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La prospettiva della vita eterna

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In una scoperta storica, gli scienziati invertono il processo di invecchiamento: “Gli esseri umani potrebbero vivere per secoli”

by Ancient Code Team

“… Questo lavoro è il primo barlume che potremmo vivere per secoli…”

Gli scienziati si sono imbattuti in una sensazionale scoperta storica, poiché sono riusciti a INVERTIRE il processo di invecchiamento aprendo le porte agli esseri umani per vivere per SECOLI.

Sembra che la “vita eterna” possa essere appena diventata una possibilità reale dopo che gli esperti hanno scoperto un modo per invertire il processo di invecchiamento negli animali.

Per decenni, le persone si sono chieste come rimanere giovani per sempre e ora gli esperti sono riusciti a invertire il processo di invecchiamento nei topi e nelle cellule della pelle umana.

In effetti, il team di scienziati è così fiducioso della loro scoperta che stanno già affermando che l’uso del processo SAME negli esseri umani potrebbe permetterci di vivere PER SECOLI.

La sensazionale scoperta non si basa sulla genetica, ma piuttosto sulla teoria secondo cui il processo di invecchiamento è causato da fattori esterni come il fumo e l’inquinamento.

Abili manipolazioni cellulari hanno permesso di riportare i geni innescati nell’invecchiamento da fattori esterni a uno “stato embrionale”.

Dopo il successo dei test, i ricercatori vogliono trasferire la tecnica agli esseri umani, offrendo la prospettiva della vita eterna, o almeno aumentando notevolmente la durata della vita della nostra specie.

Gli scienziati del Salk Institute in California hanno fatto sì che le cellule del laboratorio sembrino e si comportino di nuovo giovani.

Gli esperimenti sui topi con una malattia dell’invecchiamento precoce hanno portato a numerosi miglioramenti, vedendo aumentare immediatamente la durata della vita fino al trenta percento.

Il professor Juan Carlos Izpisua Belmonte ha dichiarato: “Il nostro studio mostra che l’invecchiamento potrebbe non dover procedere in un’unica direzione.

“Ha plasticità e, con un’attenta modulazione, l’invecchiamento potrebbe essere invertito. “Molti di noi credono che l’invecchiamento sia un processo non plastico; non è qualcosa che possiamo manipolare, ma queste osservazioni indicano il contrario”. “Quello che stiamo facendo è ringiovanire una cellula.

“Quella cellula della pelle era in precedenza una cellula staminale, questo è un processo che chiamiamo riprogrammazione cellulare, il ringiovanimento di una cellula al suo stato originario”.

Il ricercatore associato, il dott. Alejandro Ocampo, ha aggiunto: “Ciò che noi e altri laboratori di cellule staminali abbiamo osservato è che quando si induce la riprogrammazione cellulare, le cellule sembrano più giovani. La domanda successiva era se potessimo indurre questo processo di ringiovanimento in un essere umano vivo”.

Il genetista e ricercatore anti-invecchiamento dell’Università di Harvard David Sinclair, che non è stato coinvolto nello studio, ha dichiarato: “Questo lavoro è il primo barlume che potremmo vivere per secoli. Il mio laboratorio ha molte prove che il motore principale di ciò che chiamiamo i segni distintivi dell’invecchiamento è il cambiamento epigenetico”.

Il dottor Ocampo ha inoltre spiegato che lo studio Salk è stato condotto su topi di mezza età, ma che potrebbero riprogrammare l’epigenetica, il che teoricamente significherebbe che potrebbe funzionare sulle persone, il che significa che anche le cellule dei centenari umani potrebbero alla fine essere ringiovanite, ripristinando la loro salute e forma fisica. livelli giovanili.

“In altri studi, gli scienziati hanno riprogrammato completamente le cellule fino a riportarle a uno stato simile alle cellule staminali”, afferma il co-primo autore Pradeep Reddy, anche lui ricercatore associato di Salk.

“Ma mostriamo, per la prima volta, che esprimendo questi fattori per un breve periodo è possibile mantenere l’identità della cellula invertendo i segni distintivi associati all’età”.

Il professor Belmonte ha concluso: “Ovviamente, i topi non sono umani e sappiamo che sarà molto più complesso ringiovanire una persona”, afferma Izpisua Belmonte. “Ma questo studio mostra che l’invecchiamento è un processo molto dinamico e plastico, e quindi sarà più suscettibile di interventi terapeutici di quanto pensassimo in precedenza”.

Lo studio è stato pubblicato sul Journal Cell.

Riferimento:

Tornare indietro nel tempo: gli scienziati del Salk invertono i segni dell’invecchiamento

FONTE

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L’oro monoatomico e il Dio della steppa

1 commento

 

 

Mauro biglino risponde … Rapporti degli elohim con altre razze, l’oro atomico e il Dio della steppa

 

di Mauro Biglino  

 

Rapporti degli elohim con altre razze e il popolo del Traci 

 

Qual è il Suo parere in merito alla relazione tra gli Elohim e altre entità o divinità, già esistenti in altre tradizioni, come ad esempio nell’induismo, zoroastrismo, culti sumeri e dell’antico Egitto? Potrebbe trattarsi delle stesse figure divulgate nell’ambito di tradizioni diverse, oppure si tratterebbe di differenti dinastie o stirpi celesti?

 

Visitando la valle bosniaca delle piramidi, è possibile riscontrare una notevole attinenza tra la Sua ricerca e quella del dottor Sam Osmanagich. Pensa che possa essere verosimile una presenza, in epoche passate, di queste entità nella penisola balcanica? Qualche riferimento al popolo dei Traci, del quale abbiamo una conoscenza piuttosto mitologica?

 

Per quanto riguarda i rapporti tra gli Elohim e le altre razze, dobbiamo ovviamente fare riferimenti a testi che non siano la Bibbia. Questo perché la Bibbia ci parla esclusivamente degli Elohim, anzi di un Elohim in particolare, YHWH, e della storia del popolo di Israele. 

 

Se invece prendiamo ad esempio le tradizioni orientali, nella fattispecie dell’India, siamo in presenza di diverse “razze” di cosiddette divinità, i Deva, che erano inoltre in contrasto tra di loro. Se è vero ciò che dicono i Veda, ovvero che l’universo è popolato da 400.000 specie di umanoidi, in molte sono giunte qui sulla Terra. La Terra in sé è un pianeta dalle caratteristiche particolari, e c’è dunque ragione di credere che sia stata visitata da diverse entità appartenenti a “razze diverse”. 

 

Per quanto riguarda le piramidi di Bosnia, io ritengo assolutamente possibile che possano essere legate ad alcune di queste entità… Di fatto questi umanoidi sono stati presenti in tutto il pianeta. Pensiamo ai nativi del Nord America, che parlano tranquillamente di luoghi di contatto con questi individui. La ricerca di Sam Osmanagich è assolutamente legittima; e il fatto che quelle piramidi siano state datate, se non sbaglio, intorno a 30.000 anni fa è decisamente plausibile. Se questi “signori” visitano la terra, la visitano da alcuni milioni di anni. 

 

Per quanto riguarda il popolo dei Traci, è interessante notare come vivessero a ridosso dei Carpazi. Io sono stato in Romania, a visitare (ovviamente solo dall’esterno, purtroppo) i Monti Bucegi, all’interno dei quali si trovano gallerie lunghissime che sono state percorse dai romani. 

 

Il console onorario italiano mi disse, all’epoca della mia visita, che il re dei Traci andava in quelle specifiche gallerie a prendere ordini dal suo capo. Chi poteva essere il capo del re, del sommo comandante dei traci, se non qualcuno ancora più al di sopra di lui? È una vicenda molto curiosa. Adesso lì tutto appare chiuso. Il governo rumeno aveva deciso di divulgare ciò che c’era all’interno: sono intervenuti NATO, CIA, FBI ecc. e hanno messo sotto controllo la zona, per cui nessuno può più entrarci, nessuno può più controllare e nessuno ne può più, di fatto, parlare. Lì, sicuramente, c’è un’altra parte della nostra storia che speriamo ci verrà raccontata, prima o poi. 

 

Il bene e il male dipendono da Yahweh

 

Che interpretazione dà al versetto Isaia 45,7: “Il male dell’umanità potrebbe provenire dal fatto che discendiamo da questo ‘dio della steppa’”? 

 

In quel versetto, secondo me, Isaia dice chiaramente che l’origine di tutto ciò che c’è di bene e di tutto ciò che c’è di male sulla Terra sta negli Elohim, nella fattispecie YHWH. Dobbiamo tenere presente questo: quando la Bibbia parla di “bene” e di “male” intesi come concetti etici e filosofici, così come li intendiamo noi, ma in senso materiale: vivere bene, liberi dalla sofferenza, o vivere male, nell’indigenza della povertà. È un versetto molto concreto, che a mio parere non richiede interpretazione.

 

L’oro monoatomico e gli elohim

 

È possibile avere notizie recenti sugli studi riguardanti l’oro che gli Elohim chiedevano di estrarre come elemento per prolungare la vita? 

 

Per quanto riguarda l’oro, gli studi più recenti sono quelli che sta conducendo la medicina circa le funzioni che l’oro monoatomico ha all’interno delle cellule umane, funzioni molto importanti. In questo momento, soprattutto, viene utilizzato come stabilizzatore di certi farmaci, o come strumento che serve a indirizzare certi farmaci in modo mirato sulle cellule malate o su quella parte delle cellule che dev’essere curata. 

 

La cosa interessante dell’oro monoatomico è appunto questa capacità di funzionare all’interno della biologia in maniera importante, il che potrebbe spiegare il collegamento tra il bisogno – il desiderio – che questi signori avevano di cercare l’oro, ovviamente per utilizzarlo, e la loro lunga vita. Può darsi che l’oro monoatomico influisca sui telomeri, le code dei cromosomi, che con l’andare degli anni si spezzano, innescando l’invecchiamento delle cellule. 

 

Una seconda funzione dell’oro monoatomico pare essere relativa all’antigravità: l’oro non solo perde peso in se stesso, ma pare che faccia perdere parte del peso anche al contenitore che lo racchiude. Questo spiega, tra l’altro, l’esistenza di un tempio dedicato alla dea Hathor nel Sinai, dove si lavorava l’oro, e dove è stata trovata una grande quantità di polvere bianca – ma niente oro. Questa polvere bianca era anche detta “pane bianco”, ed era utilizzata come alimento per gli dei e per i faraoni. 

 

In un prossimo futuro, le ragioni che questi signori avevano per cercare l’oro potrebbero diventare molto importanti anche per noi.

 

Mauro Biglino 

Fonte: https://unoeditori.com/ 

 

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