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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

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Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

Uomo di Cro-Magnon

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e della percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Una ricostruzione dell'Atlantide

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta ottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Astronavi

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella particolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Bizzi

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta che sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Fenotipi umani

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli occhi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

I Minoici in America

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito alla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Elisa Renaldin

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca dell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Tau Ceti

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia per come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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UNA NUVOLA NERA CHE STA DISINTEGRANDO LA SOCIETA’

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Mascherine birichine

di: Dott. Roberto Slaviero

Alcuni giorni fa, un genitore mi ha portato una mascherina data a suo figlio nella scuola elementare, chiedendomi di fare un’analisi chimica, per evidenziare eventuali sostanze dannose alla salute.

Mi sono attivato e qui sotto i risultati ottenuti.

RAPPORTO DI PROVA N° 20LA42430 Laboratorio Analisi Chimiche Dott. A. Giusto – Servizi Ambiente S.r.l. Facente parte del gruppo LifeAnalytics

FARMACIA ALTA PUSTERIA APOTHEKE HOCHPUSTERTAL Via: Rainer, n° 8 Città: 39038 San Candido (BZ)

Data ricevimento: 09/11/2020 Data prelievo: 09/11/2020 — Campionamento eseguito da: Cliente Data inizio prove: 10/11/2020 Data fine prove: 11/11/2020

Descrizione campione:

Mascherina chirurgica

I risultati contenuti nel presente Rapporto si riferiscono esclusivamente al campione provato. La riproduzione parziale del presente Rapporto deve essere autorizzata per iscritto dal Laboratorio Emittente

Denominazione prova Unità di Valore misura LOQ Metodo di prova

RISULTATI DELLE PROVE

Alluminio (Al) mg/kg 7,5

Bario (Ba) mg/kg 3,5

Cromo totale (Cr) mg/kg 2,8

Ferro (Fe) mg/kg 3943,9

Manganese (Mn) mg/kg 13,3

Nichel (Ni) mg/kg 1,6

Rame (Cu) mg/kg 5,5

Zinco (Zn) mg/kg 203,9

COME POTETE VERIFICARE, VI SONO PRESENTI DIVERSI METALLI PESANTI.

DOMANDA?

DOVE SI APPROVVIGIONANO LE SCUOLE?

PENSATE CHE, USANDO LA MASCHERA PER PIU’ ORE, TALI METALLI NON POSSANO VENIR INSPIRATI?

E’ QUESTA LA PREVENZIONE PER EVITARE L’ALLARGARSI DI UNA IPOTETICA INFEZIONE VIRALE?

E’ QUESTA LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE DEI BAMBINI?

UNA NUVOLA NERA PURTROPPO ATTANAGLIA L’ITALIA E MOLTE PARTI DEL MONDO.

UNA NUVOLA NERA FATTA DI MENZOGNE E PAURE.

UNA NUVOLA NERA CHE STA DISINTEGRANDO LA SOCIETA’.

UNA NUVOLA NERA CHE VUOLE SRADICARE E DISTRUGGERE TRADIZIONI ANTICHE DI STILI DI VITA.

UNA NUVOLA NERA CHE DISTRUGGE LE SETTIMANE DELL’AVVENTO CRISTIANO E CHE NE MODIFICA RITUALITA’ CENTENARIE.

UNA NUVOLA NERA GESTITA DA ESSERI IMMONDI, CHE CREDONO DI ESSERE DIO IN TERRA.

INFAMI FALSI PROFETI.

STA GIUNGENDO L’ORA DELLE DECISIONI IRREVOCABILI.

STA GIUNGENDO L’ORA DEL MUSO DURO.

E’ GIUNTA L’ORA DELLA FERMEZZA E TEMPERANZA.

PER LE PERSONE DEBOLI ED ONESTE, CHE PER PAURA DELLA MORTE, CREDONO ANCORA AGLI INFAMI, PROVO COMPRENSIONE E PARTECIPAZIONE SINCERA.

PER GLI INFAMI COLLABORAZIONISTI DEL COSIDDETTO “GRANDE RESET” , IMPOSTO E VOLUTO DAI CONTROLLORI DELLA NUVOLA NERA, NON PROVO NULLA;

SPERO SOLO NELLA LORO DISINTEGRAZIONE TOTALE ANIMICA, NEL GIORNO IN CUI PASSERANNO LA PORTA, CHE DIVIDE IL GIORNO DALLA NOTTE, LA VITA DALLA MORTE CORPOREA.

ALLE PERSONE CHE ANCORA CREDONO ALLE ISTITUZIONI “DEMOCRATICHE”, ALLO STATO CHE SALVAGUARDIA I SINGOLI, CONSIGLIO DI RISVEGLIARSI PRIMA CHE QUESTA “SCOSSA TELLURICA“ SIA TERMINATA.

DOPO, RESTERANNO SOLO MACERIE, POVERTA’ E DOLORE E SARA’ TROPPO TARDI PER RIPRENDERSI!

L’INVERNO IN ARRIVO E LA CANDIDA NEVE, SPERO RIESCANO AD ELIMINARE QUALCHE PARTE DELLA NUVOLA NERA CHE VI HANNO INCOLLATO NEL CERVELLO.

A PROPOSITO;

NON VOLETE FARE SCIARE LE PERSONE SUGLI IMPIANTI DI RISALITA?

APRITE IN GENNAIO DOPO IL 10 O NON APRITE CAUSA VIRUS?

PROPRIETARI DI IMPIANTI A FUNE, ALBERGATORI, AFFITTACAMERE, PARTITE IVA COMMERCIALI, LAVORATORI DEL SETTORE TURISTICO INVERNALE, UNA DOMANDA?

VOLETE MORIRE SENZA COMBATTERE?

SE LA RISPOSTA E’ NO, AGITE A MUSO DUO, IL TEMPO DELLE FAVOLE E DELLE MELE E’ FINITO, NON SIATE PIU’ BAMBINI CAPRICCIOSI, MA DIVENTATE GUERRIERI INDOMABILI!

MORS TUA, VITA MEA!

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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La corruzione nel mondo classico

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Demostene che pratica l’oratorio
di Jean-Jules-Antoine Lecomte du Nouy
(1842-1923)

di Ronan McLaverty-Head dal sito web di ClassicalWisdom

Che tu abbia guardato o meno il “dibattito presidenziale degli Stati Uniti” questa settimana, probabilmente ne avrai sentito parlare.

E quello che probabilmente hai sentito, indipendentemente da dove ti trovi nello spettro politico, è che come dibattito non è stato di gran lunga inferiore a uno scambio civile.

Alcuni lo considerano un segno di un’America fratturata, persino condannata, altri incrociano le braccia e dicono che non è così facile rovesciare una superpotenza.

La mia reazione è stata nessuna delle due. Invece, ho avuto un flashback sulla Atene classica.

I brutti scambi tra Demostene e Eschine nella Grecia del IV secolo danno filo da torcere al tiro alla fune Trump-Biden, lascia che te lo dica.

In effetti, gli omicidi di personaggi non sono una novità per l’ordine politico, come il collaboratore di Classical Wisdom Ronan McLaverty-Head chiarisce abbondantemente nell’articolo incluso sulla corruzione nel mondo classico.

Che si tratti di Biden che accusa Trump di essere un bugiardo senza peli sulla lingua (“Credi per un momento a quello che ti sta dicendo, alla luce di tutte le bugie che ti ha detto sull’intera questione relativa a Covid?”) O Trump che mette apertamente in dubbio l’intelligenza di Biden (“Hai usato la parola” intelligente “?”), Gli ad hominems hanno preso più della loro giusta quota dei riflettori nel dibattito di martedì 29 settembre 2020.

Erano esposte anche accuse di corruzione, come nell’antica Grecia.

Ciò che l’articolo di Ronan chiede alla società ateniese, possiamo chiedere della società statunitense:

Cosa dicono queste accuse su come gli americani vedono la corruzione politica oggi?

Kristin Deasy
Senior Editor
Classical Wisdom



Le barbe di scambi tra Demostene e Aeschines a 4 ° secolo aC Atene non sarebbe fuori luogo su notizie via cavo oggi.

Dopo il loro tentativo di redigere un trattato tra Atene e Filippo di Macedonia , Demostene ed Eschine caddero in modo spettacolare.

Demostene ha accusato Eschine di corruzione di primissimo ordine – tradimento (παραπρεσβεία γραφή “falsa ambasciata”) – sostenendo che Eschine era stato corrotto da Filippo.

Eschine replicò con un ad hominem, sostenendo che Timarco, che aveva sostenuto Demostene, era presumibilmente un prostituto maschio la cui reputazione come tale lo invalidò.

Demostene rispose accusando Eschine di un’ulteriore serie di inganni.

Demostene ha cercato di dimostrare la corruzione, ma mancava di prove sufficienti.

Qui abbiamo uno dei principali problemi con le accuse di corruzione:

hanno lo scopo di denigrare un avversario …

In effetti, sono omicidi di personaggi e dovrebbero spesso essere presi con un pizzico di sale.

Tuttavia, il punto qui non è tanto se Eschine fosse effettivamente corrotto, ma che la società ateniese aveva chiaramente una visione di qualcosa che contava come corruzione:

corruzione…

“Per quanto riguarda la questione della corruzione o della non corruzione, ovviamente sei d’accordo sul fatto che è un reato scandaloso e abominevole accettare denaro per atti dannosi per il Commonwealth …

L’uomo che li prende e viene così corrotto non può più essere considerato dallo Stato un giudice di sana politica “.

Demostene, sulla falsa ambasciata

Le opinioni sulla corruzione nell’antica Roma erano simili.

Nel 70 a.C. Cicerone si fece conoscere come avvocato in una serie di discorsi nel processo per corruzione di Gaio Verres, l’ex governatore della Sicilia.

Le accuse di Cicerone contro Verres includevano appropriazione indebita ed estorsione.

Come spesso accade con Cicerone, a volte è difficile separare i suoi svolazzi retorici dai fatti, ma ancora una volta, ciò che conta qui è che il suo pubblico già considerava l’appropriazione indebita e l’estorsione come pratiche inadatte a un pubblico ufficiale.

Come dice Frank H. Cowles , Verres,

“rappresentava l’intero sistema corrotto”.

Demostene
lasciando l’Assemblea nella vergogna
dopo il suo primo fallimento nel parlare in pubblico,
di Walter Crane

La preoccupazione per la corruzione è arrivata ai vertici della società romana .

L’imperatore Alessandro Severo ( 208-235 d.C.) incriminò un funzionario imperiale che aveva ricevuto denaro per spacciare influenza a corte.

Questa pratica era nota come fumum vendere – “vendita di fumo” – e la punizione era cupamente appropriata: un fuoco di tronchi bagnati fu appiccato intorno all’imputato e lui morì soffocato.

“Allora Alexander gli ordinò di essere incriminato, e quando tutte le accuse furono provate dai testimoni …

Diede istruzioni per legarlo a un palo [e] ordinò che fosse fatto un fuoco di paglia e tronchi bagnati e lo fece soffocare dal fumo, e per tutto il tempo un araldo gridò ad alta voce,

“Il venditore di fumo è punito dal fumo”. “

Historia Augusta: Vita di Alessandro Severo

(Ironia della sorte, Alessandro Severo, durante una campagna contro le tribù germaniche, ha cercato di comprare la pace impegnandosi nella corruzione. Questo ha alienato molti nel suo esercito e alla fine ha portato al suo rovesciamento.)

Manoscritto Pal. lat. 899
che contiene la Historia Augusta.
Fonte: heidelberg.de

Qualsiasi lettore moderno dei classici potrebbe concludere che il mondo antico per lo più ha chiuso un occhio su ciò che considereremmo corruzione, dato che l’argomento non viene fuori così spesso.

Una conclusione del genere, tuttavia, sarebbe sbagliata.

Perchè è questo?

Prima di tutto, sia nel mondo antico che in quello moderno, la corruzione è spesso abbastanza difficile da perseguire. In secondo luogo, ciò che potremmo vedere come corruzione potrebbe non essere stata corruzione se giudicata secondo gli standard classici.

I funzionari erano spesso non stipendiati e l’addebito di tasse era un modo per raccogliere entrate e gestire l’accesso al tempo di un funzionario.

Allo stesso modo, un intero sistema di mecenatismo – mi gratti la schiena, io graffio la tua – potrebbe essere aggirato da coloro che non hanno collegamenti con lo scambio di denaro.

La “corruzione” era in questo senso un livellatore sociale …

Una cosa del genere conta come corruzione? Molto dipende da chi ne trae vantaggio.

L’ammonimento di Cicerone suona ancora vero:

“Coloro che devono presiedere allo stato obbediscano a due precetti di Platone:

uno, che guardano così tanto al benessere dei loro concittadini da farvi riferimento in qualunque cosa facciano, dimenticando i propri interessi privati.

l’altro, che si prendono cura di tutto il corpo politico, e non, mentre vegliano su una parte di esso, trascurano altre parti “.

Cicerone, sui doveri morali

Alla fine, Demostene aveva ragione:

la corruzione è “dannosa per il Commonwealth” …

Come ha concluso un recente panel delle Nazioni Unite, la moderna corruzione ad alto livello sotto forma di evasione fiscale e riciclaggio di denaro costa alla società 500 miliardi di dollari ogni anno:

“Siamo tutti derubati, specialmente i poveri del mondo”.

Ahimè, la salus populi di Cicerone non è ancora suprema lex

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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La Nuova Normalità

Il potere dell’intenzione nel mondo fisico

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Ricordare che: Ogni fine è un nuovo inizio e con ogni fallimento nasce una nuova conoscenza

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Zoroastrismo – La divinità e la “lotta tra il bene e il male”

di Lydia Serrant dal sito web ClassicalWisdom

Lo zoroastrismo è una delle religioni più antiche del mondo, il cui numero è in declino.

Altrimenti noto come Mazadayasna da coloro che lo seguono, le radici dello zoroastrismo risalgono al secondo millennio a.C. e sono state la religione di stato della Persia e di altri imperi iraniani per più di un millennio.

Le origini dello zoroastrismo


La religione prende il nome dal suo fondatore, Zoroastro (o Zarathushtra) che visse nell’antico Iran (la data esatta è attualmente contestata).

Nato sotto una religione politeista, Zoroastro ricevette una visione di Vohu Manah (approssimativamente inteso come il Dio del Bene ) che lo portò in viaggio verso l’Amesha Spenta, una coorte di entità divine e il Signore dell’Essere e della Saggezza noto come Ahura Mazda – la più alta divinità dello zoroastrismo.


E così è nato lo zoroastrismo …

Zoroastro condannò l’adorazione di molteplici divinità, aprì politicamente il cuneo tra iraniani e ariani indiani nell’antico Iran e storicamente introdusse nel mondo una delle prime fedi monoteiste.

La nascita del bene e del male


Dallo Zoroastrismo, il concetto di un Dio singolare si fece strada nelle Tre Grandi Religioni:

  • cristianesimo
  • Giudaismo
  • Islam

E mentre lo Zoroastrismo faceva del suo meglio per diffondere il concetto di un Dio singolare del Bene e della Saggezza in tutta la civiltà primitiva, un altro concetto si diffuse con esso:

Il male…

Jacob Wrestling with the Angel, Alexandre-Louis Leloir, 1865.

Sebbene non siano adorati dalle principali religioni, il Male e gli spiriti che rappresentano il Male erano certamente considerati come divinità nello Zoroastrismo e sono ancora oggi nelle Tre Grandi religioni sotto forma di,

  • Demoni
  • Jinns
  • Dybukks

Come nelle principali religioni odierne, lo zoroastrismo si occupa principalmente della battaglia tra il Bene e il Male, per cui gli spiriti e le forze di entrambe le parti fanno del loro meglio per influenzare l’umanità e manifestarsi nel mondo materiale attraverso le azioni degli esseri mortali.

Il male e il concetto che l’accompagna di tentazione , svolgono un ruolo vitale nella morte e nella formazione dell’Aldilà.


La battaglia tra il bene e il male porta alla luce che la maggior parte delle fedi monoteiste sono religioni della dualità.

L’influenza del monoteismo dualistico è evidente nello sviluppo del Paradiso e dell’Inferno, dove risiedono gli Dei della Luce e dell’Oscurità, che si immischiano nelle vite degli uomini finché tutto non è distrutto nei giorni del Giudizio Finale.

L’aldilà e l’evoluzione del paradiso

Ci sono alcune prove che suggeriscono che questi temi si siano fatti strada nel giudaismo e nelle religioni successive che derivano dagli insegnamenti giudaici, dopo la liberazione degli ebrei dall’imperatore persiano Ciro il Grande .

Poco dopo e durante questo periodo emersero divinità come Belzebù , una figura che in seguito divenne Satana del cristianesimo e Sheytan dell’Islam.


Dopo la conquista persiana dei territori greci, anche la filosofia greca iniziò ad adottare alcune caratteristiche del pensiero zoroastriano.

Fino all’influenza persiana, i greci credevano che gli esseri umani fossero semplicemente marionette degli dei e che il corso della propria vita fosse scandito dagli dei del destino.

Dopo che lo zoroastrismo persiano raggiunse le loro coste, i greci iniziarono a parlare del potere dell’individuo e di come le scelte che facciamo nella vita abbiano avuto un impatto sulla qualità della nostra morte .

Guide alate


Gli dei del bene e del male spesso si affidano agli agenti per interagire con l’umanità per eseguire i loro ordini.

Quando viene chiesto di pensare a un agente degli dei, spesso vengono in mente immagini di angeli piumati o demoni con ali simili a pipistrelli .

Ma,

Da dove vengono queste immagini?

Qual è il legame tra volo e divinità?

Peri Banu e Price Ahmed, Edmund Dulac 1882


Peri, (o Pari) sono belle donne ajlate della mitologia persiana.

Potrebbero essere paragonati agli angeli del cristianesimo, tranne che per la loro origine.

Inizialmente vietato entrare in paradiso fino a quando non è stata pagata la giusta penitenza, i Peri rappresentano gli spiriti che vagano tra i mondi.

Mentre inizialmente venivano descritti come spiriti del male, una volta introdotti nell’Islam e incorporati nella mitologia turca e armena, Peri divenne spiriti benevoli che si opposero a Jinn , Div e altri spiriti delle tenebre.


Da lì in poi, Peri è diventata la guida dell’umanità.

I testi religiosi parlano di Peri sia in termini psicologici che fisici, descrivendo casi di esseri umani rapiti da Peri per partecipare a eventi sociali divini, o Peri che appare nei sogni per trasmettere messaggi importanti.

Anche il matrimonio era ritenuto possibile tra umani e Peri.

In una leggenda, si crede che la regina di Saba sia il prodotto di tale unione.

Tuttavia, a causa dell’oscurità naturale che risiede in tutti gli uomini, è scritto che il rapporto tra Peri e l’Umanità è destinato a fallire.


Le immagini di ibridi umani e uccelli, o uccelli simpatici per l’uomo, non sono affatto rare nella mitologia antica.


Un ulteriore esempio è Simurgh, un antico uccello del folclore persiano, moderno iraniano e curdo che si diffuse in gran parte dell’Impero Romano d’Oriente con i persiani.

Il volo di Simurgh c.1590 Collezione Sadruddin Aga Khan

Simurgh è spesso raffigurato come un uccello con la testa di un uomo o di un leone, tuttavia, l’uccello è considerato una dea, figura materna e guaritrice.

Simile al Peri, è una messaggera che viaggia tra il cielo e la terra, offrendo la guida divina a coloro che hanno la fortuna di intravedere sua maestà.


È noto che Simurgh adotta uomini umani e, considerando il suo ruolo di Grande Madre, non ci sono rapporti sul fatto che abbia dato alla luce qualcosa di diverso da se stessa.

Simurgh è il precursore della Fenice, un uccello di fuoco che rinasce dalle sue ceneri.

È la somma di tutta la conoscenza, avendo visto molte volte la distruzione e la rinascita del mondo.

Altre interpretazioni di Spirits of Paradise compaiono nei successivi testi islamici sotto forma di Houri, belle donne che accompagnano i morti nell’aldilà.

Gli Houri ricordano anche le Valchirie, antichi spiriti norreni descritti come belle donne che accompagnano coloro che sono morti in battaglia nel Valhalla.

Le Valchirie sono raffigurate con le ali o in groppa a cavalli alati.

Sebbene Houri non abbia le ali, alla morte uno spirito umano riceve un Houri come ricompensa per ogni giorno di digiuno o per una buona azione compiuta nella vita.

Con l’Houri, vediamo l’evoluzione del dare ricompense e la promessa che le azioni compiute nella vita saranno ricompensate – o punite – nell’aldilà e che la buona fortuna è un dono del cielo.

L’Huma, un uccello divino della mitologia Sufi e Diwan e “Uccello del paradiso” nella leggenda ottomana, elargisce doni a coloro che sono ritenuti degni e può predire o conferire la regalità.

Questo è forse un primo esempio della fede nel diritto divino dei re

Particolare del mosaico dell’uccello Huma alla Madrasa Nadir Divan-begi a Bukhara, Uzbekistan Preso da RK

.

L’Huma è androgino, con attributi sia maschili che femminili.

Ancora una volta, il filo conduttore della dualità riemerge, e ci viene presentata una creatura simbolica che incarna armonie maschili e femminili che si riproducono da sole, rappresentando ulteriormente il ciclo della rinascita.


Le rappresentazioni di ibridi di uccelli e umani sono simboliche delle forze del bene e del male e di altre dualità in natura, che per ogni azione c’è una reazione e questo processo è un elemento essenziale della creazione stessa.

Questo, credo, è il messaggio dello zoroastrismo e delle religioni che lo hanno seguito.

Le ali degli Angeli, Peri e altre creature alate rappresentano il Volo dell’Anima , la Soppressione dello Spirito e la Mente Umana , in contrasto con il mondo fisico, il materialismo e la natura, rappresentati dalle caratteristiche umane, dalle simpatie e dalle unioni .

La simbologia parla di uno spirito umano che non nasce buono o cattivo, ma è modellato dalle scelte che fa nel corso di una vita (o molte vite, secondo i buddisti).

L’Huma, Phoenix, e Simurgh non solo rappresentano il ciclo della vita e della morte, ma anche la dualità del maschile e energie femminili.

La natura non può esistere senza questi elementi riproduttivi …

Pertanto, gli uccelli del paradiso sono il collegamento tra la vita e la morte e servono a ricordare che ogni fine è un nuovo inizio e con ogni fallimento nasce una nuova conoscenza.

Questi sono archetipi vecchi come il tempo …

Le rappresentazioni zoroastriane di creature simili a uccelli si sono sviluppate per fare appello alla natura interiore dell’umanità.

La scelta personale è centrale nel testo zoroastriano, poiché uno deve guadagnarsi il proprio posto in paradiso e la responsabilità personale per le proprie azioni non potrebbe esistere senza un concetto di base di libero arbitrio.

Lo zoroastrismo riconosceva che sia il Bene che il Male sono centrali per la natura umana, e ora, come allora,

siamo vulnerabili a forze esterne che ci sfidano a scegliere tra i due

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Consigliato: Shahmaran – La regina dei serpenti

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Paura – un’arma e un veleno per il cervello

Scritto il Pubblicato inAntropologia , ATTUALITA’ , Canzoni & Musica , Costume & Società , Internet , Psicologia , Salute & Medicina , sapere , Tecnocrazia , Web

Il caustico salario della paura perpetua 

Postato da: Paul Rosenberg tramite Free-Man’s Perspective

I primi tecnocrati che svilupparono la “scienza dell’ingegneria sociale” studiarono artisti del calibro di Saint-Simon, Pavlov, BF Skinner, Edward Bernays, ecc., E conoscevano perfettamente gli effetti della paura sulle persone e sulle società. Oggi è il loro strumento più utile. ⁃TN Editor 

Ho parlato a lungo sulla paura che rende gli esseri umani stupidi, e persino sul fatto che sia un’arma e un veleno per il cervello. Ma a volte mi sono anche chiesto se le persone avrebbero colpito la stanchezza della paura … quel punto in cui le persone hanno semplicemente avuto abbastanza paura e se ne sono andate.

A quanto pare, tuttavia, ero un po’ ottimista sulla paura della fatica. Ho letto l’ultimo libro di Robert Sapolsky,  Behave: The Biology of Humans at Our Best And Worst, e sono rimasto deluso nell’apprendere ciò che la migliore nuova ricerca mostra sull’applicazione a lungo termine della paura. (O, nella terminologia accademica,  stress sostenuto.)

La mia delusione, tuttavia, fu presto mitigata da due cose:

  1. Ho ottenuto informazioni su come funziona l’avvelenamento da paura.
  2. Quella neurologia umana è immensamente variabile, che ci sono eccezioni a tutto, e che se l’intero quadro fosse effettivamente oscuro come le scoperte più preoccupanti, molto tempo fa ci saremmo trasformati in nient’altro che scimmie assassine.

Ho a malapena bisogno di dirlo, ma il 2020 è stato l’anno della paura. Sono un po’ stupito dalla sua portata. C’è un certo fascino nell’assorbire tutte le storie di paura in tempi normali – la nostra capacità di guardare male negli occhi ci fa sembrare vibranti – ma il 2020 si è spinto ben oltre quel livello. Quello che stiamo incontrando è molto più del semplice porno della paura e ci sono alcuni punti vendita (compresi i siti Web) che posso solo descrivere come osceni.

Questo è più distruttivo di quanto le persone credano.

Cosa ci fa la paura perpetua 

Cito da Sapolsky, che è uno dei migliori neuroscienziati del nostro tempo. Modificherò un po’ per semplificare e rimuovere i riferimenti all’area cerebrale, e seguirò i passaggi con alcune elaborazioni.

Durante lo stress prolungato, abbiamo più paura, il nostro pensiero è confuso, valutiamo male i rischi e agiamo impulsivamente per abitudine, piuttosto che incorporare nuovi dati”.

Sotto un lungo flusso della paura (come titoli spaventosi), il nostro pensiero si rompe. Mettiamola in modo molto semplice: potresti essere molto intelligente in sostanza, ma quando consumi ore di paura ogni giorno, diventi stupido. E per favore cerca di capire:  questo è biologico. Le tue operazioni cerebrali diventano quelle di una persona stupida. (E sì, sto usando “stupido” in modo molto antiscientifico.)

Ricorda anche che la paura funziona. Le persone che vendono la paura in TV, pagine web e social media vengono ricompensate per questo. Sono diventati, usando i miei termini liberamente ma non ingiustamente, spacciatori di droga, vendendo materiale dannoso da cui le persone diventano dipendenti. Inoltre, questi sono professionisti. Le società di social media sono pienamente consapevoli che i loro modelli di business dipendono dalle persone che ne sono dipendenti. Stanno attenti a mantenerli dipendenti.

Le paure che le persone consumano, quindi, provengono da persone che ne traggono profitto.

Lo stress indebolisce le connessioni che sono essenziali per incorporare nuove informazioni che  dovrebbero  spingere a passare a una nuova strategia, rafforzando al contempo le connessioni con i circuiti cerebrali abituali”.

In altre parole, la paura ti blocca nelle tue abitudini e nelle tue scelte precedenti. Riduce letteralmente i percorsi cerebrali che ti consentono di cambiare idea.

Questo è serio e sospetto che tu abbia già visto esempi di questo.

“In condizioni di stress prolungato elaboriamo le informazioni importanti dal punto di vista emotivo rapidamente e automaticamente, ma in modo meno accurato. La memoria di lavoro, il controllo degli impulsi, il processo decisionale, la valutazione del rischio e lo spostamento dei compiti sono compromessi.”

Ancora una volta, la paura prolungata blocca le persone in qualunque percorso si trovino già. E ancora, questo è biologico. I circuiti cerebrali sono direttamente interessati.

Da tutto quello che ho scritto sopra (e ci sono altri effetti sgradevoli come la violenza domestica), sembrerebbe che siamo condannati; che i nostri vicini che hanno bevuto profondamente dal fiume della paura sono bloccati dal cervello e finché il flusso della paura continua (non sembra esserci una fine in vista), diventeranno sempre più rigidi nei loro pregiudizi e quella violenza continuerà e aumenterà.

E per alcune persone tutto quanto sopra sarà vero. La paura distrugge nel modo più diretto: biologicamente.

Eppure … la biologia non è mai semplice, soprattutto a livello umano. Mentre le cose di cui sopra sono generalmente vere, ci sono sempre delle eccezioni; a volte molti di loro. Ed sono proprio quelle eccezioni che ci hanno salvato, di volta in volta.

I salari della paura perpetua sono menti polarizzate e bloccate. E questo porta a un’opposizione istintiva, violenza e omicidio. Lo stiamo vedendo ora e continuremo a vederlo per un po’ di tempo. Il mondo, a quanto pare, è diventato dipendente dalla paura.

Eppure, molti di noi lo rifiutano, e questo è ancora lontano.

Due giorni fa c’è stata una festa nel mio quartiere: musica, parlare, suonare, ridere e così via. È stato il primo rumore gioioso che ho sentito in pubblico da molto tempo.

La vita trova un modo, e soprattutto la vita umana. 

Leggi la storia completa qui … 

Postato su: https://www.technocracy.news/

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La Fragilità della Democrazia può portare alla Dittatura e al Regno del Terrore

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Dipinto del XIX secolo di Philipp Foltz raffigurante il politico ateniese Pericle che consegna la sua famosa orazione funebre di fronte all’Assemblea. Wikipedia

 

La fragilità della democrazia – Atene e i tremta tiranni

 

by Edward Whelan May 08, 2020 from ClassicalWisdom Website

 

Atene è tradizionalmente vista come la culla della democrazia …

Tuttavia, come sappiamo, le democrazie sono vulnerabili alle forze antidemocratiche, come il populismo e i movimenti autoritari. Questo è stato anche il caso di Atene.

Per circa otto mesi (404-403 a.C.) la città fu controllata da un’oligarchia filo-spartana nota come i “Trenta tiranni“.

Questi autocrati hanno scatenato un’ondata di terrore e Atene è stata intrisa di sangue durante il loro tempo al governo.

La guerra del Peloponneso

Dopo la sconfitta dei persiani, il mondo greco fu dominato dagli spartani, dai loro alleati e ateniesi.

Tuttavia, nel 431 a.C., la seconda guerra del Peloponneso scoppiò tra le due più potenti città-stato. Questo è stato un conflitto lungo e brutale.

Dopo la disastrosa sconfitta ateniese in Sicilia, il governo democratico fu brevemente rovesciato e sostituito da un’oligarchia.

Gli ateniesi furono sconfitti nella battaglia navale di Aegospotami (405 a.C.) e ciò garantì effettivamente la vittoria di Sparta nella guerra. L’oligarchia che era stata al potere ad Atene fu screditata e presto rimossa dal governo.

Lysander fuori dalle mura di Atene. Litografia del XIX secolo. 

 
La pace spartana
Gli spartani circondarono Atene e chiesero che le sue “lunghe mura” o le sue mura difensive fossero abbattute intorno alla città e al suo porto, il Pireo.
Il re Lisandro dettò i termini di pace agli ateniesi che erano quasi totalmente indifesi. Gli spartani non volevano un ritorno della democrazia che disprezzavano.
Sostennero gli ateniesi che erano solidali con Sparta e che credevano nel governo da un’élite. Con il sostegno degli spartani, controllavano la città.
I leader più famosi dei cosiddetti Trenta Tiranni erano Theramenes e Critias ed erano filo-spartani e odiavano la democrazia e i democratici.
Hanno immediatamente spogliato i comuni cittadini dei diritti politici e governato con un’assemblea di sostenitori accuratamente selezionata.
Dal Pnyx di Atene, una piattaforma tradizionalmente utilizzata dagli oratori, i tiranni annunciarono una serie di misure che ponevano fine alla democrazia in città. Hanno governato con l’aiuto di un presidio spartano e hanno costretto tutti i cittadini a consegnare le loro armi.
Solo 3000 sostenitori dei tiranni avevano il diritto di portare le armi.

The Pnyx (a destra), si trova di fronte l’Acropoli (a sinistra) 

Regno del terrore
I tiranni oi “sorveglianti”, come piaceva essere conosciuti, temevano i loro concittadini, molti dei quali li consideravano traditori.
Chiunque fosse considerato un democratico o potenzialmente in grado di opporsi al proprio governo è stato giustiziato dopo un processo per spettacolo. Innumerevoli uomini ateniesi innocenti venivano spesso giustiziati per essere stati costretti a bere la cicuta del veleno.
I Trenta Tiranni dovevano anche fornire paghe e cibo alla guarnigione spartana. Questo è stato in un momento in cui Atene era sull’orlo della carestia e ha provocato grandi sofferenze.
Gli oligarchi, per ottenere il sostegno popolare, hanno cercato di coinvolgere i comuni cittadini nei loro crimini.
Ad esempio, a Socrate fu chiesto con altri di portare a morte un innocente. Il filosofo ha coraggiosamente rifiutato e quasi fuggito con la sua vita.
Atene era in bancarotta a causa della guerra e i “Trenta tiranni” avevano bisogno di soldi per rimanere al potere e per soddisfare le richieste spartane. Critia, che era il più crudele di tutti i tiranni, decise di uccidere ricchi ateniesi e residenti stranieri e sequestrare i loro oggetti di valore e proprietà.
Ciò fu resistito da Thermanes, ma Critias lo fece eseguire. Era un uomo molto complesso, un poeta e un uomo colto che è un personaggio nel dialogo platonico che porta il suo nome.
Era anche molto crudele e sembrava godere di spargimenti di sangue.

Critia, uno dei trenta tiranni, ordinando l’esecuzione di Theramenes, un membro dell’oligarchia che governò Atene nel 404-403 a.C. Prisma Archivo / Alamy

 

A questo punto, nessuno era al sicuro ad Atene. Si stima che migliaia di persone siano state uccise e molte altre esiliate e imprigionate durante il dominio degli oligarchi.

Il regno dei Trenta tiranni può essere paragonato al “Regno del terrore” nella Francia rivoluzionaria o alle Purghe di Stalin negli anni ’30.

La fine dei “trenta tiranni”

La brutalità e la corruzione dei tiranni era così grande, che tutta la città arrivò a odiarli e non rimasero quasi sostenitori.

Molti altri stati greci non volevano che Atene fosse controllata da un gruppo filo-spartano e temevano il crescente potere di Sparta. Tebe e altri diedero supporto ai molti esiliati ateniesi e formarono unità militari per rovesciare i tiranni e ripristinare la democrazia.

Nel 404 a.C. l’ex generale Thrasybulus riunì un gruppo di ateniesi e in un attacco a sorpresa afferrò il Pireo, il porto della città.

Quindi fortificò una collina che sovrastava il porto in modo che quando i Trenta Tiranni arrivarono con la loro forza per riprenderlo, furono sconfitti.

Questa è stata una vittoria notevole, soprattutto considerando che i democratici erano più numerosi di cinque a uno.

 

Thrasybulus (? – 389 a.C.), Soldato ateniese e statista.  Un disegno di Mary Evans Picture Library.

 

n questa battaglia, Critia fu ucciso e gli oligarchi furono effettivamente senza leader.

Gli spartani intervennero e inflissero una sconfitta a Thrasybulus, ma a costi elevati. Alla fine hanno negoziato un accordo di pace tra i democratici e i trenta tiranni.

Gli oligarchi dovettero lasciare la città e in cambio ottennero il diritto di governare la vicina città di Eleusi.

Nel 403 a.C., Thrasybulus ripristinò la democrazia ad Atene e i tiranni sopravvissuti furono uccisi uno ad uno negli anni seguenti.

Le conseguenze dei trenta tiranni 

Alla fine i democratici ottennero il controllo di tutto il territorio ateniese e pose fine all’influenza di Sparta.

La democrazia restaurata fu molto più moderata di quella stabilita da Pericle nel V secolo a.C. La reputazione di Socrate soffrì molto perché, nonostante la sua posizione di principio contro i tiranni, era stato il maestro di molti di loro, incluso Critia.

Molti credono che questo alla fine abbia portato al suo processo ed esecuzione.

La morte di Socrate, Jacques-Louis David, 1787. Museo Metropolitano d’Arte, New York 

 

Conclusione 

 

I trenta tiranni mostrano quanto possa essere fragile la democrazia. Qualsiasi crisi può essere sfruttata dalle forze antidemocratiche e questo può portare alla dittatura e al regno del terrore.

L’esempio dei tiranni mostra che anche la democrazia è a rischio e non dovrebbe essere data per scontata.

 

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

 

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