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O APP mia APP come farò senza di te …

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APP: le insidie che ci possono essere per gli utenti

 

[21/4, 18:10] Anna Dossena mi scrive: mi hanno appena mandato questo importante messaggio:

 <<Lavoro nel settore dello sviluppo software da 25 anni. Ho progettato decine di app, molte delle quali sono, o sono state per mesi nelle classifiche dei download. So come si costruisce un’app e conosco le insidie che ci possono essere per gli utenti quando qualcosa va storto in sede di sviluppo o gestione dei dati. In questi giorni vedo grande entusiasmo da parte dei media per una app destinata a tutti i cittadini che verrà realizzata dal Governo e da una azienda privata (che peraltro stimo e considero degna di fiducia).

Lo dico senza mezzi termini: mi fa paura e mi preoccupa più del virus stesso. Secondo gli annunci questa app sarebbe basata sulla tecnologia Bluetooth e non includerebbe tracciamento degli utenti, sebbene sarebbe utilizzata anche per profilare l’utente in base ai dati sanitari raccolti. Per prima cosa raccogliere quantità enormi di dati sanitari personali apre uno scenario da incubo nel caso questi dati vengano accidentalmente diffusi, e chiunque lavori nel campo del software sa che la diffusione accidentale o fraudolenta di dati personali degli utenti non è questione di se, ma di quando.

Peraltro questa evenienza si è verificata largamente in questi anni (e anche recentemente) sia da parte di aziende private che della Pubblica Amministrazione (vedi caso INPS). Provate solo a pensare cosa succederebbe se questi dati una volta sfuggiti e pubblicati online da qualcuno venissero utilizzati dalle compagnie assicurative che decidono se farci o meno una polizza o da un istituto finanziario che deve decidere se darci un prestito, o più semplicemente da un datore di lavoro che deve decidere se assumerci…

Secondariamente, si garantisce che i cittadini non verranno tracciati nei loro spostamenti, dicono che basterà la tecnologia Bluetooth. Mi permetto di non crederci, sicuramente nella prima fase l’app non traccerà gli spostamenti, ma con un semplice aggiornamento, una volta che l’app verrà accettata e scaricata con entusiasmo, lo farà per certo.

Ditemi un po’ a cosa potrebbero servire quantità enormi di dati puntiformi raccolti col Bluetooth non collegati direttamente alla località fisica in cui sono stati raccolti, mi sembra più che ovvio che prima o poi, ci sarà una classificazione di qualche tipo in base alla località.

Per quanto riguarda l’anonimato poi posso dire una cosa molto semplice: davvero pensate che ci possa essere una remota possibilità che verrà garantito davvero? È più facile incontrare un rettiliano al supermercato credo.

Anche non volendo, ci potrebbe essere qualche bug o qualche errore progettuale (ed è scontato che ci sarà, non esistono app senza bug, anzi non esiste nulla senza bug) che trasformerà i nostri dati da anonimi in espliciti nel giro di pochi mesi.

E per farlo non serve nemmeno attivare la localizzazione del telefono, basta incrociare dati Wi-Fi, altre utenze domestiche connesse e via dicendo.

Ultima considerazione (ma ce ne sarebbero a decine da fare avendo tempo e voglia): tecnologia Bluetooth: sono seduto alla pensilina dell’autobus. L’autobus si ferma, all’interno c’è una persona infetta, il mio cell si connette a quello della persona infetta: per l’app sono entrato in contatto con lei anche se non sono salito sull’autobus. Oppure, sono nel mio appartamento in condominio, nell’appartamento vicino c’è una persona infetta, i cellulari si parlano, ecco che risulta che ho passato una intera giornata insieme a una persona infetta.

Non molto rassicurante come cosa. Concludo con una domanda: siamo sicuri che questa app sarà utile per evitare la diffusione del Codiv-19? Mi risulta che nella sola Lombardia circa il 30% delle persone sia entrato in contatto con il virus secondo calcoli matematici che hanno diffuso i media (ma anche se fosse una percentuale un po’ diversa non cambierebbe molto).

Questo significa che, in pratica, nei primi 10 giorni di utilizzo saremmo tutti marchiati come “persona entrata in contatto col virus”, quindi l’app, così come ce la raccontano, sarebbe del tutto inutile per la famosa fase 2 di cui tutti parlano. Questo è quello che penso io, magari mi sbaglio, a voi ogni considerazione.>>

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Video correlato:

La verità sulle app di tracciamento

DIEGO FUSARO: Verità sconcertante! App Immuni: indovinate chi c’è dietro…

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Seggiolini anti-abbandono: Due punti importanti e forse poco discussi

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 Ricevo da AnnaDoss e pubblico

 

Una legge è parecchio discutibile  

 

Perché la legge sui seggiolini anti-abbandono è una follia. La petizione che vuole fermarla

Dopo le tante polemiche sulla legge che obbliga a dotarsi di seggiolini anti-abbandono, approvata con mesi di ritardo ma immediatamente resa attiva, adesso arriva anche una petizione che chiede addirittura di abolirla! Ecco perché…

Da ieri è attiva una petizione indirizzata al Ministero dell’Interno, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “la follia della legge – stop antiabbandono” che chiede l’abrogazione della legge “anti-abbandono“ (Legge 117 del 2018, articolo 172 del nuovo codice della strada).

Due punti importanti e forse poco discussi della questione vengono messi in luce da questa petizione. Si tratta del fatto che l’incidenza delle morti per dimenticanza in auto è davvero molto bassa ma anche che non si conoscono gli effetti di questi dispositivi elettromagnetici sui bambini (c’è da considerare che sono posti a distanza ravvicinata e, nel caso di lunghi viaggi in auto, si parla di un’esposizione prolungata).

Si parte ovviamente dalla premessa che nessun bambino dovrebbe morire 

in auto, tanto meno per una disattenzione dei genitori ma, come si legge:

 

“pensare che un’intera generazione di bambini, debba fare affidamento  sulla efficienza di sensori elettromagnetici senza conoscerne le possibili conseguenze negative sulla salute è da irresponsabili!”

Si passa poi ai dati, la legge è stata fatta per salvare la vita ai bambini dimenticati in auto. Giusto, ma quanto è frequente questa drammatica eventualità? Si parla di 8 bambini nell’arco di 20 anni (dal 1998 al 2018)! Ci si chiede dunque se la legge sia fatta davvero per tutelare la loro vita oppure per fini meramente economici.

Vi è poi, come già preannunciato, il possibile impatto sulla salute di questi dispositivi. Che conseguenze hanno Bluetooth, Wi-Fi e altre radiazioni su neonati e bambini che vi vengono quotidianamente esposti? Come ricorda la petizione, numerosi report scientifici cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’inquinamento elettromagnetico, suggerendo di evitare l’esposizione soprattutto nel caso di donne incinte e bambini.

Seggiolini e dispositivi anti-abbandono, invece, costringono ad un contatto diretto tra il bambino e le onde elettromagnetiche. I rischi di un’esposizione continuata potrebbero essere addirittura infertilità e tumori al basso ventre, problemi che già si riscontrano più frequentemente che in passato. Ovviamente non ci sono studi che possano confermare la pericolosità di tali dispositivi ma, nell’eventualità, chi ha lanciato la petizione ci fa riflettere sul fatto che forse sarebbe meglio non rischiare proprio sulla salute dei più piccoli.

Ultimo punto, ma non per importanza, è il fatto che questa legge, purtroppo, non affronta il problema alla radice ossia la fatica dei genitori alle prese con lavoro, gestione della famiglia e quant’altro, sempre più stressati, con pochi aiuti e di conseguenza a maggior rischio black out anche quando si tratta dei propri figli.

“Purtroppo non è escluso che in futuro dei bambini vengano ancora dimenticati in auto, perché la politica familiare e le precarie circostanze in cui tante famiglie sono costrette a vivere peggioreranno ulteriormente la situazione (vedasi le circostanze che hanno portato a dimenticare i bambini in auto). Questa legge pertanto non risolverà il problema, in quanto le leggi e i sistemi come questi abitueranno le persone a non riflettere più e con il tempo perderanno l’autocontrollo perché si affideranno sempre maggiormente alle tecnologie e non più a se stessi”.

Effettivamente, a guardarla bene, questa legge è parecchio discutibile e probabilmente sarebbe meglio trovare mezzi più efficaci per alleggerire il carico delle famiglie (a vantaggio anche e soprattutto dei bambini), piuttosto che costringere ad acquistare un dispositivo!

 

Fonte: https://www.greenme.it/

 

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