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Gas, riempiamo le riserve e poi le userà la Germania. L’incredibile retroscena

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In questo caso, il popolare detto “mal comune mezzo gaudio” non risulta essere del tutto appropriato. Non siamo i soli, anche la Germania è sull’orlo del baratro. Ma potremmo essere comunque noi a pagarne lo scotto. Berlino, sempre più a corto di materia energia, sta attingendo dalle proprie riserve e, al momento, Gazprom non sembra voler dare buone notizie sulla riapertura del Nord Stream 1: «Forniture tagliate per forza maggiore». C’è un meccanismo Ue, però, che di fatto obbliga chi si è portato avanti con gli stoccaggi ad aiutare i Paesi in difficoltà. E qui “casca l’asino”.

La lettera segreta di Gazprom

Siamo ormai sommersi dagli studi contenenti previsioni catastrofiche per l’economia tedesca – e non solo – nel caso in cui la Russia decidesse di non riprendere regolarmente il flusso proveniente dal gasdotto Nord Stream 1, cosa che dovrebbe avvenire tra il 21 e il 22 luglio. Roba da far impallidire la crisi mondiale del 2008: un numero inimmaginabile di aziende verrebbero condannate alla chiusura, con impatti drammatici sull’occupazione, sulla crescita, sull’inflazione e sulla tenuta sociale. Come abbiamo scritto in un articolo pubblicato ieri sera, sembra che Gazprom abbia inviato una lettera ai propri clienti europei, citando la “causa di forza maggiore” per giustificare le mancate consegne di gas dal 14 giugno scorso, giorno dal quale Mosca ha deciso di ridurre le forniture del 60% sul gasdotto Nord Stream. Molto probabilmente, il fine è quello di svincolarsi dalle relative penali, preannunciando inoltre che i flussi di gas dalla Russia non riprenderanno dopo il termine del periodo di manutenzione del gasdotto.

La Germania attinge dalle proprie riserve

Uniper, il più grande importatore di gas dalla Russia, ha reagito immediatamente rigettando la lettera, definendola come del tutto “ingiustificata”. Come riporta oggi La Verità, però, per continuare regolarmente la fornitura ai propri clienti, il colosso tedesco sta comprando sul mercato il gas che la Russia non ha fornito, e questo genera un buco nei suoi conti stimato in circa 30 milioni euro al giorno. In piena crisi di approvvigionamento, Uniper sta cercando di “metterci una pezza” prelevando gas dagli stoccaggi, invece di riempirli come stiamo facendo noi, peraltro a carissimo prezzo. L’obbiettivo dell’80% di riempimento degli stoccaggi prima dell’autunno, dunque, risulta essere semplicemente irraggiungibile. Infatti, è una settimana ormai che i siti di stoccaggio tedeschi non vedono più del 64,5% di gas al loro interno.

L’Unione Europea chiederà la riduzione dei consumi

Berlino sta tentando di uscire dal cul-de-sac trovando un accordo col maggior azionista di Uniper, ovvero Fortum, una compagnia di proprietà del governo finlandese. Ma i dati sono raccapriccianti e alcune stime indicano, ad oggi, una necessità di cassa e ricapitalizzazione per un totale di 10 miliardi di euro, che salirebbero ad oltre 30 miliardi di euro se il Nord Stream 1 chiudesse totalmente. Non di certo quisquilie per il governo finlandese, che non sarebbe certo felice di accollarsi una cifra simile in tempi come questi. Ad ogni modo, la trattativa tra i due governi è ancora aperta e si attendono notizie in merito. Dal canto suo, la Commissione europea presenterà nella giornata di domani le proprie raccomandazioni per diminuire i consumi di energia nel continente. L’obiettivo principale è quello di risparmiare circa l’8% di energia. Pressata dal capo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, la Commissione si adopererà nel richiedere a tutti i Paesi membri un avvio immediato della riduzione dei consumi.

Il patto di solidarietà che inchioda l’Italia

Ma veniamo al punto: la Germania sarà di certo il primo Paese in cui la carenza di gas paleserà tutti i suoi nefasti effetti. Contando che si tratta, appunto, della Germania, la Commissione sembra già essere particolarmente solerte e attiva nel tentativo di sollecitare la solidarietà degli altri Paesi membri. Esiste, infatti, una perversa “clausola di salvaguardia” che impone la cessione di parte delle proprie riserve a chi ne dovesse avere più bisogno. Il governo di Olaf Scholz ha già siglato questi patti di “solidarietà” con Italia, Austria e Danimarca, e starebbe lavorando per chiudere simili accordi anche con la Repubblica Ceca. Come riferisce La Verità, “in virtù di questi patti, chi invoca la solidarietà può chiedere alla controparte una fornitura di gas di emergenza, della quale sono già definite le condizioni di prezzo e di consegna. L’Italia è il maggior candidato a fornire tale assistenza alla Germania, date le sue dimensioni. Se il meccanismo venisse attivato, è ragionevole pensare che l’Italia fornirebbe gas alla Germania lasciando in territorio tedesco parte della fornitura che riceve dalla Norvegia, disponibile per il prelievo dal gasdotto TENP”.

Problemi logistici oltre quelli economici

In effetti, bisogna fare i conti non solo con i problemi economici, ma anche con quelli logistici. Sembra infatti che la rete di gasdotti europea non sia strutturata per un contro flusso Sud-Nord (e nemmeno Ovest- Est) di grandi entità, avendo sempre funzionato da Nord in direzione Sud e da Est in direzione Ovest. D’altro lato, appare complicato per la Germania riuscire nel tentativo di stipulare altri accordi in Europa, viste le posizioni non proprio benevole di molti altri governi verso Berlino. L’esecutivo ungherese, capitanato da Viktor Orban, ad esempio, ha già messo le cose in chiaro, sottolineando che da agosto saranno vietate le esportazioni dall’Ungheria di qualunque combustibile, legname compreso. La Germania che chiede la solidarietà degli altri Paesi è una situazione più unica che rara, quasi karmica, e com’è noto spesso “chi semina vento raccoglie tempesta”.

La “solidarietà” della Germania

Le pagine de Le Verità ci sovvengono per ricordare, ad esempio, che solo nel marzo del 2020, all’inizio della pandemia di Coronavirus, la Germania vietava l’export di mascherine e dispositivi medici, senza alcun riguardo alla solidarietà verso i vicini in difficoltà. L’Italia, in quei primi e drammatici giorni, ne avrebbe avuto particolare bisogno, eppure le cose sono andate diversamente. Ma gli esempi sono molti e ben noti a chi ci legge. Conosciamo tutti la sprezzante “solidarietà” con cui la Germania ha agito negli anni della crisi economica, avanzando richieste di austerity a buona parte dei Paesi membri. Italia, Grecia, Spagna e Portogallo in primis, i cui nomi andavano a comporre la parola PIGS, in inglese “maiali”. Diktat imposti glacialmente, senza farsi alcun problema sulle conseguenze che avrebbero dovuto affrontare i cittadini reietti. Manovre “lacrime e sangue”, necessarie per salvare le banche tedesche e francesi esposte verso quei Paesi. Per non parlare della Polonia, che nel caso specifico è stata uno dei maggiori oppositori dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, causa il conseguente indebolimento del fronte orientale dell’Unione Europea. Eppure, a suo tempo, la Germania non si curò delle critiche e delle proteste polacche, tirando dritto nel portare a termine il suo progetto.

Chi semina vento (a volte) raccoglie tempesta

Chissà se l’esecutivo di Berlino sarà così freddo ed efficace nell’imporre “lacrime e sangue” anche ai propri cittadini questa volta, costringendoli a non esaurire le proprie riserve, evitando di mettere in difficoltà quei Paesi che, come l’Italia sono già oltre l’orlo del baratro ma i cui governanti, forse, soffrono di memoria corta, per non dire di mancanza di attributi. Una cosa è certa, nell’applicazione di queste assurde sanzioni chi ha perso è solo l’Europa. Che se ne facciano una ragione dalle parti di Bruxelles, ora che anche la loro “perla” rischia seriamente il collasso.

Fonte articolo: ☛ ilparagone.it

Pubblicato sul sito web: https://dammilamanotidounamano.altervista.org/

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L’Europa rimarrà una piccola borsa stanca e corrotta di nazioni mal assortite che fingono di assomigliarsi

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Blain: Il mondo è cambiato… ed è cambiato completamente

di Tyler Durden

Scritto da Bill Blain tramite MorningPorridge.com,

[La bugia] deve limitarsi a pochi punti e ripeterli più e più volte. Qui, come spesso in questo mondo, la perseveranza è il primo e più importante requisito per il successo”.

Il mondo è cambiato e completamente cambiato, anche se forse non ce ne rendiamo ancora conto. È probabile che siamo sulla buona strada per massicci sconvolgimenti, inflazione, aumento della crisi geopolitica e incertezza e un’elevata probabilità di stagflazione. Ma – non dirlo a nessuno.

Il mondo è cambiato ieri. I mercati no.

Nonostante la prima grande guerra in Europa per quasi 80 anni, abbiamo ottenuto una ripresa delle azioni “compra le notizie”. I prezzi del petrolio sono aumentati e una deviazione generale dell’invasione russa nel secchio “oh, è insolito” del giorno di negoziazione. Ma le conseguenze saranno enormi.

Forse le azioni sono aumentate in seguito al buy-the-dip, o perché i mercati si aspettano che le banche centrali occidentali manterranno la politica monetaria accomodante, rimandando gli aumenti dei tassi, per alleviare le preoccupazioni. O forse è stato perché Biden non ha colpito l’energia russa con sanzioni, o che le nazioni europee sono riluttanti a lasciarlo abbandonare la Russia da Swift? Qualunque cosa, i mercati stanno affrontando, giocando le sfumature immediate delle notizie.

Per i prossimi 10-14 giorni – perché questo è il tempo che probabilmente impiegherà la Russia a soggiogare l’Ucraina – sarà una copertura da parete a parete. Un po’ di stanchezza per le strade di Kiev sta già cominciando. Il nostro shock, orrore e indignazione continueranno a essere attenuati e, quando sarà finita, altri argomenti riempiranno gli schermi.

Probabilmente queste altre cose saranno l’aumento dell’inflazione, l’impennata dei prezzi dei generi alimentari, bollette energetiche inimmaginabili, tensioni nei rettilinei di Taiwan e l’Europa che litigherà su ogni decisione politica immaginabile. Per i prossimi anni aspettatevi notizie dell’orrore sul massacro di coraggiosi combattenti della resistenza ucraini o sui terroristi che vengono affrontati se guardi la TV Sputnik.

La realtà è che il mondo è cambiato radicalmente ieri:

Ci sono i problemi ovvi; inflazione prolungata più a lungo. Siamo tutti consapevoli che i prezzi dei generi alimentari saranno influenzati a lungo termine. La Russia è uno dei principali fornitori di fertilizzanti, l’Ucraina è il produttore numero uno di semi di girasole, n. 2 nel grano e massiccia tra le materie prime agricole. (Alcuni lettori hanno già chiesto se si tratta di un “momento dell’allevamento di polli ucraino” – il massimo assoluto del ciclo aziendale, dal nome del suddetto allevamento di pollame che ha lanciato un accordo obbligazionario massicciamente sottoscritto a un prezzo folle, pochi giorni prima che la SAR e l’influenza aviaria causassero chiuderà con perdite non assicurate – ma questa è una storia per un altro giorno…)

L’energia è l’altro punto di discussione: enormi picchi nel gas europeo mentre ci chiediamo da dove verrà. Le nazioni europee si stanno guardando l’un l’altra, nervose che le altre potrebbero concludere un accordo con il Cremlino per assicurarsi i propri rifornimenti.

Conferma anche l’effetto critico della geopolitica e conferma che si è verificato un massiccio spostamento tettonico mentre il mondo si divide in nuove placche con le relative zone di conflitto.

  • Putin è consapevole che il rimprovero nei confronti dell’Occidente sarà un gioco a lungo termine – e non conterà che accada presto. Si sta dirigendo (che bella parola) in Asia, stabilendo accordi di gas, energia e cibo con la Cina.
  • La Cina è felice di continuare a costruire la sua sfera di co-prosperità in Asia. Più Russia ed Europa riusciranno a distrarre gli Stati Uniti, più Xi sarà felice.
  • L ‘”Occidente”, compresi i nostri avamposti in Giappone e Oz, si chiederà dove dovrebbero stare.
  • Gli esperti si aspettano che Trump o un Trump Clone porti gli Stati Uniti all’isolazionismo nel 2025.
  • L’Europa rimarrà una piccola borsa stanca e corrotta di nazioni mal assortite che fingono di assomigliarsi, alla fine di catene di approvvigionamento molto lunghe dipendenti dall’energia russa che possono elemosinare, prendere in prestito o rubare.. (Rubare in questo contesto è rompere l’agenda del cambiamento climatico per reinvestire nella sicurezza energetica aprendo impianti di carbone, petrolio e gas, provocando la furia degli attivisti per il clima che accuseranno i governi di rubare alle generazioni future.)

Ciò lascia l’Africa e il Sud America in gioco: i cinesi hanno imparato la lezione del debito e saranno restii a fare affidamento su un ulteriore potere morbido attraverso i prestiti. Potrebbero diventare… “limitati verso l’esterno”… Man mano che le risorse diminuiscono, la popolazione aumenta e il cambiamento climatico frigge l’Africa, la crisi dei rifugiati destabilizzerà ulteriormente l’Europa.

Mi dispiace se suona come un  gioco del rischio, ma sta iniziando a sembrare in quel modo..

Il rischio maggiore per i mercati è quanto diventi destabilizzante l’invasione ucraina. L’insicurezza alimentare ed energetica e tutte le altre questioni ancora irrisolte come le catene di approvvigionamento di automobili, i chip e le merci rimarranno interrotte, alimentando ulteriormente l’inflazione e rallentando la crescita.

Se i tuoi segnali di avviso non lampeggiano recessione e inflazione =  stagflazione … allora ripristinali. Sembra una probabilità molto alta.

Fonte: https://www.zerohedge.com/markets/blain-world-has-changed-and-changed-utterly

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Germania: valutazione errata di veicoli a zero emissioni

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Shock: i veicoli elettrici emettono più CO2 delle auto diesel

 

Postato da: Oscar Schneider

I veicoli elettrici possono essere freddi (quando le loro batterie non sono in fiamme) ma sono più pericolosi per l’ambiente rispetto alle controparti diesel. Tutti gli ecologisti che pensano di salvare il mondo guidando gli EV sono totalmente ingannati dalla propaganda del marketing. ⁃ Editor TN

Secondo uno studio condotto da scienziati tedeschi, i veicoli elettrici in Germania emettono più emissioni di CO2 rispetto a quelli diesel.

Quando le emissioni di CO2 legate alla produzione di batterie e il mix energetico tedesco – in cui il carbone svolge ancora un ruolo importante – vengono presi in considerazione, i veicoli elettrici che emettono dall’11% al 28% in più rispetto ai loro omologhi diesel, secondo lo studio presentato Mercoledì all’Istituto Ifo di Monaco.

L’estrazione e il trattamento di litio, cobalto e manganese utilizzati per le batterie consumano molta energia. Una batteria del modello Tesla 3, ad esempio, rappresenta tra 11 e 15 tonnellate di CO2. Considerando una durata di vita di 10 anni e un percorso di viaggio annuale di 15.000 chilometri, questo si traduce in 73-98 grammi di CO2 per chilometro, osservano gli scienziati Christoph Buchal, Hans-Dieter Karl e Hans-Werner Sinn nel loro studio.

 

Cosa c’è di sbagliato in questa immagine? (Immagine: Mimikama.at)

 

Dicono anche che la CO2 emessa per produrre l’elettricità che alimenta tali veicoli deve essere presa in considerazione.

Considerando tutti questi fattori, ogni Tesla emette da 156 a 180 grammi di CO2 per chilometro, che è più di un veicolo diesel comparabile al prodotto dalla società tedesca Mercedes, ad esempio.

I ricercatori tedeschi mettono quindi in discussione il fatto che i funzionari europei considerano i veicoli elettrici come veicoli a zero emissioni. Osservano inoltre che l’obiettivo UE di 59 grammi di CO2 per km entro il 2030 corrisponde a un consumo “tecnicamente non realistico” di 2,2 litri di gasolio o 2,6 litri di gas per 100 km.

Leggi la storia completa qui …

Fonte: https://www.technocracy.news/

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Cambiamenti climatici: cosa dicono gli scienziati?

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TOP SCIENZIATI CLIMATICI: “L’anidride carbonica non è una manopola di controllo per il clima”

 

Di Jamie Spry

 

“Abbiamo bisogno di avere un ampio supporto di base,
per attrarre l’immaginazione del pubblico …
Quindi dobbiamo offrire scenari spaventosi, fare dichiarazioni semplificate e drammatiche ef are poca menzione di ogni dubbioOgnuno di noi deve decidere quale sia il giusto equilibrio
è tra l’essere efficace e l’essere onesti.”
Prof.Stephen Schneider,
Professore alla Stanford of Climatology,
autore principale di numerosi rapporti IPCC

 

***

 

The Bolt Report con la principale scienziata del clima Dr.Judith Curry:

JUDITHCURRY è uno dei più importanti scienziati del clima del mondo. A differenza dei nostri politici, lei non pensa che ci sia molto da ridire sulle emissioni:

CLIC per link intervista (0: 49s) …

“Non penso che anche se avessimo la volontà politica potremmo fare molto per cambiare il clima. L’anidride carbonica non è una manopola di controllo per il clima. Ha un certo effetto su scale di tempo molto lunghe ma non è nulla che tu possa realmente modificare in su o giù sulla scala temporale di un secolo e modificare il clima. Ci sono moltissime forze naturali in gioco che determinano il clima e pensano davvero che possiamo controllare il clima, abbattere le emissioni di CO2 è un’hubris davvero fuorviante.”– Judith Curry PhD

TOP SCIENZIATO CLIMATICO: L’UOMO NON PUO’ FARE MOLTO PER CAMBIARE IL CLIMA | Herald Sun

***

 

PERCHÈ QUINDI È IL “BIOSSIDO DI CARBONIO” (o come gli zelanti del clima etichettano falsamente – “Inquinamento da carbonio”) IL PRINCIPALE INGREDIENTE DI UN “CAMBIAMENTO CLIMATICO” TEORIZZATO?

Come con tutti gli editti socialisti, la risposta è potere assoluto e controllo su di te e sul tuo stile di vita. 

 

Fisico ATMOSFERICO, professore di meteorologia al MIT e RichardS. Lindzen, ex autore dell’IPCC, spiega:

“Per molte persone, tra cui la burocrazia del governo e il movimento ambientalista, il problema è il potere. È difficile immaginare un punto di leva migliore del biossido di carbonio per assumere il controllo su una società. È essenziale per la produzione di energia, è essenziale per la respirazione. Se lo demonizzi e ne prendi il controllo, per così dire, controlli tutto. È attraente per le persone. È stato dichiarato apertamente per oltre quarant’anni che si dovrebbe cercare di usare questo problema per una varietà di scopi, che vanno dalla redistribuzione Nord/Sud, all’indipendenza energetica, a Dio sa cosa … “- RichardS. Lindzen

“La CO2 per persone diverse ha attrazioni diverse. Dopotutto, cos’è? – non è un inquinante, è un prodotto della respirazione di ogni creatura vivente, è il prodotto di tutte le respirazioni vegetali, è essenziale per la vita vegetale e la fotosintesi, è un prodotto di tutte conbustioni industriali, è un prodotto guida – voglio dire, se hai sempre desiderato un punto di forza per controllare tutto, dall’espirazione alla guida, questo sarebbe un sogno. Quindi ha una sorta di attrattiva fondamentale per la mentalitàburocratica“. – RichardS. Lindzen

ANCORA LINDZEN

IN 5 MINUTI DEVI GUARDARE, Lindzen esamina la scienza, la politica e l’ideologia dietro la truffa del riscaldamento globale, identificando i gruppi chiave della lobby che guidano la paura, l’allarmismo e il pensiero di gruppo che domina il dibattito su scienza oggettiva e ragione.

Prager Uni forward:

Il cambiamento climatico è un tema di discussione urgente tra politici, giornalisti e celebrità … ma cosa dicono gli scienziati dei cambiamenti climatici? I dati convalidano quelli che dicono che gli umani stanno causando un riscaldamento catastrofico della terra? Richard Lindzen, un fisico dell’atmosfera del MIT e uno dei climatologi leader nel mondo, riassume la scienza dietro i cambiamenti climatici.

WATCH…

 

Fonte: https://www.attivitasolare.com/

 

Video Trascritto: 

 

Cambiamenti climatici: cosa dicono gli scienziati?

 

Sono Richard Lindson, un fisico dell’atmosfera. Ho pubblicato più di 200 articoli scientifici. Ho insegnato al MIT per 30 anni.

Durante questo periodo, il clima è cambiato molto poco. Ma la voce del “riscaldamento globale” è diventata sempre più potente, il grido del “riscaldamento globale” è diventato sempre più acuto, in effetti, il clima non è cambiato di molto.

Contestualmente più forte sono le voci degli allarmisti del clima.

Eliminiamo quindi l’equivoco e creiamo un’immagine più accurata. Vediamo quindi dove siamo veramente sulla questione del riscaldamento globale. Ora come noto il “riscaldamento climatico”, così come viene chiamato, ha preoccupato tre gruppi di persone per questo problema, e fondamentalmente questi tre gruppi di persone se ne stanno preoccupando.

I gruppi 1 e 2 sono scienziati, il gruppo 3 è composto principalmente da ambientalisti, politici e media. Il gruppo 1 è la parte scientifica dell’International Panel on Climate Change delle Nazioni Unite (IPCC Working Group 1).

La maggior parte di questi scienziati sono quelli che ci credono di più. Credono che il cambiamento climatico sia dovuto principalmente ai combustibili fossili usati dagli uomini: Petrolio, carbone, gas naturale. Questi carburanti rilasciano anidride carbonica, liberando nell’atmosfera la CO2, appunto anidride carbonica. E credono che questo possa alla fine portare al pericolo che la Terra si riscaldi pericolosamente.

Il gruppo 2 è composto da scienziati che non considerano questo problema particolarmente serio, e questo è il gruppo a cui appartengo. Spesso veniamo etichettati come scettici; Abbiamo notato che ci sono molti fattori che causano il cambiamento climatico: il Sole, le nuvole, gli oceani, le variazioni orbitali della terra, così come una miriade di altri input.

Nessuno di questi elementi sopra esposti è completamente compreso. Non vi è alcuna prova che le emissioni di biossido di carbonio siano il fattore dominante principale delle emissioni di CO2..

Ma in realtà c’è un grande consenso tra gli scienziati di questi due gruppi, di seguito sono elencati i punti di accordo:

Il clima cambia continuamente la CO2 è un Gas a effetto serra che senza il quale non è possibile la vita sulla terra, che aggiunto alla atmosfera farà si che il clima si scaldi leggermente.

La concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è aumentata dalla fine della Piccola Era Glaciale nel 19° secolo. Durante questo periodo (negli ultimi due secoli – 1800 – 1900), la temperatura media è aumentata leggermente e in modo irregolare, circa 1,8 gradi Fahrenheit o 1 grado Celsius.

Tuttavia le emissioni di gas serra umane sono state presenti sin dagli anni 60, e solo a partire da quegli anni che le emissioni di gas serra imputabili all’uomo sono state significative per svolgere un ruolo.

Considerando la complessità del clima, incapace di fare una previsione affidabile sulla futura temperatura media globale e sul suo impatto, non è possibile fare previsioni attendibili.

L’IPCC ha riconosciuto nella relazione annuale del 2007 “la previsione a lungo termine dei futuri cambiamenti è impossibile”. Più importante e soprattutto, i due gruppi non hanno asserito che la combustione di combustibili fossili avrebbero causato disastri e catastrofi. Questa è quello che affermano entrambi i due gruppi.

Quindi, perché così tante persone sono preoccupate per questo problema? Anzi sono in preda al panico, per questo problema.

In questo momento, il Gruppo 3 ha fatto il suo debutto entrando in gioco:

  • Politici,
  • ambientalisti
  • e media.

Gli allarmi del Riscaldamento Globale, forniscono quello che più ambiscono desiderare, più di ogni altro problema, ecco le cose che più ambiscono e vogliono:

Per i politici è il denaro e il potere,

per gli ambientalisti, i soldi di cui hanno bisogno per le loro organizzazioni ambientaliste; confermando i loro pensieri devoti, quasi religiosi. Cioè, che gli esseri umani sono una forza distruttiva, l’uomo che agisce sulla natura.

Per i Media, è l’ideologia del denaro e dei titoli, tipo la vendita sulla teoria “Il giorno del giudizio” che può fare un sacco di soldi. Allo stesso tempo, negli ultimi dieci anni di Meanwihile, gli scienziati al di fuori della fisica del clima seguono anche gli scienziati di tendenza, saltando sul carro.

Documenti pubblicati sui giornali del riscaldamento globale incolpano tutte le cose, dall’acne alla guerra civile siriana.

I potenti capitalisti sono desiderosi di cogliere l’opportunità ei capitalisti clientelari hanno afferrato avidamente le sovvenzioni che i governi hanno così generosamente fornito.

Sfortunatamente, il gruppo 3 sta vincendo questa discussione, soffocando il serio dibattito che avrebbe dovuto andare avanti. Ma anche ambientalisti, politici e vari media, possono sperperare un sacco di soldi spaventando la maggio parte della gente.

Non possono nascondere la verità, non saranno in grado di seppellire la verità.

Alla fine sarà il clima ad avere l’ultima parola.

Sono Richard Lindson, professore onorario emerito del Dipartimento di scienze dell’Atmosfera al MIT Richardson.

Realizzato per Prager University

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