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Il 5G è appena in arrivo ma “il 6G è già in lavorazione”

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Image: Reuters.

di Stephen Silver
dal sito web NationalInterest

 Stephen Silver, uno scrittore di tecnologia per l’ interesse nazionale , è un giornalista, saggista e critico cinematografico, che collabora anche con Philly Voice , Philadelphia Weekly , The Jewish Telegraphic Agency , Living Life Fearless , Backstage magazine, Broad Street Review e Splice Today . Il co-fondatore del Philadelphia Film Critics Circle, Stephen vive nella periferia di Philadelphia con sua moglie e due figli. Seguilo su Twitter su @StephenSilver.

Quanto velocemente potrebbe funzionare? Quando puoi avere un telefono 6G? Pensa agli anni ’30

Durante tutto l’anno 2020, l’implementazione delle reti 5G ha subito un’accelerazione negli Stati Uniti e allo stesso tempo la maggior parte dei principali produttori di smartphone ha lanciato telefoni 5G.
 

Samsung, LG e altri hanno introdotto i telefoni nel corso del 2020 e Apple ha finalmente presentato la sua tanto attesa linea di iPhone 5G questo autunno.

Sebbene ci sia stata qualche preoccupazione, specialmente nelle recensioni di nuovi dispositivi, che le reti non siano ancora all’altezza, ci si aspetta che le reti 5G diventino più robuste col passare del tempo, anche se le teorie del complotto si sono diffuse sul fatto che il 5G sia pericoloso o addirittura responsabile della diffusione del Coronavirus.

Ma proprio quando arriva il 5G, l’industria tecnologica sta già gettando le basi per il suo eventuale successore, il 6G. 

ATIS , l’ Alliance for Telecommunications Industry Solutions (ATIS è un organo di governo) che,

“riunisce le principali società ICT globali per promuovere le priorità di business del settore”. 

Questa settimana hanno annunciato di aver aggiunto alcuni “membri fondatori” alla sua “Next G Alliance”, che ha descritto come,

“un’iniziativa che promuoverà la leadership della tecnologia mobile del Nord America nel 6G e oltre nel prossimo decennio, basandosi sull’evoluzione a lungo termine del 5G”. 

I nuovi membri sono alcuni grandi battitori, tra cui,

Apple, Google, Intel, Hewlett Packard Enterprise, Charter, Cisco, Keysight Technologies, LG Electronics, Mavenir, MITRE e VMware.

Si uniscono a tali membri esistenti del mondo tecnologico e delle telecomunicazioni: 

AT&T, Bell Canada, Ciena, Ericsson, Facebook, InterDigital, JMA Wireless, Microsoft, Nokia, Qualcomm Technologies Inc., Samsung, T-Mobile, TELUS, Telnyx, UScellular e Verizon.

L’alleanza si riunirà la prossima settimana, al fine di formare un gruppo direttivo e un gruppo di lavoro

“I nostri membri fondatori rappresentano le principali parti interessate del settore che guidano l’innovazione nell’ecosistema mobile”, ha affermato Susan Miller, presidente e CEO di ATIS, nell’ambito dell’annuncio.

“Come parte della Next G Alliance, dimostrano il loro impegno a stabilire la rotta per far avanzare la leadership nella tecnologia mobile del Nord America nel futuro”.

L’obiettivo dell’organizzazione, secondo l’annuncio, è quello di,

“gettare le basi per un mercato vivace per l’innovazione nordamericana nelle future generazioni di tecnologia mobile” e “stabilire la preminenza nordamericana nel percorso evolutivo del 5G e nello sviluppo del 6G”.

Secondo un’analisi aziendale della CNN pubblicata all’inizio del 2020, nessuno sa esattamente come sarà il 6G, tranne che probabilmente arriverà nel 2030 e che sarà più veloce del 5G.

L’autore Thomas S. Rappaport , della NYU Wireless , ha scritto che ci si aspetta,

“6G introdurrà la capacità di inviare segnali wireless alla velocità del calcolo umano”.

Rappaport ha aggiunto che,

“6G potrebbe significare che l’intelligenza umana potrebbe eventualmente essere inviata via etere istantaneamente.” 

Fonte https://www.bibliotecapleyades.net/scalar_tech/esp_scalartech_cellphonesmicrowave170.htm

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Lo tsunami elettromagnetico dell’Internet delle cose

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E noi dovremmo fidarci di questi: colosso del 5G ammette corruzione e tangenti ai politici di mezzo mondo (sono quelli che non vogliono studi sulla salute)

  

di Maurizio Martucci

Regali di lusso, viaggi e divertimenti a dirigenti e funzionati statali per ingraziarseli e vincere agevolmente appalti pubblici. In pratica tangenti e favori alla politica “allo scopo di aumentare il profitto”. Coinvolta in un processo per corruzione, il Dipartimento di giustizia americano ha comunicato che Ericsson, leader incontrastato in Europa per i brevetti sul 5G e fornitore di rete per TIM, ha preferito patteggiare una pena da oltre 1 miliardo di dollari nel procedimento che accusa la multinazionale svedese di essere parte di un sistema illecito longevo ben 17 anni, condotto in 5 diverse nazioni tra Asia e Medio Oriente, “uno schema per pagare tangenti, falsificare i libri contabili e chiudere un occhio sulla corruzione, in Paesi come Cina, Vietnam, Indonesia e Kuwait“. 

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Operante in 180 paesi nel mondo per la fornitura di tecnologie e servizi di comunicazione, proprio un giorno prima della notizia bomba lanciata dalla giustizia d’America, l’amministratore delegato di Ericsson aveva tuonato contro i presunti ostacoli al 5G, ovvero “quadro normativo ed eccessiva cautela“, adottati da politici propensi, magari, più al principio di precauzione e alla tutela della salute pubblica piuttosto che al grande salto nel buio prospettato dallo tsunami elettromagnetico dell’Internet delle cose.

 

 

Da qui la domanda lecita e spontanea: visto che sempre dagli USA è stato chiarito come la lobby del 5G non abbia investito il becco di un dollaro in una preliminare ricerca scientifica per chiarire gli effetti a breve-medio-lungo termine per la popolazione altrimenti irradiata da possibili cancerogene radiofrequenze totalmente inesplorate, visto che sia il Parlamento Europeo (“Sul 5G investiti 700 milioni di euro, ma non per valutazione sulla salute umana“) che quello italiano (bocciata la moratoria nazionale) ritengono espressamente non necessari studi né valutazioni sanitarie sul 5G nonostante gli appelli contrari lanciati anche da ampia parte della comunità medico-scientifica internazionale, visto che la lobby preme per l’innalzamento del limite soglia a 61 V/m, vista la fretta che hanno nel condurre forsennatamente a termine il lancio del 5G nonostante l’opposizione ferma di quasi 100 Comuni d’Italia, visti i troppi scandali per conflitti d’interessi e legami con l’industria che già in passato hanno coinvolto numerose figure cardine (messi in posti chiave) che invece avrebbero dovuto proteggere la popolazione dall’elettrosmog, vista l’assenza (voluta? forzata?) di un programma politico per una nuova stagione di riforma sui pericoli dell’irradiazione ubiquitaria, vista infine l’ammissione di corruzione di Ericsson, artefice di un sistema di tangenti che ha avuto per lunghi 17 anni proprio in funzionari e dirigenti statali i beneficiari degli illeciti…. beh, allora visto e considerato tutto quanto sopra, noi dovremmo fidarci di questi signori che propinano – a forza di spot pubblicitari – l’immagine di un futuro scintillante e fantascientifico, vendendo di fatto tecnologia non sicura, cioé pericolosa per umanità ed ecosistema? Noi no, non ci fidiamo. L’Italia consapevole non si fida affatto. E non è disposta a fare da cavia.

 

 

Fonte articolo: https://oasisana.com/

 

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