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V-a-c-c-i-n-o eterno, e niente cure …

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V-a-c-c-i-n-o eterno, e niente cure: è il patto del 12 aprile?

Occhio alla data: 12 aprile. Il primo a evocarla, in Italia, era stato Nicola Bizzi. Tema: l’inizio della fine, per le restrizioni Covid, sulla base di un patto che sarebbe stato siglato, lontano dai riflettori, a fine 2020. Ora una conferma viene dal Regno Unito: è stato Boris Johnson in persona, dopo aver stra-vaccinato gli inglesi, ad annunciare che il 12 aprile la Gran Bretagna avrebbe riaperto i battenti, compresi quelli notturni dei pub. L’effetto del patto evocato da Bizzi? L’accordo – dice lo storico, editore di Aurora Boreale nonché massone e in contatto con fonti di intelligence – avrebbe riguardato la stessa piramide del grande potere, spaccatasi in due: al progetto originario dei “falchi” (prolungare l’emergenza “sanitaria” fino al 2023) si sarebbe opposta la fazione delle “colombe”, capitanata dai Rothschild, decisa a far cessare l’allarme in tempi più ragionevoli. Precisamente, a partire dal 12 aprile 2021. La contropartita, concessa ai “falchi”: il business planetario dei v-a-c-c-i-n-i , al quale peraltro sembra aver dato il via libera lo stesso Mario Draghi, che dichiara di vedere nella vaccinazione di massa l’unica possibile via d’uscita dal Covid.

Draghi

Come dire: vi lasciamo fare, comprandovi tonnellate di dosi vaccinali, a patto che voi – a vostra volta – non ostacoliate la normale ripresa dell’economia e, in generale, della vita sociale. E’ davvero così? Certo, la precisione della “profezia” di Bizzi fa pensare: 12 aprile. Quanto a  Draghi, se un simile tacito accordo esistesse davvero, potrebbe non essere incoerente con l’intera traiettoria dell’azione politica dell’ex capo della Bce. Gioele Magaldi lo presenta come “neoaristocratico pentito”, supermassone già ai vertici dell’élite europea del rigore, ma poi convertitosi e tornato ai lidi keynesiani dell’economia democratica (alla cui scuola, peraltro, il giovane Mario era cresciuto, sotto la guida del professor Federico Caffè). Come si sta muovendo, Draghi? E’ abbastanza evidente: cerca di traghettare l’Italia fuori dai guai, ma senza smascherare gli “inventori” dell’emergenza che ha quasi schiantato il paese, da un lato imponendo il lockdown e dall’altro evitando (per un anno intero) di curare i malati a casa, col risultato di provocare l’inevitabile corsa all’ospedale, spesso fuori tempo massimo.

Bizzi

Pare sia davvero il maggiore dei tabù: fior di medici anche italiani, come i volontari dell’associazione “Ippocrate”, dimostrano che – intervenendo tempestivamente, e con i farmaci giusti – dal Covid si guarisce praticamente sempre, evitando di finire all’ospedale. Il dottor Mariano Amici, di Roma, vanta un bilancio invidiabile: 2.000 pazienti guariti, in un anno, grazie alle cure precoci. Nessuna perdita, nessun ricovero. Chiave di volta: le terapie domiciliari, somministrate in modo sollecito. Domanda: ma se dal Covid si guarisce così, che senso ha vaccinarsi? E che senso ha costringere alla vaccinazione i sanitari, quando sono gli stessi scienziati “ v-a-c-c-i-n-isti” ad ammettere che il V-a-c-c-i-n-o non impedisce al vaccinato di restare contagioso? Poi ovviamente ci sono le incognite di questi farmaci, che in realtà sono “preparati genici” ancora sperimentali: com’è possibile imporne l’inoculo, per legge? E Mario Draghi – sponsorizzato dalla massoneria progressista – non avrebbe dovuto essere il garante di certi diritti, a presidio delle libertà sospese nel tragico 2020?

Non solo: prende quota il “partito” che vorrebbe imporre il “pass vaccinale”. Corollario: dato che i v-a-c-c-i-n-i genici per il Covid garantiscono un’ipotetica copertura solo per qualche mese, si prefigura una sorta di campagna vaccinale permanente, teoricamente prolungabile in eterno, per la gioia di Big Pharma. E’ sempre l’effetto del patto segreto di cui parla Bizzi? In altre parole: all’emergenza eterna si è sostituito l’obbligo vaccinale perenne? Sono domande a cui prima o poi occorrerà rispondere, se si immagina una vera “ripartenza” per il sistema-Italia. Oltretutto, il “corona” non sarà certo l’ultimo virus ad apparire sulla scena: e se si instaura la prassi corrente che cosa facciamo, ogni volta il lockdown in attesa del “salvifico” V-a-c-c-i-n-o? Trattasi, evidentemente, di una deformazione logica, prima ancora che politica o sanitaria.

Boris Johnson

Dall’incubo – ormai appare evidente, agli osservatori attenti – si uscirà in un solo modo: chiarendo com’è facile, sotto controllo medico, guarire presto e bene. Ma dirlo, ancora, non si può. E lo stesso Draghi finge di non saperlo. Il che la dice lunga, probabilmente, sul genere di minaccia che incombe: se ai “falchi” non si lascia il “premio di consolazione” del V-a-c-c-i-n-o, dobbiamo aspettarci il peggio? In questi termini, la missione di Draghi (dando per buono il suo impegno per il paese) si mostra estremamente ardua: come se l’Italia non potesse permettersi di svelare il trucco, dovendo innanzitutto uscire dal ruolo di Cenerentola europea, al quale l’hanno relegata gli oligarchi dell’austerity. Quasi  che Draghi, tra le righe, dicesse: posso mettercela tutta per far cessare il rigore, ponendo le basi per un cambio di paradigma storico, a livello europeo; ma non chiedetemi anche di denunciare il raggiro del “terrorismo sanitario”. Non ce la possiamo ancora consentire, dunque, la verità sul Covid?

In realtà, non se la consente quasi nessuno, in Europa: Germania e Francia sono allineate alla consegna del coprifuoco, e la Gran Bretagna – che in modo quasi spavaldo voleva puntare sui contagi in libertà per raggiungere l’immunità di gregge, è stata ricondotta all’ovile (è il caso di dirlo) con “l’incidente” che ha portato Boris Johnson in serio pericolo di vita. A cantare tutt’altra canzone sono paesi come la Svizzera e la Svezia, per non parlare della Russia: la prima, con Putin, a decretare l’uscita dall’emergenza. Ancora una volta: decisioni politiche, non sanitarie. Sembra che tutti la conoscano, la “vera verità”, ma non se la possano permettere: passi, che a subire il copione fosse – in Italia – un signor nessuno come l’imbarazzante prestanome Giuseppe Conte, prono a qualsiasi diktat. Se però ad accodarsi all’ipocrisia generale è anche un certo Mario Draghi, tuttora presidente del Gruppo dei Trenta, significa che la partita – ancora pienamente in corso – ha un rilievo che probabilmente non è sbagliato definire storico.

Fonte articolo: https://www.libreidee.org/

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I leader mondiali chiedono una maggiore globalizzazione per risolvere la pandemia globale

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I leader mondiali chiedono una maggiore globalizzazione per risolvere la pandemia globale

Postato da: Patrick Wood

La risposta alla pandemia, portata a noi dagli oligarchi d’élite della globalizzazione, è più globalizzazione.

Questa è la menzogna del secolo, ed esattamente la stessa trippa ascoltata alla conferenza Agenda 21 nel 1992 a Rio, chiamata UNCED (Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo economico) Questo gruppo aveva già distrutto la maggior parte dell’ecologia mondiale negli ultimi 50 anni, ma ha insistito sul fatto che la risposta a tutti questi problemi sarebbe stata più sviluppo. Secondo le Nazioni Unite, eliminerebbe la povertà, fornirebbe istruzione a tutti, posti di lavoro dignitosi, standard di vita, ecc. Oggi, quasi 30 anni dopo, la menzogna è completamente smascherata, ma la gente continua a innamorarsene ancora e ancora.

Questo è il testo completo della lettera scritta da 25 eminenti leader mondiali:

‘La pandemia di Covid-19 è la più grande sfida per la comunità globale dagli anni ’40. A quel tempo, in seguito alla devastazione di due guerre mondiali, i leader politici si unirono per forgiare il sistema multilaterale. Gli obiettivi erano chiari: riunire i paesi, dissipare le tentazioni dell’isolazionismo e del nazionalismo e affrontare le sfide che potevano essere raggiunte solo insieme in uno spirito di solidarietà e cooperazione: vale a dire, pace, prosperità, salute e sicurezza.

“Oggi, nutriamo la stessa speranza che mentre combattiamo per superare insieme la pandemia di Covid-19, possiamo costruire un’architettura sanitaria internazionale più solida che proteggerà le generazioni future. Ci saranno altre pandemie e altre importanti emergenze sanitarie. Nessun governo o agenzia multilaterale può affrontare da solo questa minaccia. La domanda non è se, ma quando. Insieme, dobbiamo essere meglio preparati per prevedere, prevenire, rilevare, valutare e rispondere efficacemente alle pandemie in modo altamente coordinato. La pandemia di Covid-19 è stata un duro e doloroso promemoria che nessuno è al sicuro finché tutti non sono al sicuro.

“Siamo quindi impegnati a garantire un accesso universale ed equo a v-a-c-c-i-n-i, medicinali e strumenti diagnostici sicuri, efficaci ed economici per questa e le future pandemie. L’immunizzazione è un bene pubblico globale e dovremo essere in grado di sviluppare, produrre e distribuire v-a-c-c-i-n-i il più rapidamente possibile. Questo è il motivo per cui è stato istituito l’Acceleratore degli strumenti per il Covid-19 (ACT-A) al fine di promuovere la parità di accesso a test, trattamenti e v-a-c-c-i-n-i e supportare i sistemi sanitari in tutto il mondo. ACT-A ha prodotto molti aspetti, ma deve ancora essere raggiunto un accesso equo. Possiamo fare di più per promuovere l’accesso globale.

‘A tal fine, crediamo che le nazioni dovrebbero lavorare insieme per un nuovo trattato internazionale per la preparazione e la risposta alle pandemie. Un impegno collettivo così rinnovato rappresenterebbe una pietra miliare nell’intensificare la preparazione alla pandemia al più alto livello politico. Sarebbe radicato nella costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, attingendo ad altre organizzazioni rilevanti chiave per questo sforzo, a sostegno del principio della salute per tutti. Gli strumenti sanitari globali esistenti, in particolare il Regolamento sanitario internazionale, sosterrebbero un tale trattato, garantendo una base solida e collaudata su cui possiamo costruire e migliorare.

‘L’obiettivo principale di questo trattato sarebbe quello di promuovere un approccio per tutto il governo e per tutta la società, rafforzando le capacità nazionali, regionali e globali e la resilienza a future pandemie. Ciò include il potenziamento della cooperazione internazionale per migliorare, ad esempio, i sistemi di allarme, la condivisione dei dati, la ricerca e la produzione e distribuzione locale, regionale e globale di contromisure mediche e di salute pubblica, come v-a-c-c-i-n-i, medicinali, diagnostica e dispositivi di protezione individuale.

“Includerebbe anche il riconoscimento di un approccio” One Health “che collega la salute degli esseri umani, degli animali e del nostro pianeta. E un simile trattato dovrebbe portare a una maggiore responsabilità reciproca e responsabilità condivisa, trasparenza e cooperazione all’interno del sistema internazionale e con le sue regole e norme.

‘Per raggiungere questo obiettivo, lavoreremo con i capi di stato e di governo a livello globale e tutte le parti interessate, compresa la società civile e il settore privato. Siamo convinti che sia nostra responsabilità, come leader di nazioni e istituzioni internazionali, garantire che il mondo apprenda le lezioni della pandemia Covid-19.

‘In un momento in cui Covid-19 ha sfruttato le nostre debolezze e divisioni, dobbiamo cogliere questa opportunità e unirci come una comunità globale per una cooperazione pacifica che va oltre questa crisi. Sviluppare le nostre capacità e i nostri sistemi per farlo richiederà tempo e richiederà un impegno politico, finanziario e sociale sostenuto per molti anni.

‘La nostra solidarietà nel garantire che il mondo sia meglio preparato sarà la nostra eredità che protegge i nostri figli e nipoti e riduce al minimo l’impatto delle future pandemie sulle nostre economie e sulle nostre società. La preparazione alla pandemia richiede una leadership globale per un sistema sanitario globale adatto a questo millennio. Per rendere questo impegno una realtà, dobbiamo essere guidati da solidarietà, correttezza, trasparenza, inclusività ed equità. ‘

Boris Johnson, Primo Ministro del Regno Unito; Emmanuel Macron, presidente della Francia; Angela Merkel, cancelliera della Germania; Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità e altri 21 leader mondiali .

Pubblicato sul sito web: https://www.technocracy.news/

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Gli aborti nel Regno Unito aumentano del 366% dopo l’assunzione del v-a-c-c-i-n-o COVID-19

Posted By: Patrick Wood

Ammesso che i numeri siano ancora relativamente piccoli, ma l’aumento statistico è sbalorditivo. Le conseguenze mediche dell’assunzione del v-a-c-c-i-n-i COVID non saranno imminenti da Big Pharma, che invariabilmente afferma che le reazioni sono casuali quando si prende l’iniezione. In altre parole, non sono collegati. ⁃ TN Editor

Perdere un neonato è un’impresa che spezza il cuore, così come il dolore di perdere un bambino non ancora nato. Questo è il motivo per cui siamo entrambi rattristati e scioccati di portarvi l’ultimo aggiornamento sul numero di nascituri e neonati che hanno perso la vita a causa delle madri che hanno ricevuto uno dei v-a-c-c-i-n-i Covid-19 nel Regno Unito.

Il governo ha pubblicato rapporti settimanali sulle reazioni avverse ai v-a-c-c-i-n-i sperimentali Covid-19, il primo dei quali ha riguardato i dati immessi nel sistema di cartellino giallo MHRA dal 9 dicembre 2020 al 24 gennaio 2021. Il loro ultimo rapporto (lo trovi qui), che è il settimo ad essere rilasciato, copre i dati immessi nel sistema di cartellini gialli MHRA dal 9 dicembre 2020 al 7 marzo 2021.

Solo sei settimane separano il primo e il settimo rapporto e lo scioccante aumento del numero di donne che perdono il nascituro e il neonato in quel periodo a causa del v-a-c-c-i-n-o Pfizer o AstraZeneca Covid è spaventoso.

Questo era il consiglio del governo in merito all’approvazione di emergenza del v-a-c-c-i-n-o Pfizer / BioNTech –

Gravidanza” I
dati sull’uso del v-a-c-c-i-n-oCOVID-19 mRNA BNT162b2 non sono disponibili o sono disponibili in quantità limitata.
Gli studi di tossicità riproduttiva sugli animali  non sono stati completati. COVID-19 mRNA  v-a-c-c-i-n-o
BNT162b2 non è raccomandato durante la gravidanza.

Per le donne in età fertile, la gravidanza deve essere esclusa prima della vaccinazione. Inoltre, si
deve consigliare alle donne in età fertile di  evitare la gravidanza per almeno 2 mesi dopo  la seconda dose.

Ve ne abbiamo parlato a dicembre, poiché i consigli del governo includevano anche commenti sull’allattamento al seno e sulla fertilità che erano i seguenti:

Allattamento
Non è noto se il v-a-c-c-i-n-o COVID-19 mRNA BNT162b2 sia escreto nel latte materno.
Non si può escludere un rischio per i neonati / lattanti. Il v-a-c-c-i-n-o COVID-19 mRNA BNT162b2 non deve essere utilizzato
durante l’allattamento.
Fertilità
Non è  noto  se il v-a-c-c-i-n-o COVID-19 mRNA BNT162b2 abbia un  impatto sulla fertilità. “

È a causa di questo consiglio rilasciato dal governo del Regno Unito che siamo rimasti così scioccati nel vedere nel primo rapporto pubblicato di reazioni avverse ai v-a-c-c-i-n-i Covid, utilizzando i dati immessi allo schema della carta gialla MHRA fino al 24 gennaio 2021 per un totale di 4 le donne avevano subito un aborto spontaneo a causa del v-a-c-c-i-n-i Pfizer / BioNTech.

Leggi la storia completa qui …

Pubblicato sul sito web: https://www.technocracy.news/

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