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Questa è la giornata tipo del giovane del Terzo Millennio: movimento fisico pressoché zero!

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Un mondo senza movimento? Un mondo di malati

 

Marcello Pamio  

«Il cervello è in grado di modificare la propria mappa neuronale
e il proprio funzionamento, in risposta all’attività fisica e
all’esperienza mentale
»
“Le guarigioni del cervello”, N. Doidge 

 

«Mens sana in corpore sano», è la famosissima frase scritta nel I secolo d.C. dal poeta latino Giovenale. Ma non tutti conoscono la frase completa riportata nelle Satire (X, 356): «Orandum est ut sit mens sana in corpore sano», che tradotto significa «Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano».

 

Aveva ragione da vendere Giovenale, oggi più che mai, anche se sono passati quasi duemila anni, infatti bisogna pregare tantissimo e con molta intensità perché il livello di salute mentale è gravemente minacciato. E non solo quello mentale, ma anche quello del fisico.

Il riferimento è all’attuale situazione della società moderna.

 

Una volta l’attività lavorativa principale consisteva nel curare la terra e i campi, per cui si stava sempre all’aperto sotto le intemperie e il sole, costringendo il corpo a muoversi e a sudare.

 

Oggi le persone sono rinchiuse come carcerati in piccoli uffici illuminati da neon, per cui gli unici movimenti che fanno consistono nell’usare il braccio per portare alla bocca il caffè della macchinetta durante la pausa, e da seduti polso e indice per azionare il mouse.

 

Il sole, se questi lo vedono, è a scacchi, oppure in qualche film.

Possiamo quindi stupirci del livello di salute medio della popolazione?

Assolutamente no… e questo purtroppo riguarda tanto più i giovani.

 

Sempre fino a pochi anni fa, i bambini potevano fare le classiche cose da bambino: correre e giocare per le strade e le vie delle città, volare giù dagli scalini della chiesa con lo skateboard finendo, per scappare dalle ire del prete, con una slogatura ad una caviglia o un braccio rotto.

Ma erano liberi e felici. L’unico modo per bloccare un bambino sano e tenerlo chiuso in casa era un febbrone da cavallo o una malattia esantematica: tutto il resto non era un impedimento, e pur di uscire si facevano carte false…

 

Oggi i bambini (ipervaccinati) non possono più scendere per le strade a giocare liberamente perché tra automobili, virus, buco dell’ozono, smog, espiantatori di organi e pedofili il rischio è troppo grande. Ma anche se volessero non possono perché sono quotidianamente oberati di compiti, letture, esami, ricerche, tesine e quando finalmente mettono il naso fuori da casa è per andare a ripetizione di inglese, a lezione di karate o pianoforte, al saggio di danza o partecipare a qualche concorso di bellezza.Questa è la giornata tipo del giovane del Terzo Millennio: movimento fisico pressoché zero!

Per la verità non è proprio zero, perché le dita della mano sono diventate negli ultimi anni molto prensili per poter navigare meglio nel web e scrivere velocemente messaggi con whatsapp…

 

Il paradosso è che i bambini di oggi non sanno camminare e neppure correre, ma smanettano con lo smartphone alla velocità della luce.

La cosa più incredibile è che la nostra società, invece di cercare di compensare questi gravissimi squilibri, è strutturata proprio per perpetrare simili abomini.

 

Mi riferisco allo sviluppo e all’evoluzione tecnologica in merito ai giochi di movimento.

Come detto prima: skateboard, monopattini e pattini a rotelle permettevano ai giovani di fare un’attività fisica ottimale. Oggi invece non è più così perché in commercio troviamo diavolerie assolutamente folli e disumane come l’overboard, il monopattino elettrico e addirittura lo skateboard elettrico!

 

L’overboard è quella specie di tavoletta con due ruote laterali sulla quale basta starci sopra in equilibrio per muoversi. Tecnologia stupenda, direbbe un cervello poco sveglio o il proprietario della ditta che li produce, ma la Natura ha strutturato l’uomo per muoversi!

Se non ci si muove, verranno perse le funzioni: tutto quello che in Natura non viene usato infatti, la Natura lo abbandona. Sono leggi ferree.

Per cui oggi è abbastanza frequente vedere in giro per le città bambini e ragazzi immobili come mummie muoversi sopra queste follie tecnologiche, per non parlare delle altre diavolerie come monopattino e skateboard elettrici!

Da che mondo e mondo, sia il monopattino che lo skateboard sono sempre stati attività eccelse per quanto riguarda il movimento, e non è un caso infatti che esistano gare sportive dedicate.

 

Ma vedere giovani che montano sopra uno skateboard elettrico e invece di spingersi con tutta la forza che hanno nelle gambe, l’unico movimento che riescono a fare è quello di accendere il telecomando wifi che comanda il motorino elettrico agganciato alle rotelle, è come bestemmiare in chiesa durante la comunione.

Movimento & cervello

 

Grandissimi illuminati del mondo della pedagogia, come Maria Montessori e Rudolf Steiner, hanno sempre sottolineato l’importanza del movimento (delle mani ma non solo) per un sano sviluppo del cervello, e quindi del mondo dei pensieri.

Ce lo confermano oggi i più recenti studi di neuropsichiatria e neuroscienze.

La dimensione motoria, cioè il movimento in generale, è fondamentale per lo sviluppo cognitivo: l’apprendimento è infatti collegato all’esperienza diretta, sensoriale.

 

Attraverso l’osservazione e soprattutto il movimento, vengono elaborati principi necessari per lo sviluppo cognitivo.

 

Tramite il movimento il bambino apprende e memorizza informazioni che altrimenti sarebbe impossibile per lui interiorizzare. Questo è il motivo per cui in alcuni Paesi come Francia e Germania, da alcuni anni si insegnano le lingue proprio attraverso il movimento: a lezione i piccoli ripetono i vocaboli muovendosi, facendo delle azioni concrete, delle scene anche teatrali…

Infine va ricordato anche che il cervello per attivare i propri circuiti nervosi ha bisogno che il corpo si muova, solo così riceve quei principi nutritivi di cui ha bisogno!

Conclusione
Se il movimento del corpo struttura e sviluppa i delicatissimi e complessi processi cognitivi: che tipo di mondo stiamo creando? Un mondo costituito da giovani immobili e bloccati sia nel corpo che nella mente? Viene in mente la visione di George Romero: un mondo fatto di morti viventi che si spostano dentro i centri commerciali con le rotelle elettriche.

 

Giovani che non sono più in grado di muovere il proprio corpo in modo naturale, se non attraverso ausili e apparecchiature elettriche; che non escono da casa perché sono connessi e immersi costantemente nel web…

Il mondo ideale per chi brama il Potere e il controllo globale…

 

Lo spreco della ricchezza umana

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Se lo Stato non fa la sua parte come può pretenderlo dagli altri?  

 

di Domenico Proietti

 

Quando un padre investe nell’istruzione dei propri figli, deve essergli permesso di scaricare totalmente le spese come lo si permette a un imprenditore che scarica ogni che, comprese le cene di lavoro per attrarre nuova clientela. Cosi come, quando un capofamiglia col suo investimento, non solo sottrae ricchezza a se stesso ed al resto della propria famiglia, ma sa che una volta raggiunto lo scopo di un diploma o una laurea su uno o più suoi figli, crea ricchezza umana oltre che per se per la Nazione.

Ora, se la Nazione se ne fa in parte carico, avrà anch’essa in mano parte di quella ricchezza e non la andrà regalando come ha fatto fino ad oggi a altre Nazioni in cambio di niente, semmai la si usa per ridurre un debito, anche per il solo fatto che la ricchezza ce la si scambia tra parenti, non tra concorrenti!

Pensate a quanto debito ci saremmo ripagati se solo lo Stato avesse investito nell’istruzione! Se ogni laureato italiano andato all’estero avesse un valore per lo Stato di 100.000 euro cadauno tra America, Germania, Francia, Regno Unito e resto del mondo più che debito avremmo credito a pretendere, oltre che a creare famiglie felici per essere rientrate dell’investimento fatto.

Lo Stato peraltro avrebbe il dovere di chiedere agli imprenditori che fanno impresa nello Stato, che facciano anch’essi la loro parte, visto che finora dalle risorse lavorative raccolte questi hanno solo raccolto senza restituire alcunché. Un’ingiustizia questa che chiede vendetta se si pensa che per fare lo spazzino si chiede lui il diploma, quando nelle case una colf fa ben oltre e non gli si chiede giustamente nulla!

D’accordo che ci sono lavori a valore aggiunto che, come a un infermiere, viene chiesto lui che anche in mancanza di un medico questi poi come un medico per l’appunto, debba essere in grado per salvare in momenti di urgenza la vita di un paziente, avendo a sua volta nozioni mediche, ma uno spazzino non ha certo bisogno di un ragioniere per contare le foglie morte raccolte, neanche se in discarica si volesse tener di conto di quanto di lui raccolto, l’istruzione ci dovrebbe essere a prescindere come bagaglio personale, ma non per dare al nulla un valore che non ha, in fondo la mondezza raccolta da un diplomato o da un soggetto con licenza media inferiore, sempre mondezza questa resta! Quindi dove non si abbisogna di un valore aggiunto e non è giusto richiederlo, lasciando cosi posti di lavoro a chi istruzione non ha e allo stesso tempo dare valore a chi istruzione l’ha ricevuta e la ricompensa, a chi ha investito nel dargliela.

Questo permette a uno Stato responsabile di avere Cittadinanza altrettanto responsabile o si finisce nella barbarie dalla quale molti stati nel XX° secolo se ne sono tirati fuori e diventa poi un argine per tutti quei Stati dove, governati da irresponsabili questi pensano di mandare in giro la loro cittadinanza e incitano alle migrazioni, solo per liberarsi di responsabilità che come tutti hanno e che per depredare le risorse finanziarie dello Stato che gestiscono, evitano di responsabilizzare e distribuire in parti eque le ricchezze ai Cittadini dello Stato che governano.

Solo con parametri uguali in tutto il mondo si ferma la povertà, la discriminazione e la disuguaglianza sociale, mentre per quanto riguarda le religioni che in questo fango ci sguazzano, dovrebbero aver dentro uno Stato un diritto marginale sui cittadini, in quanto per queste l’eguaglianza sociale equivale a perdere la supremazia che si ha sull’ignoranza, in cui le forme religiose, qualsiasi forma religiosa, ha fatto di soggetti indifesi vittime predestinate, come lo sono i cittadini dimenticati da Dio e dagli uomini che dovrebbero rappresentarlo e visto che per quanto riguarda la maggior parte dei religiosi, i più predicano bene ma poi razzolano male, finché non capiremo che per avere uguaglianza, il comportamento di ”tutti” dovrà seguire linee ben precise e tutte volte alla stessa grazia divina per ottenere l’eguale, questo da nord a sud e da est a ovest o l’uguaglianza dei popoli è e resterà un chimera, oltre che un crimine insoluto.

 
Domenico Proietti