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Le buone intenzioni, ma tanto contraddette dai fatti

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Joe Biden Imperatore

di Thierry Meyssan

Lo stato di salute non consentirà al presidente Biden di governare. Già ora un gruppo di militanti predispone i suoi atti. Ha firmato decreti emblematici della cultura woke, lontanissimi dal programma elettorale, che lo allontanano dalla maggioranza degli americani. Ma non basta, i gruppuscoli di estrema sinistra già hanno cominciato a manifestare contro di lui. Gli Stati Uniti sprofondano nella divisione.

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Il discorso d’investitura del presidente Biden del 20 gennaio 2021 era zeppo di buone intenzioni, ma contraddetto tanto dai fatti che da lui stesso [ 1 ].

Era un’ode alla democrazia e un richiamo all’unità nazionale.
- Ebbene, ascoltare un uomo eletto con un voto non-democratico accusare il predecessore e i suoi elettori di essere contrari alla democrazia è stato grottesco. Non dimentichiamoci che in molti casi lo spoglio è avvenuto a porte chiuse, senza spettatori né osservatori, come in una dittatura. Per inciso, è davvero scioccante il silenzio degli Stati cosiddetti democratici.
- Per giunta, l’appello all’unità nazionale, pronunciato davanti a un pugno di privilegiati protetti da 25 mila uomini armati, aveva un che di surreale.

Quanto al resto del discorso, è stato un annuncio del ritorno all’imperialismo giustificato dall’eccezionalismo statunitense. Il presidente Biden ha dichiarato: «Siamo una grande nazione. Siamo buoni» (…) «Possiamo instaurare la giustizia razziale e far sì che l’America torni a essere la prima forza del Bene nel mondo» (sic). Afghani, iracheni, libici, siriani, yemeniti e libanesi apprezzeranno.

Cosa ha già fatto Biden

Joseph Robinette Biden Jr. (78 anni) è in politica da oltre mezzo secolo. È stato sette volte senatore (dal 1973 al 2009) e due volte vicepresidente (2009-2017).

Come eletto del Delaware contribuì alle operazioni contro quei paradisi fiscali che gli Stati Uniti non controllavano. Obiettivo: costringere i detentori di capitali a trasferirli nello Stato diventato il più grande paradiso fiscale del mondo, il Delaware appunto.

Durante le cariche ricoperte, Biden è stato soprattutto un difensore degli interessi del Pentagono.


- Durante le guerre di Jugoslavia milita per l’armamento dei mussulmani bosniaci e sostiene l’operato della Legione Araba di Osama bin Laden, nonché quello delle truppe saudite e iraniane [2]. Insieme all’amico senatore repubblicano John McCain, spinge il presidente Bill Clinton a intervenire in Kosovo.


- Durante la guerra in Afghanistan vi si reca per primo a sostenere il presidente afghano-statunitense Hamid Karzai.


- Appoggia l’idea di una guerra contro l’Iraq e l’assassinio del presidente Saddam Hussein. Successivamente darà il nome a un piano di smembramento dell’Iraq in tre Paesi confessionali distinti, conformemente alla strategia Rumsfeld/Cebrowski.


- In quanto vicepresidente, partecipa all’inquinamento della Commissione ONU per i diritti umani in Libia, finalizzato a giustificare la distruzione del Paese. Partecipa anche alla propaganda contro la Siria e sostiene gli jihadisti. Tuttavia, dopo l’intervento russo, quando la Casa Bianca tenta di ritirare l’intero contingente dal Paese, prima di ritrattare riversa la responsabilità dei crimini commessi sull’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e la Turchia.

Joe Biden è altresì grande sostenitore di Hollywood. Ha personalmente vigilato sulla chiusura di siti pirata, come Megaupload, e all’arresto dei loro ideatori, in modo da preservare i diritti d’autore dell’industria cinematografica.

Lo stato di salute di Joe Biden non gli consente di governare

Tutti sanno che il presidente degli Stati Uniti è anziano. Durante la campagna elettorale ha più volte confuso persone e luoghi, ha finanche promosso iniziative del figlio deceduto cinque anni addietro. Non dovrebbe quindi essere in grado di esercitare in prima persona il potere. Al momento dovrebbe essere il capo di gabinetto, Ron Klain, a decidere in sua vece. Il Congresso potrebbe semmai prendere rapidamente atto dell’incapacità del presidente a governare e trasmettere il potere alla vicepresidente, Kamala Harris.

In questa fase Ron Klain è un mero difensore degli interessi transnazionali che mirano a fare profitti in Cina. Sua moglie, Monica Medina, è un’ambientalista. È stata ingaggiata dalla famiglia Wharton, proprietaria della catena di distribuzione Wallmart: miliardari della globalizzazione che traggono ricchezza dalla delocalizzazione in Cina.

I primi passi di Joe Biden

Il sito della Casa Bianca proclama le sei priorità del neopresidente:
- 1. il clima (ossia una rivoluzione per un’energia pulita);
- 2. l’equità razziale (non l’uguaglianza);
- 3. l’economia (ossia il ritorno alla situazione antecedente il Covid-19);
- 4. la salute (vuole semplificare il sistema sanitario e ridurne i costi);
- 5. l’immigrazione (che si tratta di favorire);
- 6. il ripristino della posizione globale dell’America.

Una valanga di testi è stata pubblicata il giorno stesso dell’investitura: illustrano in modo molto parziale il programma e sono stati redatti da personalità di estrema sinistra del partito (ammesso che il termine “estrema sinistra” oggi abbia senso).

Il primo proclama presidenziale ha voluto fare del giorno dell’investitura il giorno dell’unità [ 3 ]. Invocando san Francesco d’Assisi – come prima, nel suo discorso, aveva invocato sant’Agostino – Biden afferma che la democrazia prevale (alludendo ai «deplorevoli» elettori di Donald Trump che non rispettano nulla) ed esorta ogni statunitense a scriverne il prossimo capitolo.

Il presidente Biden afferma poi di voler rientrare nell’Accordo di Parigi sul clima [ 4 ]. Diversamente dalla versione che ne hanno dato i media, si tratta di rientrare nel sistema di compensazione finanziaria che autorizza diritti di emissione di gas serra; un sistema di cui beneficeranno soltanto i proprietari della Borsa di Chicago e che probabilmente non avrà alcun effetto sul clima [5].

Il primo decreto è stato fatto per far progredire l’«equità» razziale [6]. L’uguaglianza razziale presuppone l’uguaglianza di tutti gli esseri umani, dunque l’inesistenza delle razze. Il presidente Biden pensa invece che l’umanità sia divisa in razze e che a ciascuna convenga dare con equità, indipendentemente dalla stazza della popolazione. È una posizione antidemocratica, tipica del pensiero neo-puritano. Joe Biden ha un pesante passato di scherni razzisti (anche contro Barack Obama) che questo decreto vorrebbe far dimenticare.

Il secondo proclama è finalizzato a porre fine ai divieti d’ingresso «discriminatori» negli Stati Uniti [7]. Il presidente Trump aveva infatti vietato l’accesso a cittadini di Stati le cui ambasciate non sono in grado di verificare se sono jihadisti. Ebbene, dal momento che Biden e amici hanno devastato il Medio Oriente Allargato, i Paesi interessati dalla misura di Trump sono a forte popolazione mussulmana. Il nuovo presidente ritiene quindi il provvedimento di sicurezza di Trump discriminatorio nei confronti dei mussulmani.

Un secondo decreto stabilisce l’obbligo d’indossare la mascherina chirurgica in tutte le amministrazioni federali [8]. Il presidente Biden vuole seguire le raccomandazioni scientifiche contro il Covid-19 e dichiara perciò di voler proteggere i propri funzionari rendendo obbligatoria la mascherina. Ebbene, il Center for Desease Control and Prevention (CDC, agenzia federale per la lotta alle epidemie) aveva appena passato al setaccio l’intera letteratura sanitaria mondiale sull’argomento al fine di valutarne l’efficacia: indossare mascherine non serve nella vita quotidiana, ma può ridurre l’epidemia in assembramenti di persone che cantano e urlano tutt’insieme (competizioni sportive, concerti e cerimonie religiose). Ma, ubbidiente, il CDC ha immediatamente allineato le proprie raccomandazioni scientifiche al discorso presidenziale.

Il terzo decreto rivede la politica sull’immigrazione [9]. In conformità all’ideologia “risvegliata” (woke), la costruzione del muro alla frontiera messicana va fermata e anzi bisogna organizzare l’arrivo dei migranti sudamericani. Una colonna di decine di migliaia di onduregni s’è immediatamente messa in cammino verso il «Paese della Libertà».

Il successivo decreto modifica le regole del censimento [10]. Il presidente Trump ne aveva escluso gl’immigrati irregolari. Secondo il decreto stesso di Biden, includendo anche questi ultimi si può sperare di aumentare il numero di parlamentari degli Stati federati favorevoli all’immigrazione. Accade di raro che si proceda così apertamente a un intrallazzo elettorale.

Una lettera indirizzata al segretario generale dell’ONU lo informa della rinuncia degli Stati Uniti all’annunciato ritiro dall’Organizzazione Mondiale della Sanità [11]. Il presidente Trump aveva deciso di ritirarsi perché l’Organizzazione era passata dalla subordinazione al CDC statunitense alla subordinazione alla Cina. Anche in questo caso, in assenza di nuovi elementi, il cambiamento di rotta del presidente Biden è meramente ideologico.

Il resto è sulla stessa lunghezza d’onda, come per esempio la decisione di permettere a ognuno di scegliere l’identità di genere, indipendentemente dal proprio sesso [12]. Infatti la rubrica Contattateci (Contact us) del sito internet della Casa Bianca chiede di specificare il genere: maschile, femminile, neutro o altro. E le nuove disposizioni permetteranno agli sportivi di scegliere a quali prove partecipare, maschili o femminili.

È possibile che queste norme non abbiano altro scopo che soddisfare alcuni elettori o che siano state scritte dalla consorteria neo-puritana, ma è altresì possibile che siano indicative della direzione scelta dal presidente Biden. Ed è tanto più sorprendente dal momento che il presidente Trump ha lasciato il potere e ormai è ignorato dal partito repubblicano: non c’è ragione di colpire un uomo già a terra e di provocarne gli elettori. Ed è tanto tanto più fuori luogo l’atteggiamento puerile contro tutto quello che ha fatto il predecessore dal momento che non calma affatto l’estrema sinistra del partito democratico. Ci si aspettavano manifestazioni dei trumpisti il giorno dell’investitura, non ce ne sono state. Sono invece gli Antifa che il giorno successivo hanno provocato sommosse in diverse grandi città, al grido di «Fuck Trump! Fuck Biden!».

Il presidente Biden alimenta di fatto la divisione e s’avvia a propria volta verso la guerra civile.

Thierry Meyssan

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

Fonte> https://www.voltairenet.org/article212060.html

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Follia ideologica: lo sviluppo umano non può più essere tollerato

Luis R. Miranda

Uno dei miti più gridati è che lo sviluppo umano sia avvenuto sulle spalle di una certa parte della popolazione. Questa convinzione è ripetuta a pappagallo dai miliardari che affermano di essere a favore del pagamento di più tasse per aiutare i più bisognosi, quindi c’è più uguaglianza nella società.

Ciò che questi scagnozzi ideologici non ti dicono è che la loro ricchezza è stata creata nello stesso modo in cui ora affermano di essere negativa per la società, per l’ambiente e per il pianeta.

Non è raro leggere nelle pubblicazioni globaliste che le nazioni ricche si sono sviluppate e si sono avvantaggiate del resto del pianeta sulle spalle di paesi meno intellettualmente e meno dotati di natura. In effetti, tutti vogliono pagare le retribuzioni e ridistribuire la ricchezza per livellare il tavolo.

In sintesi, hanno accumulato così tanto potere e ricchezza che ora vogliono impedire alle persone di godere dei benefici di vivere in migliori condizioni sociali, sanitarie ed economiche perché ciò significherebbe, dicono, la distruzione del pianeta.

L’ultimo pezzo di propaganda su questo argomento non proviene da nessun altro luogo se non dalle Nazioni Unite, un’organizzazione creata da e per i globalisti e i baroni della facile gomma finanziaria.

Secondo il suo indice di sviluppo umano, la Norvegia, il paese più sviluppato del mondo, dovrebbe essere, per il suo contributo alle emissioni di CO2 e “la pressione che esercita sul pianeta” mentre si sviluppa, nella posizione 15 della lista. Secondo questo indice, l’Islanda occupa 26 posizioni, l’Australia 72 e gli Stati Uniti 45.

Nessun paese al mondo ha raggiunto un livello di sviluppo umano molto elevato senza esercitare una grande pressione sul pianeta, afferma il documento. “Ma potremmo essere la prima generazione a correggerlo”, ha spiegato Achim Steiner, amministratore del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) in un incontro con i giornalisti prima della presentazione del nuovo Indice di sviluppo umano 2020.

Questa organizzazione delle Nazioni Unite ha cambiato il modo di misurare il progresso oltre il reddito, il PIL e gli indicatori puramente economici per vendere l’idea che usare la scienza, la tecnologia e le risorse disponibili per portare lo sviluppo ai meno favoriti, è un modo per promuovere la disuguaglianza delle società e anche per ampliare il il cosiddetto “divario di genere”, per il quale deve essere eliminato lo sviluppo sociale ed economico guidato dal capitalismo di mercato.

L’inserimento di indicatori relativi all’impatto dei paesi sull’ambiente provoca importanti variazioni nella parte alta della tabella, cioè nei paesi che hanno avuto il maggior sviluppo negli ultimi 100 anni.

Questa pratica di voler scoraggiare lo sviluppo basato esclusivamente su convinzioni ideologiche folli, come non fornire carburante a buon mercato ai paesi in via di sviluppo per promuovere la loro crescita, va di pari passo con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a fermare lo sviluppo. e la produttività come unico modo per “salvare il pianeta”.

“In questo momento c’è uno spazio vuoto tra il raggiungimento di un elevato sviluppo umano e una bassa pressione sul pianeta”, ha osservato Pedro Conceição, direttore dell’ufficio UNDP responsabile di questo studio, durante l’incontro virtuale con la stampa.

Nessun paese raggiunge una prosperità estremamente elevata senza un impatto eccessivo sull’ambiente, ma ci sono buoni esempi.

Uno di quelli evidenziati dagli autori è il Costa Rica, che occupa la posizione 62 su 189 nell’ISU, ma sale a 37 posizioni se si tiene conto del suo livello di emissioni e dell’impronta ecologica dei suoi consumi.

“Ha già sfruttato l’energia idroelettrica e ha ampiamente decarbonizzato la produzione di elettricità”, osserva. Quasi il 100% delle fonti energetiche della Costa Rica sono cosiddette rinnovabili, ma ci sono ancora parti del paese in cui le interruzioni di corrente e l’approvvigionamento idrico insufficiente sono comuni, indipendentemente dalla stagione o dalla posizione in un paese di poco più di 51 chilometri quadrati.

The Covid-19 Crisis: The Opportunity for the Great Reset

L’obiettivo di questa nuova misurazione è giustificare l’idea folle che è necessario avere un tipo di sviluppo umano compatibile con i limiti planetari e con forme più eque di ridistribuzione delle risorse. Ciò significa deindustrializzare il mondo occidentale ai livelli del Novecento e prendere da un paese per dare un altro, come supposto per promuoverne la crescita secondo le sue esigenze.

Secondo l’opinione degli ideologi della chiesa dell’ambientalismo, la crisi COVID-19 offre un’opportunità per ottenere una crescita economica limitata. Per questo, la riattivazione di attività paralizzate dai blocchi e la limitazione della mobilità per fermare la pandemia, devono contemplare misure molto diverse da quelle adottate prima del 2020. “Il solito non funziona”, ha insistito Conceição.

Ciò che si vuole è mantenere il maggior numero di persone confinate per ridurre le emissioni e la mobilità e che le persone debbano lavorare a casa o dipendere al 100% da sussidi governativi legati all’obbedienza alle linee guida autoritarie della burocrazia globalista.

Pertanto, l’amministratore UNDP ha sottolineato che “i combustibili fossili sono altamente sovvenzionati”. Nello specifico con cinque trilioni di dollari, o quello che è lo stesso, il 6,5% del PIL globale, secondo uno studio del Fondo monetario internazionale, citato nel rapporto IDH, d’altra parte, le persone vulnerabili non ricevono tale sussidio, dice il documento . E comprensibilmente, dal momento che queste persone non producono nulla di valore, motivo per cui le nazioni sviluppate devono investire nella creazione e nell’applicazione di nuove tecnologie che possano fornire energia, cibo e riparo ai paesi più poveri.

L’idea che sia necessario ridistribuire la ricchezza è sempre stata la bandiera di guerra dei capisquadra e della servitù globalisti, che dicono di voler aiutare i più bisognosi. Chi potrebbe obiettare a questo?

Quello che vogliono veramente è installare uno stato di bambinaia globale da cui tutti dipendiamo e che tutti obbediamo. Ad esempio l’utilizzo del reddito di base universale, UBI.

“Abbiamo suggerito ai Paesi di approvare un reddito minimo temporaneo per i più poveri, i più colpiti dalla crisi. Se chiudi le economie per contenere il virus, non puoi condannare le persone a nessun reddito e fondamentalmente alla fame. Abbiamo un’emergenza fame e la povertà è in aumento. Sono solo sintomi a breve termine di un percorso di sviluppo che ci ha dato un progresso materiale, ma che ci ha portato sempre più vicini al precipizio, non solo in termini climatici, ma anche socialmente; devi solo guardare le proteste che avvengono in tutto il pianeta. Il rischio è che torneremo a dove eravamo all’inizio del 2020 ”, afferma Steiner.

Questo piano sembra molto favorevole, ma proprio come i blocchi e l’uso illegalmente obbligatorio di maschere, questi piani sono del tutto temporanei. Una volta che le élite tecnocratiche accumulano potere, raramente o mai lo lasciano andare. Il loro piano è centralizzare il controllo, lo sviluppo e ingegnerizzare socialmente tutto.

“Nello sviluppo non si tratta di scegliere tra persone o alberi; dobbiamo solo ripensare a come progrediamo “, ha osservato Steiner. Deve essere fatto, ha aggiunto Conceição, perché “l’attività umana sta cambiando i processi naturali a livello planetario”. La pressione è tale che “non solo stiamo mettendo a rischio noi stessi come specie, ma anche tutta la vita sulla Terra”, ha avvertito.

In questa era geologica che alcuni scienziati hanno accettato di chiamare Antropocene, dal momento che hanno scelto di concentrarsi sul presunto impatto umano sul pianeta, è possibile prendere il controllo per cambiare l’attuale corso verso la distruzione, dicono questi cosiddetti esperti.

“Gli esseri umani hanno più potere sul pianeta che mai. È ora di usare quel potere per ridefinire ciò che chiamiamo progresso, un processo in cui le nostre impronte di carbonio e il nostro consumo non sono più nascosti “, ha osservato Steiner.

Il rapporto elenca alcuni di quei possibili meccanismi di cambiamento. “Primo, attraverso le norme sociali – tirannia tecnocratica letta-. Il secondo sono gli incentivi: sappiamo che attualmente i prezzi determinano le nostre scelte, ma non inglobano danni al pianeta. Terzo, dobbiamo smetterla di considerare la salvaguardia dell’ambiente come qualcosa che limita ciò che possiamo fare; tuttavia, dobbiamo vedere nella natura un’opportunità per continuare lo sviluppo con meno pressione sul pianeta ”, ha riassunto Conceição.

La classificazione dell’HDI tradizionale rispetto a quella nuova adeguata alla pressione sul pianeta si trova a pagina 241 dell’analisi che UNDP ha scritto a sostegno di un’idea: il benessere delle persone è indivisibile dall’abitabilità della Terra .

Pertanto, lo sviluppo umano non può essere definito come lo è stato fino ad ora, ignorando l’ambiente. Per ora l’Organismo Onu ha messo sul tavolo questa proposta “sperimentale”, secondo i suoi termini, per misurare il progresso. L’obiettivo è che i leader prendano decisioni per migliorare la vita umana e preservare ciò che lo rende possibile, dicono.

Fonte: https://real-agenda.com

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I mondi di Mad Max e Resident Evil, stanno diventando una realtà davanti ai nostri occhi.

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Gli dei della peste: la geopolitica dell’epidemia e le bolle del nulla 

di: Alexander Dugin 

Crediamo che il vuoto dell’universo sia in equilibrio, cioè l’intero ciclo di possibile entropia è passato … ma cosa succede se si finge di esserlo? 

 

Il coronavirus e il crollo dell’ordine mondiale 

Negli ultimi decenni abbiamo aspettato qualcosa di fatale, qualcosa di irreversibile e decisivo. Forse l’epidemia di coronavirus sarà quell’evento.

È troppo presto per trarre conclusioni esatte, ma alcuni elementi di geopolitica e ideologia potrebbero aver già superato il punto di non ritorno. 

L’epidemia di coronavirus rappresenta la fine della globalizzazione. La società aperta è matura per l’infezione. Chiunque voglia abbattere i confini prepara il territorio per il totale annientamento dell’umanità.

Puoi sorridere, ovviamente, ma le persone in giacca bianca HazMat metteranno fine alle risate inappropriate. Solo la vicinanza può salvarci. La chiusura in tutti i sensi – confini chiusi, economie chiuse, fornitura chiusa di beni e prodotti, quello che Fichte chiamava “stato commerciale chiuso”.

Soros dovrebbe essere linciato e dovrebbe essere costruito un monumento per Fichte. Lezione uno. 

Secondo: il coronavirus trasforma l’ultima pagina del liberalismo. Il liberalismo ha reso più facile la diffusione del virus – in tutti i sensi. L’epidemia richiede la demolizione di tutte le differenze. Il liberalismo è il virus.

Passerà un po’ più di tempo e i liberali saranno equiparati a “lebbrosi”, “maniaci” contagiosi che invitano a ballare e divertirsi nel bel mezzo della pestilenza. Il liberale è il corriere del coronavirus, il suo apologeta. Questo è particolarmente vero se si scopre che è stata creata negli Stati Uniti, la “cittadella del liberalismo”, come arma biologica. Lezione due: il liberalismo uccide. 

Terzo: i criteri per il successo e la prosperità di paesi e società stanno cambiando radicalmente. Nella battaglia contro l’epidemia, né la ricchezza della Cina né il sistema sociale europeo, né l’assenza di un sistema sociale negli Stati Uniti (che ha il più grande potere militare e finanziario del mondo) li salveranno. 

Perfino il regime spirituale e verticale dell’Iran non aiuta. Il coronavirus ha tagliato l’intera punta della civiltà: petrolio, finanza, libero scambio, mercato, dominio totale della Fed … i leader del mondo sono indifesi. Sono emersi criteri completamente diversi: 

– il possesso di un antivirus – la capacità di provare autonomamente la vita per se stessi e i propri cari in condizioni di massima chiusura. 

Soddisfare questi criteri significa rivalutare tutti i valori. Il vaccino si trova nella provincia di coloro che molto probabilmente hanno sviluppato il virus ed è quindi una soluzione inaffidabile. Tuttavia, la chiusura e il passaggio all’autosufficienza sono qualcosa che tutti possono fare, sebbene ciò richieda multipolarità. Piccole fattorie e scambi naturali sopravviveranno al collasso totale di tutto.

Quindi, quali sarebbero i prossimi passi logici dopo una marcia trionfale di coronavirus in tutto il pianeta? Nella migliore delle ipotesi, la comparsa di diverse zone del mondo relativamente chiuse – civiltà, ampi spazi o, nella peggiore delle ipotesi, i mondi di Mad Max e Resident Evil. La serie russa “The Epidemic” sta diventando una realtà davanti ai nostri occhi.

Gli dei della peste 

Sto cominciando a capire perché in alcune società gli dei della peste fossero venerati e adorati. L’arrivo della peste consente un completo rinnovamento delle società.

L’epidemia non ha logica e non risparmia né il nobile né il ricco, né il potente. Distrugge tutti indiscriminatamente e riporta le persone al semplice fatto di essere. Gli dei della peste sono i più giusti. Antonin Artaud ne scrisse paragonando il teatro alla peste.

Lo scopo del teatro, secondo Artaud, è, con tutta la possibile crudeltà, restituire l’uomo al fatto che è, che è qui e ora, un fatto che cerca costantemente e costantemente di dimenticare.

La peste è un fenomeno esistenziale. I Greci chiamarono Apollo Smintheus “il dio del topo” e attribuirono alle sue frecce il potere di portare la peste. È qui che inizia l’Iliade, come tutti sanno. 

Questo è ciò che Apollo farebbe se guardasse all’umanità moderna: banchieri, blogger, rapper, deputati, impiegati, migranti, femministe … questo è tutto.

Bunuel ha un film intitolato “The Exterminating Angel” che parla più o meno di questo. 

Come finisce il mondo 

Si può anche prendere nota degli elementi dell’epidemia che sembrano suggerire che sia stata creata dall’uomo, o consentendo all’Occidente di usare il virus contro i suoi avversari geopolitici (che spiega la Cina e l’Iran, ma non l’Italia e il resto) o persino l’inizio dello sterminio mirato di tutti questi miliardi in più da parte di un piccolo cerchio di umanità con un vaccino che è stato esso stesso prodotto dal “progresso” e dalla “società aperta”.

In questo caso, gli “dei della peste” potrebbero rivelarsi rappresentanti piuttosto specifici dell’élite finanziaria globale, che da tempo riconosce i “limiti della crescita”. Ma anche in questo caso – specialmente se questo non è l’inizio di un genocidio globale a tutti gli effetti, ma solo un test della penna – la conclusione è la stessa: coloro che fingono di essere responsabili delle società umane non sono ciò che sembrano.

Il liberalismo è solo un pretesto per lo sterminio di massa, come lo erano la colonizzazione e la diffusione degli standard della moderna civiltà occidentale.

Le élite globali e i loro burattini locali possono contare sul sopravvivere con un vaccino, ma qualcosa suggerisce che questo potrebbe essere il problema.

Il virus può comportarsi in modo inadeguato e i processi che sono iniziati a livello di civiltà, e persino in singoli eventi spontanei imprevedibili, possono interrompere i loro piani attentamente studiati.

L’intera economia mondiale potrebbe non collassare entro pochi mesi, ma sembra che stia andando esattamente in quella direzione … 

Tutto ciò che la gente moderna considera “sostenibile” e “affidabile” è pura illusione, il coronavirus lo sta dimostrando in modo chiaro e vivido. In effetti, una volta che la logica di ciò che sta accadendo continua a svilupparsi ulteriormente, potremmo vedere come finisce il mondo, almeno il mondo che conosciamo e in cui viviamo. E, allo stesso tempo, inizieranno ad apparire i primi contorni di qualcos’altro. 

Materia a rischio 

È curioso che parallelamente al coronavirus, che è diventato, in un certo senso, oggetto di civiltà, siano scoppiate discussioni nella comunità scientifica sulle “bolle del nulla”, facendo rivivere alcune ipotesi del famoso fisico Edward Witten, uno dei principali teorici dei fenomeni di “superstringhe”. 

Secondo le idee dei fisici moderni, le “bolle del nulla” possono derivare da un “falso vuoto”, cioè un vuoto che non ha raggiunto la stabilità, ma sembra solo averlo raggiunto.

Nel mondo tridimensionale (con 4 misurazioni ordinarie e altre 6, presenti attraverso la compacificazione) tali “bolle del nulla” sono abbastanza probabili. Se si presentano, possono risucchiare le galassie nel nulla e ingoiare l’Universo. Questi vortici generati da vuoti instabili lasciano un’impressione.

E ancora, come nel caso del coronavirus, dicono “non sta succedendo niente di male, tutto è sotto controllo”. I rappresentanti dell’élite scientifica ci rassicurano che la possibilità della comparsa delle “bolle del nulla” è ridicolmente piccola. 

Ma mi sembra che non lo sia. Al contrario, è abbastanza significativo. Il mondo moderno è esattamente una tale “bolla del nulla” che sta crescendo rapidamente, assorbendo significato e dissolvendo l’esistenza: il liberalismo e la globalizzazione sono le sue espressioni più vivide. Il coronavirus è anche una bolla di nulla. 

La natura stessa di questo virus è interessante (anche se odio il concetto di “natura”, non c’è nulla di più insensato). È qualcosa tra un essere vivente – ha DNA o RNA – e un minerale (non ha cellule). Tuttavia, soprattutto, ci ricorda una rete neurale o persino un’intelligenza artificiale. O è lì, o no, vivente o inanimato … questo è esattamente ciò che è il “vuoto di non equilibrio”, che crea queste “bolle del nulla”. 

Crediamo che il vuoto dell’universo sia in equilibrio, cioè l’intero ciclo di possibile entropia sia passato … ma cosa succede se questo sembra solo essere il caso?

Quando senti la storia del mercato di Wuhan e immagini la lotta dei pipistrelli con serpenti velenosi, il loro feroce scambio di contagi e micidiali frecce microscopiche di inesistenza a forma di corona, è impossibile sbarazzarsi dell’immagine di bolle di niente.

La stessa sensazione è causata dal calo dei prezzi del petrolio e dal crollo degli indici azionari. Perfino la guerra – con la sua specificità e il risveglio esistenziale – non ci salva dall’attacco del nulla, poiché la motivazione delle guerre moderne è così profondamente intrecciata in interessi materiali, finanziari e corrotti, avendo perso la sua purezza originale: l’incontro diretto con la morte.

Serve solo come un’altra bolla di nulla, rispettando le sue istruzioni per condurre la materia all’oblio totale.

La peste come evento 

È possibile aspettarsi che, dopo aver affrontato il coronavirus, l’umanità trarrà le conclusioni appropriate, ridurrà la globalizzazione, getterà via le superstizioni liberali, fermerà la migrazione e metterà fine alle oscene invenzioni tecniche che stanno immergendo tutti sempre più in profondità in infiniti labirinti di materia? La risposta è chiaramente no.

Tutti torneranno rapidamente ai loro vecchi modi in un batter d’occhio, prima ancora che i cadaveri vengano seppelliti. Non appena – e se – i mercati prendono vita e il Dow Jones si risveglia, tutto tornerà alla normalità. L’ingenuo è colui che la pensa diversamente. Ma cosa significa? Significa che anche un’epidemia di questa portata si trasformerà in uno sfortunato malinteso.

Nessuno capirà il significato dell’arrivo degli dei della peste, nessuno penserà alle “bolle del nulla” e tutto si ripeterà più volte fino a raggiungere il punto di non ritorno.

Se si presta molta attenzione al passare del tempo, dovrebbe essere chiaro che attualmente stiamo attraversando quel punto. 

 

 

 

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LA SESTA COLONNA

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Competenza di Dugin: la globalizzazione è abolita – cosa verrà dopo? 

Ciao, stai guardando la competenza di Dugin. 

Il video di oggi è stato creato in circostanze insolite – in quarantena e auto-isolamento. Sebbene l’argomento sia già mortalmente noioso per tutti gli spettatori e le persone, così come lo è la quarantena stessa, volevo ancora dire alcune parole su come capisco tutto ciò che sta accadendo. 

 

Ci sono molte interpretazioni diverse, posizioni diverse – ma vorrei prestare attenzione a una cosa. Il fatto è che nel corso dei cambiamenti che sono già avvenuti nell’economia mondiale, nella politica, nella cultura, nelle tecnologie, nelle strutture di gestione e amministrazione in quasi tutti i paesi del mondo – da questo punto di vista, stiamo già vivendo una realtà completamente nuova.

 

Non si tratta se questo o quel paese stia combattendo il coronavirus in modo efficace o meno, se le autorità russe stiano agendo correttamente o no – non importa nemmeno se la minaccia del coronavirus fosse abbastanza grave da richiedere la demolizione del economia mondiale e sistema globale globale di governance. Questo è tutto secondario.I fatti che possono essere discussi tranquillamente e consapevolmente sono molto più ovvi di un numero enorme di ipotesi, opinioni, opinioni su come il mondo sta affrontando il coronavirus. 

 

Il primo punto che vorrei sottolineare: un sistema globale di governance basato sul liberalismo, la democrazia liberale, il mercato mondiale, la società aperta e il movimento di tutti i paesi a diverse velocità verso un unico mondo globale – l’intera linea ha fallito. Allo stesso tempo, molte persone dimenticano che solo 2 mesi fa, con tutte le resistenze di Cina e Russia offerte nella multipolarità della difesa, le cosiddette tendenze globali e fondamentali della civiltà umana si stavano ancora muovendo verso la globalizzazione. 

 

Abbiamo parlato molte volte della multipolarità e ne siamo ancora sostenitori. Ma se osserviamo come le istituzioni di controllo, governance e influenza del sistema democratico liberale sono penetrate nella Federazione Russa, come è stata effettuata la digitalizzazione, come la democrazia digitale, sebbene con un numero di fallimenti, alla fine sia penetrata nella nostra società, come i rappresentanti dell’élite globale (la “sesta colonna”) controllavano i principali processi della nostra società in larga misura, anche in Cina …  

 

Si potrebbe dire che prima del coronavirus, il globalismo stava vincendo. Sia nel caso della Cina che della Russia, non si trattava di decidere se spostarsi o meno nella direzione dell’Occidente (democrazia liberale), ma in quale direzione muoversi – e con quale velocità muoversi. E in questo caso, la Russia e la Cina hanno solo proposto un rallentamento: “rimandiamo, non ora, ma domani”.

Loro (in qualche modo la Cina e la Russia in pieno) non offrivano alcuna alternativa all’ordine mondiale globale: “Ok, ma non così in fretta per favore. LGBT + sì, ma non ora, apri la democrazia libera, il cambiamento di tutte le strutture con il cosiddetto globale istituzioni del governo mondiale, ma rimandiamolo per domani, diamo l’opportunità di mantenere il sistema di governance in uno stato di transizione per un po ‘più a lungo e aspettiamo che prepareremo la nostra società,il governo mondiale sarà comunque istituito … “ 

Prima dell’inizio dell’epidemia di coronavirus, andavamo tutti in quella direzione e discutevamo più o meno solo della velocità con cui si verifica. Ecco perché la “sesta colonna” in Russia – liberali, sostenitori della via occidentale di sviluppo, capitalismo mondiale, sistema borghese, mercato, democrazia e ideologia dei “diritti umani” – durante i 20 anni del dominio di Putin, non è stata ripulita e fu persino schiacciato. Come era prima, così è adesso.

Continua a mantenere le sue posizioni principali nella struttura di potere. Perché né Putin né i conservatori si sono posti il ​​compito di proporre un progetto alternativo per lo sviluppo futuro. Siamo andati tutti verso lo sviluppo di una società globale. Anche la Cina (con tutta la sua resistenza e il desiderio di adattare la globalizzazione ai suoi interessi economici nazionali) faceva parte di questo processo. 

 

Pertanto, la multipolarità era solo il nostro desiderio: coloro che non volevano stare al passo con i globalisti venivano presentati come oppositori della globalizzazione. Ma non stavamo parlando del fatto della globalizzazione, ma solo della velocità – ora o domani. I conservatori volevano solo ritardare il momento inevitabile, eppure lasciavano entrare il mercato, la digitalizzazione, le nuove tecnologie, le nuove tendenze dell’istruzione e della cultura nella loro società. 

 

La globalizzazione ha attaccato e penetrato la nostra società – ha avuto un supporto fondamentale di fronte a una parte significativa (se non alla maggioranza) delle élite al potere, nelle società russe e in altre. Quindi, ci stavamo muovendo a velocità diverse nella stessa direzione. 

 

E improvvisamente questo modello, questo obiettivo, questo orizzonte verso il quale l’umanità si stava muovendo, si rivelò incapace di superare il problema del coronavirus. 

Questo porta alla nostra prima osservazione: il nostro movimento non può continuare nella stessa direzione, almeno nella stessa forma. Questa è una questione di principio: siamo entrati in una crisi fondamentale, un’era di catastrofe paragonabile alla prima e alla seconda guerra mondiale (almeno dato che crisi come il crollo della borsa di New York e dell’Europa alla fine hanno portato alla seconda guerra mondiale). 

 

In effetti, siamo in una crisi fondamentale dell’ordine mondiale – e se dopo il crollo dell’URSS fosse possibile in qualche modo mantenere il resto del sistema, avendo abbandonato o perso il modello sovietico, oggi l’unico polo geopolitico rimasto, il unico punto di riferimento del mondo, è crollato. Le conseguenze di ciò sarebbero difficili da sopravvalutare. 

 

L’ordine mondiale è crollato. O è già crollato o sta per: il sistema mondiale non sarà in grado di tornare al suo stato pre-coronavirus. La domanda non è più quanto velocemente accadrà, dal momento che non sarà affatto possibile. Abbiamo un futuro completamente imprevedibile davanti a noi. Era assolutamente prevedibile fino all’ultimo momento: tutti discutevano solo ora o più tardi, tutti discutevano della velocità, ma non della direzione. L’umanità si stava muovendo verso l’ontologia orientata agli oggetti,

 

un unico governo mondiale, a diverse velocità – qualcuno si affidava alla comprensione di essere stati condotti al macello (come la Russia), la Cina stava cercando di essere coinvolta nel processo nei propri interessi, per cavalcare la tigre,scivolare tra vicinanza e apertura (aveva almeno una prospettiva maggiore) – ma tutti stavano andando in una direzione. Ora abbiamo raggiunto un punto in cui è impossibile continuare a farlo, c’è stato un problema tecnico, una crisi fondamentale dell’efficacia dei sistemi di controllo di gestione …

Nel cuore della globalizzazione, è apparso il virus – con frontiere aperte, la capacità di viaggiare ovunque, in un’economia mondiale completamente dipendente dalla delocalizzazione (produzione in un posto, centro finanziario in un altro, gestione politica nel terzo, militare nel quarto. ..).

La dispersione di centri di influenza in tutto il mondo e l’apertura dei confini, l’apertura delle società di fronte al coronavirus, non li hanno resi in grado di far fronte a questa sfida (ad esempio sviluppando un vaccino o arrestando la diffusione del virus), potevano non rispondere all’epidemia.

 

La diffusione globale del virus divenne rapidamente un fatto compiuto – nessun vaccino, nessuna azione efficace – tutte le società iniziarono a sopravvivere come meglio potevano, tutte le società chiuse. Siamo convinti che questo sia temporaneo, che tutto si aprirà presto – ma non c’è niente di più eterno di qualcosa di “temporaneo”. Non solo nel nostro paese, ma in generale. La reazione di persone, governi, sistemi amministrativi al coronavirus è stata la stessa: chiudere. Non aprire ancora di più, non rivolgersi a strutture transnazionali (che dovrebbero dimostrare la loro efficacia in queste condizioni

… Al contrario, tutti, ovunque, chiusi: regioni e stati chiusi, le persone sono state costrette a rimanere nella loro case, interi paesi erano chiusi, centri pubblici chiusi – tutto era chiuso.Questa è l’unica risposta efficace alla minaccia del coronavirus. Il liberalismo e il globalismo hanno creato le condizioni più favorevoli per la diffusione dell’infezione globale – e quando si è verificato, non hanno avuto risposta. L’intero sistema è inefficace. Questa è una conclusione fondamentale.  

 

E cosa succede dopo? E come usciamo? Quando usciremo dalla quarantena? Ma prima di tutto, dobbiamo renderci conto che ciò che è accaduto è irreversibile. Il mito sull’ultimo, l’unico polo – il futuro occidentale, il liberalismo, i diritti umani, la società civile, la globalizzazione, il capitalismo e la sua incondizionata efficacia – è crollato. Tutto questo è andato.  

 

Qual è il prossimo? Spazio aperto, qualcosa di ancora più spaventoso. Se l’ultimo polo è caduto, nessuno accetterà nulla automaticamente. La Cina stessa ha sofferto molto. Sebbene abbia fatto meglio di altri, l’intera economia e il sistema cinesi, la prosperità del paese, si basavano su un’effettiva partecipazione alla globalizzazione. Quando Trump ha chiuso le attività cinesi, le attività commerciali in America e la Belt and Road Initiative sono state temporaneamente sospese: la Cina ha dovuto affrontare una sfida che sarebbe stata difficile da affrontare.

 

In ogni caso, nessuno accetterà il sistema cinese – almeno non ora. Nonostante il coronavirus e la dimostrazione dell’efficienza del governo, la Cina è un paese prospero solo grazie al suo coinvolgimento nei processi globali. Di conseguenza, non è un sistema che può essere accettato come alternativa. Tuttavia, la Cina deve essere presa sul serio,dato che è finito nella migliore posizione rispetto all’epidemia. 

 

Il futuro è ora aperto. Un futuro prevedibile e stantio si incarnò nell’economia e nella politica occidentali e nella diffusione della “sesta colonna” – élite orientate all’occidente che controllavano i centri vitali chiave delle società, anche in Cina, nella sfera economica. Oggi, quelle forze si scatenano da un colpo colossale. 

 

Ciò che era prevedibile è diventato imprevedibile, ciò che era garantito ora è tutt’altro che e il guasto del sistema richiede nuove risposte. Allora cosa sono? Non vorrei saltare alle conclusioni. Capire che non c’è via di ritorno è un’idea così fondamentale che bisogna pensarci da soli durante l’intera quarantena senza andare oltre. Se non c’è ritorno, allora cosa ci aspetta? 

 

La seconda conclusione mostra una profonda paralisi della volontà: emergeranno teorie della cospirazione che suggeriscono che i globalisti lo hanno fatto apposta, che non possono più continuare il modello di governance mondiale che avevano praticato a lungo e che si sono posti il ​​compito di ridurre la loro popolazione, di stabilire una sorveglianza diretta in una dittatura digitale, di introdurre microchip, di vaccinazioni su scala globale e di istituire un governo mondiale non in una forma morbida dalla società civile, ma in una forma dura: se vuoi vivere, prendere il vaccino e, in esso, forse, un ulteriore gene di controllo.

Da qui l’orrore, il panico e la paralisi del futuro. Il futuro è ancora una volta determinato – solo che non sarà un graduale movimento verso la globalizzazione, ma più acuto e più duro, la democrazia sarà definitivamente eliminata, verrà istituita una dittatura satanica liberale globale, le chiese chiuderanno, la “sesta colonna” che controlla che lo stato passerà rapidamente al dominio totalitario.

E invece della pseudo-democrazia, verrà istituita la tirannia globale della schiavitù digitale e dei campi di concentramento, e la quarantena e l’isolamento vengono istituiti per questo scopo. Tali sentimenti sono molto popolari nella nostra società e in tutto il mondo e dagli studi sulla cospirazione è emersa un’intera tendenza.

I media hanno iniziato a censurare queste idee e chiamandole notizie false. Queste idee sono soggette a rigida censura,il che spinge le persone a convincersi solo che esiste un piano del genere. 

 

Tuttavia, tieni presente che la teoria di una cospirazione mondiale ha, a mio avviso, due difetti fondamentali. La prima è la mancanza di volontà. Le persone che lo notano non sono pronte a dire di no, a resistere, a proporre un progetto alternativo dicendo che una volta che il mondo è crollato, costruiamone uno nuovo. Credono che il prossimo passo sia completamente predeterminato, non si può fare altro che cadere nella disperazione e protestare istericamente nel loro isolamento o cercare di sfuggire alla supervisione. 

Tutte queste reazioni indicano che le persone non sono pronte per il futuro. Se il sistema ha fallito, in questo momento, si è aperta una finestra, un momento di opportunità; dovremmo e potremmo far avanzare il nostro piano alternativo per il futuro. Ma invece, sentiamo “di cosa stai parlando, quale piano alternativo? Tutto è predeterminato!” È così che uccidiamo e paralizziamo la nostra volontà. 

 

Se pensiamo che il sistema mondiale globale sia scivolato e crollato, dobbiamo pensare a ciò che dobbiamo fare dopo: creativo, significativo e, naturalmente, rischioso (costruire il futuro è sempre rischioso). Ma almeno questo risveglia l’insubordinazione in noi. E la teoria della cospirazione secondo cui tutto ciò è intenzionale, che non esiste alcun virus – questo negazionismo paralizza ogni sforzo, speranza e desiderio di fare qualcosa di costruttivo, dato che il modello unipolare è collassato con il coronavirus. 

 

Ancora una cosa: c’è stato un appello alla “sesta colonna”. “La sesta colonna” è un parassita. Le reti di influenza liberale in ogni società non sono solo liberali convinti. Tra questi, non ci sono molti fanatici che seguirebbero il globalismo verso il totalitarismo satanico. Ci sono sostenitori di Ayn Rand e dei liberali satanisti che odiano veramente il lavoro, la società, le persone e la giustizia sociale, ma ce ne sono pochissimi. Le masse semplicemente credevano nell’efficacia di questo sistema e delle élite globali, erano convinte che avrebbe funzionato senza intoppi e in linea con il modello dominante. 

 

Ora, di fronte al coronavirus, la maggior parte dell’élite globale è completamente confusa. In realtà sono disarmati dal fatto che il loro “simbolo di fede”, i loro scambi, i prezzi del petrolio, le loro tendenze, le loro fonti di reddito, sono crollati. Nel complesso, sono in stato di shock. Semplicemente non sono pronti per la prospettiva di stabilire una dittatura globale dell’anticristo, soggettivamente o emotivamente. 

 

Ciò non significa che non esiste una tale minaccia. In effetti, a giudicare da ciò che gli oratori estremisti del liberalismo globale, le persone antidemocratiche e completamente ciniche come Bernard Henri Levy, George Soros, Mark Zuckerberger o Bill Gates, stanno cercando di dirci, sembra abbastanza probabile che ci sia. 

In effetti, l’idea di utilizzare la situazione attuale per istituire un campo di concentramento postliberale digitale gestito dalle élite politiche ed economiche occidentali è rilevante, ma guardando a come lo fanno, lo stupore dei loro stessi sostenitori e delle loro sette globaliste alla testa di molti stati, compresa una parte significativa dell’élite al potere russa, si può solo concludere che nessuno di loro era pronto per la situazione attuale in anticipo.

 

Se tentano di utilizzare la situazione per far avanzare ulteriormente i piani di cifratura, vaccinazione e creazione della tirannia, che non possono essere esclusi, non avranno automaticamente e facilmente successo. Dobbiamo essere pronti per questo, ma la cosa più importante, penso, è che dobbiamo fissare le posizioni più fondamentali nella storia del coronavirus.Il sistema mondiale che esisteva e sembrava eterno tre mesi fa è già crollato. Viviamo, se lo confronti con l’Unione Sovietica, proprio all’ultimo momento, l’ultimo secondo della sua esistenza. 

 

Siamo ora tra la fine del 1990 e l’inizio del 1991 e non ci sarà modo di tornare al periodo precedente. 

 

Non escludo la possibilità che accada qualcosa di peggio, dobbiamo essere preparati anche per quello, ma cosa ci impedisce di approfittare di questa situazione?

Tutto ciò che sta accadendo non sta accadendo da solo e ci sono molti rischi e pericoli, ma penso che oggi dobbiamo presentare un nuovo programma mondiale, un programma per una nuova umanità, un nuovo programma di sistema economico, sociale, politico, educativo , completo di una nuova cultura e una nuova civiltà.

Dobbiamo considerare il crollo dell’ordine mondiale globale come un’opportunità, un’opportunità. Non è un dato di fatto che saremo in grado di sfruttare questa opportunità, non è un dato di fatto che vinceremo, non è un dato di fatto che saremo anche in grado di iniziare questa guerra per il futuro – ma siamo in un situazione in cui sarà possibile farlo per qualche tempo. 

La finestra delle opportunità potrebbe chiudersi in un modo o nell’altro, ma l’attuale quarantena, a mio avviso, dovrebbe essere utilizzata principalmente per concentrarsi sull’immagine del futuro.  

 

Anche qui i patrioti e i sostenitori della giustizia sociale, della destra, della sinistra e di tutti gli oppositori del sistema mondiale liberale globale devono unire le forze. È necessario lasciare offese e differenze ideologiche in passato, dobbiamo creare un quartier generale per progetti di civiltà alternativa, contatto con rappresentanti di altre culture e popoli, che si trovano in situazioni molto simili.

Oggi nessuno ha una mappa per il futuro ed è più difficile che mai per i globalisti imporre la propria volontà senza alternative e senza ostacoli. Stanno andando peggio che mai. Se stiamo andando male, l’élite al potere sta andando molto peggio, perché l’intero modello con cui hanno sfruttato ideologicamente e quindi economicamente, politicamente e socialmente le masse del mondo ha toccato il fondo e collassato. Oggi,le persone hanno la possibilità di ribellarsi al sistema unipolare globalista e questa possibilità deve essere colta.

 

®wld 

Vaccini liberi da gruppi di controllo

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Flashback: ALEC Behind Push per vaccinazioni obbligatorie

 

 

Le vaccinazioni forzate e obbligate dal governo stanno sicuramente arrivando grazie alla pandemia di coronavirus cinese. È fondamentale riconoscere che lobbisti come ALEC spingono da anni la legislazione statale per i vaccini obbligatori.

È anche fondamentale notare che ALEC è un’organizzazione repubblicana “conservatrice”, che dimostra la trascendenza politica delle iniziative di Technocrat. ⁃ Editor TN

 

Nel corso degli ultimi mesi, gli americani hanno assistito ad un aumento della propaganda mediatica riguardante i “pericoli” degli “anti-vaxxer”, la “comprovata scienza dei vaccini” e le “tragedie” che derivano dall’incapacità di vaccinare. Quel blitz di propaganda ha provocato un’enorme isteria derivante da livelli simili di ignoranza.

Sempre derivante dalla spinta dei media corporativi finanziati da Big Pharma è la campagna emotiva e in preda al panico di pro-vaxxer, spacciatori di vaccini e aderenti alla relativamente recente nuova religione dello “scientismo” – la credenza religiosa in qualsiasi cosa etichettata come scienza o scientifica, indipendentemente dal fatto che tale concetto sia o meno in contraddizione con la realtà e l’esperienza osservabili o addirittura indipendentemente dal fatto che sia o meno scientifico.

Il cosiddetto dibattito sui vaccini – che non è veramente un dibattito poiché un dibattito richiede la partecipazione di due parti opposte – non è in genere altro che una campagna di urla e vergogna contro i genitori che sono giunti alla conclusione che i vaccini non sono sicuri, efficaci, o nessuno dei due.

In effetti, è l’emozione sfrenata del campo pro-vaccino che è stata provocata e successivamente sfruttata in una centrale elettrica di vetriolo e pressione sociale che viene poi presentata come una crisi di salute pubblica. L’ululato delle masse alla moda, incollato ai loro televisori, sit-com e NPR, viene quindi presentato come una protesta pubblica organica nei media, con il risultato di una risposta opportunamente programmata da politici e legislatori.

Naturalmente, con la creazione del falso dibattito, c’è anche la polarizzazione politica della questione – la sinistra deve essere contrapposta alla destra – in un metodo tipico ma provato e vero di dividere e conquistare la strategia.

Inizialmente, porre domande in merito alla sicurezza o all’efficacia delle vaccinazioni era qualcosa che superava i confini politici. Certo, le persone che sostenevano queste opinioni erano una minoranza. Tuttavia, quei numeri stavano crescendo e potevano essere trovati in mezzo a liberali e conservatori, libertari e socialisti e persino quelli completamente disallineati rispetto a qualsiasi ideologia.

Ora, tuttavia, questo sta iniziando a cambiare. Le compagnie della Big Pharma che finanziano i media mainstream e i parassiti politici che infettano le capitali federali e statali sono riuscite a trasformare questo dibattito in una questione partigiana.

La campagna di propaganda ha avuto successo tra i membri di tutte le confessioni politiche, ma in particolare tra la sinistra. Questo perché la sinistra è formata da una popolazione che è ben addestrata a credere a qualsiasi cosa presentata loro sotto le spoglie della scienza più o meno allo stesso modo della destra che è progettata per credere a qualsiasi cosa presentata in un contesto religioso.

Il risultato di questo massiccio assorbimento dell’indottrinamento è che abbiamo il passaggio delle fatture che impone che i bambini vengano vaccinati con la legge in California e anche il tentativo di forzare anche gli adulti a essere vaccinati.

Con mandati che escono dalla California, dalla Carolina del Nord e dal Vermont, c’è chiaramente un’agenda nazionale a piedi.

Ma mentre quelli di sinistra continuano ad attaccare Koch Industries e ALEC per aver finanziato una serie di orribili politiche economiche e campagne interne divisive, dipingendo ogni idea a cui si oppongono proveniente dai campi repubblicani come un programma “finanziato da Koch” (spesso lo è), la realtà è che la sinistra è il più grande inganno nel gioco del vaccino.

Questo perché, mentre gli uomini di sinistra falciano i vaccini e si vantano della loro obbedienza a medici e “scienziati”, non stanno facendo altro che allinearsi a una massiccia campagna di propaganda finanziata da Koch e ALEC.

American Legislative Exchange Council (ALEC)

Per coloro che potrebbero non avere familiarità con l’American Legislative Exchange Council (ALEC), il consiglio è considerato una “organizzazione senza scopo di lucro” composta da legislatori statali conservatori e “partner” del settore privato aziendale. Questa miscela di funzionari governativi e agenti corporativi si riunisce quindi regolarmente, piena di finanziamenti delle principali società di tutto il mondo per discutere, pianificare, scrivere e presentare la legislazione che è vantaggiosa per le società.

In un certo senso, ALEC è un’enorme società di lobbying aziendale. In un altro, tuttavia, ALEC è molto di più, poiché gran parte della legislazione presentata dall’attento membro del Congresso è in realtà scritta per il senatore o il rappresentante dagli agenti dell’organizzazione. È un’organizzazione che fornisce finanziamenti e direzione (ordini di marcia) per i membri del Congresso, in particolare quelli a livello statale.

Mentre i viscidi miliardari come George Soros agiscono come la forza guida di gran parte della sinistra americana, ALEC e KOCH Industries tendono a riempire lo stesso vuoto per la destra; sebbene, in verità, la maggior parte delle società che compongono ALEC siano quelle che finanziano anche candidati democratici. La presentazione, tuttavia, in un teatro politico accuratamente progettato come gli Stati Uniti, è fondamentale.

 

Mentre Alan Greenblatt descrive l’organizzazione nel suo articolo per Governing,

Per decenni, l’American Legislative Exchange Council è stato un punto di forza nella definizione delle politiche conservative a livello statale. Oggi, il suo impatto è ancora più pervasivo. Le sue idee legislative risuonano praticamente in ogni area del governo statale, dall’istruzione e dalla salute all’energia, all’ambiente e alla politica fiscale. Il gruppo, che riunisce legislatori con rappresentanti di corporazioni, gruppi di riflessione e fondazioni per creare modelli di legge, ha ottenuto un punteggio impressionante. Circa 1.000 progetti di legge basati sul linguaggio ALEC vengono introdotti in un anno medio, con circa il 20 percento che viene emanato.

Brendan Greeley di Bloomberg Business descrive ALEC in modo simile. Lui scrive,

Per tre decenni, l’American Legislative Exchange Council, l’ospite della riunione, ha riunito società (tra cui Pfizer ( PFE ), AT&T ( T ) ed ExxonMobil ( XOM )) e legislatori statali per scrivere ciò che chiama bollette modello – atti legislativi le industrie vorrebbero diventare legge. Spesso questo significa proteggere il trattamento fiscale preferito o tenere a bada le normative. ALEC ha anche approvato modelli di legge su questioni sociali, tra cui il controllo delle armi e la registrazione degli elettori. I progetti di legge vengono quindi approvati tra i 1.800 legislatori per lo più repubblicani che sono membri ALEC. Introducono il modello di fatture circa 1.000 volte l’anno nelle capitali statali in tutto il paese, afferma il gruppo. Circa 200 diventano legge. ALEC paga le riunioni attraverso le quote associative (chiamate donazioni) che le società pagano. I legislatori ricevono assegni di viaggio (chiamati borse di studio) per partecipare alle riunioni. ALEC è registrato presso l’IRS come organizzazione no profit che fornisce un servizio pubblico, non come lobbista che cerca di influenzare.

Ciò offre due vantaggi: i membri aziendali possono detrarre quote annuali, che possono arrivare a $ 25.000, più se vogliono sponsorizzare le riunioni; e ALEC non deve rivelare i nomi dei legislatori e dei dirigenti che partecipano. Questo è importante, perché se ALEC operasse con assoluta apertura, avrebbe difficoltà a operare. ALEC ha attirato una vasta e ricca gamma di sostenitori in parte perché ha fatto il suo lavoro a porte chiuse. Le liste di appartenenza erano segrete. Le origini delle bollette del modello erano segrete. Parte della missione di ALEC è presentare la legislazione sostenuta dall’industria come lavoro di base. Se questo dovesse diventare chiaro a tutti, non ci sarebbe motivo per le aziende di usarlo.

Mentre ALEC ha spinto una serie di progetti di legge in merito a questioni di cuneo divisivo (deve mantenere il suo aspetto conservativo), si concentra principalmente su questioni economiche che promuovono il libero mercato, la scuola austriaca, la deregolamentazione, il libero scambio e altre politiche sostenute dalle principali banche e società .

Ma ALEC è anche uno dei principali promotori delle leggi in materia di questioni mediche, non solo nel contesto del sistema sanitario americano, ma anche nel contesto della scelta personale.

Nonostante tutta la retorica di ALEC e dei suoi burattini al Congresso, la posizione dell’organizzazione e dei suoi burattini non è necessariamente a favore della scelta personale. Ciò è stato chiarito sotto forma di mandati e forza di legge, in particolare nel settore della vaccinazione.

Ciò non dovrebbe sorprendere se si considerano i numerosi membri di Big Pharma di ALEC. Mentre l’organizzazione è formata da una pletora di grandi società, Big Pharma costituisce una parte considerevole dei suoi ranghi.

Di seguito sono riportate alcune piccole aziende farmaceutiche che fanno parte delle attività di ALEC.

  • Astellas Pharma Inc.
  • Bayer
  • Dupont (Dupont Merck Pharmaceuticals)
  • Eli Lilly
  • Endo Pharmaceuticals
  • Script rapidi
  • GlaxoSmithKline
  • Hoechst- Roussell Pharmaceutical Corporation
  • Hoffman La-Roche
  • Prodotti farmaceutici di Imperial Chemical Industries
  • Johnson & Johnson
  • Mylan Pharmaceuticals
  • Novo Nordisk
  • Pharmacia e UpJohn
  • Purdue Pharma
  • Pfizer
  • Solvay Pharmaceutical
  • Takeda Pharmaceutical
  • Prodotti farmaceutici TEVA
  • TogetherRX Access (composto da ABBVIE, GSK, Janssen, Lifescan, Pfizer, Stiefel, Viiv Healthcare, Vistakon Pharmaceuticals)
  • The UpJohn Co.

Conclusione

 

L’obiettivo della vaccinazione forzata esiste già da un po ‘di tempo, risalendo a numerosi think tank d’élite decenni fa e alle sale delle aziende farmaceutiche. Le principali aziende farmaceutiche, per molte ragioni ovvie (o dovrebbero essere ovvie) vorrebbero anche imporre la vaccinazione. L’aumento dei profitti delle vendite di vaccini e del trattamento delle malattie risultanti, nonché la copertura dei rischi del vaccino da parte di una popolazione libera da un gruppo di controllo sono solo alcuni dei motivi per cui tali società sostengono i mandati del vaccino.

Dopotutto, come affermava Bertrand Russell nel lontano 1953,

Dieta, iniezioni e ingiunzioni si uniranno, sin dalla tenera età, per produrre il tipo di carattere e il tipo di convinzioni che le autorità considerano desiderabili, e qualsiasi critica seria ai poteri che saranno diventerà psicologicamente impossibile. . . .

Ma mentre la spinta a imporre vaccini per bambini e adulti non è affatto una cospirazione incentrata sull’ALEC, questa recente spinta per tali leggi è stata effettivamente formulata nei consigli ALEC.

Per questo motivo, è estremamente ironico che la sinistra politica sia la metà del paradigma che prende in carico le leggi sulla vaccinazione obbligatoria. Dopotutto, è la sinistra (ai livelli inferiori) che sembra vivere secondo il motto “Se ALEC lo sostiene, ci opponiamo.” Questa volta, tutto ciò che è stato necessario è stata una propaganda intelligente, una spinta alla moda e un vergogna sociale e la sinistra stava marciando proprio dietro ALEC con la stessa militanza come se fossero repubblicani da sempre.

L’intero dibattito sui vaccini non può nemmeno essere etichettato come un dibattito. È un esercizio di vergogna sociale, che grida visioni opposte e devozione religiosa alla televisione e a chiunque indossi un camice da laboratorio o affermi di essere un esperto.

Con il colpevole dietro il recente vaccino obbligatorio / eliminazione della richiesta di esenzione ora rivelato, è tempo di iniziare a lavorare per abrogare queste leggi e assicurarsi che nessuna legge simile sia mai politicamente fattibile.

 

Leggi la storia completa qui …

 

Fonte: https://www.technocracy.news/

 

®wld

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