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WEF: diventate cyborg, scheggiate i vostri figli, impiantate schegge cerebrali

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Pubblicato da: Alicia Powe tramite Gateway Pundit

Anche cinque anni fa, un titolo del genere sarebbe stato bollato come una “teoria del complotto”, ma ora Klaus Schwab e il World Economic Forum te lo stanno dicendo in faccia. Quando parlano di “The Future We Want”, intendono il futuro ESSI vogliono, cioè solo i Transumani devono fare domanda. ⁃ Editore TN

Il World Economic Forum sta promuovendo la “tecnologia di potenziamento” per trasformare gli esseri umani in cyborg e raccomanda che i bambini vengano impiantati con chip cerebrali.

I chip cerebrali non solo miglioreranno la salute sradicando disabilità come difficoltà di apprendimento e depressione, ma apriranno la strada agli esseri umani per raggiungere capacità sovrumane, sostiene un articolo del 16 agosto pubblicato sul sito web del WEF.

“I supereroi hanno dominato il grande e il piccolo schermo per un po’, ma sta avvenendo un sottile cambiamento. Molti bambini si aspettano di sviluppare loro stessi i superpoteri. Queste aspettative possono sembrare irraggiungibili, ma stiamo già facendo i primi passi verso una “società aumentata”, scrive Kathleen Phillips, “collaboratrice all’ordine del giorno” del WEF nel blog post intitolato “La tecnologia aumentata può cambiare il modo in cui viviamo, ma solo con il giusto supporto e visione”.

L’era dei cyborg è già qui, è solo non equamente distribuita https://t.co/Dg5dzlamMm

— Mary Harrington (@moveincircles) 22 Agosto 2022

Mentre i chip cerebrali o l’aumento, come “impianti cocleari” o “protesi” sono usati per rimediare ai disturbi cognitivi, la tecnologia verrà utilizzata per migliorare la vita di tutti i giorni, in particolare per i bambini che trarrebbero beneficio dallo sviluppo della percezione ultrasensoriale, sostiene l’articolo.

“La tecnologia aumentata aiuterà in tutte le fasi della vita: bambini in un ambiente di apprendimento, professionisti al lavoro e anziani ambiziosi. Ci sono molte possibilità”, osserva Phillips.

“Dovresti impiantare un chip di tracciamento in tuo figlio? Ci sono ragioni solide e razionali per questo, come la sicurezza”, scrive lo scienziato. “Molti bambini con deficit di attenzione lottano a scuola. Nel migliore dei casi, ottengono servizi di istruzione speciale o alloggi in classe. Tuttavia, con una guida visiva e audio aggiuntiva che blocca gli stimoli in eccesso, un bambino altrimenti abilitato può far fronte a un ambiente scolastico standard. E quando la lezione finisce e inizia il tempo di gioco, possono semplicemente togliere gli aiuti. “

Gli impianti cerebrali forniranno benefici per la salute “equivalenti al naso di un cane” in un gadget “che può essere utile per annusare il COVID-19”, assicura il collaboratore dell’agenda del WEF. Ma a differenza dei telefoni che “potrebbero sembrare parte del tuo corpo”, la tecnologia di aumento “diventerà più intrecciata con il corpo sotto forma di impianti”.

L’articolo presenta un video prodotto dal WEF che delinea “un quadro etico per una società tecnologicamente aumentata”.

Phillips ipotizza che una “società aumentata” sia inevitabile e indica le élite globali che stanno stabilendo il monopolio sugli impianti cerebrali per regolare “eticamente” la tecnologia che presto sarà pervasiva in tutto il mondo.

“Il Consiglio d’Europa lanciato di recente un piano d’azione strategico per affrontare le problematiche sollevate dall’applicazione delle neurotecnologie. Un altro esempio, Istituto Rathenau fondata dal governo olandese, opera come istituzione indipendente per riflettere su questioni relative all’impatto della tecnologia sulle nostre vite”, scrive Phillips. “Il Cile è già un passo avanti. L’anno scorso, il paese ha aperto la strada a un disegno di legge per modificare la sua costituzione per proteggere i dati personali del cervello. Diversi Paesi stanno ora esplorando come affrontare questi problemi che circondano gli impianti (cervello). Il compito è scoraggiante poiché gli esperti di etica non dovranno solo esaminare la tecnologia in fiore, ma anche le potenziali applicazioni future”.

“La tecnologia ha sempre avuto il potenziale per trasformare la società e migliorare la nostra vita quotidiana e professionale. Così fa la tecnologia di aumento”, conclude l’articolo del WEF. “Va di pari passo con un’evoluzione dall’assistenza sanitaria all'”assistenza sanitaria”, dove non si tratta più solo di risolvere una menomazione. Si tratta di una tecnologia che ti supporta e migliora la qualità complessiva della tua vita”.

Il capo del WEF Klaus Schwab sostiene che il transumanesimo, o la fusione dell’uomo con la macchina, è fondamentale per ottenere il “Grande ripristino” o “quarta rivoluzione industriale.”

“Ciò a cui porterà la quarta rivoluzione industriale è una fusione delle nostre identità fisiche, digitali e biologiche”, ha detto Schwab al Chicago Council on Global Affairs nel 2019.

“Ciò a cui porterà la Quarta Rivoluzione Industriale è una fusione delle nostre identità fisiche, digitali e biologiche”.

~ Klaus Schwab, 2019 pic.twitter.com/HdUZBtPVPh

– James Melville (@JamesMelville) 21 Agosto 2022

Leggi la storia completa qui …

Pubblicato sul sito web: https://it.technocracy.news/

Articolo correlato: Poi arrivarono i tecnocrati per i bambini…

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La Religione della Paura

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Sarà il Sole a svegliarci: lo teme la Religione della Paura

La deriva transumanista a cui stiamo assistendo è il frutto di uno scontro di civiltà. Un emblematico, inesauribile scontro: non solo fra due culture, fra due concezioni del mondo, ma addirittura fra due opposte e inconciliabili forme di civiltà. Una potremmo definirla algida, fredda, pseudo-lineare, agorafobica, già vecchia e stantia nonostante i suoi appena tre secoli di età. E’ una cultura sorta dal razionalismo di fine Seicento e da quella che è passata alla storia come la rivoluzione scientifica. Una cultura che è stata nutrita da una miope incomprensione dell’esperienza illuministica, pur liberatoria, che però si è incanutita precocemente, fossilizzandosi negli ingranaggi del pensiero meccanicistico. L’altra cultura è invece antica come l’alba della conoscenza (e della coscienza), come e più delle stesse piramidi e di quei miti che produssero. Eppure quella cultura è sempre giovane: perché è immortale, orgogliosa e ottimistica, come quegli stessi dèi che la donarono agli esseri umani.

Bergoglio

E’ una cultura inclusiva, conciliatrice dei complessi rapporti tra uomo e natura. E soprattutto: è profondamente radicata nella più arcaica e radicale delle esperienze umane: la percezione magica del sacro. Lo scontro in corso rappresenta una delle ultime fasi di un conflitto, molto antico, tra la dimensione gnostica – prometeica, titanica, estatica – e la sua drammatica emarginazione e persecuzione ad opera di una falsa religiosità assolutistica, quella del monoteismo patriarcale che si instaurò con il rovesciamento degli antichi dèi. Una deriva che, poi, ha portato a quel delirio teologico che è stato fatto proprio dalla cultura giudaico-cristiana. Ha pesato la sua applicazione totalmente exoterizzante, che ha escluso ogni aspetto esoterico-iniziatico. E ha voluto ritagliare, nella grande spirale del tempo eterno (venerata da tutte le antiche culture del pianeta), un segmento progettuale artificioso: quello di un dio totemico, tanto geloso quanto violento, nemico di tutte le tradizioni fondate sulla conoscenza e sull’esperienza.

Razionalismo, rivoluzione scientifica e rivoluzione industriale: oggi Klaus Schwab parla di Quarta Rivoluzione Industriale, a conferma del fatto che sono sempre gli stessi, a cantarsela e suonarsela da soli. Hanno voluto separare il sacro dal profano, l’immanente dal trascendente. Negli ultimi tre secoli hanno tentato, in tutti i modi, di estirpare la spiritualità dalla concezione umana, dalle espressioni della nostra cultura. E spesso e volentieri lo hanno fatto a braccetto con la Chiesa cattolica. Ora siamo giunti a una fase ancora più avanzata: non servono neppure più, le masse. Lo spiega bene Marco Della Luna: le masse sono ormai divenute superflue, per questo potere che vorrebbe “depopolare” il pianeta. Ormai mirano solo al controllo: si aggrappano come pazzi ai residui brandelli del loro potere. Puntano al controllo totale: quindi vogliono la digitalizzazione forzata, il transumanesimo, la sostituzione definitiva dell’uomo con le macchine e la riduzione in schiavitù dei pochi superstiti.

Sole

Schiavi: privati di coscienza, di libero arbitrio, di raziocinio. Privati di ogni libertà, di ogni diritto. Un po’ come recita lo slogan dell’europea Id 2030: non possiederemo più nulla, ma saremo tutti felici. Vi piacerebbe, vero? Ma non andrà così. Pensiamo a quelli che oggi recitano l’Om nelle piazze: sono comunque segnali di un risveglio spirituale. In tutte le grandi epoche di crfilosofiaisi e transizione, c’è sempre stato anche un grande impulso della spiritualità. L’umanità ha periodicamente compiuto balzi quantici, a livello intellettuale e spirituale. Ebbene: sono stati determinati anche dalle eruzioni solari. Ce ne ha appena riparlato l’astrofisica Giuliana Conforto: ci ha spiegato che il campo magnetico della Terra sta mutando velocemente, andando a saldarsi con quello del Sole, oltre che con il campo magnetico della galassia.

La prima tempesta solare registrata con strumentazioni moderne risale agli anni Sessanta dell’800: mise fuori uso i telegrafi di tutto il mondo. Se dovesse avvenire oggi, una tempesta solare di quel tipo farebbe saltare tutti i satelliti e le reti di telecomunicazione, inclusa la telefonia cellulare, e probabilmente manderebbe in tilt le stesse centrali elettriche. Non è detto che certi preparativi di una crisi energetica – vera o presunta che sia – non siano anche finalizzati a “coprire” eventuali tempeste solari in arrivo. Ma attenzione: tempeste solari di entità ben maggiore, avvenute ciclicamente, sono state ben documentate: dall’analisi degli anelli degli alberi, secondo la “dendrocronologia”, e anche dai carotaggi dei ghiacci, effettuati sia in Groenlandia che in Antartide. Fra l’altro, è stato anche dimostrato che nel VII secolo avanti Cristo si verificò una tempesta solare oltre 10 volte più devastante di quella del 1864. Non esitendo la telematica, l’umanità la percepì in maniera molto diversa: al limite la videro, sotto forma di aurore boreali alle nostre latitudini e forse ancora più a Sud.

Sabato Scala

Gli effetti sull’uomo, però, non tardarono a manifestarsi: nel VI secolo avanti Cristo l’umanità visse un vero salto quantico. Se è vero che può distruggere, il Sole può anche dare la vita: può fornire un impulso vitale per la nostra intelligenza. Nel VI secolo, infatti, sorsero – simultaneamente – decine di movimenti religiosi innovativi, senza contare l’esplosione della filosofia in Grecia. Nacquero Pitagora, Zarathustra, il Buddha. Fenomeni che rispondono a regole cosmiche, magnetiche? Come in alto, così in basso: quello che accade nella galassia è interconnesso con ciò che avviene sul nostro pianeta. Noi siamo un microcosmo, in rapporto con un macrocosmo. Evidentemente, le tempeste solari sono in grado di farci evolvere anche da un punto di vista spirituale. Altre tempeste solari, del resto, erano avvenute anche in precedenza: una – grandissima, risalente al 1200 avanti Cristo – si verificò in concomitanza con la nascita dei Misteri Eleusini, cioè con l’arrivo a Eleusi della dea Demetra. E ne sono avvenute moltissime altre, sempre in corrispondenza di fatti epocali.

Quindi, probabilmente, i gestori della Matrix – quelli che ci dominano – sono anche terrorizzati dalla possibilità di eventi (incluse appunto le tempeste solari) che possano determinare un balzo evolutivo, un salto quantico dell’umanità. Ovvero: se l’umanità prende coscienza di sé, si libera delle proprie catene. Come hanno potuto assoggettare gli esseri umani, per oltre 10.000 anni? Con l’inganno, con i dogmi: con catene mentali e spirituali. Un bravissimo ricercatore come Sabato Scala, studioso del Cristianesimo delle origini, insiste sulla necessità del saper diversificare il Cristianesimo originario dal Cristianesimo “politico”, creato a tavolino – per fini di potere – da personaggi come Giuseppe Flavio, Paolo di Tarso e il filosofo romano Seneca. Ci sono le prove, dei loro complotti: molto abilmente, crearono una nuova religione solo in apparenza derivata dal Cristianesimo delle origini. L’obiettivo qual era? Prendere il potere a Roma e impadronirsi delle redini dell’Impero. E ci riuscirono.

L'inquisitore de Il Nome della Rosa

Il coronamento del loro delirio fu il famigerato Editto di Tessalonica, promulgato da Teodosio. Non è sbagliato paragonarlo al Green Pass: l’obbligo di aderire alla nuova religione fu imposto con la forza a una popolazione di 60 milioni di abitanti, di cui soltanto il 15% aveva aderito al nuovo credo. A tutti gli altri, il Cristianesimo “paolino” venne imposto con la violenza: chi non si fosse convertito avrebbe perso ogni diritto civile (rischiando anche la vita, in molti casi). Comunque: si perdeva il diritto a frequentare le scuole, a entrare nell’esercito, a rivestire cariche pubbliche, persino ad accedere ai pubblici edifici. Esattamente come oggi: questi non hanno fantasia, ripetono sempre gli stessi atti.

Quello che Sabato Scala ci ha indicato è la presenza di precise leve psicologiche, utilizzate dalla nuova religione romana proprio per assoggettare le masse. Secondo la scienza di oggi, queste leve sono elementi certi, assodati, per la manipolazione comportamentale. Si tratta di elementi – scrive Scala – che intervengono nel minare i fondamenti di una psiche sana: perché è proprio la psiche sana, che vogliono attaccare, rendendola malata. Come? Introducendo degli effetti, rinforzati da un apparato mitologico e simbolico creato ad arte, che vanno a scardinare alla radice i pilastri di un sano equilibrio psichico (equilibrio che, nelle antiche tradizioni religiose, era sempre esistito). Quali sono, questi obiettivi? Primo: l’autostima (e l’auto-efficacia). Secondo punto: la consapevolezza delle proprie azioni, e di conseguenza l’assenza di sensi di colpa. Terzo: un equilibrato rapporto corpo-psiche, ovvero una relazione armonica con la propria istintualità.

Prometeo

Fin dalla sua prima elaborazione, il Cristianesimo “politico” imposto a Roma, quello che poi ha preso il potere arrivando fino all’Inquisizione e alla caccia alle streghe, ha costruito ad arte un sistema mitologico, un “palinsesto” di rituali e di norme, comportamentali e morali, finalizzato a utilizzare in modo coordinato, secondo un’accurata programmazione neuro-linguistica, tutte e tre le leve citate: autostima, consapevolezza ed equilibrio corpo-psiche. In pratica, attraverso questa manipolazione, sono arrivati a sottomettere le masse con il dogma, impedendo e mortificando l’accesso alla conoscenza. Perché Eva fu cacciata, insieme ad Adamo, dal Paradiso Terrestre? Perché aveva colto il frutto dall’Albero della Conoscenza. Non sia mai: l’essere umano non deve avvicinarsi alla conoscenza. Se lo fa, i dominatori sono perduti.

Prometeo, il grande dio Titano, tentò in extremis di salvare l’umanità, che già era caduta sotto il giogo dei nuovi dèi, rubando a Zeus la fiaccola della conoscenza per donarla a noi. Purtroppo quel suo gesto non servì, perché Zeus riprese il sopravvento. Ma quello di Prometeo resta un gesto simbolico importantissimo. Quella stessa fiaccola è rappresentata dalla Statua della Libertà che si erge davanti al porto di New York (e pochi sanno che il prototipo di quella statua è presente sulla facciata del Duomo di Milano). Lo ribadisco: questo è un momento storico, tutti i nodi verranno al pettine. Ci saranno tante macerie, ma siamo sicuramente all’alba di una nuova era. E c’è qualcuno che sta facendo di tutto per non farla cominciare, questa nuova era. L’intento dei dominatori è quello di ancorarsi al loro potere: per questo stanno facendo di tutto per sottomettere l’umanità, per impedirle di evolversi e di compiere questo salto quantico. Soprattutto: all’umanità vogliono impedire di ricordare chi è.

Se noi ricordiamo chi siamo – se riconnettiamo la nostra parte animica, divina, con gli dèi creatori, recuperando la memoria genetica che ci hanno trasmesso – allora non ci incatena più nessuno. Se riprendiamo possesso delle nostre capacità, delle nostre vere facoltà, questo li spaventa. E tanto per essere chiari: era scomodo anche il Cristianesimo delle origini, che infatti è stato perseguitato dal Cristianesimo “politico”, progettato per il dominio. E’ proprio al Cristianesimo delle origini che si ispirarono i Catari e anche i Templari, che volevano rovesciare il Papato (si rifacevano infatti alla tradizione giovannita, che era stata spodestata). Erano scomode anche moltissime tradizioni misteriche – come quella eleusina, a cui io appartengo. Entrate in clandestinità, nel medioevo hanno tentato anch’esse, a più riprese, di spodestare la Chiesa: non ci sono riuscite, ma c’è mancato veramente poco.

Catari al rogo

Il Rinascimento non è stato solo una rinascita delle arti e della cultura classica: ha rappresentato una vera rinascita delle scienze e delle coscienze, guidata (sottotraccia) proprio dalle antiche tradizioni misteriche che, come un fiume carsico, erano sopravvissute nel sottosuolo per tornare a riaffiorare e alzare la testa, con la stagione rinascimentale. Potevano farlo, avendo in mano la maggior parte degli Stati e delle signorie dell’epoca, contrapposte al Vaticano. Oggi la Chiesa è molto preoccupata, dalla rinascita di certe tradizioni, che vede esprimersi anche nella new age. Premetto: io non l’ho mai amata, la cultura new age; magari era nata con buone intenzioni, ma poi è stata manipolata (soprattutto negli Usa, dalla Cia) per finalità politiche. Diciamo che, anche in questo caso, bisogna separare la farina dalla crusca.

Tornando alla Chiesa cattolica: sta procedendo ormai verso una deriva transumanista, improntata al Grande Reset di Davos. Lo dimostrano anche le scandalose politiche vaccinali del Vaticano: una deriva totalitaria che non trova invece il consenso della maggior parte delle Chiese Ortodosse. Il cattolicesimo romano, al contrario, è totalmente appiattito sull’Operazione Corona, anche perché rappresenta un potere che di cristiano non ha più niente. Ebbene: il potere cattolico è oggi spaventato anche da quello che, genericamente, chiama “gnosticismo”. Il termine però è impreciso: c’è infatti anche uno gnosticismo cristiano, c’è uno gnosticismo di origine ermetica, e c’è uno gnosticismo impropriamente definito “pagano”. Comunque, “gnosi” vuol dire “conoscenza”: quindi, nello gnosticismo possiamo annoverare tante tradizioni. Le gerarchie vaticane usano questo termine, in modo un po’ dispregiativo, per indicare qualcosa di pericoloso. E la polemica non è solo di oggi, risale agli anni Novanta.

Louis Pauwels

Interessante il caso di Louis Pauwels, autore de “Il mattino dei maghi”: un libro che, negli anni Sessanta, ha fatto la storia dell’esoterismo occidentale (e anche, in parte, del movimento new age). Poi, in età avanzata, Pauwels ebbe un repentino cambio di rotta: divenne un intransigente cattolico e si mise ad attaccare tutte quelle dottrine esoteriche che escono dai binari della Chiesa. Molto strana, la sua pseudo-conversione: avvenne in seguito a uno strano incidente che quasi gli costò la vita. Mi ricorda la situazione di oggi, in cui molte persone si lasciano manipolare dalla paura, al punto da rinunciare ai loro diritti costituzionali e alla propria libertà. Negli ultimi anni della sua vita, Pauwels arrivò a parlare di un “complotto mondiale neo-gnostico”, ordito da “forze anti-cristiane” che mirerebbero a “indebolire la fede dei cattolici”(sembrano parole di Don Curzio Nitoglia). Comunque, gli attacchi allo gnosticismo – che stanno avvenendo proprio in questi giorni – hanno svariati precedenti nei decenni scorsi, ben oltre il semplice caso Pauwels.

Nel 1990, all’indomani del crollo dei regimi dell’Est Europa, l’arcivescovo di Bruxelles, cardinale Godfried Danneels, in una sua lettera pastorale fece una dichiarazione molto inquietante, poi pubblicata nel 1991 sul settimanale “Il Sabato”. «La riesumazione della vecchia gnosi – scrisse, testualmente – è un rischio mortale, che potrebbe portare alla distruzione del Cristianesimo. E il clima di festa e di liberazione dal comunismo non può assolutamente far dimenticare il sorgere di questo nuovo, insidioso avversario». A breve distanza, anche il Pontefice (Giovanni Paolo II) fece una dichiarazione simile, poi inclusa nel libro-intervista “Varcare le soglie”, curato da Vittorio Messori. Lo stesso Wojtyla, dunque, espresse preoccupazione per «la rinascita delle antiche idee gnostiche». Rinascita definita «un nuovo modo di praticare la gnosi, cioè quell’atteggiamento dello spirito che, in nome di una profonda e presunta conoscenza di Dio, finisce poi per stravolgere la sua parola».

Giovanni Paolo II

Obiettivamente parlando, qui siamo al ridicolo. Una religione che si considera solida – plurimillenaria – di cosa può mai avere paura? Del risorgere di forme di consapevolezza legate al passato? Evidentemente sì: ne ha tanta paura. E in questi giorni, sempre in ambiti cattolici – anche ambienti giornalistici, persino quelli della cosiddetta controinformazione – si levano le voci di chi pure asserisce di essere contrario alla “deriva autoritaria” in corso, ma poi si mette, curiosamente, ad attaccare proprio lo gnosticismo. Mi domando: ma dov’è, questo gnosticismo? Vedete chiese gnostiche? Movimenti gnostici al potere? Evidentemente, costoro temono una presa di coscienza: temono la riscoperta, da parte delle masse, di antiche tradizioni spirituali (mai sopite). E in maniera un po’ generica e ipocrita, le definiscono con l’etichetta di “gnosticismo”. Lo fanno per non nominarle, per non pronunciare i loro veri nomi.

Viganò

E’ emblematico, il fenomeno: conferma la paura del risveglio. A Firenze, il 14 novembre, sono state schierate le camionette della polizia davanti alla Porta del Paradiso, al Battistero del Duomo, dove si erano radunate migliaia di persone a recitare l’Om. A chi potevano far paura, quelle persone? Alla Curia, immagino, ben più che al governo Draghi. A quanto pare, a quella ritualità di piazza viene attribuita un’importanza enorme. In effetti, davanti alla Porta del Paradiso si prega per qualcosa che va contro i dettami globalisti e transumanisti dell’attuale Chiesa. E allora si sprecano gli attacchi contro queste “nuove forme di gnosticismo”, pericolosissime. In realtà attaccano la rinascita della consapevolezza: è quella, che fa paura. Parallelamente, da parte dell’élite di potere, ci sono progetti per arrivare a una nuova religione mondiale. In realtà risalgono all’Ottocento, e molti sono già naufragati: ma certe fazioni non vi hanno mai rinunciato. Nell’ottica della Quarta Rivoluzione Industriale, vorrebbero arrivare a fondere le tre grandi religioni monoteistiche in una nuova pseudo-religione con i suoi dogmi, i suoi riti e i suoi simboli.

Il piano però è già fallito in partenza, sia per il rifiuto (motivato) da parte dell’ebraismo, che per il rifiuto (più che motivato) da parte dell’Islam: quando Bergoglio è andato a Baghdad, per poi animare un incontro interreligioso davanti alla ziqqurat babilonese di Ur, il grande ayatollah Al-Sistani (una delle massime guide spirituali dell’Islam sciita) gli ha risposto: potevi anche fare a meno di venire qui. Come a dire: noi non ci stiamo, non accettiamo questa deriva globalista né tantomeno accettiamo di rinunciare alla nostra tradizione, per fonderci in una religione che sia consona ai poteri di certe élite. Non ha funzionato nemmeno l’incontro interreligioso tenutosi nella Piramide di Astana, in Kazakhstan, perché non ci sono i presupposti per realizzare quel progetto. Aderendo a questa operazione, fino ad imporre addirittura il Green Pass a messa (siamo al delirio, ormai), la Chiesa dimostra di aver perso ogni legittimità residua, agli occhi dei fedeli.

Bizzi

Così come gli stessi media manistream, giudicati inattendibili, anche il Vaticano sconta ormai la sfiducia della maggioranza della popolazione: oltre il 60% dei cattolici italiani, probabilmente, rifiutano la piega mondialista del pontificato di Bergoglio, non riconoscendosi più in questa Chiesa. E’ probabile che il cattolicesimo romano vada incontro a uno scisma, che per ora è stato soltanto rimandato. Ed è interessante che gli attacchi anti-gnostici provengano anche da ambienti clericali tradizionalisti: alcuni sono stati sferrati da personaggi come quel noto arcivescovo (Carlo Maria Viganò, ndr) che pure ha fatto proclami importanti, contro la politica di Bergoglio. Anche lui s’è messo a denunciare lo gnosticismo montante. Mi domando: di cosa hanno paura? Del risveglio delle coscienze? Temono di non riuscire più a irreggimentarle?

Intendiamoci: la spiritualità non può essere ingabbiata, recintata. Secondo me, l’umanità è destinata (in buona parte) a un grande balzo evolutivo, a una rinascita della coscienza, a una nuova consapevolezza. E questo la porterà davvero ad evolversi, e a liberarsi finalmente da tante catene e da tanti condizionamenti. Il che spaventa enormemente il potere. E’ probabile che ci sarà il tentativo di creare nuovi movimenti di stampo new age, riadattati al presente, per cercare di ingabbiare le persone. E invece, secondo me, oggi possono nascere nuove, grandi correnti spirituali, di portata epocale. Perché siamo veramente a un momento di svolta. Chi vivrà vedrà, ma a mio parere assisteremo a eventi incredibili. Se ci sarà un risveglio della consapevolezza, ci sarà anche un balzo in avanti della società, sotto tutti gli aspetti: un salto quantico, dal mondo scientifico fino alla dimensione del sociale. C’è solo da augurarselo. Prima, però, deve cadere questa impalcatura malvagia, legata all’anti-umanesimo.

(Nicola Bizzi, “La spiritualità della nuova era”: dichiarazioni rilasciate a Gianluca Lamberti il 14 novembre 2021, nella trasmissione “Il Sentiero di Atlantide”, sul canale YouTube “Facciamo Finta Che”).

Pubblicato su: https://www.libreidee.org/2021/11/sara-il-sole-a-svegliarci-lo-teme-la-religione-della-paura/

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Ma come sia possibile che il sadismo sia diventato la religione occulta della classe dirigente?

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© Photo: REUTERS/Henry Nicholls

I grandi tecnocrati del reset ci hanno davvero pensato? Evil: tra spopolamento e Neuralink

di Joaquin Flores

L’unica cosa rimasta da distruggere in un mondo popolato solo da élite, sono le altre élite. Sembrerebbe che il desiderio di dominare gli altri non finisca da solo.

Con il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite che annuncia che circa 270 milioni di persone in tutto il mondo ora devono affrontare la fame, il dibattito in corso sui veri obiettivi della tecnocrazia è profondo. La domanda è se il loro obiettivo tende più a una forte riduzione della popolazione, o più a un nuovo tipo di schiavitù.

Sembra che le questioni filosofiche e pratiche a lungo termine rimangano un mistero. Sosterremo che il male, non semplicemente l’influenza della base sulla sovrastruttura, è al centro di questo sforzo. Abbiamo definito il male come infliggere il più alto grado di dolore al maggior numero di soggetti resistenti. Insomma, abbiamo definito il male come sadismo, infliggere il male perché dà soddisfazione a chi lo infligge.

Poiché il male è fondamentalmente una forza distruttiva, non può creare nulla: nulla in esso è veramente nuovo né utile all’umanità. I suoi piaceri sono di breve durata e spuri. È insostenibile, controproducente e alla fine porta all’autodistruzione.

Abbiamo adeguatamente valutato da diverse fonti che dietro questo processo ci sono interessi nefasti, che cercano di fare del processo anche l’esercizio del potere, oltre a diversi altri scopi (rimanere al potere, esercitare il potere in modo coerente con le loro credenze occulte sul male, ecc.). Comprendiamo che sono “cattivi” perché implicano un tipo di “potere sopra” (in contrapposizione al potere con/consenso) che deriva questo potere dalla paura e dal terrorismo sulla popolazione. Il terrorismo qui è definito come l’uso operazionale della paura, del dolore e di altre lesioni verso obiettivi socio-politici.

Se i loro piani non fossero stati radicati nel male, avrebbero usato tattiche di soft-power come la produzione del consenso , per arrivare ai loro fini.

L’obiettivo del Grande Reset è di trasformare l’oligarchia plutocratica dominante in una tecnocratica. La base della plutocrazia è la finanza e l’introduzione dell’intelligenza artificiale e dell’automazione elimina la base della finanza come fondamento di un’economia di scala. Questo perché automazione e deflazione si muovono di pari passo, rendendo le nuove tecnologie perdenti. Pertanto, deve essere introdotto un nuovo paradigma che tenga conto di questa “Quarta Rivoluzione Industriale” post-finanziaria.

Confronto affiancato della linea di assemblaggio automatico: 1920 vs. 2020 – “Gli esseri umani non devono applicare

Ma l’ideologia del Grande Reset si basa sul vecchio paradigma finanziarista, che è quello dell’esternalizzazione dei costi. Quando gli esseri umani non sono più coinvolti nel processo di valorizzazione nella produzione di beni e servizi, allora l’umanità stessa è il costo che richiede l’esternalizzazione – l’eliminazione.

Ma come sia possibile che il sadismo sia diventato la religione occulta della classe dirigente, presenta una domanda del tipo “uovo o gallina”. Cioè, l’ideologia corporativa è mutata in sadismo occulto, o il sadismo occulto ha trovato la sua espressione attraverso l’ideologia corporativa? Questa domanda costituirà senza dubbio la base di un’indagine successiva.

Spesso ci rimandiamo a motivazioni o processi nefasti in termini di ‘avidità’, o ‘interesse personale’, ‘ossessione di potere’ o ‘crisi dell’accumulazione di capitale’, ‘bolle speculative’.

E questi non bastano in ultima analisi, sebbene forniscano potere esplicativo. Il problema si pone nel potere predittivo, perché mentre affrontiamo una crisi di rendimenti decrescenti dovuti all’automazione (come la crescente tendenza alla perdita netta su nuovi grandi investimenti di capitale), i reali bisogni psicologici che motivano l’attuale plutocrazia come gruppo di potere sono in realtà minato in una significativa e improvvisa riduzione della popolazione, o nuove tecnologie post-coercitive che eliminano l’azione umana. Questo può sembrare controintuitivo, ma alla luce di una comprensione della natura autodistruttiva del male, esploreremo questa domanda.

Quando mappiamo le probabilità di tre vettori politici che si intersecano, possiamo capire ancora meglio questa domanda. Tali vettori politici sono a.) collegamento neurale/AI/Impianti neurali/proteine ​​magnetiche e relativo transumanesimo, b.) spopolamento come parte degli obiettivi dichiarati dell’Agenda 2030, c.) automazione/roboticizzazione, 4IR e IoT.

Questo seguirà dal nostro ultimo pezzo sull’argomento, The Great Reset Morality: Euthanization of the Inesentials :

Impianti neurali

Lo sviluppo e l’introduzione di impianti neurali, magnetoproteine, ecc., possono andare in diverse direzioni. Alcuni tipi di questi promettono di dare alle élite capacità cognitive “super-umane”. Tuttavia, un’altra applicazione molto pratica è quella di imporre che questi vengano utilizzati sulla popolazione generale per ostacolarli o controllare in qualche modo i loro pensieri.

In questo senso, gli impianti neurali possono funzionare come i prodotti farmaceutici vengono utilizzati in psichiatria. Nella creazione di questa sorta di ‘ Brave New World ‘ di Huxley , possiamo facilmente vedere la continuazione di un paradigma già esistente oggi. Questo è un luogo in cui è normale trovare varie prevedibili depressioni, ansie e nevrosi causati dalle condizioni sociali contemporanee, ma trattati psichiatricamente invece che risolti socio-economicamente.

Anche gli impianti neurali possono svolgere una funzione simile, ma vanno anche oltre. Al di là delle emozioni o dell’effetto di base sulla ricaptazione di alcuni ormoni come la serotonina, ecc.; gli impianti neurali possono dirigere i pensieri o cambiare interi processi cognitivi. Al di là dei sentimenti, delle pulsioni e degli impulsi, gli impianti neurali promettono di produrre pensieri reali nella mente del soggetto.

L’ingegnere LLNL Vanessa Tolosa regge un impianto cerebrale – credito: Extreme Tech Magazine, luglio 2014

Tra questi due c’è una forma ibrida: nanotecnologia e chemiogenetica che lavorano con l’optogenetica. Poiché il sistema di consegna al cervello può avvenire tramite iniezione, i nanolipidi e altri composti possono presentarsi sotto forma di iniezioni. Questi possono essere consegnati come parte di un regime di “v-a-c-c-i-n-a-zione” richiesto (nella misura in cui quel termine è stato ridefinito), come caratteristiche delle nanotecnologie già nel v-a-c-c-i-n-o contro il C-o-v-i-d-1-9.

Pertanto, tali possono essere inclusi – divulgati o meno al pubblico – nelle v-a-c-c-i-n-a-zioni obbligatorie.

Lo sviluppo di questi sembrerebbe, tuttavia, essere una tecnologia che sosterrebbe la schiavitù, ma non esclude il genocidio. Certamente la capacità di controllare i pensieri di una popolazione mitigherebbe notevolmente il rischio nell’ottica dell’apparato statale, specialmente mentre si muove verso il genocidio.

Spopolamento: miti contro fatti

Il controllo della popolazione e la riduzione della popolazione sono state a lungo politiche di varie istituzioni e gruppi di riflessione impegnati nella governance globale, dalle Nazioni Unite al World Economic Forum. E ‘stata una parte del obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, e fin dagli albori del 21° secolo, fa parte dell’Agenda delle Nazioni Unite il 2030.

È importante introdurre ora un quadro per comprendere il problema della popolazione alla luce dello sviluppo economico. La visione di vecchia data è che lo sviluppo economico porta alla stagnazione della popolazione, persino al declino. L’idea qui è che l’educazione e l’urbanizzazione sono processi che portano verso una migliore conoscenza della pianificazione familiare di base, in tandem con un migliore accesso all’aborto e al controllo delle nascite.

Il postulato sottostante è che le persone naturalmente non vogliono essere gravate dai bambini, che i bambini sono un affronto alla libertà in astratto. La formula è che, poiché le persone sono meglio istruite e hanno un lavoro più significativo e vite interessanti, sanno sia come prevenire la gravidanza sia anche non hanno più inclinazioni “primitive” verso la costruzione di una famiglia numerosa.

Questa mitologia è stata costruita attorno alla nozione che le persone sono fondamentalmente egoiste nel senso più stretto, con l’esclusione di altri desideri, bisogni e impulsi. Si presentano come la norma tale da creare inoltre una cultura più ampia che si oppone alla procreazione.

Invece, il vero e proprio meccanismo di spinta stagnazione della popolazione nel 1 ° mondo sono aumentate pressioni di lavoro, e un aumento dei costi della vita. Piuttosto che attribuire la stagnazione della popolazione a condizioni di vita migliorate, queste sono più legate alle condizioni austere imposte dalla tarda modernità. I costi della proprietà, degli affitti, del cibo, e anche a causa del calo della qualità dei beni dovuto all’aumento dell’obsolescenza programmata, hanno esercitato una maggiore pressione economica sui singoli e sulle coppie. Ha portato al requisito che entrambi i membri di una famiglia lavorino a tempo pieno. E anche con questo, la proprietà della casa nei centri cosmopoliti è praticamente impossibile per la maggior parte. L’austerità ha anche portato alla stagnazione dell’aspettativa di vita.

Questa verità è esposta in documenti politici reali come “Nuove strategie per rallentare la crescita della popolazione” (1995). Qui è evidente il binomio, con al suo interno frasi facilmente decifrabili; “… ridurre le gravidanze indesiderate ampliando i servizi che promuovono la scelta riproduttiva e una migliore salute, ridurre la domanda di famiglie numerose creando condizioni favorevoli per le famiglie piccole …”. Cosa si potrebbe mai intendere per ‘creare condizioni favorevoli per le piccole famiglie’?

Lo sviluppo economico non riduce la popolazione, ma se aggiungiamo austerità e obblighi di lavoro esigenti e inflessibili, allora arriviamo a una risposta. La prosperità economica, come avviene da tempo immemorabile, promette di aumentare notevolmente la popolazione in assenza di un programma di riduzione della popolazione. Poiché un 4IR organico non introdotto dalla tecnocrazia ridurrebbe gli obblighi di lavoro e aumenterebbe gli indicatori di qualità della vita, ci aspetteremmo un boom demografico.

Di conseguenza, le proiezioni secondo cui quella popolazione raggiungerà poco meno di 10 miliardi entro il 2060 sono tanto errate quanto lineari. Senza una tecnocrazia che lavori per ridurre attivamente la popolazione, come credono, un’economia basata sull’automazione e sull’intelligenza artificiale vedrebbe un’esplosione demografica.

Conclusione

È ancora probabile che gli aspiranti tecnocrati abbiano davvero pensato al gioco finale e che ci siano un numero qualsiasi di possibilità che consentiranno loro di raccogliere il piacere sadico come esercizio di potere assoluto, in perpetuo. Ciò potrebbe significare aumentare la paura dello sterminio ben oltre l’effettiva riduzione della popolazione. Potrebbe significare mantenere molti aspetti dell’agire per la popolazione controllata, in modo che i loro dolori siano interiorizzati in modi multivariati e complessi, che includono sentimenti confusi di auto-colpa, identificazione con l’abusante, risentimento, rimpianto e anche violazioni della volontà e della dignità . Di nuovo, se la volontà non è un fattore, allora tutte queste potenziali arene di dolore psicologico non sono presenti.

Per inquadrare quanto segue, è fondamentale capire che in una civiltà post-lavoro, lo status di umanità non esiste più su una metrica di utilità. O la civiltà esiste per migliorare la condizione umana o per aumentare la sofferenza umana. Non ci sono compromessi o costi. La società o è buona o è cattiva.

Ma il male è di breve durata e miope, ed è per questo: la riduzione improvvisa della popolazione è un petardo, esplode solo una volta. Il piacere nel processo di sradicamento di miliardi di persone, e la paura, il dolore e la sofferenza che questo provocherebbe, nell’arco di pochi anni, può essere goduto solo una volta. È un rituale sacrificale sull’altare di Moloch che può essere eseguito solo una volta.

Allo stesso modo con le tecnologie post-coercitive: senza agenzia, il controllo delle persone non serve a violare la propria volontà o desiderio. Causare dolore a un soggetto che non resiste perché non ha volontà, dà al sadico molto meno piacere di quanto farebbe dolore a un soggetto contro la sua volontà.

Inoltre, la posizione dell’élite è relativa a una serie di fattori come la distribuzione della ricchezza, del potere e/o dei privilegi e dei numeri in termini di popolazione rispetto ai quali si hanno questi vantaggi.

Se rimanessero solo élite, allora avrebbero semplicemente introdotto un nuovo tipo di società egualitaria sulla base della sovrabbondanza e di una minuscola popolazione umana. Se le condizioni di vita di un’umanità esistente possono essere notevolmente ridotte, allora il relativo privilegio e lusso di cui godono le élite cresce in quella proporzione.

In assenza di una tecnologia radicale che estenda la vita, è concepibile che la scienza e la tecnologia abbiano già raggiunto lo zenit in cui privilegio e lusso non possono essere promossi. Una soluzione ragionevole sarebbe quella di ridurre le condizioni di vita degli altri in modo da accrescere il proprio relativo privilegio. Maggiore è il numero di persone che vivono in condizioni ridotte, più privilegiata è effettivamente la propria posizione di privilegio.

Allo stesso modo, sembrerebbe che mantenere una certa popolazione umana come “possesso” serva ad aumentare la proprietà sugli esseri umani, forse il tipo di possesso più prezioso perché sono consapevoli di essere posseduti, ma solo se ciò li umilia. A quale altro scopo c’è la schiavitù, in un mondo senza lavoro umano?

Ha qualche significato, o si ottiene qualche soddisfazione, governando sulle persone senza la possibilità di avere la volontà di acconsentire o, al contrario, di risentirsi del governante? Qui possiamo intendere in queste linee: la possibilità dell’agency significa che il governo può avvenire con il loro appoggio, o contro la loro volontà.

Ma il controllo dell’impianto neurale sui processi cognitivi elimina la possibilità della volontà, che priverebbe i tecnocrati del piacere di governare con o contro la volontà dei governati.

Pertanto, viene rivelata la struttura malvagia distruttiva di coloro che stanno dietro il Grande Reset. L’uso della strategia, della pianificazione e dell’astuzia per raggiungere il risultato desiderato è prevalente. Ma hanno esaminato il fondamento dei loro desideri? Comprendono cosa consegnerebbe loro la loro vittoria?

L’unica cosa rimasta da distruggere in un mondo popolato solo da élite, sono le altre élite. Sembrerebbe che il desiderio di dominare gli altri non finisca da solo.

Per questi motivi, è probabile che alcune élite abbiano visto il problema in questo gioco finale. Questo spiegherebbe il conflitto tra le élite che abbiamo esplorato in precedenza e su cui torneremo nel prossimo futuro.

Nota del sito web: Le opinioni dei singoli contributori non rappresentano necessariamente quelle della Strategic Culture Foundation.

Pubblicato sul sito web: https://www.strategic-culture.org/news/2021/06/19/have-the-great-reset-technocrats-really-thought-this-through-evil-between-depopulation-neuralink/

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Tre modi in cui la convergenza biodigitale sta emergendo

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Puro transumanesimo e tecnocrazia che cerca “la piena integrazione fisica di entità biologiche e digitali” per “cambiare gli esseri umani – i nostri corpi, le nostre menti e i nostri comportamenti”. Ci stanno traghettando. Con una velocità impressionante. James Corbett suona la campana. 

By James Corbett
corbettreport.com

Se non avete ancora letto “Exploring Biodigital Convergence”, vi suggerisco di interrompere quello che state facendo e leggerlo subito. Seriamente. Aspetterò. . . .

. . . E dopo che lo avete fatto , sicuramente sarete d’accordo con me che questa è una cosa importante. Siete pronti a conoscerla?

OK, iniziamo a scavare.

La prima cosa da notare di questo documento rivelatore è che si tratta di una pubblicazione ufficiale del governo del Canada. Più specificamente, è del ”Policy Horizons Canada“, che si presenta come “un’organizzazione del governo federale che svolge attività di previsione”. Chiaro come il sole? Bene, apparentemente il loro mandato è “aiutare il governo del Canada a sviluppare politiche e programmi orientati al futuro che siano più solidi e resistenti di fronte al cambiamento dirompente all’orizzonte”, e costituiscono un “centro di previsione” del governo, compreso un “capo futurista” e un team di “analisti di previsione” che lavorano nel primo “laboratorio di innovazione” del governo del Canada, producendo regolarmente “MetaScans” su argomenti di interesse per il governo, che includono “approfondimenti comportamentali e sperimentazioni”.

Se questo può sembrare un mucchio di gergo burocratico federale concepito per offuscare il fatto che questo sia proprio un think tank governativo che parla di tendenze e sviluppi futuri, allora come non preoccuparsi. È precisamente ciò che è.

La seconda cosa che noterete del documento è la faccia compiaciuta di Kristel Van der Elst, che, ci dicono, sia la direttrice generale di Policy Horizons Canada e anche l’autrice della prefazione di questo documento. Tre secondi di ricerca vi riveleranno che la signora Van der Elst è l’ex responsabile delle previsioni strategiche al (avete intuito) del World Economic Forum, che ha una scheda bingo globalista impressionante quasi quanto quella della dottoressa Leana Wen.

Oltre ad essere in confidenza con la gente di Davos, è anche una borsista Fulbright che è andata a Yale, è consigliere speciale del vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič e, oltre a dirigere Policy Horizons Canada, è anche collega del Center for Strategic Foresight dell’Ufficio di responsabilità del governo degli Stati Uniti. Quelle surprise.

Cosa dice la Van der Elst nella sua prefazione?

Nei prossimi anni, le tecnologie biodigitali potrebbero essere incorporate nelle nostre vite nel modo in cui lo sono ora le tecnologie digitali. I sistemi biologici e digitali stanno convergendo e potrebbero cambiare il modo in cui lavoriamo, viviamo e persino evolvere come specie. Più che un cambiamento tecnologico, questa convergenza biodigitale potrebbe trasformare il modo in cui comprendiamo noi stessi e farci ridefinire ciò che consideriamo umano o naturale [tutte le sottolineature in questo articolo sono mie].

Indovinate un po’, gente? Ho appena trovato il mio riassunto da usare ogni volta che mi viene chiesto di spiegare il Grande Reset e la Quarta Rivoluzione Industriale in poche parole. Proprio lì, in poche brevi e nitide frasi, c’è esattamente tutto ciò che ho segnalato per quanto riguarda l’agenda transumanista da 13 anni a questa parte. Tuttavia, in pieno spirito di cospirazione aperta, dal momento che questa è una blanda ammissione da parte di un alto funzionario di un think tank governativo, sarà indubbiamente vista come una banale, e scontata verità dai normodotati che cercano di trovare un modo per minimizzare l’imminente estinzione della razza umana.

E da lì, le cose diventano ancora più strane.

Il documento continua a delineare “Tre modi in cui la convergenza biodigitale sta emergendo”, vale a dire:

1.Piena integrazione fisica delle entità biologiche e digitali;

2. Coevoluzione delle tecnologie biologiche e digitali; e

3.Convergenza concettuale di sistemi biologici e digitali,

Rileggete questa elencazione, nel caso non ne abbiate colto il significato la prima volta. Ma se non avete colto l’importanza di queste direzioni, ecco che il rapporto fornisce alcuni esempi concreti di ciascuna di esse.

Per quanto riguarda la “Piena integrazione fisica delle entità biologiche e digitali”, il documento nota:

I robot con cervelli biologici e i corpi biologici con cervelli digitali esistono già, così come le interfacce uomo-computer e cervello-macchina. L’uso medico di dispositivi digitali negli esseri umani, così come gli insetti manipolati digitalmente come le libellule drone e le locuste di sorveglianza, sono esempi di tecnologia digitale combinata con entità biologiche. Collegandosi al sistema nervoso e manipolando i neuroni, la tecnologia può essere aggiunta a un organismo per alterarne la funzione e lo scopo. Nuovi corpi umani e nuovi sensi di identità potrebbero nascere man mano che la convergenza avanza.

Per quanto riguarda la “Coevoluzione delle tecnologie biologiche e digitali”, ci viene detto che c’è “una confusione tra ciò che è considerato naturale o organico e ciò che è digitale, ingegnerizzato o sintetico”.

Per esempio, la vaniglia biosintetica è creata usando acido ferulico, eugenolo e glucosio come substrati, e batteri, funghi e lieviti come organismi di produzione microbica. Anche se non proviene da una pianta di vaniglia, secondo la legislazione alimentare degli Stati Uniti e dell’UE, la sua produzione da “trasformazioni microbiche di precursori naturali” permette di etichettarla come “aroma naturale”.

E nell’elaborazione della “convergenza concettuale dei sistemi biologici e digitali”, gli autori di questo rapporto affermano che:

Mano a mano che continuiamo a comprendere e controllare meglio i meccanismi che stanno alla base della biologia, possiamo vedere un allontanarsi dal vitalismoil concetto che gli organismi viventi e non viventi siano fondamentalmente diversi perché si pensa che siano governati da principi diversi. Al contrario, la concezione della biologia come dotata di caratteristiche prevedibili e gestibili digitalmente potrebbe diventare sempre più comune come risultato del vivere in un’era biodigitale. Qualsiasi studente di biologia oggi sarà cresciuto in un mondo digitale e potrebbe consapevolmente o inconsapevolmente applicare quel quadro di riferimento alla bioinformatica e alla biologia in generale.

Avete già capito in che direzione si sta andando? Non sorvolate su questo materiale e non prendetelo alla leggera. Un think tank governativo sta parlando apertamente dell’offuscamento dei confini tra sistemi biologici e digitali, tra organismi viventi e non viventi, e di come questo potrebbe portare a “nuovi corpi umani” e nuovi sensi di identità umana. Il piano transumanista per realizzare l’estinzione dell’homo sapiens viene discusso e sezionato con calma come se fosse solo un’altra scoperta tecnologica dagli scienziati.

Non permettete che il vostro orientamento verso la normalità prenda il sopravvento qui. Questa è una follia.

Ma aspettate! Diventa ancora più folle!

In seguito, siamo intratenuti con un po’ di narrativa cyberpunk dai frustrati aspiranti scrittori di fantascienza del Policy Horizons Canada. In una bizzarra narrazione intitolata “Good morning, biodigital”, siamo condotti attraverso una giornata tipica nella vita di un post-umano medio in questo stato di incubo biodigitale. Ecco un passaggio rappresentativo:

Il riassunto dei filmati di sorveglianza del mio bugbot mostra che il mio appartamento era al sicuro da intrusi (compresi altri bugbots) la scorsa notte, però mi informa che il mio stormo di piccole cyber libellule ha fame. Hanno lavorato duramente tutta la notte per raccogliere dati e monitorare l’ambiente esterno, ma il numero di zanzare e zecche portatrici di Lyme, che di solito vanno a cacciare per rifornirsi di energia, era inferiore del previsto. Con un pensiero, ordino per loro un’integrazione di sostanze nutritive.

Come laureato in inglese, il mio primo pensiero è di non mollare il lavoro nei confronti di quel “analista di previsioni” che ha scritto questo pezzo esuberante di spazzatura. Ma come conoscitore della propaganda transumanista, devo notare che questa descrizione di distopia futura soddisfa ogni voce della lista dei desideri dell’Agenda 2030 dei globalisti:

Persone ammassate in ambienti urbani densi e rassicurate con facsimili digitali del mondo naturale? Esatto.

Una tecnologia intelligente che controlla tutto ciò che facciamo e prende tutte le decisioni importanti per noi? Esatto.

Qualche breve sguardo alla minaccia che questa tecnologia rappresenta per noi (bugbot invasori e simili) viene immediatamente dissipato da un’attenta elaborazione di tutte le cose incredibili che questa tecnologia così brillante può fare (come far crescere un fegato per un cucciolo  come progetto di studio) ? Bene.

Una utile nota in corsivo alla fine ci informa che “Questa storia può sembrare inverosimile, ma tutte le tecnologie menzionate esistono in qualche forma oggi”? Naturalmente, questo è un punto a favore.

Poi, con un colpo di frusta verbale tipico di questi documenti di relazione, siamo richiamati alla domanda: “Quali nuove capacità stanno emergendo dalla convergenza biodigitale?”. Questa volta le informazioni ci vengono presentate sotto forma di tabella:

“Quali nuove capacità si aprono?” (per esempio, “Nuovi modi per monitorare, controllare e influenzare le funzioni corporee, e per prevedere, diagnosticare e trattare le malattie”),

“Quali combinazioni di tecnologie biologiche e digitali lo rendono possibile?” (per esempio, “Il sequenziamento genico dell’intero campione ci aiuta a capire ambienti complessi come il microbioma umano; i dispositivi digitali possono essere indossati o incorporati nel corpo per il trattamento e il monitoraggio delle funzioni; e i sistemi di apprendimento automatico possono prevedere la mortalità e i risultati del trattamento”), e

“Cosa è possibile oggi?”(ad esempio, “La biopsia liquida di Guardant si dimostra più accurata e più veloce della biopsia dei tessuti per i pazienti con cancro ai polmoni; i ricercatori dell’Università di Waterloo sviluppano un sensore autoalimentato per il monitoraggio medico; il brevetto di Amazon permetterà ad Alexa di rilevare una tosse o un raffreddore; l’AI permette una previsione affidabile del risultato del coma”).

La terza colonna è particolarmente istruttiva per coloro che possono essersi persi alcuni degli ultimi sviluppi della tecnologia biodigitale, come la dimostrazione di Microsoft del primo sistema di archiviazione dati del DNA completamente automatizzato o l’uso di CRISPR per costruire dei computer a doppio core nelle cellule umane.

Segue una sezione che analizza le “caratteristiche potenziali del sistema biodigitale” e ci assicura che queste tecnologie saranno una democratizzazione; dopo tutto, “corrispondenze di kit di bioingegneria o CRISPRi permettono ai biohacker di acquisire e praticare la modifica genetica a domicilio”. (Sicuramente queste tecnologie saranno distribuite equamente e sicuramente non accaparrate dalle agenzie di intelligence del mondo e usate contro la loro stessa gente, giusto?)

Gli “Analisti del futuro ” che stanno dietro a questo documento sostengono persino che queste tecnologie porteranno alla decentralizzazione, citando la carne coltivata in laboratorio, tra tutte le cose, come un esempio perché ” crea la capacità di coltivare il cibo e produrre carne senza bisogno di terreni agricoli “. Aspettate, quindi, invece che chiunque, ovunque, possa letteralmente gettare semi nel terreno e raccoglierne i frutti, ora avete bisogno di accedere a complesse e costose attrezzature di laboratorio per “coltivare” il vostro cibo. E questo dovrebbe decentralizzare la produzione di cibo? C’è un meme per questo.

Infine, il documento approfondisce le implicazioni politiche di queste tecnologie. Sono sicuro che potete scegliere da soli le vostre perle in questa sezione, il mio preferito è lo scenario da “incubo neurotecnologico” che dipingono nella loro colonna marginale su “il futuro non è più quello di una volta” (che, come noteranno i lettori attenti, è stranamente simile al precursore canadese del credito sociale “Carrot Rewards” di cui ho parlato in queste pagine quattro anni fa.

Ora ci sono molte, molte cose da dire su questo documento, ma riduciamolo ad alcuni messaggi chiave.

In primo luogo, data la ripetuta insistenza del documento sull’utilità di queste tecnologie biodigitali per la prevenzione, la localizzazione, la diagnosi e il trattamento delle pandemie, è interessante notare che il rapporto è stato rilasciato nel febbraio 2020, il che significa che è stato scritto molto prima che la campagna C*O*V*I*D venisse imposta al pubblico canadese.

In secondo luogo, e più importante, fornisce un’ulteriore conferma (se ce ne fosse bisogno) che gli aspiranti ingegneri sociali non stanno solo lavorando ma pianificando attivamente l’estinzione dell’homo sapiens. Leggete il documento. Questa non è esagerazione. Stanno letteralmente parlando della ridefinizione di ciò che significa essere umani. Questa è ancora una volta la biforcazione dell’umanità tipo Eloi e Morloch di cui parlavano quei pazzi teorici della cospirazione alla BBC 15 anni fa e di cui quel babbeo Klaus Schwab sta scrivendo da 5 anni.

Non cadete nella trappola di discutere sulla possibilità che questa o quella particolare tecnologia che stanno cercando di vendere come parte di questa visione transumanista del futuro si realizzi o meno. A loro piacerebbe molto coinvolgervi in interminabili e inutili discussioni sul fatto che un tostapane abbia un’anima, mentre sono impegnati a lanciare le piattaforme di interfaccia cervello-macchina integrate e a rilasciare gli sciami di locuste biodigitali e a creare forme di vita bioingegnerizzate totalmente sintetiche.

Queste cose stanno già accadendo.

E mentre ho detto in precedenza di credere che la montatura del “caricheremo tutti la nostra coscienza su un computer ed esploreremo l’universo attraverso un avatar robotico” riguardo al futuro transumano sia effettivamente una sciocchezza venduta agli amministratori mediocri dello stato tecnocratico per motivarli, non dobbiamo perdere di vista il fatto che i transumanisti stanno in effetti lavorando attivamente per alterare l’umanità in modo tale che questa non sia più veramente umana.

In realtà, i “transumanisti” si rivelano come post-umanisti, con una vera e propria brama anti-umana. Questa brama viene rivelata apertamente in documenti come questo. Respingiamo questa minaccia aperta e ammessa per la specie umana a nostro rischio e pericolo.

Stanno lavorando per l’eliminazione dell’homo sapiens. Le iniezioni di mRNA sono solo l’inizio della fine, che comporterà prima o poi la trasformazione completa dell’umanità in qualcosa di totalmente diverso. E proprio nel momento in cui permettiamo che si crei il precedente per cui i governi possono imporre l’iniezione forzata di tecnologie biomediche sconosciute in nome di una “crisi” sanitaria dichiarata, l’incubo di Orwell di uno stivale che calpesta il volto umano si trasforma da un oscuro avvertimento su un possibile futuro in una certezza effettiva.

Siete stati avvertiti. Vi suggerisco di avvertire gli altri. Ma permettetemi di fare una mia previsione audace: La maggior parte sceglierà di respingere queste informazioni con lo stesso tipo di auto-inganno che ho descritto alla fine dell’articolo della settimana scorsa.

Traduzione a cura di Nogeoingegneria – i link contenuti nell’articoli sono stati aggiunti.

FONTE https://www.corbettreport.com/biodigital-convergence-bombshell-document-reveals-the-true-agenda/

Pubblicato sul sito web: https://www.nogeoingegneria.com/

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Il mondo non tornerà mai alla normalità dopo il COVID

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Globalista Klaus Schwab: Il mondo “non tornerà mai” alla normalità dopo COVID 

Pubblicato da: Paul Joseph Watson

Nel suo libro Covid-19: The Great Reset, il globalista del World Economic Forum Klaus Schwab afferma che il mondo “non tornerà mai” alla normalità, nonostante abbia ammesso che il coronavirus “non rappresenta una nuova minaccia esistenziale”.

James Delingpole di Breitbart svela come Schwab sia ancora più esplicito nel suo libro sul piano dell’élite per sfruttare la pandemia COVID che nelle sue dichiarazioni pubbliche.

Schwab ha continuamente spinto affinché COVID venga sfruttato per spingere per un nuovo ordine mondiale, affermando: “Ora è il momento storico del tempo non solo per combattere il … virus ma per modellare il sistema … per l’era post-corona”.

Tuttavia, va oltre nel libro, chiarendo che l’élite finanziaria non permetterà mai che la vita torni alla normalità, suggerendo che i blocchi rotanti e altre restrizioni diventeranno permanenti.

“Molti di noi stanno riflettendo quando le cose torneranno alla normalità”, scrive Schwab. “La risposta breve è: mai. Nulla tornerà mai al senso di normalità “rotto” che prevaleva prima della crisi perché la pandemia di coronavirus segna un punto di svolta fondamentale nella nostra traiettoria globale”.

Il globalista fa questa affermazione nonostante ammetta che la minaccia rappresentata da COVID impallidisce rispetto alle precedenti pandemie.

“A differenza di alcune epidemie del passato, COVID-19 non rappresenta una nuova minaccia esistenziale”, scrive.

Schwab chiarisce che la “Quarta rivoluzione industriale” o “Il grande ripristino” cambierà radicalmente il modo in cui opera il mondo.

“Stanno arrivando cambiamenti radicali di tali conseguenze che alcuni esperti hanno definito l’era ‘prima del coronavirus’ (BC) e ‘dopo il coronavirus’ (AC). Continueremo a essere sorpresi sia dalla rapidità che dalla natura inaspettata di questi cambiamenti: quando si confondono tra loro, provocheranno conseguenze di secondo, terzo, quarto e più ordine, effetti a cascata e risultati imprevisti”, scrive.

Come spiega Delingpole nella sua colonna, “The Great Reset” rappresenta semplicemente un re-impacchettamento della vecchia agenda globalista che è stata balbettante negli ultimi dieci anni.

Vale a dire, il governo dittatoriale tecnocratico da una piccola élite, il “green new deal”, la graduale abolizione della proprietà privata, un salario minimo garantito che vedrà i posti di lavoro sostituiti da robot, una repressione delle libertà personali e una limitazione della libertà di movimento.

Come abbiamo evidenziato in precedenza, l’idea che il mondo non tornerà mai alla normalità dopo il COVID è stata promossa dall’establishment su tutta la linea.

Un alto funzionario dell’esercito americano ha affermato che indossare la maschera e allontanarsi dalla società diventerà permanente, mentre il direttore della sicurezza internazionale della CNN Nick Paton Walsh ha affermato che l’uso obbligatorio delle maschere diventerà “permanente”, “solo una parte della vita” e che il pubblico avrebbe bisogno per “venire a patti con esso”.

Fonte: https://summit.news/2020/11/10/globalist-klaus-schwab-world-will-never-return-to-normal-after-covid/

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