiglio dei Gesuiti fino ai giorni nostri

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Questo è il seguito di dieci documentari che ho postato su questo blog.

“La fine del mondo come lo conosciamo”.

“In questo sequel ci focalizzeremo sull’identità della Cabala come promesso.

Anni di ricerche sono stati dedicati a questo documentario. Tuttavia vi esortiamo a fare le vostre ricerche e ricontrollare ciò che vi presentiamo. Questo è l’unico modo per svegliarsi davvero alla verità.

Per favore continuate a guardare fino alla fine. Vi garantiamo che questo cambierà la vostra visione della realtà per sempre.”

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“Nella parte precedente abbiamo visto le origine antiche della Cabala, siamo andati dai Sumeri a Babilonia a Canaan e khazaria, Poi in Europa, dai Cavalieri Templari al Consiglio dei Gesuiti.

In questa seconda parte, le nostre due trame si incontrano in un momento cruciale della Storia.

Mentre fino a quel momento l’ira della Cabala non era strutturata, ora viene espressa in un piano brillante e completamente strutturato, Cattivo ma brillante. 

Era il piano per soggiogare il mondo e l’intera umanità.

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“Nelle parti precedenti abbiamo visto come la Rivoluzione francese, le Guerre napoleoniche e la prima guerra mondiale ha condotto alla destabilizzazione dell’Europa. Vediamo ora cosa è accaduto dopo”

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“Nelle parti precedenti abbiamo visto come, nel corso dei secoli, la Cabala ha destato guerre per destabilizzare i paesi, dividere le persone e prendere il controllo…“

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Nelle parti precedenti abbiamo esposto la Cabala e i loro piani malvagi come delineato nei loro macabri Protocolli di Sion. Cosa ne pensate dei giorni nostri? Hanno effettivamente raggiunto i loro obiettivi di dominio mondiale?

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Quando saranno disponibili i prossimi video, li pubblicherò sul blog; youtube censura questi video, pertanto l’unica soluzione è quella di postarli come sopra dal sito (cliccando sull’immagine per usufruirne la visione): Qlobal-Change Italia

Buon ascolto e visione.

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La scomparsa della civiltà sumera

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Dall’antropologia e dall’archeologia apprendiamo che …

Nel mondo accademico internazionale è ampiamente consolidata la convinzione che i Sumeri erano un popolo dotato di conoscenze straordinarie in ogni ambito dello scibile: scrittura, letteratura, agronomia con relativi sistemi di irrigazione, geometria, metallurgia,astronomia e calendario, unità di misura, legislazione civile e penale, governo pubblico e amministrazione, fiscalità, contabilità, sistemi di trasporto, musica e danza, educazione istruzione scolastica …

Avevano decine di termini con cui identificavano il petrolio e i suoi derivati.

Nell’ambito dell’edilizia hanno dato prova di una perizia straordinaria di cui troviamo conferma anche nella Bibbia (Gen 11, 1-4) la scienza moderna ha testato con prove di laboratorio che i mattoni di argilla cotta sono cinque volte più resistenti di quelli essiccati al sole e le loro costruzioni tenevano conto di questo aspetto: i mattoni essiccati venivano usati per costruire la struttura di base mentre i mattoni cotti in forno servivano per le parti degli edifici che erano sottoposti a particolari oscillazioni, come le scalinate, gli elementi architettonici sporgenti, strutture particolarmente esposti agli agenti atmosferici; il tutto era poi tenuto insieme dal bitume che fungeva da cemento.

E’ stato scoperto di recente (Università di Berlino) che la cultura mesopotamica utilizzava la geometria trapezoidale per calcolarle orbite dei pianti e prevederne quindi le posizioni. La trigonometria  era conosciuta in Mesopotamia almeno mille anni prima dei greci. 

Come si comprende facilmente, questo popolo non poteva passare inosservato, eppure i lettori più attenti della Bibbia hanno sicuramente notato ciò che già il sumerologo S.N.Kramer ha evidenziato e cioè che l’Antico Testamento cita solo incidentalmente la terra di Sinàr (Gen 10, 10; Zc 5, 11) che viene identificata come Sumer, ma non nomina mai espressamente i Sumeri.

Nella cosiddetta Tavola delle Nazioni (Gen 10) sono elencati tutti i popoli che abitavano nei territori del Medio Oriente e non solo (Assiri, Babilonesi, Cananei, Filistei, Urriti, Hittiti, Moabiti, Etiopi, Amorrei, Evei, Accadi, quelli di Cipro, Rodi, Tarsi, Ofir …) ma non ci sono i Sumeri.

Non possiamo non porci la seguente domanda: com’è stato possibile dimenticare proprio il popolo da cui l’Antico Testamento ha addirittura tratto gran parte dei suoi contenuti originali!?

Il sumerologo Kramer ci riconduce agli studi del suo mastro Poebel raccolti in un articolo in cui in sostanza si afferma che gli ebrei sono in realtà i diretti discendenti dei Sumeri.

La Bibbia non li cita quindi espressamente perché quando parla degli Ebrei parla con ogni probità di un gruppo etnico diretto discendente di quel popolo.

I Sumeri erano quindi semiti!?

Proviamo a rispondere con l’aiuto della Bibbia stessa.

Sappiamo (Gen 10,21 e segg.) che Shem (Sem), figlio di Noè, ha avuto vari figli da cui sono derivate popolazioni che la storia conosce molto bene: Ashur, Elam, Aram …

Da uno di questi figli discenderà Ebèr (Evèr) capostipite degli Ebrei.

Gli studiosi citati rivelano alcuni aspetti decisamente interessanti e degni di un’attenta considerazione Lam dicitura corretta presente negli scritti cuneiformi originali riporta Shumer e non Sumer;

  • nel nome Sem la Bibbia usa la consonante שֵׁ (scin) per cui la lettera esatta è Shem;
  • il vocabolo ebraico che indica “nome” è shem e corrisponde all’accadico shumu perché la “e” dell’ebraico equivale alla vocale “u” della scrittura cuneiforme;
  • La parola Shumer era pronunciata Shumi o Shum.

A queste note degli accademici noi aggiungiamo che:

  • I Sumeri avevano il loro territorio si lezione in Mesopotamia (a oriente della Palestina);
  • in Mesopotamia si pone la patria di origine del patriarca Avràm (gen. 15,7 e 24,10), che sappiamo essere discendente di Evèr, e dal cui figlio Isacco prosegue la discendenza genericamente pura;
  • gli usi matrimoniali seguiti da Abramo, Isacco e Gacobbe per garantire la discendenza corrispondevano esattamente a quelli dei governanti Sumeri e, ancora prima, dagli Anunnaki che garantivano la discendenza dinastica attraverso il matrimonio con una donna appartenente alla stessa famiglia finalizzato al mantenimento del patrimonio genetico; in genere si trattava di una sorellastra nel pieno rispetto degli usi dinastici, in Genesi20, 12 Avràm dce espressamente: <<Sara è figlia di mio padre ma non figlia di mia madre ed è divenuta mia moglie>>. E’ un caso che gli usi matrimoniali seguiti da Abramo e dalla sua famiglia corrispondessero a quelli dei governanti sumeri e, ancora prima, a quelli degli Anunnaki?
  • Il nome Isacco pare derivare dall’accadico (cultura che è succeduta a quella sumera) “Ishakku”: un titolo che indicava la più alta autorità della città. Questo ci fa pensare che la famiglia di Abramo occupasse una posizione di potere all’interno della società da cui poi si è mosso per andare a insediarsi nel territorio che il suo Elohim aveva avuto in dotazione per se stesso e per lui.E’ un caso che il nome di uno dei patriarchi fondatori del popolo, Isacco, derivi da un termine accadico che indicava un’altra carica amministrativa?

Dopo queste indicazioni manca un tassello per completare il quadro: la questione del territorio in cui vivevano i Sumeri, il sud della Mesopotamia che si trova a est della Palestina.

Ancora una volta è la Bibbia a venirci in soccorso e lo fa là dove elenca i figli di Ioktàn e ci dice (Gen 10, 29-30) che i figli di Ioktàn occuparono quindi Mesha, probabilmente il territorio dell’attuale Arabia che si spingeva lungo la penisola arabica fino a Sefàr, l’attuale catena montuosa dello Zafar che si affaccia sul mar arabico.

 Non sappiamo con certezza se l’ultima parte del versetto indica che Safàr è il nome che si trova a oriente oppure se i figli di Ioctàn hanno raggiunto un’ulteriore catena montuosa non meglio definita che si trova anch’essa a oriente, ma la Bibbia ci dice comunque con chiarezza che una porzione della discendenza di Shem si è spostata a est.

Ricordiamo per inciso che Ioctàn era figlio di Evèr e dunque formalmente “ebreo”, esattamente come i figli di Abramo, discendente di Pelèg, fratello di Ioktàn.

Registriamo un ulteriore dato: la storiografia ufficiale fa terminare la civiltà Sumera intorno al 2000 a.C. e contemporaneamente attribuisce allo stesso periodo la comparsa del teatro mesopotamico prima, e palestinese poi, del patriarca Abramo.

Sappiamo che la storicità di questa figura è messa in discussione anche da molti rabbini ma quand’anche si trattasse di una finzione letteraria in cui sono state convogliate caratteristiche di varia  e vicende di varia origine, rimane un fatto inequivocabile: la consequenzialità storico-temporale che non vede interruzioni tra la scomparsa dei sumeri e la comparsa del capostipite (o dei capostipiti) del popolo che diventerà successivamente Israele, l’eredità data in assegnazione a Yahweh dal comandante Elyon (Dr 32, 8 e segg.).

Questi sono naturalmente spunti, elementi di riflessione certamente molto interessati ma il dato fondamentale non è costituito dall’ipotetica identificazione tra sumeri ed ebrei bensì dalla constatazione che la cultura sumera si è presentata sulla scena essendo nella sostanza già completamente formata (come ci dice la stereografia ufficiale).

L’antropologia e l’archeologia evidenziano la stupefacente assenza di tracce di una sua lenta evoluzione, cioè di quel processo dai tempi necessariamente lunghi che consente a un popolo barbaro e incolto di acquisire tutte quelle ricche, articolate e complesse conoscenze che abbiamo elencato in apertura della scheda e abbiamo visto essere inerenti in sostanza all’intero specchio dello scibile almeno nel modo in cui ce lo possiamo immaginare alcuni millenni fa.

Questa mancanza di tracce ci induce a pensare che la civiltà Sumera non sia il frutto di un processo secondo i  tempi e i modi della lenta evoluzione naturale ma il prodotto di una progressiva, ma sorprendentemente rapida, attività di acculturazione (ammaestramento) condotta da una civiltà superiore che ha trasmesso, almeno parzialmente, le sue conoscenze.

D’altra parte sono gli stessi sumeri ad aver registrato nelle loro memorie un dato di fatto: la loro esistenza e le loro conoscenze sono state un dono degli Anunnaki.

E’ sufficiente avere la mente scientificamente aperta e disponibile a “fare finta che” questa ammissione sia corrispondente al vero e si hanno le risposte alle domande che attualmente ne sono prive.

Mauro Biglino

Tratto dal libro “Resi Umani” di Pietro BuffaMauro Biglino. (2018 Uno Editori) (seconda ristampa Febbraio 2020)

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Corsivo mio:

ho letto questo libro almeno un paio di volte per comprenderne il messaggio; sono un amante delle antiche civiltà e tutto quello che riguarda i sumeri e ancora prima gli Anunnaki.

Le mie ricerche sono state fatte, (oltre la Bibbia) anche sui libri dello scomparso Zecharia Sitchin e sul sumerologo S.N. Kramer.

Seguo con veemenza tutti gli scritti e conferenze di Mauro Biglino.

Il libro “Resi Umani”, è avvincente sin dall’inizio, è una buona lettura che consiglio: “avere la mente scientificamente aperta” non è così peregrina, esce dagli schemi paradigmatici a cui siamo portati a credere e il “facciamo finta che” lascia aperti molti interrogativi sulla condizione umana. 

Letture consigliate:

Sitchin & Il soggettivo business accademico
la sensibilità accademica sta facendo gridare i critici “al sacrilegio”
L’enigma Anunnaki
La storia della narrazione umana potrebbe non essere come viene raccontata
“IL DIALOGO”   
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