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LA CIVILTÀ SORTA DAL NULLA

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LA CIVILTÀ SORTA DAL NULLA

 

Per lungo tempo l’Occidente credette che la propria civiltà fosse un dono di Roma e della Grecia. Eppure gli stessi filosofi greci scrissero più volte di aver attinto a fonti antecedenti. Chi tornava in Europa dopo un viaggio in Egitto, poi, raccontava che in quella terra esistevano grandiose piramidi e città-tempio semi sepolte nella sabbia, a guardia delle quali stavano strani animali di pietra chiamate sfingi.

Quando, nel 1799, Napoleone arrivò in Egitto, portò con sé alcuni studiosi perché esaminassero e spiegassero questi antichi monumenti. Uno dei suoi ufficiali trovò vicino a Rosetta una lastra di pietra che recava inciso un proclama del 196 a.C. nell’antica scrittura pittografica egizia (geroglifici), oltre che in due altre forme di scrittura.

Una volta decifrata la scrittura egizia, l’Occidente comprese, anche grazie ai ritrovamenti archeologici che seguirono, che l’Egitto aveva conosciuto un alto livello di civiltà ben prima dell’avvento dei Greci. Le fonti egizie parlavano di dinastie reali – cominciate intorno al 3100 a.C. – due millenni prima che vedesse la luce la civiltà greca, che raggiunse il periodo di massimo splendore solo nel V e IV secolo a.C.

E dunque da ricercarsi in Egitto l’origine della nostra civiltà? Per quanto logica sembri tale conclusione, i fatti sembrano in realtà smentirla. Gli studiosi greci descrissero sì i loro viaggi in Egitto, ma le antiche fonti di conoscenza delle quali parlavano furono ritrovate altrove. Le culture pre-ellenistiche del Mar Egeo – la civiltà minoica sull’isola di Creta e quella micenea nella Grecia continentale – mostravano legami più con la cultura dell’area medio-orientale che con quella egizia.

La Siria e l’Anatolia, non l’Egitto, erano le arterie principali attraverso cui i Greci avevano potuto attingere a una civiltà precedente. L’invasione della Grecia da parte dei Dori e quella della terra di Canaan da parte degli Israeliti in seguito all’Esodo dall’Egitto erano avvenute più o meno nello stesso periodo (verso il XII secolo a.C). Partendo da questo presupposto, gli studiosi si sono messi alla ricerca di eventuali analogie tra la civiltà semitica e quella ellenica, e ne hanno trovate molte.

Ilprofessor Cyrus H. Gordon (Forgotten Scripts; Evidence for the Minoan Language; «Scritti dimenticati; Testimonianze della lingua minoica») inaugurò un nuovo filone di studi dimostrando che un’antica scrittura minoica, chiamata Lineare A, rappresentava in realtà una lingua semitica. Egli ne concluse che «il modello (distinto dal contenuto) delle civiltà ebraica e minoica era per molti versi lo stesso», e notò inoltre che il nome dell’isola, Creta, pronunciato alla maniera minoica Ke-re-ta, era uguale alla parola ebraica Ke-re-et (“città cinta dimura”) e si ritrovava in un racconto semitico in cui si parlava di un re di Keret.

Anche l’alfabeto greco, dal quale derivano quello latino e anche i nostri moderni alfabeti, proveniva dal Medio Oriente. Gli antichi storici greci scrissero che un fenicio di nome Kadmus (“antico”) portò loro l’alfabeto, che comprendeva lo stesso numero di lettere, nel medesimo ordine, di quello ebraico; era questo l’unico alfabeto greco in uso al tempo della guerra di Troia.

alfabeto

Fu poi il poeta Simonide di Ceo, nel v secolo a.C, ad aumentare a 26 il numero delle lettere. Il fatto che la scrittura greca e quella latina, come del resto tutta l’ossatura della nostra cultura occidentale, fosse stata importata dal Medio Oriente risulta evidente se confrontiamo ordini, nomi e segni dell’alfabeto originario medio-orientale con quello greco antico, molto più recente, e con quello latino, ancora più recente (vedi figura a lato).

Gli studiosi sapevano bene, ovviamente, che i Grecia vevano avuto contatti con il Medio Oriente nel I millennio a.C, contatti culminati con la sconfitta dei Persiani da parte di Alessandro il Macedone nel 331 a.C. Le fonti grechecontenevano molte informazioni su questi Persiani e sulle loroterre (che corrispondono approssimativamente all’odierno Iran).

 

Analizzando i nomi dei loro re – Ciro, Dario, Serse – e delleloro divinità, che sembrano appartenere al ceppo linguistico indoeuropeo, gli studiosi giunsero alla conclusione che essi appartenevano a quel popolo ariano (“signore”) comparso nei pressi del Mar Caspio verso la fine del II millennio a.C. e diffusosi poi verso ovest in Asia Minore, verso est in India everso sud in quelle che l’Antico Testamento chiamava “le terredei Medi e dei Parsi”.

(1) “H”, comunemente translitterata come “H” per semplicità, è pronunciata in sumerico e nelle lingue semitiche come “CH” nello scozzese o tedesco “loch”.(2) “S”, comunemente translitterata come “S” per semplicità, è pronunciata in sumerico e nelle lingue semitiche come “TS”.Eppure le cose non erano così semplici.

Nonostante la presunta origine straniera di questi invasori, l’Antico Testamento li tratta come parte integrante degli eventi biblici. Ciro, per esempio, è considerato un “Unto di Yahweh”, il che è piuttosto strano per un non-ebreo. Secondo il Libro di Esdra, poi, Ciro accettò la missione di ricostruire il Tempio di Gerusalemme e affermò di agire in base agli ordini di Yahweh, che egli chiamava “Dio del cielo”.

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Ciro e gli altri re della sua dinastia chiamavano se stessi con il nome di Achemenidi, dal titolo adottato dal fondatore della dinastia stessa, Hacham-Anish. Questo titolo non era affatto ariano, ma semitico, e significava “uomo saggio”. Tutto considerato, gli studiosi non hanno mai approfondito i molti punti che avrebbero potuto far pensare ad analogie tra il Dio ebraico Yahweh e la divinità che gli Achemenidi chiamavano “Saggio Signore”, e che nelle raffigurazioni, per esempio nel sigillo reale di Dario (figura sopra), compariva nei cieli all’interno di una sfera alata. È ormai accertato che le radici culturali, religiose e storiche di questi antichi Persiani risalgono ai precedenti imperi di Babilonia e di Assiria, di cui l’Antico Testamento documenta la diffusione e la successiva caduta.

I simboli che compaiono sui sigilli e sui monumenti degli Achemenidi furono in un primo tempo ritenuti elementi puramente decorativi. Solo nel 1686 Engelbert Kampfer, dopo aver visitato Persepoli, l’antica capitale persiana, definì quei segni “cuneati” e capì che rappresentavano vere e proprie lettere a forma di cuneo. Da allora quella forma di scritturavenne chiamata “cuneiforme”.

Via via che si procedeva a decifrare le iscrizioni degli Achemenidi, divenivano sempre più evidenti le analogie con leiscrizioni trovate su antichi oggetti artigianali e tavolette in Mesopotamia, la terra che si trovava tra i fiumi Tigri ed Eufrate. Da prima si trattò di ritrovamenti isolati, sparsi qua e là, finché l’archeologo francese Paul-Emile Botta organizzò,nel 1843, la prima grande spedizione archeologica mirata.

Citta e Zigurrat.png

 

Per essa scelse un luogo della Mesopotamia settentrionale, chiamato oggi Khorsabad, vicino all’attuale Mosul. Ben presto Botta potè stabilire che le iscrizioni cuneiformi parlavano di un luogo chiamato Dur Sharru Kin. Erano iscrizioni semitiche, in una lingua sorella di quella ebraica, e il nome significava “la città cinta di mura del re giusto”.

Questore nei nostri testi è chiamato Sargon II. La città citata nelle iscrizioni era la capitale del regno assiro; al suo centro vi era un magnifico palazzo reale le cui mura erano ornate di bassorilievi che, messi uno vicino all’altro, si estendevano per oltre un miglio. Dominava la città e il complesso reale una piramide a gradini chiamata ziggurat, che fungeva da “scala verso il paradiso” per gli dèi (figura sopra).

L’impianto della città e le sculture facevano pensare a uno stile di vita complesso ed estremamente avanzato. Palazzi, templi, case, stalle, magazzini, mura, colonne, decorazioni, statue, opere d’arte, torri, cinte di difesa, terrazze, giardini: tutto venne completato in soli cinque anni. Secondo Georges Contenau (La vie quotidienne à Babylone et en Assyrie, «Lavita quotidiana a Babilonia e in Assiria»), «l’immaginazione vacilla di fronte alla potenziale forza di un impero che è riuscito a fare tanto in così poco tempo», circa 3.000 anni fa.

 

Continua …

 

Di ZECHARIA SITCHIN IL PIANETA DEGLI DEI

(The 12th Planet,1976) – Capitolo secondo

 

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Impossibile Cronologia

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The Sumerian King List 

Impossibile Cronologia. E perché la storia è sbagliata 

da Ivan  

Cronologia impossibile

Gli archeologi hanno reso possibile volentieri o nolenti, di mettere in discussione la storia come la conosciamo grazie alle numerose scoperte che sono state fatte in passato.

Stranamente, ci sono parecchi testi antichi che parlano di tempi in cui Giganti, eroi, dei e semidei governavano sulla Terra. Questi esseri misteriosi, considerati dai ricercatori come miti, dominarono sul pianeta Terra per centinaia e persino migliaia di anni, e la loro eredità fu scritta in antichi testi come la lista dei re sumeri, il Papiro di Torino, la pietra di Palermo e numerosi pensatori e ricercatori come Eusebio di Casarea e George Syncellus hanno studiato questi cosiddetti “miti” arrivando a conclusioni interessanti che sfidano la storia mainstream.

Secondo Eusebio di Cesarea, che era uno storico romano, esegeta, e polemitizio cristiano di origine greca, una dinastia di dei governò l’Egitto per 13,9 mila anni: il primo fu il dio Vulcano, il dio che scoprì il fuoco, dopo di lui Sosis del Sole, Iis e Osiride di Saturno, fratello di Osiride, e Horus figlio di Iasi e Osiride. furono seguiti da una dinastia di eroi e semidei che governarono per 11.025 anni. Questo lo rende un totale di 24.925 anni di regno. Circa il 3000 a.C., il primo faraone “umano” avrebbe preso il dominio come faraone egiziano.

Secondo George Syncellus, sei dinastie di dei regnarono per 11.985 anni. Il dio del fuoco Efhaestus, Helios o Sol, Agatodemon, Cronus o Saturno, Osiride e Iasi e il fratello di Osiride Typhon. I primi 9 semidei sono Horus figlio di Iasi (Iside, corsivo mio) e Osiride), Ares, Anubis, Eracle, Apollo, Amon Titoes, SOSUS e zeo, e questi 9 semidei coprirono un periodo di circa 2645 anni di regno nell’antico Egitto. Le successive dinastie di semidei, spiriti ed eroi coprirono migliaia di anni di dominio egiziano. tutto questo, secondo Syncellus, molto prima che il primo faraone ufficiale governasse l’antico Egitto come ci dice la storia tradizionale.

Perché la storia e i ricercatori hanno ignorato il Papiro di Torino e la sua cronologia? Proprio come la Lista dei Re Sumeri, che si ritiene impossibile.

“1-39 Dopo che la regalità scese dal cielo, la regalità era a Eridug. A Eridug, Alulim divenne re; ha governato per 28800 anni. Alaljar regnò per 36000 anni. 2 re; hanno governato per 64800 anni. Poi Eridug cadde e la regalità fu portata a Bad-Tibira. In Bad-tibira, En-men-lu-ana regnò per 43200 anni. En-men-gal-ana regnò per 28800 anni. Dumuzid, il pastore, regnò per 36000 anni. 3 re; hanno governato per 108000 anni. Poi Bad-tibira cadde (?) e la regalità fu portata a Larag. A Larag, En-sipad-zid-ana regnò per 28800 anni. 1 re; ha governato per 28800 anni. Poi Larag cadde (?) e la regalità fu portata a . En-men-dur-ana divenne re; ha governato per 21000 anni. 1 re; ha governato per 21000 anni. Poi cadde (?) e la regalità fu portata a Curuppag. A Curuppag, Ubara-Tutu divenne re; ha governato per 18600 anni. 1 re; ha governato per 18600 anni. In 5 città 8 re; hanno governato per 241200 anni. Poi il diluvio spazzato sopra.

Dai restanti pezzi della lista inestimabile chiamata papiro torinese, è possibile stabilire nove dinastie appartenenti ai faraoni predinastici, tra cui: i Venerabili di Memphis’, ‘i Venerabili del Nord’ e, infine, gli Shemsu Hor (i Compagni, o Seguaci, di Horus) che governarono fino al tempo di Menes.

 

Il Papiro di Torino: Venerables Shemsu-Hor, 13.420 anni; Regna prima dello Shemsu-Hor, 23.200 anni; Totale 36.620 anni’.

Le ultime due righe della colonna, che sembrano rappresentare un curriculum dell’intero documento sono estremamente interessanti e ci ricordano alla Lista dei re sumeri. Hanno letto:

‘… Venerabili Shemsu-Hor, 13.420 anni; Regnano prima degli Shemsu-Hor, 23.200 anni; Totale 36.620 anni’.

La lista dei re sumera ha un’altra storia incredibile da raccontare, e proprio come il Papiro di Torino, è stata etichettata come impossibile dalla comunità archeologica e storica. L’esemplare meglio conservato della Lista dei Re Sumeri è chiamato Prisma weld-Blundell, che è un prisma verticale inciso in argilla e cuneiforme ospitato nel Museo Ashmoleano. Il Prisma Weld-Blundell fu scritto in cuneiforme intorno al 2170 a.C. da uno scriba che firmò come Nur-Ninsubur dalla fine della dinastia Isin. Questo incredibile documento fornisce un elenco completo dei re sumeri fin dall’inizio, prima del grande diluvio, e dei 10 re che hanno vissuto prima del Diluvio che hanno vissuto per migliaia di anni. Il prisma di argilla è stato trovato a Larsa, casa del quarto re antediluviano Kichunna, a pochi chilometri a nord.

“In 5 città 8 re; hanno governato per 241200 anni. Poi il diluvio spazzato via tutto.
“Dopo che il diluvio ha travolto tutto, e la regalità era discesa dal cielo, la regalità era a Kic. A Kic, Jucur divenne re; ha governato per 1200 anni…”

Cosa ci manca e perché gli archeologi e gli studiosi tradizionali hanno deciso di ignorare questi preziosi testi antichi che registrano la vera storia e il suo inizio?

Fonte: https://www.ancient-code.com/

 

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Gli Akhu-Shemsu-Hor (I seguaci di Horus)

Gli otto re delle dinastie antidiluviane – regnarono 241.200 anni  

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Riscrivere i nostri Libri di Storia

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È forse una bugia tutto quello che ci è stato detto sulle origini umane e sulla storia?

 

di Ivan   

 

No, non abbiamo tutte le risposte agli innumerevoli enigmi che hanno sconcertato gli esperti per innumerevoli decenni, ma abbiamo quello che molti considerano ‘prove’ che le origini umane e la nostra storia sono tutt’altro che complete. Qui elencati sono solo alcune delle tante scoperte che spingono la nostra comprensione delle origini umane, antiche civiltà e la vita sulla terra al limite. Forse è il momento di un aggiornamento tanto necessario, che spiega quante di queste scoperte siano possibili.

È come se vi fosse una massiccia copertura in atto che impedisca agli esperti mainstream di indagare più profondamente su certe scoperte.

La verità è che le scienze tradizionali non sono riuscite ad affrontare e spiegano innumerevoli scoperte che sono state fatte sulla terra in passato.

Ogni scoperta — quando parliamo di antichi resti umani — sembra spingere sempre più le origini umane indietro nel tempo ogni volta.

Non molto tempo fa, gli scienziati hanno trovato la prova che una specie umana in precedenza sconosciuta e a lungo perduta viveva sulla terra e che era intercresciuta con gli esseri umani migliaia di anni fa. Il ricercatore introdotto in biologia molecolare ed evoluzione ha fatto una scoperta controversa che cambia quello che ci è stato detto circa i nostri antenati.

Tuttavia, questa è solo una delle molte scoperte recenti che hanno spinto i limiti delle origini umane a un punto in cui abbiamo bisogno di riscrivere molto di ciò che abbiamo pensato dei nostri antenati.

In Australia, gli esperti hanno scoperto come gli esseri umani si stabilirono in Australia circa 65.000 anni fa, riscrivendo efficacemente i libri di storia. Questa scoperta smacca completamente precedenti stime iniziali che hanno messo l’occupazione umana in Australia circa 45.000 anni fa.

Ma c’è di più.

Se prendiamo un breve viaggio nel continente africano, troveremo tracce di antiche impronte umane di 3,6 milioni anni.

Nel 2016, gli scienziati hanno trovato 13 impronte che secondo l’analisi risalgono a un sconcertante 3,6 milioni anni fa.

Scoperte nell’odierna Tanzania, le antiche impronte umane sono state conservate grazie, ad una regione che a quel tempo era ricoperta di cenere vulcanica bagnata, dove i nostri antenati camminarono per tutta l’area milioni di anni fa.

Dall’Africa, andiamo in Siberia dove gli archeologi hanno trovato un dente di una giovane ragazza che viveva lì circa 128.000 anni fa.

Ciò che è affascinante di questa scoperta è il fatto che è stata salutata come una delle più antiche specie umane conosciute recuperate in Asia centrale e si crede che possano essere più vecchie di almeno 50.000 e 100,00 anni del primo fossile noto Denisovan. Stupendo giusto? Ma come probabilmente sapete, c’è molto di più.

Un osso della coscia scoperto intorno a 80 anni fa è stato recentemente messo a una serie di test che hanno dimostrato come un vecchio fossile di 124.000-anni-di Neanderthal-scavato in Germania dalla grotta Hohlenstein-Stadel-contiene il DNA moderno. Gli scienziati ritengono che ciò dimostri come la migrazione “fuori dall’Africa” si sia verificata molto prima di quanto gli esperti pensassero — circa 270.000 anni fa, il che significa che dobbiamo riscrivere – ancora una volta – molto di quello che pensavamo di sapere sull’umanità.

Un’altra scoperta che si è piegata alla mente è stata fatta in Marocco quando gli esperti hanno recuperato ossa di 300.000 anni che hanno fatto luce sull’evoluzione dell’ Homo sapiens, e mostrano come la nostra specie si sia evoluta molto prima, almeno circa 100.000 anni prima, che precedentemente creduto, riscrivendo efficacemente la storia dell’umanità di nuovo.

Poi, troviamo anche come gli esperti hanno dimostrato che l’Europa era il luogo di nascita dell’umanità e non l’Africa come creduto per decenni.

I ricercatori hanno trovato un fossile di 7,2 milioni anni che dimostra come l’uomo moderno abbia avuto origine nel Mediterraneo e non in Africa.

Ma prendiamoci una pausa dalle origini umane e diamo un’occhiata alle innumerevoli strutture che si trovano in tutto il mondo, che sfidano completamente la nostra comprensione delle antiche civiltà e delle loro capacità tecnologiche migliaia di anni fa.

In primo luogo, diamo un’occhiata alla grande piramide di Giza e l’antica civiltà egiziana.

La grande piramide di Giza è rimasta un enigma per gli esperti che hanno studiato il monumento per oltre cento anni. Nessuno sa con certezza come è stata costruita, né chi esattamente l’habbia costruita. Molti punti ci portano verso Khufu come il suo costruttore, ma gli esperti non sembrarano  pienamente d’accordo.

Poi c’è l’incredibile precisione incorporata nella struttura, è la piramide più accuratamente allineata in esistenza e affronta il Nord vero con solo 3/60 di un grado di errore. Capita anche di trovarsi al centro della massa terrestre, ed è l’unica piramide a otto facce conosciuta in Egitto.

Passando dalla piramide diamo un’occhiata alle capacità degli antichi egiziani e se erano molto più avanzati di quello che li accreditano oggi.

Antiche mummie egiziane hanno dimostrato di contenere tracce di tabacco e cocaina — piante che in quel momento sono state trovate solo a crescere nelle Americhe. Allora, come sono finito in Egitto? Una spiegazione è che l’antica civiltà egiziana era in grado di viaggi transoceanici migliaia di anni fa.

Abbiamo anche i glifi Gosford in Australia che sono fondamentalmente antichi geroglifici egiziani inscritti in pietra al Brisbane Water National Park, Kariong. Si ritiene che le sculture in pietra 250 sono state parte del folklore locale della zona per oltre un secolo, il che significa che non è qualcosa che è stato scoperto di recente. I glifi Gosford sono un argomento molto controverso, e molti egittologi moderni li hanno categorizzati come una bufala elaborata, soprattutto a causa del fatto che sono ben… Situati in Australia.

Questi sono i glifi Gosford.

Ma ci sembra anche di avere “strumenti” che risalgono a un tempo in cui non avrebbe dovuto essere nessuno sulla terra secondo gli studiosi mainstream.

Un esempio è un martello di 400 milioni anni scoperto nella città di Londra, Texas, USA, in 1934. Si crede che il capo del martello sia stato costruito con una purezza di ferro realizzabile solo con la tecnologia moderna. I test hanno mostrato come la testa del controverso martello è fatta del 97% di ferro puro, 2% per cento di cloro e 1% percento di zolfo. Non può essere reale, vero?

In Cina, abbiamo scoperte più curiose. I tubi di Baigong di 150.000 anni sono considerati da molti come la prova di una civiltà tecnologicamente avanzata che esisteva nella regione centinaia di migliaia di anni fa.

Gli esperti indicano come non è stato possibile identificare l’8% del materiale nelle tubazioni. I tubi divennero popolari quando nel 2007, il più grande giornale statale in Cina pubblicò un articolo su di loro.

Ma ci sono più polemiche là fuori. Diamo un’occhiata all’antica lista dei re Sumeri che afferma come “… In 5 città 8 re; governarono per 241.200 anni. Poi il diluvio li spazzati via…” ma … come sulla terra possono 8 re vivere e governare per 241.200 anni? Erano immortali? alieni? Leggi di più qui.

Abbiamo anche il Megalith di al-Naslaa che è una roccia massiccia, divisa a metà come se un laser di precisione l’avesse tagliata in piedi nel mezzo del deserto. Questa incredibile roccia si trova all’oasi di Tamya in Arabia Saudita. Le due pietre divise a metà hanno creato confusione tra gli esperti fin dalla loro scoperta. Alcuni dicono che è stato creato naturalmente, mentre altri mantengono la tesi della tecnologia avanzata che è stata utilizzata per dividere le rocce con tale precisione.

Roccia tagliata come fosse stato usato un laser di precisione.

E come stiamo coprendo tali siti controversi non possiamo lasciare fuori Puma Punku.

Puma Punku è un antico sito archeologico situato 45 miglia a ovest di La Paz, nascosto in profondità nelle montagne andine. Questo antico sito presenta alcune delle più grandi-intricate pietre intagliate nelle Americhe.

Secondo l’analisi, uno dei più grandi blocchi di pietra trovato a Puma Punku è di 7,81 metri di lunghezza, e di 5,17 metri di larghezza, medie 1,07 metri di spessore si stima che pesa circa 131 tonnellate metriche. Come diavolo hanno fatto gli antichi a trasportare questa pietra?

Ma se la dimensione delle pietre di Puma Punku non ti fa grattare in testa, i tagli di precisione, e superfici lisce certamente lo farà. Nemmeno un foglio di carta si può inserire tra alcune delle pietre millenarie trovate a Puma Punku.

Qui sto cercando di fare un punto, il motivo per cui vi porterà ora a Ollantaytambo, un altro antico sito archeologico che è assolutamente sorprendente. Situato a un’altitudine di 3.000 metri, il complesso archeologico di Ollantaytambo si trova a circa 70 chilometri da Cusco.

Ollantaytambo: il Tempio del sole. Come ha fatto l’antica umanità a fare questo? In questa immagine, abbiamo sei monoliti in granito rosso che dovevano essere parte di una parete circolare incompiuta. I monoliti sono separati da “rocce distanziatrici” che impediscono loro di crollare durante gli eventi sismici.

Ollantatytambo-proprio come Puma Punku-caratteristiche sbalorditive, pietre massicce.

Molte delle pietre di Ollantaytambo pesano più di 70 tonnellate, e anche loro sono state estratte dal lato di una montagna, a decine di chilometri di distanza. Uno dei monumenti più curiosi di Ollantaytambo sono i sei monoliti supermassicci che sono stati messi insieme in modo tale che non un singolo pezzo di carta può inserirsi tra di loro.

Interessante giusto? Ma ci sono innumerevoli altri siti archeologici degni di menzione.

La pietra di Cochno, scoperta in 1887 è una lastra di 5.000 anni che presenta circa 90 spirali intagliate in modo intricato che secondo molti rappresentano una mappa cosmica.

Come potete vedere, innumerevoli scoperte fatte in tutto il mondo sembrano spingere la nostra conoscenza della razza umana, le nostre origini e antiche civiltà al limite, e forse è il momento per gli studiosi mainstream di riscrivere i nostri libri di storia, e pubblicare un aggiornamento tanto necessario sulla razza umana.

Grazie per aver letto questo articolo molto lungo, fatemi sapere cosa ne pensate!

Fonte: https://www.ancient-code.com/

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Consolamentum – con il Sole nella mente

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I misteriosi Segreti del Sole rivelati

Catari, cavalieri templari, Religione, Gesù, Esseni,Cristos, Babilonesi, Grecia, Civiltà Egizia, Cristiani, Thutmose III, atlantidei, Aton, Eliopolis, Akhenaton, ghiandola pineale, Mosè, Paolo di Tarso, Aronne,

 

Dal 1209 al 1249 uno dei peggiori genocidi della storia fu condotto contro i Catari, una setta eretica nel sud della Francia. Papa Innocenzo III, promettendo oro e indulgenze (la remissione delle pene dovute per i peccati) in cambio del sangue dei Catari, mandò in Francia 30.000 crociati per massacrare i Catari e i loro sostenitori.

 

I Catari furono cacciati, torturati, bruciati sul rogo e selvaggiamente uccisi dagli assassini assunti dalla Chiesa. Le stime indicano il numero totale di catari e simpatizzanti assassinati tra 300.000 e 1.000.000 di uomini, donne e bambini. Durante questo bagno di sangue è stato osservato un fenomeno sorprendente. I Catari non esprimevano paura, rabbia o dolore, ma solo beatitudine, nonostante le atrocità più orribili commesse contro di loro. Cosa stavano facendo?

 

Secondo William Henry in Maria Maddalena: The Illuminator, era una sostanza psicoattiva prodotta dal cervello – i Catari avevano appreso le tecniche necessarie per produrlo dagli insegnamenti segreti di Gesù. Fu chiamato Christos (olio per l’unzione) dagli Esseni, che trasmisero i loro segreti a Gesù da Mosè, che li aveva ottenuti in Egitto dai discendenti dei sacerdoti Atoniti banditi di Akhenaton.

 

Questi insegnamenti implicano il potere del sole e il potere della parola pronunciata e costituiscono ciò che io chiamo “i misteri del sole”. Erano parte dei misteri egiziani, babilonesi e greci, e gli insegnamenti gnostici dei primi cristiani e dei segreti società. Sono stati dati ad ogni cultura da grandi adepti come mezzo per illuminare le menti delle persone e liberarle dall’oscurità dell’ignoranza e della superstizione.

 

In questo articolo, esaminerò brevemente la vita e gli insegnamenti dei fondatori di varie scuole misteriche nel Medio Oriente e nel Mediterraneo dal faraone Thutmose III a Omraam Mikhail Aivanhov. C’erano altre scuole di mistero in India, Cina, Perù e altrove, ma quelle che ho scelto rappresentano una continuità che ha attraversato millenni e ha formato le radici spirituali dell’eredità giudaico-cristiana.

 

La storia dei misteri del sole è antica quanto l’umanità e nuova come l’ultima scoperta scientifica. Nel 1882, Ignatius Donnelly pubblicò Atlantis: The Antediluvian World. In questo libro, ha sostenuto in modo convincente che Atlantide aveva stabilito colonie in Perù, Egitto e altrove e che le mitologie e i misteri di questi popoli rappresentavano la religione originale degli Atlantidei, che era una forma di culto del sole.

 

Scrisse: “La religione degli Atlantidei, come ci dice Platone, era pura e semplice; non facevano regolarmente sacrifici, ma frutta e fiori; adoravano il sole. In Perù era adorata un’unica divinità, e il sole, la sua opera più gloriosa, fu onorato come suo rappresentante. Quetzalcoatl, il fondatore degli Aztechi, condannò ogni sacrificio ma quello di frutti e fiori. [Possiamo vedere fino a che punto la religione azteca degenerò nel corso dei secoli fino al punto più basso del sacrificio umano al tempo della Conquista.] Anche la prima religione egiziana era pura e semplice; i suoi sacrifici erano frutti e fiori; i templi furono eretti al sole, Ra, in tutto l’Egitto. In Perù la grande festa del sole si chiamava Ra-mi. “

 

Tra l’Egitto pre-dinastico e la diciottesima dinastia, la “pura e semplice” religione solare dell’Egitto divenne molto corrotta e complicata. C’erano diversi dei del sole e una miriade di dei minori. Il sacerdozio era ricco e potente e la gente dipendeva da loro per gli amuleti magici, pregando gli dei per loro e dando loro un adeguato ed elaborato invio nell’aldilà. Frutta e fiori non offrivano più sacrifici; gli animali hanno preso il loro posto.

 

Entra nel faraone Thutmose III. Figlio più giovane di Amenhotep I, dovette il suo governo all’intervento del sacerdozio di Amen-Ra che, in un rituale religioso che invocava il volere di Amen-Ra, lo nominò faraone, anche se non era in linea per la successione. Thutmose si rese conto che il sacerdozio stava diventando troppo potente e cercò di frenare il loro potere prestando esternamente omaggio ad Amen-Ra, ma adorando segretamente Aton e sostenendo un separato sacerdozio di Aton a Eliopoli che era fedele al trono.

 

Sotto il suo dominio, Thutmose III permise alla gente comune di indulgere in tutte le sue fantasiose credenze e superstizioni come gli amuleti magici. Credeva che un cambiamento graduale delle credenze religiose esistenti potesse essere realizzato più facilmente e permanentemente istituendo una scuola segreta misteriosa, i cui studenti avrebbero messo in pratica standard più elevati. Voleva gradualmente infondere nella religione egiziana dall’alto verso il basso quei misteri, miti e riti che avrebbero sollevato il popolo verso una comprensione e una morale superiori.

 

Così, nel 1489 aEV, fondò una scuola segreta misteriosa, l’Ordine della Croce Rosa, da cui i rosacrociani rivendicano la discendenza e che esiste ancora oggi. I membri di questa scuola misteriosa erano chiamati Therapeutea, che significa “medici dell’anima”. La sungazing Essene setta di Alessandria adottò in seguito questo nome e il simbolo della croce rosea.

 

William Henry, in The Healing Sun Code, collegava i segreti rosacroce e rosacrociani con il “sorgere del sole curativo, la fonte della vita e della saggezza”. Recentemente ho parlato con una donna che ha studiato l’egittologia per 25 anni e sapeva di Thutmose III e Rosacrociani. Mi disse che una volta conosceva una donna rosacrociana, che ogni volta che si sentiva male avrebbe affrontato il sole e fare uno speciale esercizio di respirazione in cui avrebbe respirato il fuoco del sole per bruciare impurità nel suo corpo. Ha vissuto per essere molto vecchia. Questa tecnica faceva parte degli insegnamenti segreti dei Rosa-Croce, che erano molto attenti a non rivelare ai non iniziati.

 

Un’altra tecnica usata da Thutmose III e membri del suo ordine era l’uso di aste di guarigione mentre si stava osservando il fuoco (vedi Figura 1). Questi erano tubi di rame e zinco che contenevano rispettivamente carbone indurito e magnetite. Furono reintrodotti nel mondo dal mistico russo Conte Stefan Colonn Walewski, che era membro di una scuola di mistero sulle montagne caucasiche. Essi amplificano la corrente che attraversa il corpo tra il sole e la terra mentre si sbiadiscono, aumentando la meditazione e accelerando la guarigione e lo sviluppo dei poteri psichici.

 

Il figlio e il nipote di Thutmose III continuarono con la scuola di mistero e il culto di Aton, ma fu solo quando il suo pronipote, Akhenaton, prese il trono che le cose andarono al pettine.

 

La rivoluzione di Akhenaton

 

Nel 1369 aEV, Amenhotep IV assunse il regno d’Egitto dal padre malato Amenhotep III. Durante la sua educazione, è stato educato al Tempio del Sole a On (Heliopolis) dove i sacerdoti hanno instillato in lui una devozione ad Aton. Quando divenne faraone, ricevette i misteri segreti del sole tramandato dal suo bisnonno. Ha imparato che Aton era l’unico vero Dio non creato e creato da sé e che la maggior parte degli altri dèi, incluso Amen-Ra, erano fatti dall’uomo. All’inizio del suo regno, cambiò il suo nome in Akhenaton, che significa “il servo di Aton”. Diversamente dal suo bisnonno, non aveva tolleranza per l’ignoranza spirituale.

 

Akhenaton iniziò un cambiamento nel clima religioso da un politeismo basato sulla paura con il suo culto della morte, amuleti magici, numerosi idoli, sacrifici animali e rituali segreti di un potente sacerdozio a una religione più devota, che era libera da immagini scolpite, ossessione per l’aldilà e la magia; che enfatizzava la riverenza per la luce del sole e la pulizia e la semplice sepoltura; e che permetteva ai normali cittadini di adorare liberamente nei templi all’aperto con offerte di frutta, fiori e incenso, come era stato fatto nella religione solare originale dell’Egitto. I templi di Aton non avevano idoli o immagini scolpite diverse da quella inventata da Akhenaton: un disco solare da cui provenivano raggi, le cui estremità terminavano in mani aggraziate. Alcune di queste mani contenevano l’ankh, il simbolo della vita, nelle narici dei suoi adoratori adoranti.

 

Questo simbolismo mostra che Akhenaton ha compreso la relazione tra luce solare, prana e respiro. Sapeva che la luce del sole è la fonte di tutta la vita sulla terra. Questa non era l’adorazione del sole fisico, ma l’adorazione di un solo Dio, una divinità suprema, il cui spirito era in cielo e la cui manifestazione fisica era il sole – il simbolo della vita. Ha cambiato il culto del sole come un dio per il culto di Dio simboleggiato dal sole. I dipinti e le sculture di Aton erano sempre accompagnati da una sorta di nota geroglifica (visto nella parte superiore della Figura 4, pagina 56), affermando che era solo una rappresentazione del Creatore onnicomprensivo.

 

Così, Akhenaton creò la prima religione monoteistica elevando Aton su Amen-Ra e altri dei. Sua madre, Tiya, ha fatto molto per mediare e arginare l’ondata di polemiche causata dalla sua audace opposizione al potente sacerdozio di Amen-Ra. Tuttavia, dopo la sua morte, ha preso l’offensiva e ha ordinato al suo esercito di sciogliere il sacerdozio e deturpare i loro falsi dei.

 

Akhenaton amava officiare le cerimonie come sommo sacerdote di Aton. La seguente citazione da un decreto fatto da Akhenaton sulla fondazione della sua capitale, Akhetaton, mostra che il morning sungazing era un rituale quotidiano di Atonismo:

 

“Ogni occhio lo vede senza ostacoli mentre riempie la terra con i suoi raggi e fa vivere tutti. Nel vedere chi sono i miei occhi soddisfatti ogni giorno quando si alza in questo tempio e lo riempie con se stesso per mezzo dei suoi raggi, beato di amore, e mi abbraccia con loro nella vita e nella potenza per sempre. “

 

Durante queste cerimonie, Akhenaton e la sua congregazione cantavano il suo inno ad Aton. Sebbene la stragrande maggioranza degli egiziani non desse molta credito all’atonismo e la corte di Akhenaton seguisse i rituali della religione esterna per senso del dovere, esisteva un circolo ristretto di circa 300 iniziati che imparavano da Akhenaton i misteri del sole. Tra questi vi erano Giuseppe il figlio di Giacobbe, che Robert Feather, nel Mistero del rotolo di rame di Qumran, sostiene fu il visir Nakhte di Akhenaton.

 

La Bibbia riporta che Giuseppe sposò Asenath, figlia di Potifera, un sacerdote di Aton a Eliopoli, e gli archeologi scoprirono una cappella privata ad Aton tra le rovine della casa di Nakhte ad Akhetaton. Robert Feather pensa che dopo la morte di Akhenaton, alcuni di questi iniziati siano andati al tempio del sole di Eliopoli e altri, incluso Giuseppe e la sua famiglia, sono andati sull’isola di Elefantina nella terra di Cush (Etiopia), dove hanno costruito un altro tempio del sole e stabilito un ramo del giudaismo che esiste fino ad oggi.

 

I misteri formano la base della tradizione giudaico-cristiana 

 

Dopo la morte di Akhenaton, gli insegnamenti di Atonismo, i suoi rituali e precetti furono quasi completamente distrutti dai fanatici della religione stabilita. Questo è stato il destino di ogni insegnamento misterioso che coinvolge il sole nel passato. La maggior parte degli storici e degli scrittori religiosi pensano che il monoteismo di Akhenaton fosse una breve aberrazione in una lunga tradizione del politeismo egiziano e che sia morto con lui.

 

Ma, sepolto nelle pagine di testi storici e scritturali, suggerisce che le sue idee siano sopravvissute nella fede ebraica. Ad esempio, il Salmo 104 è quasi identico all’inno di Aton. Sopravvissero anche agli insegnamenti segreti delle Confraternite Esseno e Terapeutico, che erano associate al cristianesimo primitivo.

 

Nella storia dell’Egitto, il sacerdote egiziano Manetho scrisse: “Mosè, un figlio della tribù di Levi, educato in Egitto e iniziato a Eliopoli, divenne un Sommo Sacerdote della Fratellanza … Fu eletto dagli Ebrei come loro capo e adattato alle idee del suo popolo la scienza e la filosofia che aveva ottenuto nei misteri egizi quando stabilì un ramo della Fratellanza egiziana nel suo paese, dal quale discendevano gli Esseni. Il dogma di un ‘unico Dio’, che insegnò, fu l’interpretazione e l’insegnamento del faraone egiziano della Confraternita che stabilì la prima religione monoteistica nota all’uomo [Akhenaton]. Le tradizioni che egli stabilì in questo modo erano note solo a pochi di loro e furono preservate nei misteri delle società segrete, la Terapeuta dell’Egitto e degli Esseni “.

 

Dopo essere tornato da Eliopoli, Mosè divenne un fastidio per i sacerdoti di Amen-Ra e la corte di Ramses II a causa delle sue idee atoniste. Lo storico Josephus riporta che Mosè fu inviato in una spedizione militare a Cush in uno sforzo dai cortigiani del faraone per liberarsi del “dissidente”. Lì non solo trovò una moglie, ma un altro avamposto di Atonismo sull’isola di Elefantina. Robert Feather pensa che sia stato nel deserto di Cush che Mosè abbia visto il roveto ardente e abbia ricevuto la sua missione.

 

Flavia Anderson, in The Ancient Secret: Fire from the Sun ha affermato che il cespuglio ardente era in realtà un piccolo albero d’oro con un cristallo che rifletteva così intensamente la luce del sole che sembrava essere in fiamme. Un talismano simile, chiamato un punchao , era usato dagli Incas per mettere i fedeli in trance in modo che potessero vedere e comunicare con gli esseri di luce.

 

Anderson riferisce anche questo albero d’oro all’Urim e Thummin (luce perfetta) degli ebrei, che era un cristallo posto in una posizione d’oro, e con il quale il sommo sacerdote comunicava con Dio. Anderson pensa che Mosè abbia incontrato questo albero d’oro durante l’iniziazione al tempio del sole di Eliopoli. Ma è più probabile che l’abbia visto nel tempio del sole dell’Isola Elefantina appena prima di tornare in Egitto. È anche probabile che alcuni dei sacerdoti Atoniti che discendono da Giuseppe e dalla sua famiglia si unirono a Mosè nella sua missione. La Bibbia riporta che c’erano due fazioni rivali di sacerdoti durante l’Esodo. Una fazione aveva nomi egiziani come Korah, Dathan, Abiram e On.

 

In The Secret Initiation of Jesus a Qumran, Robert Feather mostra come i discendenti di questi sacerdoti egizi, originariamente nominati al tempo di Akhenaton, avrebbero potuto mantenere la loro coesione fino all’inizio degli Esseri di Qumran (610 aEV). Quando entrarono in Canaan, si stabilirono attorno a Shiloh e così divennero noti come sacerdoti Shiloniti. Divennero prominenti intorno al tempo di Ezechiele (589 aEV), di Onia IV (160 aEV) e di Gesù (4 aEV). Erano anche le volte in cui gli esseni erano attivi. Gli Esseri di Qumran, basati sui sacerdoti Shiloniti, vennero per avere un ebraismo molto più puro che rifiutò i sacrifici animali, gli idoli, gli amuleti e la sepoltura con i beni terreni che si insinuarono nel giudaismo degli altri israeliti. Durante l’Esodo, questi sacerdoti erano pro-Mosè e contro i sacerdoti di Aronne. È probabile che i sacerdoti di Aronne, che si sono ribellati nell’idolatria del vitello d’oro (la dea egizia Hathor) mentre Mosè era sulla montagna, possano essere stati responsabili di reintrodurre un’altra pratica egiziana di sacrificio dell’Olocausto, proibita dall’Atonismo. Sul monte Sinai, Dio diede a Mosè la prima serie di tavolette da presentare agli Ebrei. La Figura 2 (pagina 55) è un dettaglio di un dipinto di Beccafumi. Mostra Mosè che riceve le tavole dal sole, che è rappresentato come un’apertura nel cielo.

 

Tuttavia, quando scese dalla montagna e vide come il popolo era caduto nell’idolatria, si rese conto che non erano pronti per quello che c’era sulle tavolette. Quindi fracassò le tavolette e risalì la montagna dove Dio incise dieci semplici comandamenti su una seconda serie di tavolette.

 

Cosa avrebbe potuto essere sul primo set? Forse i misteri solari! In ogni caso, i misteri furono tramandati di bocca in bocca da Mosè ai sacerdoti Shiloniti agli Esseni.

 

Gli archeologi hanno trovato nelle catacombe di Roma un disegno di Gesù che regge una verga di potere quando resuscita Lazzaro dai morti (Figura 3, pagina 55), mostrando che i primi cristiani capivano che la fonte del potere di Gesù veniva dal sole. La Bibbia riporta che poco prima che Gesù avesse risuscitato Lazzaro, egli “alzava gli occhi” al sole e pregava. La verga è un simbolo della forza vitale, che ogni dio egizio del sole e gli dei del sole di Babilonia, India e Perù sono mostrati brandendo in pitture e sculture a parete, come nella figura 5.

 

Molti studiosi stanno ora realizzando che Gesù era un membro del movimento di Esseni di Qumran e che molti dei suoi insegnamenti sono simili agli insegnamenti di Esseno. Gli esseni e i terapeuti si consideravano i figli della luce e così anche i primi cristiani.

 

Secondo Gene Savoy nel suo libro Il documento di Essaei: Insegnamenti segreti di una eterna razza, Gesù ricevette gli insegnamenti segreti degli Esseni, che egli chiama la paradosia , intendendo un processo di divinizzazione mediante il quale uno divenne immortale. La Savoia suggerisce di essere un fattore chiave in questo insegnamento segreto.

 

Scrive: “Che gli Essei [di fronte al sole] in queste ore [alba e tramonto] suggeriscono che il sole era usato come un intermediario grazie al quale gli uomini della terra erano collegati da” cordoni di luce “con il paradiso … ed erano nutriti su un cibo divino sul quale gli angeli nutrivano … “

 

I Therapeuts credevano che le anime pure tornassero al sole e che la luce del sole sia davvero il cibo celeste e incorruttibile dell’anima.

 

Le “corde di luce” della Savoia che collegano tutti possono essere pensate come una griglia di energia. Il sole è una parte di questa griglia di energia; la terra è l’altra. Savoia scrisse altrove: “I seguaci di Mitra si radunarono sulle cime o si fermarono nelle acque, alzando le mani in preghiera davanti al sole che sorge …” Savoy menzionò anche nel Progetto X che gli adoratori del sole in Perù si sarebbero fermati sulle cime delle montagne o del sole templi. Questo mi ha fatto pensare ai vortici e alle ley lines della griglia terrestre, che sono punti focali e linee di energia elettromagnetica che di solito si trovano sui punti più alti della superficie terrestre e nei letti del torrente.

 

Richard Leviton e Robert Coons, in “Ley Lines e il significato di Adamo”, un capitolo di Anti-Gravity e World Grid, hanno affermato che il sistema elettromagnetico dei nostri corpi, l’intera biosfera e la griglia terrestre fanno parte di un molto più grande griglia del sistema solare ed è tutto collegato. E l’energia che alimenta questa griglia è la Luce di Dio. Hanno scritto: “Il tempio del paesaggio fatto di pietre e cristallo … ha collegato il Cielo e la Terra attraverso l’Uomo. Il tempio terrestre funzionava anche come una porta della griglia in base alla quale la coscienza umana … poteva effettivamente uscire da questo piano ed entrare nel “regno degli dei” [ciò che William Henry chiamava “la dimensione dei beati”]. Attraverso questa Porta della Griglia, gli Dei potrebbero anche incanalare le loro vibrazioni e messaggi spirituali “.

 

Forse è così che Dio ha incanalato i misteri del sole e poi i Dieci Comandamenti a Mosè sul tempio terrestre del Monte. Sinai, come illustrato nella Figura 2. È significativo che gli eventi chiave del ministero di Gesù siano avvenuti sulle cime delle montagne e nei torrenti (il suo battesimo, la sua ultima tentazione, il sermone sul monte, la sua trasfigurazione, la sua morte e la sua ascensione)

 

Gesù trasmise gli insegnamenti segreti di Esseno sui misteri del sole ai suoi discepoli, inclusa Maria Maddalena. I primi cristiani, che non erano a conoscenza di questi insegnamenti, inizialmente adorarono lo spirito di Cristo sotto il sole, ma intorno al terzo secolo essi caddero in un culto della personalità del culto di Gesù, che è continuato fino ad oggi.

 

Frammenti di questi insegnamenti segreti possono essere trovati nei rotoli del Mar Morto, nel testo apocrifo noto come Pistis Sophia, e nel Vangelo della Pace Esseno, che era nascosto nella biblioteca vaticana per secoli prima che Edmond Bordeux Szekely lo scoprisse nel 1928. Nella Pistis Sophia, un vangelo antico soppresso per oltre mille anni e ignorato dalle chiese ortodosse anche dopo la sua pubblicazione nel secolo scorso, Gesù, dopo la sua risurrezione, elabora i misteri solari e quanto sono necessari per entrare nel regno di Paradiso:

 

“Voi dovete cercare i misteri della Luce, che purificano il corpo della materia e lo rendono in una luce raffinata estremamente purificata. In verità vi dico … mi sono fatto a pezzi e ho portato a loro tutti i misteri della luce, per purificarli … altrimenti nessuna anima della razza totale degli uomini sarebbe stata salvata e non sarebbero stati in grado di ereditare il regno della luce … “

 

Come si verifica questa purificazione è accennato in questo ulteriore passaggio: “Ora, quindi, colui che riceverà i misteri dei battesimi, allora diventerà un grande, estremamente violento, saggio fuoco e brucia i peccati ed entra nell’anima segretamente e consuma tutti i peccati che lo spirito contraffattore ha fatto ad esso. “

 

Nel Vangelo Esseno della Pace, Gesù dà un insegnamento sul ruolo purificatore della luce solare in questo battesimo di fuoco. Dice ai malati dopo averli istruiti sul digiuno: “E se in seguito rimangono in te tutti i tuoi peccati passati e impurità, cerca l’angelo del sole … Perché ti dico veramente, santo è l’angelo del sole che pulisce tutte le impurità e rende tutte le cose maleodoranti di un odore dolce. Nessuno può venire davanti al volto di Dio, che l’angelo del sole non lascia passare. In verità, tutto deve rinascere dal sole e dalla verità, poiché il tuo corpo si crogiola alla luce solare della Madre Terrestre, e il tuo spirito si crogiola alla luce del sole della verità del Padre Celeste. “

 

La ricezione di questo fuoco attraverso il mantello con le braccia alzate in una formazione Y o piegate al gomito e le mani distese e rivolte verso il sole fu chiamata dai Greci “fuoco che fiorisce” perché la radianza o l’essenza del sole così incanalata bruciasse le impurità in il plesso solare, che, a proposito, è associato al sole e al fuoco. Si possono trovare intagli alle pareti, dipinti, statue, xilografie e fotografie di adoratori del sole di tutto il mondo – indù, musulmani, indiani d’America, antichi egizi, monaci medievali, russi, inca e persino aborigeni in petroglifi preistorici – tutti con le braccia alzate . William Henry scrisse in Maria Maddalena: L’Illuminatore che quando Gesù insegnò ai suoi discepoli la Preghiera del Signore, insegnò loro anche questa posizione di preghiera, che apprese dagli Egiziani, che la chiamavano la posizione Ka (Figura 6, pagina 57). Anche Mosè lo apprese dagli Egiziani e lo usò per invocare la Luce di Dio durante la battaglia degli Israeliti con gli Amalechiti. Significativamente, la battaglia fu vinta al tramonto.

 

Questo ci porta a considerare un’altra parte dei misteri rivelati dalla Pistis Sophia, che è un certo potere della parola. L’anima, per essere liberata dallo spirito contraffatto, deve pronunciare “il mistero della rovina dei sigilli e di tutti i legami”. Questa è la scienza della parola, l’espressione di sacri mantra, preghiere e canzoni che rimuovono o frenano il sé malvagio, i “registri karmici” dell’individuo.

 

Queste scienze e tecniche spirituali non furono rivelate a tutti i fedeli. Secondo la Pistis Sophia, i misteri dovevano essere dati solo a quegli iniziati che si dimostrarono degni di essere sottoposti a molti anni di test. Inoltre sono stati tenuti segreti a causa della minaccia di persecuzioni.

 

I misteri sopravvivono alla persecuzione durante il Medioevo

 

Nella luce perduta, Alvin Boyd Kuhn scrisse che l’adorazione del sole “era il centro del cuore di ogni religione e filosofia prima che il Medioevo oscurasse la visione della verità … Le terribili ombre dell’Età Oscura non finiranno fino al bagliore luminoso della saggezza solare viene rilasciato ancora una volta per illuminare la modernità ottenebrante. “

 

Durante il Medioevo, i misteri del sole sopravvissero e furono tramandati attraverso i Cavalieri Templari, Catari, Paulici, Bogomili e altri Gnostici. Molti di questi santi furono brutalmente assassinati dalle chiese cattoliche e orientali ortodosse nel tentativo di sopprimere i loro insegnamenti, che minacciavano l’autorità stabilita dalla Chiesa.

 

Uno degli gnostici più ispirati era Saulo di Tarso. Saul sperimentò un’improvvisa conversione e gnosi sulla via di Damasco. Dipinti di questa esperienza di solito mostrano Saul essere accecato dal sole di mezzogiorno che splende attraverso una pausa tra le nuvole direttamente su di lui.

 

Gene Savoy, nel Documento di Essaei, sosteneva che Saul aveva imparato che gli Esseni erano svelati per comunicare con Dio. Quando Saul lo provò, ricevette un messaggio potente e trasformatore di vita, che lo lasciò cieco e temporaneamente pazzo, così che non potesse mangiare o bere per tre giorni. Nel 1840, il dottor Gustav Fechner, il padre della psicofisica, sperimentò guardando il sole attraverso filtri colorati e liquidi. Lo fece a mezzogiorno e, di conseguenza, divenne cieco e pazzo. Tuttavia, dopo molte preghiere e meditazioni in una stanza buia, ha recuperato la vista, la sanità mentale e altro ancora. Cominciò a vedere aure e angeli, che chiamò “esseri dal sole”.

 

Socrate insegnò nella sua accademia che la trasformazione personale era possibile solo attraverso la comprensione della parola di Dio, la Luce, e che era raggiunta solo attraverso l’illuminazione interiore assorbita dal sole. Apparentemente, Saul il persecutore fu trasformato dal sole in Paul the proselytiser.

 

Clemente Alessandrino scrisse che Paolo, prima di andare a Roma, disse che avrebbe portato ai fratelli la Gnosi, o tradizione dei misteri nascosti, come il compimento delle benedizioni di Cristo, il quale, dice Clemente, rivela la conoscenza segreta e si allena lo gnostico da parte dei misteri, cioè rivelazioni fatte nello stato di coscienza superiore. Un tale stato può essere raggiunto attraverso la meditazione profonda, il canto e il sole. Sfortunatamente, Paolo fu arrestato a Roma e alcuni anni dopo giustiziato. I suoi veri insegnamenti sui misteri del sole furono persi per diversi secoli fino a quando furono resuscitati in Armenia e in Siria alla fine del settimo secolo dai Pauliciani. Questo gruppo fu così chiamato perché i loro insegnamenti erano i misteri gnostici tramandati da San Paolo quando li portò nei Balcani e in Siria durante il suo ministero.

 

I pauliciani furono perseguitati e diminuiti nel nono secolo, sebbene fino a tempi relativamente recenti esistesse un culto solare armeno i cui aderenti erano conosciuti come Arevorti, “figli del sole”. Nel decimo secolo sorse un nuovo movimento gnostico, i Bogomili. La Bulgaria, che ha portato molte delle stesse credenze e pratiche dei pauliciani, inclusa l’adorazione del sole. Tuttavia, i loro insegnamenti erano basati sul Vangelo di Giovanni.

 

All’inizio del XII secolo, Bisanzio iniziò a perseguitare i Bogomili. Molti furono uccisi, ma alcuni fuggirono in Italia, nel sud della Francia e altrove. Entro la metà del 12 ° secolo, scuole gnostiche come i Cavalieri Templari e Catari erano sorti e si diffusero in tutta l’Europa occidentale. Queste erano le controparti dell’Europa occidentale dei Bogomili dell’Europa orientale.

 

I Catari “puri” e i Cavalieri Templari erano concentrati nelle regioni della Linguadoca e del Midi della Francia meridionale. I Catari sostenevano di possedere il Libro dell’Amore (AMOK) la versione originale iniziatica del Libro di Giovanni (l’unico vangelo letto dai Catari, dai Cavalieri Templari e dai Bogomili) che probabilmente conteneva i misteri solari. Insegnò che una scintilla o un piccolo sole della Luce di Cristo dimorava nel cuore dell’uomo e rivelava come coltivarlo come un seme di divinità in modo che fiorisse nella rosa della scuola del mistero della croce rosea originale. Questo insegnamento, che reputamente poteva trasformare un essere umano in un essere divino, un tempo apparteneva a Thutmose III, Akhenaton, Mosè, Salomone, Gesù e Giovanni il Beneamato. Si riteneva che fosse in grado di dissolvere ogni odio, rabbia e gelosia dal cuore degli uomini.

 

I Catari credevano che la chiave di questa trasformazione divina fosse la corretta comprensione del simbolismo dell’Eucaristia, cioè il pane, il vino e il Santo Graal. La luce del sole è il pane; il suo calore è il vino. Il Santo Graal è il terzo ventricolo o cavità del cervello che contiene le ghiandole pineale e pituitaria (Figura 7, pagina 58).

 

Questo segreto, noto ai Catari come il consolamentum (“con il sole nella mente”), era tenuto nascosto ai non iniziati. I Catari credevano che l’uomo fosse entrato nel regno di Dio attraverso la sua anima, la cui sede era considerata da Descartes come la ghiandola pineale. I Catari credevano che gli elementi solari dell’Eucaristia transustanziati nel corpo e nel sangue di Cristo in loro stessi. La transustanziazione mondiale viene dal latino trans, across e substantia, sostanza. Questa sostanza o secrezione ghiandolare, catturata dal Santo Graal (il terzo ventricolo), è ciò che gli indù chiamano Amrita, “l’elisir dell’immortalità” e i greci chiamato Ambrosia, “il nettare degli dei”.

 

William Henry, in Maria Maddalena: L’Illuminatore, ha scritto, “Tutti i misteri occulti parlano di una chiave che è richiesta per sbloccare i segreti mistici dell’illuminazione. Nello specifico, il segreto perduto dei Templari … riguarda la costruzione di un umano migliore attraverso il rilascio di secrezioni dalla sbalorditiva pianta di produzione di oli spirituali, il cervello umano. Questo olio o essenza era il segreto chiave di Maria Maddalena e degli Esseni, recuperati dai Templari tra i templi. Il cranio [in particolare il terzo ventricolo] è … la Coppa della Vita, il Graal, che cattura queste secrezioni dal cervello … L’obiettivo ultimo dei Templari era quello di ripristinare il vero monoteismo gnostico nel mondo, unendo Cristianesimo, Giudaismo e Islam in un Nuovo Regno dei Cieli sulla Terra. I “nuovi” umani che abitavano questa Nuova Gerusalemme (o Nuova Atlantide) avrebbero conosciuto e incarnato il segreto del Regno dei Cieli all’interno del cervello e la sua capacità di produrre … l’elisir della vita, il Sacro Soma, il tonico dell’immortalità, per questi termini si riferiscono tutti all’essenza cosmica o alla sostanza cerebrale. “Fu chiamato anche Christos (olio per l’unzione) dagli Esseni.

 

Come i loro precursori, i Bogomili, i Catari impegnati nel canto. Questo insieme al sole era la chiave per attivare la ghiandola pineale e produrre l’olio di Christos. L’uso di mantra e canto può risvegliare la ghiandola pineale perché si trova sopra la bocca sospesa nel terzo ventricolo, una camera piena di liquido cerebrospinale. La sua posizione sopra la bocca in una camera di fluido rende la ghiandola pineale posizionata in modo univoco per rispondere alle vibrazioni soniche. Manly P. Hall, in L’apertura del terzo occhio, ha affermato che la ghiandola pineale “che vibra ad un altissimo tasso di velocità, è la vera causa della vera illuminazione spirituale”.

 

La beatitudine che si prova durante il canto del sole e il canto non è solo un alto naturale. Secondo William Henry, la beatitudine è creata da Christos ed è uno stato di estrema felicità e libertà dall’attaccamento, dalle reazioni condizionate e dalla paura. È la chiave necessaria per entrare nel Regno dei Cieli. Omraam Mikhael Aivanhov ha detto che solo coloro che sono felici e spensierati come i bambini possono entrare nel Regno dei Cieli.

 

Gli insegnamenti dei Catari rappresentavano una vera minaccia per la nascente Chiesa cattolica. A differenza dei Catari, la Chiesa di Roma chiaramente non ha prodotto una sostanza che ha dato alle persone un’esperienza di beatitudine divina. E se lo facesse, lo manterrebbe dalla gente. Ecco perché la Chiesa ha dovuto sterminarli.

 

Fortunatamente, oggi viviamo in un’epoca di libertà spirituale e chiunque può insegnare e apprendere la scienza della parola e delle tecniche di sungazing presentate dal sole yogi Hira Ratan Manek e altri. Sebbene la luce dei Catari fu spenta nel XIII secolo, all’inizio del XX secolo, gli insegnamenti dei Bogomili furono rianimati dal maestro Peter Deunov e dal suo principale discepolo, Omraam Mikhail Aivanhov.

 

I misteri del sole rivelati

 

Il 31 gennaio 1900 Mikhael Aivanhov nacque in una povera famiglia a Serbtzi, un piccolo villaggio della Macedonia. Durante la sua infanzia e adolescenza, fu ispirato leggendo il Vangelo di Giovanni, vite dei santi e libri sullo yoga, che lo portarono, all’età di quindici anni, a un’esperienza di illuminazione o samadhi.

 

Andò in riva al mare per guardare l’alba. Dopo aver meditato e cantato per un po ‘, sentì la presenza di un essere celeste. Improvvisamente bagnato da una nuvola di luce brillante, fu immerso in uno stato di estasi. Più tardi, ha commentato: “Era così bello che ero fuori di me. Vedere un tale essere, con tutti quei colori, tutta quella luce! Era quasi invisibile nella straordinaria luminosità che lo circondava. Mi sono trovato inondato di luce. Ero in uno stato di beatitudine, di estasi così immensa, così potente, che non sapevo più dove fossi. Era una gioia delirante; era il paradiso; era l’universo! Da allora ho sentito che se Dio non fosse tutto di bellezza non potrei credere in lui. È la bellezza che rimane nella mia mente come l’essenziale: né potere, né conoscenza, né ricchezza, né gloria. Solo bellezza! “

 

Sulla base delle proprie esperienze spirituali e della sua lettura di ciò che chiamò il “Libro della Natura”, scoprì i misteri del sole prima di essere insegnato loro da Peter Deunov. Mikhael e il suo maestro sarebbero andati insieme per meditare nella calma pre-alba e guardare il sorgere del sole. Deunov gli diede anche i metodi di base e gli esercizi di mantra, preghiera e canto sacro: i misteri della parola pronunciata.

 

Nel 1959, viaggiò in India, dove visitò numerosi ashram e incontrò diversi leader spirituali. Fu accolto da diversi rinomati saggi indù come un maestro esperto a tutti gli effetti. Un adepto lo salutò come un “rishi solare”. Un altro gli diede il suo nome spirituale, Omraam. Uno dei maestri che incontrò fu il bodhisattva immortale, Babaji, che nel 1992 e 1998 diede le sue benedizioni ad un altro maestro di yoga solare, Hira Ratan Manek.

 

L’insegnamento centrale di Omraam è il concetto di luce. Vide in luce la prima emanazione del Divino, mantenendo le qualità del Divino più di ogni altra manifestazione. Come ha insistito: “La luce è uno spirito vivente che viene dal sole e che stabilisce una relazione diretta con il nostro spirito”. Spiega come possiamo usare la luce per trasformarci e diventare radiosi come il sole. In The Splendour of Tiphareth, ha scritto, “Solo i raggi del sole sono in grado di sostituire tutto ciò che è impuro, logoro o oscuro dentro di te, e possono farlo solo se impari a riceverli. Se li accogliete con tutto il cuore, inizieranno il loro lavoro di sostituire il “vecchio” in voi, in modo da essere interamente rigenerati, rinnovati e rianimati; i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti e le tue azioni saranno tutti diversi. Solo i raggi del sole sono in grado di operare questa trasformazione dentro di te.”

 

Omraam amava parlare dello Spirito del sole. Sotto questo aspetto la sua filosofia coincideva con i secolari misteri del sole, che insegnavano che il vero sole non è la stella visibile nel cielo, ma il sole spirituale invisibile, la fonte di ogni vita, luce e amore.

 

Ha sottolineato che “Sul piano fisico, materiale, il sole è la porta, il collegamento e il mezzo grazie al quale possiamo entrare in contatto con il Signore … Attraverso il sole, lavoriamo con Dio stesso. Posso dire che certe cose che nessun umano può insegnarmi mi sono state rivelate dal sole. Nessun libro può darti quello che il sole ti dà se impari ad avere la giusta relazione con lui … Se vuoi creare un legame tra te [e il sole], devi guardarlo in ogni coscienza. Se lo fai ci sarà una comunicazione di vibrazioni tra il sole e te in cui forme e colori, un mondo completamente nuovo, nascerà … Il sole è un’intelligenza, una vita, una luce vivente. E quando lo capisci, all’improvviso inizia a parlarti … Prova a fargli una domanda e vedrai che ti risponderà.

 

“Omraam morì nel 1986, ma i suoi insegnamenti sui misteri del sole vivono in numerosi libri. Oltre 90 libri sono stati pubblicati in inglese, e ci sono abbastanza appunti dalle sue centinaia di conferenze per riempire altri 400 libri. Di questi libri, quelli che riguardano principalmente i misteri del sole sono Lo splendore di Tiphareth: Lo yoga del sole, Verso una civiltà solare e la luce è uno spirito vivente. La nuova biografia di Omraam Mikhael Aivanhov di Louise-Marie Frenette, La vita di un maestro in Occidente , è stata appena pubblicata in Nuova Zelanda dalla First Edition Press (per ordinare il numero +64 (04) 586-1973). Oggi, i suoi insegnamenti e i suoi riti sono praticati dalla Società IDEAL, dal Centro Hearts e da altre comunità spirituali in tutto il mondo.

 

L’articolo precedente è apparso per la prima volta in World Explorer 37 Vol. 5 n.

 

Questo articolo è stato pubblicato su New Dawn 113.

 

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