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I Parfait Catari

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I Catari e la reincarnazione – le strane rivelazioni di Arthur Guirdham

 

 di Richard Smoley New Dawn 145
Luglio – Agosto 2014 dal Sito Web NewDawnMagazine
traduzione di Claudiordali  Versione originale in inglese Versione in spagnolo

I Catari restano ancora un enigma.

Pur avendo formato una setta austera che rifiutava il mondo, furono tuttavia associati alla notevole rinascita culturale nella Francia meridionale del dodicesimo e inizi tredicesimo secolo.

Erano amati nelle regioni che li sostenevano e furono conosciuti popolarmente come i bonshommes, gli “uomini buoni”.

Etichettato dai Cattolici come “la grande eresia”, il Catarismo fu un rivale così formidabile che la chiesa creò l’Inquisizione per distruggerlo.

Arthur Guirdham ci racconta la sua storia nel libro  The Cathars and Reincarnation 

 

Chi erano i Catari e da dove venivano? Il nome deriva dal greco katharós, che significa “puro” o “pulito”.

Le loro origini sono oscure, ma pare che avessero dei legami con le sette che si estesero, almeno fino ai tempi di Cristo, con nomi esotici come i:

 

  • Bogomili

  • Pauliciani

  • Messaliani

  • e i più famosi, i Manichei

 

Non posso delineare questa storia ora (ho cercato di farlo nel mio libro Forbidden Faith – The Secret History of Gnosticism), ma probabilmente è giusto dire che ci fu una sorta di collegamento continuo che collegò tutti questi gruppi che vissero lungo il primo millennio dell’Era Volgare.

La principale caratteristica condivisa da tutte queste sette fu il dualismo.

Questa parola ha molti significati. In questo caso descrive la fede in un cosmo costituito da due forze opposte e più o meno equipotenti:

 

il bene e il male, la luce e le tenebre.

Questa polarità è cosmica:

è iniziata con l’universo e finirà solamente con la fine dell’universo.

Il nostro mondo, il mondo della materia, è una creazione delle forze oscure; qui, la luce è imprigionata e aliena.

Notate come si differenzia dal Cristianesimo convenzionale, il quale insegna che il mondo, incluso il mondo della materia, è fondamentalmente buono. Il male deriva dalla Caduta dell’uomo nel giardino dell’Eden, a causa di quel vecchio serpente, il Diavolo.

Un vecchio assioma cattolico dice natura vulnerata, non deleta – “la natura è stata ferita ma non distrutta” dalla Caduta.

Tuttavia, le differenze non sono così chiare come possono sembrare. Il Cristianesimo tradizionale, quello che praticamente comprende tutte le chiese che si definiscono cattoliche, ortodosse e protestanti, ha un proprio pessimismo e rifiuto del mondo.

Un esempio palese è l’odio patologico per il corpo, che il Cristianesimo ha mostrato sin dai suoi primi giorni.

Il Cristianesimo convenzionale non insegna che il mondo è cattivo, ma spesso agisce come se lo fosse. Sebbene affermi che il potere ultimo è buono, descrive il diavolo e i suoi scagnozzi come delle creature molto potenti.

Alcuni studiosi dicono addirittura che il Cristianesimo è semidualista.

Inoltre,

  • Se il Cristianesimo cattolico e la sua progenie insegnano che questo mondo è fondamentalmente buono, perché molto spesso ci gettano sopra ombre di paura, oscurità e barbarie?

  • E se i Catari erano così tetri e rifiutavano il mondo, perché la cultura che influenzarono maggiormente, vale a dire la Linguadoca del dodicesimo e tredicesimo secolo, fu la società più prospera, aperta, tollerante e colta dell’Europa medievale?
  • Che cosa avevano a che fare i Catari con questa efflorescenza?

Potreste leggere molto sull’argomento ed essere ancora incerti sulla risposta.

I libri accademici, per quanto seri ed esaustivi, non ci offrono un solo vero indizio su questo enigma; gli stessi autori spesso ne rimangono sconcertati.

  

 Arthur Guirdham (1905-92)

I ricordi di vita passata di uno psichiatra

L’immagine più vivida e plausibile dei Catari ci proviene da una fonte estremamente strana:

 

i ricordi di vita passata assemblati da uno psichiatra britannico del XX secolo.

 

Arthur Guirdham (1905-92) nacque nella Cumbria, in Inghilterra, ed era figlio di un operaio siderurgico.

Sacrificando quella delle sue sorelle, i suoi genitori furono in grado di dargli un’educazione abbastanza decente da poter frequentare l’Università di Oxford. Alla fine si specializzò come psichiatra.

Stava esercitando questa pratica, quando nel 1962 incontrò una paziente che chiamò la signora Smith.

Le sue prime parole che le disse (che in seguitò ricordò con enorme sorpresa) furono,

“Vi ho già vista prima?”

La signora Smith, una donna altrimenti normale che aveva appena trent’anni, andò da lui per parlargli di un sogno ricorrente che l’aveva turbata:

“Un uomo entrava nella sua stanza dal lato destro. Lei era distesa sul pavimento. Il suo avvicinarsi la terrorizzava.”

Anche se di per sé,

“il sogno non era di alcun interesse particolare”, toccò un tasto dolente di Guirdham.

Aveva avuto un simile incubo ricorrente in cui,

“un uomo alto si avvicinava al posto in cui stava dormendo. Si metteva dietro alla sua sinistra. A volte si chinava sopra di lui. Il terrore lo irrigidiva e gli toglieva le parole.”

Anche se non riusciva a ricordare esattamente quando i suoi incubi iniziarono, era certo di quando finirono:

fu all’incirca nel periodo in cui incontrò la signora Smith.

Inoltre, come apprese in seguito, si interruppero anche i sogni di lei.

“È significativo?” scrisse. “Di per sé no, ma … sento che il mio visitatore notturno era lo stesso uomo che disturbava i sogni della signora Smith.”

Durante l’anno seguente continuarono a verificarsi delle curiose coincidenze e sincronicità che collegavano Guirdham e la signora Smith ai Catari.

Poi, in una sessione del dicembre 1964, la signora Smith fece notare che,

“l’amore era una forza immensamente creativa e attraverso essa l’umanità si sarebbe unita insieme.”

Attribuì questa affermazione allo stesso Guirdham, anche se questi fu sicuro di non aver mai detto nulla del genere. 

 

Un membro del circolo del Dr. Guirdham fece questo disegno quando aveva sette anni. Si dice che raffiguri due inquisitori uccisi dai Catari, oppure il tentativo di un bambino inglese di scrivere “Avignonnet” (il luogo in cui i Catari furono massacrati) nella sua lingua

Dopodiché, la signora Smith rivelò un fatto sorprendente.

Da ragazza scrisse un romanzo, che in seguito distrusse, sulla vita in una comunità femminile medievale e su un uomo di nome Roger che lei amava.

Due mesi dopo, nel febbraio del 1965, la signora Smith disse a Guirdham qualcosa di ancora più sbalorditivo:

che fu lui stesso, in una vita passata, ad essere Roger, l’uomo che lei amava.

“Venivamo da una famiglia molto povera, ma tu eri nobile di nascita.

Poi mi sono innamorata di te e mio padre mi disse che non dovevo vederti più perché non eri della nostra classe e, cosa più importante per lui, non eri della nostra fede.

Mi sono rifiutata di separarmi da te e alla fine sono stata scomunicata. Sono venuta a vivere con te, ma non eravamo sposati.

Mi dicesti che se dovesse succedere qualcosa avrei dovuto andare da Fabrissa.”

Ma non era sicura che si trattasse di una persona o di un luogo.

 

Subito dopo le rivelazioni della signora Smith riguardo la sua vita passata come Catara, altre donne iniziarono a farsi avanti con flashback e dettagli simili, portando il dottor Arthur Guirdham a credere che stava assistendo a un evento incredibile: una reincarnazione di massa. La foto sopra del dottor Guirdham mostra alcune anime incarnate di quel gruppo; è stata scattata a Montségur, in Francia, negli anni ’70.

 

Cominciò così una strana serie di rivelazioni, sogni e incontri associati a importanti ricerche storiche sulla saga dei Catari.

Venne fuori che una certa Fabrissa de Mazerolles fu una famosa protettrice di eretici (ossia Catari) nella Linguadoca di inizi tredicesimo secolo.

Divenne chiara anche l’identità dell’uomo nei sogni di Guirdham e della signora Smith:

si trattava di Pierre de Mazerolles, il nipote di Fabrissa.

Sebbene la signora Smith e la sua precedente incarnazione (una certa Peirone o Puerilia), fossero spaventate dal ricordo di Pierre, lui non aveva intenzione di far loro del male. Era venuto ad annunciare allegramente che aveva commesso un omicidio.

Quel crimine, che ebbe luogo ad Avignonnet nel 1242, è ben documentato. Si trattava di due inquisitori che erano stati inviati da Roma per scacciare i Catari. Questo non segnò l’inizio della grande persecuzione lanciata dal papato (che iniziò nel 1209).

Tuttavia provocò una rappresaglia che terminò con l’assedio di Montségur del 1244, l’episodio più famoso dell’epopea catara, che terminò con duecento parfait bruciati vivi e che segnò l’inizio della fine del Catarismo come movimento.

(Tra l’altro, Pierre de Mazerolles non era un Cataro, ma era motivato dall’avidità e dalla pura gioia per l’omicidio).

La storia di Guirdham, raccontata nel suo libro The Cathars and Reincarnation, continua con molte ramificazioni. Il racconto non scorre bene. La sua narrazione oscilla tra le rivelazioni della signora Smith, le sue esperienze personali, gli eventi storici reali, la storia d’amore di Roger e Peirone e gli insegnamenti del Catarismo.

Vengono introdotti molti altri personaggi, molti dei quali possono essere identificati dai documenti storici, ma che tuttavia iniziano a fondersi nella narrazione.

Dei due personaggi principali apprendiamo che Roger fu imprigionato e morì, probabilmente di tubercolosi, mentre era in attesa dell’interrogatorio da parte dell’Inquisizione.

Peirone subì un destino più drammatico; uno dei passaggi più memorabili del libro di Guirdham ci offre il suo ricordo in prima persona mentre veniva bruciata sul rogo:

Il dolore era esasperante.

Si dovrebbe pregare Dio mentre si sta morendo, se uno riesce a pregare quando è in agonia … Non pregai Dio. Pensavo a Roger e quanto lo amavo teneramente. Il dolore di quelle fiamme malvagie non fu nemmeno la metà di ciò che provai quando sentii che era morto.

Improvvisamente fui felice di morire. Non sapevo che mentre si brucia si continua a sanguinare. Pensavo che il sangue si sarebbe asciugato con il caldo terribile.

Eppure stavo sanguinando pesantemente. Il sangue gocciolava e sibilava tra le fiamme.

Avrei voluto avere abbastanza sangue da spegnere le fiamme. La parte peggiore erano i miei occhi. Odio il pensiero di diventare cieca… Ho provato a chiudere le palpebre ma non ci sono riuscita.

Devono essersi bruciate, e ora quelle fiamme mi avrebbero strappato gli occhi con le loro grinfie malvagie.

Per quanto avvincente sia, potrebbe nascere da un’immaginazione iperattiva?

La risposta sta nella veridicità storica di molti dettagli presenti in questa storia bizzarra. La signora Smith conosceva molte cose che non avrebbe potuto sapere dalla sua

educazione convenzionale; infatti, alcune di queste non furono scoperte se non dopo le sue esperienze.

Immaginazione Attiva o Veri Ricordi

Un esempio è il colore indossato dai parfait (“i perfetti”).

I parfait erano l’élite, i pochi ad aver ricevuto l’iniziazione conosciuta come Consolamentum e che facevano più o meno le veci del clero. La maggior parte dei libri dice che indossavano sempre delle vesti nere.

Tuttavia, la signora Smith si ricorda che quella di Roger era blu scuro …

Fu solo diversi anni dopo queste rivelazioni, che Guirdham trovò una dichiarazione su La Vie Quotidienne dei Cathares du Languedoc au XIIIeme siècle (“La Vita Quotidiana dei Catari nella Linguadoca del Trecento”) del noto studioso René Nelli, in cui si dice che anche se i parfait inizialmente vestivano di nero, spesso passavano al blu scuro come travestimento durante le persecuzioni.

Dato che i ricordi della signora Smith si riferivano ai giorni della persecuzione, la cosa aveva senso. Questo dettaglio non apparve sulla stampa quando fece i suoi sogni.

Nelli, che fu consultato da Guirdham, rimase talmente colpito dall’accuratezza dei ricordi, da dirgli che in caso di dubbio su qualche dettaglio, avrebbe dovuto fidarsi della paziente.

I ricordi erano notevoli. Come molte persone dell’epoca, Peirone / la signora Smith aveva una facilità nel ricordare canzoni e versi che era molto più sviluppata di quella

delle persone di oggi. Scrisse alcune canzoni che si ricordò di averle ascoltate quando le cantava Roger.

Le trascrisse durante l’adolescenza. Inoltre, alcuni dei suoi versi assomigliano fortemente a quelli delle antologie della poesia francese medievale.

Conosceva solo un po’ di francese per averlo studiato a scuola, ma non conosceva la linguadoca (il dialetto romanzo parlato in quella regione) e il francese medievale.

Tuttavia, per esempio, nei suoi versi usa la parola foliete per “fogliame”. L’equivalente in francese, che imparò a scuola, è verdure, mentre la parola in provenzale, una lingua vicina a quella della Linguadoca, è folhet.

Dietro a tutto questo c’è un insieme di dettagli che riporta vividamente in vita un’epoca perduta.

Riguardo la casa di Peirone, lei ricorda,

“Era poco più di un tugurio. Una stanza sola e basta … Sono sicura che non c’era un piano rialzato. Gli unici mobili erano una panca rozza e un tavolo.

Dentro c’era buio quasi come fuori, perché la piccola finestra non aveva il vetro ed era coperta da una rozza persiana di legno per non far entrare la pioggia.”

Lei e la sua famiglia dormivano sul pavimento e dentro i loro vestiti.

Ci dava spesso dei dettagli sulla vita medievale, di cui la signora Smith non sapeva nulla, come l’abitudine di bere il vino diluito.

Oltre un certo punto, è inutile discutere se questi siano i ricordi autentici di una vita passata o meno. La nostra epoca ha dimenticato che lo scetticismo non è di per sé un segno di intelligenza.

E’ più interessante vedere cosa possiamo imparare da questi racconti e come si possano integrare alle fonti convenzionali sul Catarismo.

I Catari – Nuovi Rivelazioni

Cominciamo con una domanda già fatta:

se i Catari furono una setta tanto austera, come riuscirono a prosperare nell’atmosfera libera, aperta e gioiosa della Linguadoca di quel periodo?

La risposta di Guirdham è chiara e ragionevole.

I parfait Catari erano estremamente severi con se stessi:

indossavano le vesti come i monaci, non mangiavano carne, erano celibi e digiunavano spesso.

Quei requisiti erano validi solo per i parfait.

A differenza dei preti cattolici dell’epoca, i parfait vivevano davvero rispettando i loro voti; fu così che si guadagnarono l’affetto della gente e il soprannome di bonshommes.

Tuttavia, i credenti normali, les croyants, non avevano obblighi simili. I loro doveri erano minimi.

Neppure il Catarismo fu così cupo e contrario al mondo come venne dipinto. I Catari, ed è vero, credevano nelle forze covalenti del bene e del male che esistevano fin dall’inizio e sarebbero durate fino alla fine dell’universo.

Credevano anche che il mondo della materia fosse fondamentalmente malvagio (convinzione abbastanza facile da realizzare). Ma a differenza dei Cattolici, non si aggrappavano alla triste e improbabile dottrina della dannazione eterna.

Guirdham scrisse:

Nel Medioevo le persone erano dominate dalla paura dell’Inferno.

In un certo senso, il Catarismo dissipò questa paura. Se il mondo veniva considerato come creato da, o sotto il dominio di Satana, ne seguiva il diritto di considerare questa vita come un inferno.

Considerando che in qualche modo la cosa fosse stata superata e che c’erano molte ricompense sotto il sole della Linguadoca e del Midi, l’idea che il mondo fosse l’Inferno era davvero ottimista.

Se questo mondo fosse stato il peggiore inferno che uno doveva sopportare, persino al suo livello più basso sarebbe stato largamente preferibile alla dannazione perpetua dei Cristiani ortodossi di quell’epoca.

Questa visione aiuta a spiegare in che modo, i tanto cupi Catari, furono in grado di prosperare e far fiorire la civiltà vivace e allegra della Linguadoca.

Il mondo è malvagio, per cui non è necessario prenderlo troppo sul serio, e certamente non ha senso rendere le cose peggiori di quello che già sono.

Un altro dettaglio getta la luce sull’impatto culturale dei Catari:

davano poca importanza al matrimonio.

Non esisteva una cerimonia matrimoniale catara, per cui molte coppie catare vivevano in quello che i Cattolici chiamavano “peccato”.

Appare chiaro, dalle prove della signora Smith, che anche Roger e Peirone non fossero sposati.

 L’Amor Cortese

Questo punto spiega un altro fatto strano circa l’ambiente cataro:

fu quando nacque la curiosa tradizione dell’amor cortese.

(In realtà questo avvenne nell’undicesimo e nel dodicesimo secolo, prima del periodo della persecuzione di cui abbiamo già discusso, ovvero il tredicesimo secolo).

L’amor cortese, una specie di amore intenso e distante che di solito non veniva consumato, era l’inverso del matrimonio: veniva spesso praticato da un uomo e una donna di divergenti classi sociali, non aveva lo scopo di mettere al mondo dei figli ed era, almeno in apparenza, casto.

L’amor cortese veniva anche associato alla poesia dei trovatori, che aveva anch’essa radici catare.

Guirdham menziona la tradizione secondo cui i trovatori indossavano una rosa quando cantavano canzoni con temi esoterici; quando non la indossavano, le canzoni parlavano di amore ordinario.

Denis de Rougemont, nel suo libro influente Love in the Western World, sostiene che i trovatori inventarono quello che oggi chiamiamo amore romantico.

Questa opinione è dura da sostenere. La poesia lirica greca e quella elegiaca romana mostrano persone innamorate tanto quanto lo sono oggi.

Tuttavia, in questo contesto de Rougemont potrebbe avere ragione:

i trovatori, assieme all’amor cortese che celebravano, furono i primi (almeno dai tempi di Platone) a collegare l’amore umano con quello divino.

L’indifferenza dei Catari per il matrimonio ricorda l’atteggiamento di un’altra religione che rifiuta il mondo.

I Buddisti non hanno una cerimonia di matrimonio vera e propria. I monaci non sposano la coppia; i componenti della coppia si sposano tra loro; magari il monaco benedice la cerimonia, ma non la esegue.

Questo fatto singolare potrebbe insegnare qualcosa sulle religioni contrarie al mondo e sul loro destino, in particolare in Occidente.

La religione, il cui nome ha origine nelle radici latine che stanno a significare “legare di nuovo” o “collegare”, svolge più di un solo ruolo nella società. Cerca di connettere l’uomo con Dio, ma ha anche una funzione sociale.

La religione tiene insieme la società; almeno è così che funzionava in passato.

Tuttavia, qualora la religione svolga questa mansione, dovrebbe ascoltare seriamente le preoccupazioni della società. Una religione che considera il mondo come qualcosa di

finito e piuttosto insignificante, probabilmente non è entusiasta di assumesi il ruolo di garante dell’ordine sociale.

Questo atteggiamento può aiutare a spiegare perché i movimenti dualistici come i Catari ei Manichei non hanno mai stabilito un dominio duraturo nelle società e nelle nazioni.

È vero che il Buddismo, che in qualche modo rifiuta il mondo, è riuscito a costituirsi, ma è sorprendente che un certo numero di nazioni buddiste abbiano continuato ad usare le tradizioni native,

  • lo Shintoismo in Giappone
  • il Confucianesimo e il Taoismo in Cina,

…per continuare a colmare alcune funzioni sociali. 

Il Bodywork, la Guarigione con le Erbe e l’Aura delle Piante

Guirdham ha molto altro da dire sui Catari e il loro contesto; informazioni che provengono sia dalla signora Smith che da una donna che lui chiama miss Mills, la quale aveva dei ricordi simili di vite passate.

Ma a questo punto potremmo rivolgerci a un’altra dimensione del ritratto di Guirdham:

il suo contatto con le entità disincarnate, che nelle loro ultime vite sulla Terra furono degli adepti catari, includeva il famoso e onorato vescovo cataro Guilhabert de Castres(c.1165-1240).

Questi insegnamenti, assemblati nella sezione finale del libro di Guirdham The Great Heresy, trattano argomenti tipo:

A prima vista, queste cose non sembrano far parte del Catarismo.

D’altro canto, non contraddicono nemmeno ciò che sappiamo sui Catari. A loro modo, come il resto del lavoro di Guirdham, servono a riempire l’argomento.

Come abbiamo visto, i parfait catari erano una sorta di sacerdoti; amministravano il Consolamentum (l’unico sacramento che riconoscevano), insegnavano la dottrina e conducevano i servizi.

Tuttavia, praticavano un’altra funzione importante:

erano dei guaritori.

Guirdham sottolinea che uno dei comandamenti originali detti da Cristo ai suoi seguaci fu quello di guarire gli ammalati.

I parfait lo eseguivano usando una serie di tecniche, tra cui quella che oggi chiameremmo bodywork; inoltre, somministravano le erbe e le tinture medicinali. Guirdham parla anche dell’uso dei gioielli nel campo della guarigione, sebbene riconosca che non sono così utili a questo scopo come lo furono nelle epoche passate, quando le persone erano più sensibili psicologicamente.

Guilhabert raccontò a Guirdham anche un sacco di cose sulle piante.

Le piante hanno l’aura come gli esseri umani; nei casi in cui si scopre che una certa pianta, tipo un albero, emette una sorta di qualità curativa, ciò avviene attraverso la sua aura. Lo stesso Guirdham ricordò il caso di un vecchio minatore che era soggetto ad attacchi periodici di depressione.

Quando gli capitava andava a sedersi sotto un particolare albero lungo la strada, dopodiché si sentiva meglio.

Tuttavia, anche le piante possono avere delle proprietà negative; alcune prosperano su vibrazioni malefiche, compresi i funghi e le muffe che prosperano nelle umide cantine sotterranee.

Guilhabert fa notare con fermezza che il male può inserirsi nella natura, citando come esempio le lugubri tinte all’anilina di alcune varietà di rose recentemente sviluppate.

Secondo Guilhabert:

“i colori cupi coltivati nelle rose sono stati una stravagante sfida per rafforzare la loro attrattiva nell’uomo.”

Alcune di queste osservazioni ricordano le idee del visionario austriaco Rudolf Steiner, che parlava anch’egli dei corpi eterici e delle aure delle piante. Questa potrebbe non essere una totale coincidenza.

Steiner rivendicò il retaggio della fratellanza Rosacrociana del diciassettesimo secolo, e Guirdham insinua che i Rosa-Croce possano essere stati i discendenti spirituali dei Catari.

Fece questa osservazione:

“È normale che il movimento Rosacrociano nacque in Germania presso una famiglia in cui il precettore fu un monaco di Narbonne [in Linguadoca]”.

Esiste una discendenza catara segreta?

I Catari sopravvissero in un’altra forma, dopo essere definitivamente scomparsi dalla storia agli inizi del quattordicesimo secolo?

La cultura convenzionale dice di no, ma potrebbero esserci alcune prove di Catari sopravvissuti sottoterra.

In un libro persuasivo intitolato The Secret Heresy of Hieronymus Bosch, l’autrice Lynda Harris suggerisce che il grande pittore e precursore del surrealismo olandese potrebbe essere stato segretamente un Cataro, duecento anni dopo la presunta morte del credo.

L’argomentazione della Harris è troppo intricata per esporla ora, ma il fatto che la casa ancestrale di Bosch fu la città di Aquisgrana, un ex centro cataro, e che molte delle sue bizzarre immagini avessero delle implicazioni curiosamente eterodosse, suggerisce che i Catari potrebbero non essere completamente morti come desiderarono gli Inquisitori.

La questione continua a presentarsi nelle menti di coloro che pensano a questi argomenti.

Queste fedi perdute e quasi dimenticate come i Catari, i Manichei, gli Gnostici,

  • Sono davvero morte completamente?

  • Sopravvissero segretamente sotto altri nomi e furono tramandate attraverso discendenze di iniziazioni segrete e irrintracciabili?
  • Oppure, riflettono qualcosa che emerge continuamente dalle profondità dell’esperienza umana?

Guirdham insinua la stessa cosa, scrivendo:

“Magari sarebbe meglio considerare il dualismo come analogo a un impulso represso. Scompare dalla memoria ma continua ad esercitare la sua influenza in diverse direzioni, stando al di sotto del livello conscio.”

Magari però, i suoi libri suggeriscono anche un’altra risposta:

le religioni possono svanire, ma i loro fedeli no, per cui quando, nei secoli successivi, ritornano in altri corpi, potrebbero tornare anche gli insegnamenti e le verità di quelle fedi antiche…

Fonti

  • Arthur Guirdham, The Cathars and Reincarnation, C.W. Daniel, 1990 [1970]

  • Arthur Guirdham, The Great Heresy: The History and Beliefs of the Cathars, C.W. Daniel, 1990 [1977]
  • Arthur Guirdham, We Are One Another, C.W. Daniel, 1991 [1974]
  • Lynda Harris, The Secret Heresy of Hieronymus Bosch, Floris, 1995
  • Denis de Rougemont, Love in the Western World, Translated by Montgomery Belgion, Rev ed. Princeton University Press, 1983

 Fonte Articolo: https://www.bibliotecapleyades.net/

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I misteriosi Segreti del Sole rivelati

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Dal 1209 al 1249 uno dei peggiori genocidi della storia fu condotto contro i Catari, una setta eretica nel sud della Francia. Papa Innocenzo III, promettendo oro e indulgenze (la remissione delle pene dovute per i peccati) in cambio del sangue dei Catari, mandò in Francia 30.000 crociati per massacrare i Catari e i loro sostenitori.

 

I Catari furono cacciati, torturati, bruciati sul rogo e selvaggiamente uccisi dagli assassini assunti dalla Chiesa. Le stime indicano il numero totale di catari e simpatizzanti assassinati tra 300.000 e 1.000.000 di uomini, donne e bambini. Durante questo bagno di sangue è stato osservato un fenomeno sorprendente. I Catari non esprimevano paura, rabbia o dolore, ma solo beatitudine, nonostante le atrocità più orribili commesse contro di loro. Cosa stavano facendo?

 

Secondo William Henry in Maria Maddalena: The Illuminator, era una sostanza psicoattiva prodotta dal cervello – i Catari avevano appreso le tecniche necessarie per produrlo dagli insegnamenti segreti di Gesù. Fu chiamato Christos (olio per l’unzione) dagli Esseni, che trasmisero i loro segreti a Gesù da Mosè, che li aveva ottenuti in Egitto dai discendenti dei sacerdoti Atoniti banditi di Akhenaton.

 

Questi insegnamenti implicano il potere del sole e il potere della parola pronunciata e costituiscono ciò che io chiamo “i misteri del sole”. Erano parte dei misteri egiziani, babilonesi e greci, e gli insegnamenti gnostici dei primi cristiani e dei segreti società. Sono stati dati ad ogni cultura da grandi adepti come mezzo per illuminare le menti delle persone e liberarle dall’oscurità dell’ignoranza e della superstizione.

 

In questo articolo, esaminerò brevemente la vita e gli insegnamenti dei fondatori di varie scuole misteriche nel Medio Oriente e nel Mediterraneo dal faraone Thutmose III a Omraam Mikhail Aivanhov. C’erano altre scuole di mistero in India, Cina, Perù e altrove, ma quelle che ho scelto rappresentano una continuità che ha attraversato millenni e ha formato le radici spirituali dell’eredità giudaico-cristiana.

 

La storia dei misteri del sole è antica quanto l’umanità e nuova come l’ultima scoperta scientifica. Nel 1882, Ignatius Donnelly pubblicò Atlantis: The Antediluvian World. In questo libro, ha sostenuto in modo convincente che Atlantide aveva stabilito colonie in Perù, Egitto e altrove e che le mitologie e i misteri di questi popoli rappresentavano la religione originale degli Atlantidei, che era una forma di culto del sole.

 

Scrisse: “La religione degli Atlantidei, come ci dice Platone, era pura e semplice; non facevano regolarmente sacrifici, ma frutta e fiori; adoravano il sole. In Perù era adorata un’unica divinità, e il sole, la sua opera più gloriosa, fu onorato come suo rappresentante. Quetzalcoatl, il fondatore degli Aztechi, condannò ogni sacrificio ma quello di frutti e fiori. [Possiamo vedere fino a che punto la religione azteca degenerò nel corso dei secoli fino al punto più basso del sacrificio umano al tempo della Conquista.] Anche la prima religione egiziana era pura e semplice; i suoi sacrifici erano frutti e fiori; i templi furono eretti al sole, Ra, in tutto l’Egitto. In Perù la grande festa del sole si chiamava Ra-mi. “

 

Tra l’Egitto pre-dinastico e la diciottesima dinastia, la “pura e semplice” religione solare dell’Egitto divenne molto corrotta e complicata. C’erano diversi dei del sole e una miriade di dei minori. Il sacerdozio era ricco e potente e la gente dipendeva da loro per gli amuleti magici, pregando gli dei per loro e dando loro un adeguato ed elaborato invio nell’aldilà. Frutta e fiori non offrivano più sacrifici; gli animali hanno preso il loro posto.

 

Entra nel faraone Thutmose III. Figlio più giovane di Amenhotep I, dovette il suo governo all’intervento del sacerdozio di Amen-Ra che, in un rituale religioso che invocava il volere di Amen-Ra, lo nominò faraone, anche se non era in linea per la successione. Thutmose si rese conto che il sacerdozio stava diventando troppo potente e cercò di frenare il loro potere prestando esternamente omaggio ad Amen-Ra, ma adorando segretamente Aton e sostenendo un separato sacerdozio di Aton a Eliopoli che era fedele al trono.

 

Sotto il suo dominio, Thutmose III permise alla gente comune di indulgere in tutte le sue fantasiose credenze e superstizioni come gli amuleti magici. Credeva che un cambiamento graduale delle credenze religiose esistenti potesse essere realizzato più facilmente e permanentemente istituendo una scuola segreta misteriosa, i cui studenti avrebbero messo in pratica standard più elevati. Voleva gradualmente infondere nella religione egiziana dall’alto verso il basso quei misteri, miti e riti che avrebbero sollevato il popolo verso una comprensione e una morale superiori.

 

Così, nel 1489 aEV, fondò una scuola segreta misteriosa, l’Ordine della Croce Rosa, da cui i rosacrociani rivendicano la discendenza e che esiste ancora oggi. I membri di questa scuola misteriosa erano chiamati Therapeutea, che significa “medici dell’anima”. La sungazing Essene setta di Alessandria adottò in seguito questo nome e il simbolo della croce rosea.

 

William Henry, in The Healing Sun Code, collegava i segreti rosacroce e rosacrociani con il “sorgere del sole curativo, la fonte della vita e della saggezza”. Recentemente ho parlato con una donna che ha studiato l’egittologia per 25 anni e sapeva di Thutmose III e Rosacrociani. Mi disse che una volta conosceva una donna rosacrociana, che ogni volta che si sentiva male avrebbe affrontato il sole e fare uno speciale esercizio di respirazione in cui avrebbe respirato il fuoco del sole per bruciare impurità nel suo corpo. Ha vissuto per essere molto vecchia. Questa tecnica faceva parte degli insegnamenti segreti dei Rosa-Croce, che erano molto attenti a non rivelare ai non iniziati.

 

Un’altra tecnica usata da Thutmose III e membri del suo ordine era l’uso di aste di guarigione mentre si stava osservando il fuoco (vedi Figura 1). Questi erano tubi di rame e zinco che contenevano rispettivamente carbone indurito e magnetite. Furono reintrodotti nel mondo dal mistico russo Conte Stefan Colonn Walewski, che era membro di una scuola di mistero sulle montagne caucasiche. Essi amplificano la corrente che attraversa il corpo tra il sole e la terra mentre si sbiadiscono, aumentando la meditazione e accelerando la guarigione e lo sviluppo dei poteri psichici.

 

Il figlio e il nipote di Thutmose III continuarono con la scuola di mistero e il culto di Aton, ma fu solo quando il suo pronipote, Akhenaton, prese il trono che le cose andarono al pettine.

 

La rivoluzione di Akhenaton

 

Nel 1369 aEV, Amenhotep IV assunse il regno d’Egitto dal padre malato Amenhotep III. Durante la sua educazione, è stato educato al Tempio del Sole a On (Heliopolis) dove i sacerdoti hanno instillato in lui una devozione ad Aton. Quando divenne faraone, ricevette i misteri segreti del sole tramandato dal suo bisnonno. Ha imparato che Aton era l’unico vero Dio non creato e creato da sé e che la maggior parte degli altri dèi, incluso Amen-Ra, erano fatti dall’uomo. All’inizio del suo regno, cambiò il suo nome in Akhenaton, che significa “il servo di Aton”. Diversamente dal suo bisnonno, non aveva tolleranza per l’ignoranza spirituale.

 

Akhenaton iniziò un cambiamento nel clima religioso da un politeismo basato sulla paura con il suo culto della morte, amuleti magici, numerosi idoli, sacrifici animali e rituali segreti di un potente sacerdozio a una religione più devota, che era libera da immagini scolpite, ossessione per l’aldilà e la magia; che enfatizzava la riverenza per la luce del sole e la pulizia e la semplice sepoltura; e che permetteva ai normali cittadini di adorare liberamente nei templi all’aperto con offerte di frutta, fiori e incenso, come era stato fatto nella religione solare originale dell’Egitto. I templi di Aton non avevano idoli o immagini scolpite diverse da quella inventata da Akhenaton: un disco solare da cui provenivano raggi, le cui estremità terminavano in mani aggraziate. Alcune di queste mani contenevano l’ankh, il simbolo della vita, nelle narici dei suoi adoratori adoranti.

 

Questo simbolismo mostra che Akhenaton ha compreso la relazione tra luce solare, prana e respiro. Sapeva che la luce del sole è la fonte di tutta la vita sulla terra. Questa non era l’adorazione del sole fisico, ma l’adorazione di un solo Dio, una divinità suprema, il cui spirito era in cielo e la cui manifestazione fisica era il sole – il simbolo della vita. Ha cambiato il culto del sole come un dio per il culto di Dio simboleggiato dal sole. I dipinti e le sculture di Aton erano sempre accompagnati da una sorta di nota geroglifica (visto nella parte superiore della Figura 4, pagina 56), affermando che era solo una rappresentazione del Creatore onnicomprensivo.

 

Così, Akhenaton creò la prima religione monoteistica elevando Aton su Amen-Ra e altri dei. Sua madre, Tiya, ha fatto molto per mediare e arginare l’ondata di polemiche causata dalla sua audace opposizione al potente sacerdozio di Amen-Ra. Tuttavia, dopo la sua morte, ha preso l’offensiva e ha ordinato al suo esercito di sciogliere il sacerdozio e deturpare i loro falsi dei.

 

Akhenaton amava officiare le cerimonie come sommo sacerdote di Aton. La seguente citazione da un decreto fatto da Akhenaton sulla fondazione della sua capitale, Akhetaton, mostra che il morning sungazing era un rituale quotidiano di Atonismo:

 

“Ogni occhio lo vede senza ostacoli mentre riempie la terra con i suoi raggi e fa vivere tutti. Nel vedere chi sono i miei occhi soddisfatti ogni giorno quando si alza in questo tempio e lo riempie con se stesso per mezzo dei suoi raggi, beato di amore, e mi abbraccia con loro nella vita e nella potenza per sempre. “

 

Durante queste cerimonie, Akhenaton e la sua congregazione cantavano il suo inno ad Aton. Sebbene la stragrande maggioranza degli egiziani non desse molta credito all’atonismo e la corte di Akhenaton seguisse i rituali della religione esterna per senso del dovere, esisteva un circolo ristretto di circa 300 iniziati che imparavano da Akhenaton i misteri del sole. Tra questi vi erano Giuseppe il figlio di Giacobbe, che Robert Feather, nel Mistero del rotolo di rame di Qumran, sostiene fu il visir Nakhte di Akhenaton.

 

La Bibbia riporta che Giuseppe sposò Asenath, figlia di Potifera, un sacerdote di Aton a Eliopoli, e gli archeologi scoprirono una cappella privata ad Aton tra le rovine della casa di Nakhte ad Akhetaton. Robert Feather pensa che dopo la morte di Akhenaton, alcuni di questi iniziati siano andati al tempio del sole di Eliopoli e altri, incluso Giuseppe e la sua famiglia, sono andati sull’isola di Elefantina nella terra di Cush (Etiopia), dove hanno costruito un altro tempio del sole e stabilito un ramo del giudaismo che esiste fino ad oggi.

 

I misteri formano la base della tradizione giudaico-cristiana 

 

Dopo la morte di Akhenaton, gli insegnamenti di Atonismo, i suoi rituali e precetti furono quasi completamente distrutti dai fanatici della religione stabilita. Questo è stato il destino di ogni insegnamento misterioso che coinvolge il sole nel passato. La maggior parte degli storici e degli scrittori religiosi pensano che il monoteismo di Akhenaton fosse una breve aberrazione in una lunga tradizione del politeismo egiziano e che sia morto con lui.

 

Ma, sepolto nelle pagine di testi storici e scritturali, suggerisce che le sue idee siano sopravvissute nella fede ebraica. Ad esempio, il Salmo 104 è quasi identico all’inno di Aton. Sopravvissero anche agli insegnamenti segreti delle Confraternite Esseno e Terapeutico, che erano associate al cristianesimo primitivo.

 

Nella storia dell’Egitto, il sacerdote egiziano Manetho scrisse: “Mosè, un figlio della tribù di Levi, educato in Egitto e iniziato a Eliopoli, divenne un Sommo Sacerdote della Fratellanza … Fu eletto dagli Ebrei come loro capo e adattato alle idee del suo popolo la scienza e la filosofia che aveva ottenuto nei misteri egizi quando stabilì un ramo della Fratellanza egiziana nel suo paese, dal quale discendevano gli Esseni. Il dogma di un ‘unico Dio’, che insegnò, fu l’interpretazione e l’insegnamento del faraone egiziano della Confraternita che stabilì la prima religione monoteistica nota all’uomo [Akhenaton]. Le tradizioni che egli stabilì in questo modo erano note solo a pochi di loro e furono preservate nei misteri delle società segrete, la Terapeuta dell’Egitto e degli Esseni “.

 

Dopo essere tornato da Eliopoli, Mosè divenne un fastidio per i sacerdoti di Amen-Ra e la corte di Ramses II a causa delle sue idee atoniste. Lo storico Josephus riporta che Mosè fu inviato in una spedizione militare a Cush in uno sforzo dai cortigiani del faraone per liberarsi del “dissidente”. Lì non solo trovò una moglie, ma un altro avamposto di Atonismo sull’isola di Elefantina. Robert Feather pensa che sia stato nel deserto di Cush che Mosè abbia visto il roveto ardente e abbia ricevuto la sua missione.

 

Flavia Anderson, in The Ancient Secret: Fire from the Sun ha affermato che il cespuglio ardente era in realtà un piccolo albero d’oro con un cristallo che rifletteva così intensamente la luce del sole che sembrava essere in fiamme. Un talismano simile, chiamato un punchao , era usato dagli Incas per mettere i fedeli in trance in modo che potessero vedere e comunicare con gli esseri di luce.

 

Anderson riferisce anche questo albero d’oro all’Urim e Thummin (luce perfetta) degli ebrei, che era un cristallo posto in una posizione d’oro, e con il quale il sommo sacerdote comunicava con Dio. Anderson pensa che Mosè abbia incontrato questo albero d’oro durante l’iniziazione al tempio del sole di Eliopoli. Ma è più probabile che l’abbia visto nel tempio del sole dell’Isola Elefantina appena prima di tornare in Egitto. È anche probabile che alcuni dei sacerdoti Atoniti che discendono da Giuseppe e dalla sua famiglia si unirono a Mosè nella sua missione. La Bibbia riporta che c’erano due fazioni rivali di sacerdoti durante l’Esodo. Una fazione aveva nomi egiziani come Korah, Dathan, Abiram e On.

 

In The Secret Initiation of Jesus a Qumran, Robert Feather mostra come i discendenti di questi sacerdoti egizi, originariamente nominati al tempo di Akhenaton, avrebbero potuto mantenere la loro coesione fino all’inizio degli Esseri di Qumran (610 aEV). Quando entrarono in Canaan, si stabilirono attorno a Shiloh e così divennero noti come sacerdoti Shiloniti. Divennero prominenti intorno al tempo di Ezechiele (589 aEV), di Onia IV (160 aEV) e di Gesù (4 aEV). Erano anche le volte in cui gli esseni erano attivi. Gli Esseri di Qumran, basati sui sacerdoti Shiloniti, vennero per avere un ebraismo molto più puro che rifiutò i sacrifici animali, gli idoli, gli amuleti e la sepoltura con i beni terreni che si insinuarono nel giudaismo degli altri israeliti. Durante l’Esodo, questi sacerdoti erano pro-Mosè e contro i sacerdoti di Aronne. È probabile che i sacerdoti di Aronne, che si sono ribellati nell’idolatria del vitello d’oro (la dea egizia Hathor) mentre Mosè era sulla montagna, possano essere stati responsabili di reintrodurre un’altra pratica egiziana di sacrificio dell’Olocausto, proibita dall’Atonismo. Sul monte Sinai, Dio diede a Mosè la prima serie di tavolette da presentare agli Ebrei. La Figura 2 (pagina 55) è un dettaglio di un dipinto di Beccafumi. Mostra Mosè che riceve le tavole dal sole, che è rappresentato come un’apertura nel cielo.

 

Tuttavia, quando scese dalla montagna e vide come il popolo era caduto nell’idolatria, si rese conto che non erano pronti per quello che c’era sulle tavolette. Quindi fracassò le tavolette e risalì la montagna dove Dio incise dieci semplici comandamenti su una seconda serie di tavolette.

 

Cosa avrebbe potuto essere sul primo set? Forse i misteri solari! In ogni caso, i misteri furono tramandati di bocca in bocca da Mosè ai sacerdoti Shiloniti agli Esseni.

 

Gli archeologi hanno trovato nelle catacombe di Roma un disegno di Gesù che regge una verga di potere quando resuscita Lazzaro dai morti (Figura 3, pagina 55), mostrando che i primi cristiani capivano che la fonte del potere di Gesù veniva dal sole. La Bibbia riporta che poco prima che Gesù avesse risuscitato Lazzaro, egli “alzava gli occhi” al sole e pregava. La verga è un simbolo della forza vitale, che ogni dio egizio del sole e gli dei del sole di Babilonia, India e Perù sono mostrati brandendo in pitture e sculture a parete, come nella figura 5.

 

Molti studiosi stanno ora realizzando che Gesù era un membro del movimento di Esseni di Qumran e che molti dei suoi insegnamenti sono simili agli insegnamenti di Esseno. Gli esseni e i terapeuti si consideravano i figli della luce e così anche i primi cristiani.

 

Secondo Gene Savoy nel suo libro Il documento di Essaei: Insegnamenti segreti di una eterna razza, Gesù ricevette gli insegnamenti segreti degli Esseni, che egli chiama la paradosia , intendendo un processo di divinizzazione mediante il quale uno divenne immortale. La Savoia suggerisce di essere un fattore chiave in questo insegnamento segreto.

 

Scrive: “Che gli Essei [di fronte al sole] in queste ore [alba e tramonto] suggeriscono che il sole era usato come un intermediario grazie al quale gli uomini della terra erano collegati da” cordoni di luce “con il paradiso … ed erano nutriti su un cibo divino sul quale gli angeli nutrivano … “

 

I Therapeuts credevano che le anime pure tornassero al sole e che la luce del sole sia davvero il cibo celeste e incorruttibile dell’anima.

 

Le “corde di luce” della Savoia che collegano tutti possono essere pensate come una griglia di energia. Il sole è una parte di questa griglia di energia; la terra è l’altra. Savoia scrisse altrove: “I seguaci di Mitra si radunarono sulle cime o si fermarono nelle acque, alzando le mani in preghiera davanti al sole che sorge …” Savoy menzionò anche nel Progetto X che gli adoratori del sole in Perù si sarebbero fermati sulle cime delle montagne o del sole templi. Questo mi ha fatto pensare ai vortici e alle ley lines della griglia terrestre, che sono punti focali e linee di energia elettromagnetica che di solito si trovano sui punti più alti della superficie terrestre e nei letti del torrente.

 

Richard Leviton e Robert Coons, in “Ley Lines e il significato di Adamo”, un capitolo di Anti-Gravity e World Grid, hanno affermato che il sistema elettromagnetico dei nostri corpi, l’intera biosfera e la griglia terrestre fanno parte di un molto più grande griglia del sistema solare ed è tutto collegato. E l’energia che alimenta questa griglia è la Luce di Dio. Hanno scritto: “Il tempio del paesaggio fatto di pietre e cristallo … ha collegato il Cielo e la Terra attraverso l’Uomo. Il tempio terrestre funzionava anche come una porta della griglia in base alla quale la coscienza umana … poteva effettivamente uscire da questo piano ed entrare nel “regno degli dei” [ciò che William Henry chiamava “la dimensione dei beati”]. Attraverso questa Porta della Griglia, gli Dei potrebbero anche incanalare le loro vibrazioni e messaggi spirituali “.

 

Forse è così che Dio ha incanalato i misteri del sole e poi i Dieci Comandamenti a Mosè sul tempio terrestre del Monte. Sinai, come illustrato nella Figura 2. È significativo che gli eventi chiave del ministero di Gesù siano avvenuti sulle cime delle montagne e nei torrenti (il suo battesimo, la sua ultima tentazione, il sermone sul monte, la sua trasfigurazione, la sua morte e la sua ascensione)

 

Gesù trasmise gli insegnamenti segreti di Esseno sui misteri del sole ai suoi discepoli, inclusa Maria Maddalena. I primi cristiani, che non erano a conoscenza di questi insegnamenti, inizialmente adorarono lo spirito di Cristo sotto il sole, ma intorno al terzo secolo essi caddero in un culto della personalità del culto di Gesù, che è continuato fino ad oggi.

 

Frammenti di questi insegnamenti segreti possono essere trovati nei rotoli del Mar Morto, nel testo apocrifo noto come Pistis Sophia, e nel Vangelo della Pace Esseno, che era nascosto nella biblioteca vaticana per secoli prima che Edmond Bordeux Szekely lo scoprisse nel 1928. Nella Pistis Sophia, un vangelo antico soppresso per oltre mille anni e ignorato dalle chiese ortodosse anche dopo la sua pubblicazione nel secolo scorso, Gesù, dopo la sua risurrezione, elabora i misteri solari e quanto sono necessari per entrare nel regno di Paradiso:

 

“Voi dovete cercare i misteri della Luce, che purificano il corpo della materia e lo rendono in una luce raffinata estremamente purificata. In verità vi dico … mi sono fatto a pezzi e ho portato a loro tutti i misteri della luce, per purificarli … altrimenti nessuna anima della razza totale degli uomini sarebbe stata salvata e non sarebbero stati in grado di ereditare il regno della luce … “

 

Come si verifica questa purificazione è accennato in questo ulteriore passaggio: “Ora, quindi, colui che riceverà i misteri dei battesimi, allora diventerà un grande, estremamente violento, saggio fuoco e brucia i peccati ed entra nell’anima segretamente e consuma tutti i peccati che lo spirito contraffattore ha fatto ad esso. “

 

Nel Vangelo Esseno della Pace, Gesù dà un insegnamento sul ruolo purificatore della luce solare in questo battesimo di fuoco. Dice ai malati dopo averli istruiti sul digiuno: “E se in seguito rimangono in te tutti i tuoi peccati passati e impurità, cerca l’angelo del sole … Perché ti dico veramente, santo è l’angelo del sole che pulisce tutte le impurità e rende tutte le cose maleodoranti di un odore dolce. Nessuno può venire davanti al volto di Dio, che l’angelo del sole non lascia passare. In verità, tutto deve rinascere dal sole e dalla verità, poiché il tuo corpo si crogiola alla luce solare della Madre Terrestre, e il tuo spirito si crogiola alla luce del sole della verità del Padre Celeste. “

 

La ricezione di questo fuoco attraverso il mantello con le braccia alzate in una formazione Y o piegate al gomito e le mani distese e rivolte verso il sole fu chiamata dai Greci “fuoco che fiorisce” perché la radianza o l’essenza del sole così incanalata bruciasse le impurità in il plesso solare, che, a proposito, è associato al sole e al fuoco. Si possono trovare intagli alle pareti, dipinti, statue, xilografie e fotografie di adoratori del sole di tutto il mondo – indù, musulmani, indiani d’America, antichi egizi, monaci medievali, russi, inca e persino aborigeni in petroglifi preistorici – tutti con le braccia alzate . William Henry scrisse in Maria Maddalena: L’Illuminatore che quando Gesù insegnò ai suoi discepoli la Preghiera del Signore, insegnò loro anche questa posizione di preghiera, che apprese dagli Egiziani, che la chiamavano la posizione Ka (Figura 6, pagina 57). Anche Mosè lo apprese dagli Egiziani e lo usò per invocare la Luce di Dio durante la battaglia degli Israeliti con gli Amalechiti. Significativamente, la battaglia fu vinta al tramonto.

 

Questo ci porta a considerare un’altra parte dei misteri rivelati dalla Pistis Sophia, che è un certo potere della parola. L’anima, per essere liberata dallo spirito contraffatto, deve pronunciare “il mistero della rovina dei sigilli e di tutti i legami”. Questa è la scienza della parola, l’espressione di sacri mantra, preghiere e canzoni che rimuovono o frenano il sé malvagio, i “registri karmici” dell’individuo.

 

Queste scienze e tecniche spirituali non furono rivelate a tutti i fedeli. Secondo la Pistis Sophia, i misteri dovevano essere dati solo a quegli iniziati che si dimostrarono degni di essere sottoposti a molti anni di test. Inoltre sono stati tenuti segreti a causa della minaccia di persecuzioni.

 

I misteri sopravvivono alla persecuzione durante il Medioevo

 

Nella luce perduta, Alvin Boyd Kuhn scrisse che l’adorazione del sole “era il centro del cuore di ogni religione e filosofia prima che il Medioevo oscurasse la visione della verità … Le terribili ombre dell’Età Oscura non finiranno fino al bagliore luminoso della saggezza solare viene rilasciato ancora una volta per illuminare la modernità ottenebrante. “

 

Durante il Medioevo, i misteri del sole sopravvissero e furono tramandati attraverso i Cavalieri Templari, Catari, Paulici, Bogomili e altri Gnostici. Molti di questi santi furono brutalmente assassinati dalle chiese cattoliche e orientali ortodosse nel tentativo di sopprimere i loro insegnamenti, che minacciavano l’autorità stabilita dalla Chiesa.

 

Uno degli gnostici più ispirati era Saulo di Tarso. Saul sperimentò un’improvvisa conversione e gnosi sulla via di Damasco. Dipinti di questa esperienza di solito mostrano Saul essere accecato dal sole di mezzogiorno che splende attraverso una pausa tra le nuvole direttamente su di lui.

 

Gene Savoy, nel Documento di Essaei, sosteneva che Saul aveva imparato che gli Esseni erano svelati per comunicare con Dio. Quando Saul lo provò, ricevette un messaggio potente e trasformatore di vita, che lo lasciò cieco e temporaneamente pazzo, così che non potesse mangiare o bere per tre giorni. Nel 1840, il dottor Gustav Fechner, il padre della psicofisica, sperimentò guardando il sole attraverso filtri colorati e liquidi. Lo fece a mezzogiorno e, di conseguenza, divenne cieco e pazzo. Tuttavia, dopo molte preghiere e meditazioni in una stanza buia, ha recuperato la vista, la sanità mentale e altro ancora. Cominciò a vedere aure e angeli, che chiamò “esseri dal sole”.

 

Socrate insegnò nella sua accademia che la trasformazione personale era possibile solo attraverso la comprensione della parola di Dio, la Luce, e che era raggiunta solo attraverso l’illuminazione interiore assorbita dal sole. Apparentemente, Saul il persecutore fu trasformato dal sole in Paul the proselytiser.

 

Clemente Alessandrino scrisse che Paolo, prima di andare a Roma, disse che avrebbe portato ai fratelli la Gnosi, o tradizione dei misteri nascosti, come il compimento delle benedizioni di Cristo, il quale, dice Clemente, rivela la conoscenza segreta e si allena lo gnostico da parte dei misteri, cioè rivelazioni fatte nello stato di coscienza superiore. Un tale stato può essere raggiunto attraverso la meditazione profonda, il canto e il sole. Sfortunatamente, Paolo fu arrestato a Roma e alcuni anni dopo giustiziato. I suoi veri insegnamenti sui misteri del sole furono persi per diversi secoli fino a quando furono resuscitati in Armenia e in Siria alla fine del settimo secolo dai Pauliciani. Questo gruppo fu così chiamato perché i loro insegnamenti erano i misteri gnostici tramandati da San Paolo quando li portò nei Balcani e in Siria durante il suo ministero.

 

I pauliciani furono perseguitati e diminuiti nel nono secolo, sebbene fino a tempi relativamente recenti esistesse un culto solare armeno i cui aderenti erano conosciuti come Arevorti, “figli del sole”. Nel decimo secolo sorse un nuovo movimento gnostico, i Bogomili. La Bulgaria, che ha portato molte delle stesse credenze e pratiche dei pauliciani, inclusa l’adorazione del sole. Tuttavia, i loro insegnamenti erano basati sul Vangelo di Giovanni.

 

All’inizio del XII secolo, Bisanzio iniziò a perseguitare i Bogomili. Molti furono uccisi, ma alcuni fuggirono in Italia, nel sud della Francia e altrove. Entro la metà del 12 ° secolo, scuole gnostiche come i Cavalieri Templari e Catari erano sorti e si diffusero in tutta l’Europa occidentale. Queste erano le controparti dell’Europa occidentale dei Bogomili dell’Europa orientale.

 

I Catari “puri” e i Cavalieri Templari erano concentrati nelle regioni della Linguadoca e del Midi della Francia meridionale. I Catari sostenevano di possedere il Libro dell’Amore (AMOK) la versione originale iniziatica del Libro di Giovanni (l’unico vangelo letto dai Catari, dai Cavalieri Templari e dai Bogomili) che probabilmente conteneva i misteri solari. Insegnò che una scintilla o un piccolo sole della Luce di Cristo dimorava nel cuore dell’uomo e rivelava come coltivarlo come un seme di divinità in modo che fiorisse nella rosa della scuola del mistero della croce rosea originale. Questo insegnamento, che reputamente poteva trasformare un essere umano in un essere divino, un tempo apparteneva a Thutmose III, Akhenaton, Mosè, Salomone, Gesù e Giovanni il Beneamato. Si riteneva che fosse in grado di dissolvere ogni odio, rabbia e gelosia dal cuore degli uomini.

 

I Catari credevano che la chiave di questa trasformazione divina fosse la corretta comprensione del simbolismo dell’Eucaristia, cioè il pane, il vino e il Santo Graal. La luce del sole è il pane; il suo calore è il vino. Il Santo Graal è il terzo ventricolo o cavità del cervello che contiene le ghiandole pineale e pituitaria (Figura 7, pagina 58).

 

Questo segreto, noto ai Catari come il consolamentum (“con il sole nella mente”), era tenuto nascosto ai non iniziati. I Catari credevano che l’uomo fosse entrato nel regno di Dio attraverso la sua anima, la cui sede era considerata da Descartes come la ghiandola pineale. I Catari credevano che gli elementi solari dell’Eucaristia transustanziati nel corpo e nel sangue di Cristo in loro stessi. La transustanziazione mondiale viene dal latino trans, across e substantia, sostanza. Questa sostanza o secrezione ghiandolare, catturata dal Santo Graal (il terzo ventricolo), è ciò che gli indù chiamano Amrita, “l’elisir dell’immortalità” e i greci chiamato Ambrosia, “il nettare degli dei”.

 

William Henry, in Maria Maddalena: L’Illuminatore, ha scritto, “Tutti i misteri occulti parlano di una chiave che è richiesta per sbloccare i segreti mistici dell’illuminazione. Nello specifico, il segreto perduto dei Templari … riguarda la costruzione di un umano migliore attraverso il rilascio di secrezioni dalla sbalorditiva pianta di produzione di oli spirituali, il cervello umano. Questo olio o essenza era il segreto chiave di Maria Maddalena e degli Esseni, recuperati dai Templari tra i templi. Il cranio [in particolare il terzo ventricolo] è … la Coppa della Vita, il Graal, che cattura queste secrezioni dal cervello … L’obiettivo ultimo dei Templari era quello di ripristinare il vero monoteismo gnostico nel mondo, unendo Cristianesimo, Giudaismo e Islam in un Nuovo Regno dei Cieli sulla Terra. I “nuovi” umani che abitavano questa Nuova Gerusalemme (o Nuova Atlantide) avrebbero conosciuto e incarnato il segreto del Regno dei Cieli all’interno del cervello e la sua capacità di produrre … l’elisir della vita, il Sacro Soma, il tonico dell’immortalità, per questi termini si riferiscono tutti all’essenza cosmica o alla sostanza cerebrale. “Fu chiamato anche Christos (olio per l’unzione) dagli Esseni.

 

Come i loro precursori, i Bogomili, i Catari impegnati nel canto. Questo insieme al sole era la chiave per attivare la ghiandola pineale e produrre l’olio di Christos. L’uso di mantra e canto può risvegliare la ghiandola pineale perché si trova sopra la bocca sospesa nel terzo ventricolo, una camera piena di liquido cerebrospinale. La sua posizione sopra la bocca in una camera di fluido rende la ghiandola pineale posizionata in modo univoco per rispondere alle vibrazioni soniche. Manly P. Hall, in L’apertura del terzo occhio, ha affermato che la ghiandola pineale “che vibra ad un altissimo tasso di velocità, è la vera causa della vera illuminazione spirituale”.

 

La beatitudine che si prova durante il canto del sole e il canto non è solo un alto naturale. Secondo William Henry, la beatitudine è creata da Christos ed è uno stato di estrema felicità e libertà dall’attaccamento, dalle reazioni condizionate e dalla paura. È la chiave necessaria per entrare nel Regno dei Cieli. Omraam Mikhael Aivanhov ha detto che solo coloro che sono felici e spensierati come i bambini possono entrare nel Regno dei Cieli.

 

Gli insegnamenti dei Catari rappresentavano una vera minaccia per la nascente Chiesa cattolica. A differenza dei Catari, la Chiesa di Roma chiaramente non ha prodotto una sostanza che ha dato alle persone un’esperienza di beatitudine divina. E se lo facesse, lo manterrebbe dalla gente. Ecco perché la Chiesa ha dovuto sterminarli.

 

Fortunatamente, oggi viviamo in un’epoca di libertà spirituale e chiunque può insegnare e apprendere la scienza della parola e delle tecniche di sungazing presentate dal sole yogi Hira Ratan Manek e altri. Sebbene la luce dei Catari fu spenta nel XIII secolo, all’inizio del XX secolo, gli insegnamenti dei Bogomili furono rianimati dal maestro Peter Deunov e dal suo principale discepolo, Omraam Mikhail Aivanhov.

 

I misteri del sole rivelati

 

Il 31 gennaio 1900 Mikhael Aivanhov nacque in una povera famiglia a Serbtzi, un piccolo villaggio della Macedonia. Durante la sua infanzia e adolescenza, fu ispirato leggendo il Vangelo di Giovanni, vite dei santi e libri sullo yoga, che lo portarono, all’età di quindici anni, a un’esperienza di illuminazione o samadhi.

 

Andò in riva al mare per guardare l’alba. Dopo aver meditato e cantato per un po ‘, sentì la presenza di un essere celeste. Improvvisamente bagnato da una nuvola di luce brillante, fu immerso in uno stato di estasi. Più tardi, ha commentato: “Era così bello che ero fuori di me. Vedere un tale essere, con tutti quei colori, tutta quella luce! Era quasi invisibile nella straordinaria luminosità che lo circondava. Mi sono trovato inondato di luce. Ero in uno stato di beatitudine, di estasi così immensa, così potente, che non sapevo più dove fossi. Era una gioia delirante; era il paradiso; era l’universo! Da allora ho sentito che se Dio non fosse tutto di bellezza non potrei credere in lui. È la bellezza che rimane nella mia mente come l’essenziale: né potere, né conoscenza, né ricchezza, né gloria. Solo bellezza! “

 

Sulla base delle proprie esperienze spirituali e della sua lettura di ciò che chiamò il “Libro della Natura”, scoprì i misteri del sole prima di essere insegnato loro da Peter Deunov. Mikhael e il suo maestro sarebbero andati insieme per meditare nella calma pre-alba e guardare il sorgere del sole. Deunov gli diede anche i metodi di base e gli esercizi di mantra, preghiera e canto sacro: i misteri della parola pronunciata.

 

Nel 1959, viaggiò in India, dove visitò numerosi ashram e incontrò diversi leader spirituali. Fu accolto da diversi rinomati saggi indù come un maestro esperto a tutti gli effetti. Un adepto lo salutò come un “rishi solare”. Un altro gli diede il suo nome spirituale, Omraam. Uno dei maestri che incontrò fu il bodhisattva immortale, Babaji, che nel 1992 e 1998 diede le sue benedizioni ad un altro maestro di yoga solare, Hira Ratan Manek.

 

L’insegnamento centrale di Omraam è il concetto di luce. Vide in luce la prima emanazione del Divino, mantenendo le qualità del Divino più di ogni altra manifestazione. Come ha insistito: “La luce è uno spirito vivente che viene dal sole e che stabilisce una relazione diretta con il nostro spirito”. Spiega come possiamo usare la luce per trasformarci e diventare radiosi come il sole. In The Splendour of Tiphareth, ha scritto, “Solo i raggi del sole sono in grado di sostituire tutto ciò che è impuro, logoro o oscuro dentro di te, e possono farlo solo se impari a riceverli. Se li accogliete con tutto il cuore, inizieranno il loro lavoro di sostituire il “vecchio” in voi, in modo da essere interamente rigenerati, rinnovati e rianimati; i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti e le tue azioni saranno tutti diversi. Solo i raggi del sole sono in grado di operare questa trasformazione dentro di te.”

 

Omraam amava parlare dello Spirito del sole. Sotto questo aspetto la sua filosofia coincideva con i secolari misteri del sole, che insegnavano che il vero sole non è la stella visibile nel cielo, ma il sole spirituale invisibile, la fonte di ogni vita, luce e amore.

 

Ha sottolineato che “Sul piano fisico, materiale, il sole è la porta, il collegamento e il mezzo grazie al quale possiamo entrare in contatto con il Signore … Attraverso il sole, lavoriamo con Dio stesso. Posso dire che certe cose che nessun umano può insegnarmi mi sono state rivelate dal sole. Nessun libro può darti quello che il sole ti dà se impari ad avere la giusta relazione con lui … Se vuoi creare un legame tra te [e il sole], devi guardarlo in ogni coscienza. Se lo fai ci sarà una comunicazione di vibrazioni tra il sole e te in cui forme e colori, un mondo completamente nuovo, nascerà … Il sole è un’intelligenza, una vita, una luce vivente. E quando lo capisci, all’improvviso inizia a parlarti … Prova a fargli una domanda e vedrai che ti risponderà.

 

“Omraam morì nel 1986, ma i suoi insegnamenti sui misteri del sole vivono in numerosi libri. Oltre 90 libri sono stati pubblicati in inglese, e ci sono abbastanza appunti dalle sue centinaia di conferenze per riempire altri 400 libri. Di questi libri, quelli che riguardano principalmente i misteri del sole sono Lo splendore di Tiphareth: Lo yoga del sole, Verso una civiltà solare e la luce è uno spirito vivente. La nuova biografia di Omraam Mikhael Aivanhov di Louise-Marie Frenette, La vita di un maestro in Occidente , è stata appena pubblicata in Nuova Zelanda dalla First Edition Press (per ordinare il numero +64 (04) 586-1973). Oggi, i suoi insegnamenti e i suoi riti sono praticati dalla Società IDEAL, dal Centro Hearts e da altre comunità spirituali in tutto il mondo.

 

L’articolo precedente è apparso per la prima volta in World Explorer 37 Vol. 5 n.

 

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