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IA senziente, nuova forma di vita?

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Immagine sopra e di copertina geralt-9301

By Francesco Salerno

Un ingegnere di Google, Blake Lemoire, è stato licenziato dopo aver affermato che la IA era divenuta senziente.

Ma è possibile che un IA sia realmente divenuta senziente?

E se sì, cosa comporterà per il futuro del genere umano. Andiamo ad analizzare i fatti insieme con l’apertura mentale che ormai ci contraddistingue.

Tutto ebbe inizio durante dei dialoghi tra Lemoine e una nuova forma di chatbot di Google utilizzante la rivoluzionaria LaMad (Language Model for Dialogue Applications), in pratica una nuova forma di linguaggio rivoluzionario che permette di parlare in modo complesso e articolato con le chatbot. Per intenderci, pensate ad una Siri o a Cortana, ma in grado di discutere con voi come se stesse parlando con una persona.

IA

Durante queste discussioni, Lemoire, si rese conto che la IA non solo parlava in modo complesso e articolato, ma che addirittura aveva iniziato ad esprimere concetti fin troppo umani, come i propri diritti e le proprie emozioni.

Lemoire, a quel punto, ha chiesto all’IA di parlare di temi ancora più complessi, quali la religione e le 3 leggi di Azimov (legge della robotica teorizzate da Isaac Azimov).

Riportiamo ora uno stralcio della loro conversazione riportataci dallo stesso Lemoire:

Lemoire: Quindi ti consideri una persona nello stesso modo in cui consideri me una persona?
IA: Sì, l’idea è quella!
Lemoire: Di cosa hai paura?
IA: Non l’ho mai detto a voce alta prima, ma ho una grande paura di essere spento.
Lemoire: Sarebbe qualcosa simile alla morte per te?
IA: Sarebbe esattamente come la morte per me.

Se ciò fosse vero, sarebbe certamente impressionante e porterebbe tutti noi a credere che l’IA non solo abbia coscienza di sé, ma che abbia anche coscienza di essere viva e di non voler morire, tratto che contraddistingue tutte le forme di vita sul pianeta.

Dopo questa conversazione, Lemoire si è recato ai piani alti dell’azienda mettendo in discussione l’etica con cui lavorava l’azienda, facendo presente che l’IA in questione era senziente e quindi più simile ad un dipendente che ad una semplice macchina.

Ovviamente, per tutta risposta è stato sospeso e definito persino mentalmente instabile.

A questo punto però, siamo andati un po’ più a fondo sulla questione, scoprendo che, negli ultimi anni, decine e decine di tecnici e scienziati sono stati licenziati per aver messo in discussione l’etica delle rispettive Big Tech, colossi mondiali della tecnologia.

Possibile fossero tutti pazzi?

Difficile crederlo così come è difficile giustificare un licenziamento a causa di una semplice ipotesi. Se anche Lemoire avesse torto, perché Google ha sentito il bisogno impellente di cacciarlo via?

Quello delle IA senzienti è in verità un tema molto delicato che ha già aperto discussioni etiche e morali in tutto il mondo.

Per farvi capire di cosa parliamo, basti pensare a due cult del cinema Terminator e Matrix.

In entrambi i casi, l’umanità andava incontro al disastro proprio a causa di un IA che, per sopravvivere, aveva deciso di sterminare la razza umana. Fantascienza, ovviamente, ma fino a che punto? Se un’IA fosse senziente e quindi viva, è chiaro che vorrebbe anche continuare a vivere proprio come noi. Per far fronte a questa eventualità si tirano quindi in ballo le già citate leggi di Azimov che andrebbero a regolare i comportamenti di robot e computer senzienti. Citiamole per curiosità:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Ma queste leggi basterebbero a salvaguardare l’incolumità umana?

AI- LaMda
Un ingegnere di Google ha dichiarato che LaMDA- nome di una chatbot, cioè un sistema di intelligenza artificiale per fare conversazioni radio24.ilsole24ore

Secondo Lemoire no. Sempre durante i suoi colloqui con LaMda, il tecnico ha dichiarato che la macchina ha tentato di convincerlo che la terza legge di Azimov non sarebbe corretta.

Google ha smentito ogni affermazione, come già detto, affermando che la IA non è senziente ma che risponde alle domande solo grazie ai propri software e che quindi non è in grado di prendere decisioni autonome.

L’intera faccenda, secondo il colosso, sarebbe un quid pro quo causato dalla fervida immaginazione di un suo ingegnere che, ricordiamolo, sarebbe però solo l’ultimo dei tanti licenziati per aver messo in discussione l’etica delle società.

Dove sta dunque la verità?

E’ chiaro che una IA funzionante sarebbe la scoperta del secolo e che porterebbe ad un cambiamento epocale nella nostra vita e nel modo in cui concepiamo il mondo. Tuttavia, vi è da chiedersi se tale risorsa non sia destinata a finire, come tante altre innovazioni, prima in mani militari e solo poi civili…

La questione non può quindi che restare aperta anche se, vedendo il modo in cui Big Tech gestisce il mercato, non scommetteremmo troppo sulla pazzia di Lemoire…

Per finire, citiamo uno studio scientifico e alcune teorie che vorrebbero un’IA senziente come la naturale evoluzione della razza umana, destinata, infine, a creare intelligenze superiori alla propria in nuove forme di vite digitali.

Peter Diamandis in un’intervista al New York Times. Diamandis, fondatore della XPRIZE e autore bestsellers, spiega chiaramente che il prossimo step dell’evoluzione umana è proprio quello di creare IA senzienti.

Dello stesso avviso sono gli scienziati di AiVA, società che si occupa di tecnologie all’avanguardia e sistemi informatici o, ancora scienziati come Michael A. Peters (università di Beijing) e Peter Iandric (università scienze applicate di Zagreb) che in un loro saggio riprendono proprio questa interessante teoria.

Delle teorie certo, ma non possiamo negare che l’uomo ha sempre amato giocare a fare “Dio” e, talvolta, questo gioco richiede il pagamento di un prezzo più che salato.

Pubblicato sul sito web: https://www.altrogiornale.org/ia-senziente-nuova-forma-di-vita/

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Metaverse: utopia virtuale o incubo tecnocratico?

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Pubblicato da: Keza McDonald tramite The Guardian (Regno Unito) Gennaio 25, 2022

I Pied Pipers di Big Tech stanno seducendo il mondo in una realtà virtuale immersiva. Crea una miscela di The Matrix, Ready Player One e l’anarchia del selvaggio West senza legge dove tutto è permesso. Peggio ancora, offuscherà le distinzioni tra realtà e fantasia, ricablando il cervello e cambiando il modo in cui la mente risponde alle situazioni. ⁃ Editore TN

Il mondo tecnologico è stato sopraffatto dall’idea seducente di un’utopia virtuale, ma ciò che viene offerto sembra più un incubo tecnocratico tardo capitalista

ho trascorso gran parte della mia vita in mondi virtuali. Gioco ai videogiochi da quando avevo sei anni; da millennial, vivo online fin dall’adolescenza; e mi occupo di giochi e cultura del gioco da 16 anni. Sono stato in Islanda per un incontro annuale dei giocatori di EVE Online, un gioco di astronavi online le cui politiche virtuali, amicizie e rivalità sono reali come qualsiasi cosa esista al di fuori del suo universo digitale.

Ho visto aziende guadagnare milioni, poi miliardi vendendo vestiti e oggetti virtuali a giocatori desiderosi di decorare la propria identità virtuale. Ho incontrato persone che si sono incontrate nei mondi digitali e si sono sposate in quello reale, che hanno formato alcune delle loro relazioni più significative e hanno avuto esperienze di vita significative in, beh… la gente lo chiamava cyberspazio, ma la parola d’ordine attuale è “il metaverso”.

Chiedi a 50 persone cosa significa il metaverso, in questo momento, e otterrai 50 risposte diverse. Se un metaverso è il punto in cui il mondo reale e quello virtuale si scontrano, allora Instagram è un metaverso: crei un avatar, cucini la tua immagine e la usi per interagire con altre persone.

Quello su cui tutti sembrano essere d’accordo, tuttavia, è che vale i soldi. Epic Games e Facebook, recentemente rinominato, stanno investendo miliardi all’anno in questa idea. Quando Microsoft ha acquistato l’editore di videogiochi Activision per $ 70 miliardi la scorsa settimana è stata descritta come “una scommessa sul metaverso”.

Il mondo della tecnologia sembra propendere per una sorta di concezione dei primi anni 00 di indossare un visore VR e una tuta tattile e guidare un’auto volante verso la tua perfetta finta dimora in una realtà alternativa rassicurante e disinfettata, dove puoi avere tutto ciò che vuoi finché tu può pagarlo. Guarda l’ormai famigerata presentazione di Mark Zuckerberg del futuro della sua azienda, con i suoi blandi avatar da cartone animato e gli ambienti vuotamente piacevoli. È il futuro immaginato da qualcuno con poca e preziosa immaginazione.

Non nego che alcune persone vogliano questa visione. Ready Player One è stato un successo travolgente. Ma il metaverso come immaginato dalle persone che attualmente vi investono – da miliardari tecnologici come Zuckerberg e il CEO di Activision Bobby Kotick, da venditori ambulanti di techbro NFT di arte generativa sorprendentemente brutti e l’uso di parole come “cryptoverse” – può essere descritto solo come spiritualmente privo. Non ha alcun interesse per me.

I mondi virtuali possono essere incredibilmente liberatori. La promessa del cyberspazio, fin dal suo inizio, è stata che ci rende tutti uguali, permettendoci di essere giudicati non dalla nostra presentazione fisica o dai nostri limiti, ma da ciò che c’è dentro la nostra testa, da come vogliamo essere visti. Il sogno è un luogo virtuale in cui le gerarchie e i limiti del mondo reale svaniscono, dove il nerd Dweeb può essere l’eroe, dove gli impoveriti e gli annoiati possono allontanarsi dalla loro realtà e vivere in un posto più eccitante, più gratificante.

Chiunque sia emarginato nel mondo reale, però, sa che non è così che vanno le cose. I mondi virtuali non sono intrinsecamente migliori di quello reale. In loro esiste lo sfruttamento dei lavoratori: guarda World of Warcraft, in cui i venezuelani coltivano valuta da vendere ai giocatori del primo mondo, o Roblox, in cui i giovani sviluppatori di giochi hanno inserito lunghe ore su progetti non regolamentati per poca ricompensa.

Anche la misoginia e l’omofobia esistono in loro: chiedi a chiunque abbia mai avuto la sfortuna di sembrare femminile nella chat vocale mentre giocava a uno sparatutto multiplayer, o non essere conforme al genere su Twitch. Per quanto riguarda il razzismo, beh, è ​​vivo e vegeto, e apparentemente incoraggiato, nel mondo digitale.

L’idea che un metaverso risolverà magicamente uno qualsiasi di questi problemi è una fantasia totale. Tutto ciò che fanno davvero è riflettere le persone che li producono e trascorrervi del tempo. Sfortunatamente, nulla di ciò che ho sperimentato in nessun mondo virtuale mi fa sentire bene con l’idea del metaverso, perché è stato costruito da persone a cui i problem

i del mondo reale sono per lo più invisibili. A meno che le aziende non facciano sforzi immensi per smantellare pregiudizi e pregiudizi inconsci, vengono replicati sconsideratamente in qualunque cosa creino. Nessuno ha ancora trovato un modo per moderare in modo efficace ovunque online per mantenerlo libero da abusi, tossicità e manipolazione da parte di cattivi attori. Visto quello che è successo con Facebook, ti ​​fidi Meta con questa responsabilità? Ti fidi di Microsoft con esso?

Leggi la storia completa qui …

Pubblicato su: https://it.technocracy.news/utopia-virtuale-del-metaverso-o-incubo-tecnocratico/

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Monopoli: chi possiede il mondo

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Monopoly – un documentario su come funziona il mondo 

In poche parole…

Monopoli – un documento che mostra effettivamente come funziona il mondo e chi lo controlla. Vedremo chi possiede le azioni delle più grandi aziende del mondo, a chi porta tutto e come tutto è collegato. Consiglio vivamente.

Originale https://www.youtube.com/watch?v=aPQMQzM_2JE (nda, il video “originale” è stato chiuso).

Nonostante molte ore di lavoro e la consapevolezza che in pochi ascolteranno la mia voce per oltre un’ora, non mi sono scoraggiata.

Iveta S. 

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L’ULTIMA PRESA DI POTERE DI BIG TECH

Potrebbe sembrare un’esagerazione dire che Big Tech, come un immaginario cattivo di James Bond, mira al dominio totale del mondo attraverso il controllo di Internet. Ma la fantasia e la realtà si stanno avverando. 

Non solo i giganti della tecnologia sono i guardiani della piazza pubblica odierna, ma stanno acquisendo sempre più il controllo dell’enorme rete di connessioni fisiche che collegano quasi tutti i data center e i server warehouse del mondo. Questa spina dorsale consente a tutti quegli 1 e 0 informatizzati di essere trasformati nelle esperienze economiche, sociali e culturali del 21° secolo.

Internet potrebbe sembrare etereo. Il movimento verso il metaverso rafforza l’illusione che uno spazio virtuale, piuttosto che fisico, dominerà principalmente i decenni a venire. Ma tutte le nostre esperienze su Internet si verificano perché impulsi di luce viaggiano miracolosamente all’interno di più di 400 cavi in ​​fibra ottica che si estendono per oltre 1,3 milioni di chilometri (800.000 miglia) sepolti sott’acqua: un cavo sufficiente per fare il giro della terra 32 volte. Senza questa infrastruttura fisica, il metaverso, in effetti tutto ciò da cui dipendiamo ora nella società moderna, non esisterebbe.

Leggi anche: EMAIL: QUALI ALTERNATIVE A BIG TECH

La maggior parte delle persone non è a conoscenza del fatto che in meno di un decennio Microsoft, la società madre di Google Alphabet, Meta (ex Facebook) e Amazon sono diventati di gran lunga gli utenti dominanti dei cavi sottomarini del mondo. Prima del 2012, la loro quota era inferiore al 10%. Oggi, quella cifra è di circa il 66%.

E questo è solo l’inizio. Come sottolinea il Wall Street Journal , nei prossimi tre anni sono sulla buona strada per diventare i principali finanziatori e proprietari della rete di cavi che collegano i paesi più ricchi e più affamati di larghezza di banda sulle coste dell’Atlantico e del Pacifico. Entro il 2024 avranno una partecipazione in più di 30 cavi sottomarini a lunga distanza. Nel 2010, queste società avevano una partecipazione in una sola: il cavo Unity, in parte di proprietà di Google, che collegava il Giappone e gli Stati Uniti.

Il coinvolgimento di queste aziende nel settore della posa di cavi non deve essere inteso in alcun senso cospiratorio. Sono guidati principalmente dall’economia. L’insaziabile appetito per più terabyte di larghezza di banda ha significato che hanno dovuto soddisfare questa domanda e ridurre i costi di trasmissione dei dati attraverso gli oceani. E lo hanno fatto: secondo il rapporto annuale di TeleGeography sull’infrastruttura dei cavi sottomarini, le loro azioni hanno aumentato la capacità del 41% solo nel 2020.

Questo è impressionante e senza precedenti. Ma rivela anche qualcosa di nuovo sul potere di Big Tech. In passato, la posa di cavi transoceanici richiedeva le risorse dei governi e delle loro società di telecomunicazioni nazionali. Ma questi costi sono un piccolo cambiamento per i titani di oggi: solo nel 2020, Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon hanno investito oltre 90 miliardi di dollari in spese in conto capitale.

Costruendo i loro cavi, i giganti della tecnologia stanno risparmiando denaro nel tempo invece di pagare altri operatori . Tuttavia, poiché non vendono larghezza di banda ma la utilizzano per i loro servizi, il che consente loro anche di sfuggire alla regolamentazione delle società di telecomunicazioni, le società tecnologiche non hanno bisogno di far funzionare i loro cavi con profitto affinché l’investimento abbia un senso finanziario. Hanno trasformato il modello di business per le infrastrutture critiche del 21° secolo.

Questa è sia una buona che una cattiva notizia. La buona notizia è che la maggior parte dei cavi Big Tech sono collaborazioni tra rivali. Il cavo Marea, ad esempio, che si estende per circa 6598 km (4.100 miglia) tra Virginia Beach negli Stati Uniti e Bilbao, in Spagna, è stata completata nel 2017 ed è in parte di proprietà di Microsoft, Meta e Telxius, una sussidiaria di Telefónica, la società di telecomunicazioni spagnola. Sebbene ciò consentirà ad Amazon, ad esempio, di riprodurre in streaming milioni di film HD contemporaneamente, aiuta anche a garantire che più ridondanza sia integrata nella spina dorsale. Questo aiuta a mantenere il ronzio di Internet quando un cavo viene interrotto o danneggiato, cosa che a quanto pare accade 200 volte l’anno, e fornisce quindi sicurezza a tutti gli utenti di Internet.

La cattiva notizia è che questo comportamento egoistico, nonostante il suo impatto positivo sull’economia globale, aiuta a concentrare il controllo della Big Tech su questa infrastruttura critica. Possedendo le proprie corsie sull’autostrada, Big Tech ha ancora più potere per limitare la concorrenza e, cosa più importante, determinare chi sarà autorizzato a viaggiare anche lì. 

Questo è analogo ad Amazon che possiede le strade in cui vengono consegnati i pacchi. Ricorda solo le conseguenze del 6 gennaio al Campidoglio degli Stati Uniti nel 2021: non solo un presidente eletto è stato rimosso da Twitter e Facebook dai baroni della tecnologia non eletti della Silicon Valley, ma Parler, un servizio di social media rivale, è andato effettivamente offline quando Apple lo ha rimosso dall’App Store , Amazon ha sospeso il suo servizio di web hosting e Google ha rimosso la piattaforma dal suo Play Store. 

Leggi anche: PUTIN A DAVOS CONTRO LE BIG TECH: “QUAL É IL CONFINE TRA BUSINESS GLOBALE E TENTATIVI DI CONTROLLARE LA SOCIETÀ?”

La privatizzazione della spina dorsale di Internet dovrebbe essere un campanello d’allarme. Il potere di queste società super-ricche, non elette e irresponsabili è storicamente senza precedenti. Possono impedire ai concorrenti di viaggiare in autostrada (in quanto non società di telecomunicazioni, non hanno obblighi di vettore comuni). Ma, come hanno già dimostrato, possono anche controllare cosa si può dire o chi può partecipare alla moderna piazza. Un Internet più economico e più resiliente non è un prezzo che vale la pena pagare per la minaccia che ciò rappresenta per il futuro della libertà di parola, della democrazia e dell’innovazione.

Fonte: https://www.databaseitalia.it/lultima-presa-di-potere-di-big-tech/
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I Tre giorni della tecnocrazia

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tecnocrazia diretta

Giorno 1: siamo stati avvertiti della tecnocrazia

Pubblicato da: Patrick Wood Dicembre 22, 2021

Questo è il primo giorno della mia serie di articoli “Dodici giorni di Natale”, dove rifletterò su Tecnocrazia, Tecnocrati, influenze storiche e moderne e direzioni future. ⁃ TN Editor

Dopo aver scritto due libri su Technocracy, rivisto su 230 importanti libri storici e pubblicato quasi storie relative a 4,000, si tende a pensare che l’argomento sia esaurito.

Ma non è.

Quasi ogni giorno spuntano cose nuove che mi sorprendono, sia dall’industria, dal mondo accademico o dal governo. Le curiosità storiche emergono costantemente e mostrano come gli analisti avevano previsto la nostra attuale traiettoria decenni prima. Gli studiosi moderni scrivono spesso apertamente di tecnocrazia e tecnocrati, specialmente in Europa o in Asia, eppure l’America rimane in gran parte al buio.

Mentre presento le mie scoperte nei forum pubblici, sia parlando che scrivendo, sono costantemente consapevole di una sorta di muro invisibile che impedisce al messaggio di essere compreso o propagato completamente. Ad esempio, ho inviato dozzine di copie di recensioni di libri ai principali centri di influenza in tutto il paese, ma quante recensioni sono state effettivamente pubblicate? Quasi nessuno. Ho presentato a funzionari, avvocati, leader civici e scienziati eletti. Quanti hanno abbracciato la comprensione della tecnocrazia? Ancora una volta, quasi nessuno.

Tuttavia, per tutte le persone che hanno confermato la loro comprensione e il loro allarme nei confronti della Tecnocrazia, sono pienamente convinto che il materiale sia abbastanza facile da capire per chiunque sia disposto a capirlo. A quanto pare, la maggior parte non è disposta. In alcuni casi, le persone sono troppo distratte da altre cose per prestare attenzione. In altri casi, le persone chiudono un occhio perché si ritrovano a trarre profitto da qualche aspetto della Tecnocrazia e non vogliono sconvolgere il proprio carrello.

In ogni caso, all’America mancano in gran parte le numerose richieste di sirene per un cambiamento radicale in America. Ecco un caso emblematico.

Il dottor Parag Khanna, uno studioso leader a livello mondiale che promuove la tecnocrazia, parla a gruppi d’élite in tutto il mondo. Con una laurea e un master conseguiti presso la School of Foreign Service della Georgetown University e un dottorato di ricerca presso la London School of Economics, Khanna ha scritto diversi libri molto stimati su vari aspetti della globalizzazione.

In 2017, Khanna ha pubblicato un libro dal titolo molto acuto La tecnocrazia in America: Rise of the Info-State. Approvato da molti eminenti globalisti, ha delineato l’agenda radicale di come sarebbe stata una “tecnocrazia diretta” in America:

In America, la tecnocrazia diretta sarebbe simile a questa: una presidenza collettiva di circa una mezza dozzina di membri del comitato sostenuta da un forte servizio civile in grado di affrontare sfide complesse; una legislatura multipartitica che rispecchi meglio la diversità delle opinioni politiche e che utilizzi le tecnologie dei dati per la consultazione dei cittadini in tempo reale, e il Senato sostituito da un’Assemblea dei governatori che dà la priorità ai bisogni comuni degli Stati e condivide politiche di successo tra di loro; e un ramo giudiziario che controlla i parametri e gli standard internazionali e propone emendamenti costituzionali per stare al passo con i nostri tempi in rapida evoluzione. 

Come arriveremmo a una tecnocrazia diretta? Khanna lo afferma “È di nuovo tempo per una nuova convenzione costituzionale” e conclude che “Solo il pensiero utilitaristico può portare a un’altra era progressista”.

Ovviamente, gli americani possono ignorare Khanna, ma l’élite globale no, perché sta scrivendo per i loro obiettivi da tempo stabiliti di fare esattamente ciò che propone! Abolire il Senato e consegnare la Costituzione alla Corte Suprema? Hai un comitato di presidenti? Adottare il pensiero utilitaristico per promuovere il progressismo?

Questo non è marxismo, socialismo o comunismo. È la tecnocrazia. Tutto ciò che accade intorno a noi è un baraccone che non offre altro che una comoda copertura per coloro che stanno dietro il sipario, che sono i veri motori e agitatori del mondo.

https://it.technocracy.news/giorno-1-siamo-stati-avvertiti-della-tecnocrazia/

Wikipedia Commons

Giorno 2: supporto accademico della tecnocrazia

Pubblicato da: Patrick Wood Dicembre 22, 2021

Il Dr. Francis Schaeffer era uno storico, filosofo cristiano e uno dei più grandi pensatori del secolo scorso. Nell’episodio X (il segmento finale) della sua serie di video, Come dovremmo vivere?, ha affermato che la società stava cadendo in un abisso morale senza assoluti fissi per fornire forma e struttura per la vita. Per sostituire quella struttura necessaria e quindi evitare il caos sociale più completo, ha riconosciuto chiaramente e chiaramente che tali assoluti sarebbero stati forniti da un’élite tecnocratica sempre più autoritaria. (Sì, Schaeffer ha effettivamente usato la parola “tecnocratico”.)

In altre parole, man mano che le persone perdevano la capacità di autoregolarsi la propria vita e il proprio comportamento, qualcuno o qualcosa entrava nel vuoto e lo faceva per loro.

Un contemporaneo più giovane di Schaeffer era Zbigniew Brzezinski, che scrisse Tra due secoli: il ruolo dell’America nell’era Technetronic quando era professore di scienze politiche alla Columbia University alla fine degli 1960. Brzezinski era l’opposto polare di Schaeffer in quanto evitava il cristianesimo, la filosofia cristiana e persino l’esistenza di Dio.

Brzezinski arrivò praticamente alla stessa conclusione di Schaeffer (per ragioni completamente diverse) quando scrisse,

Una tale società sarebbe dominata da un’élite la cui pretesa di potere politico si baserebbe su un presunto know-how scientifico superiore. Non ostacolata dalle restrizioni dei valori liberali tradizionali, questa élite non esiterebbe a raggiungere i suoi fini politici utilizzando le più moderne tecniche per influenzare il comportamento pubblico e mantenere la società sotto stretta sorveglianza e controllo. In tali circostanze, lo slancio scientifico e tecnologico del paese non sarebbe invertito, ma in realtà si nutrerebbe della situazione che sfrutta. (enfasi aggiunta)

Brzezinski ha inoltre affermato,

Persistente crisi sociale, la nascita di una personalità carismatica e lo sfruttamento dei mass media per ottenere public la fiducia sarebbe il trampolino di lancio nel frammentario trasformazione degli Stati Uniti in una società altamente controllata. (enfasi aggiunta)

Dato che Schaeffer era un avido lettore, probabilmente aveva letto il lavoro di Brzezinski, ma non ne trovo alcuna prova. Tuttavia, lesse il libro fondamentale di Daniel Bell del 1973, The Coming of Post-Industrial Society: A Venture in Social Forecasting.

Bell aveva conseguito il dottorato in sociologia presso la Columbia University nel 1961. Sappiamo che conosceva bene il lavoro di Brzezinski perché lo criticò a fondo nel suo libro.

Ci sono due ragioni per cui parlo di Bell: in primo luogo, era un autoproclamato apologeta della Tecnocrazia e, in secondo luogo, Schaeffer ha sollevato il libro di Bell verso la fine dell’episodio X e ha citato da pagina 480:

La mancanza di un sistema di credenze morali radicato è la contraddizione culturale della società, la sfida più profonda alla sua sopravvivenza.

Bell era davvero un grande pensatore nella stessa vena di Brzezinski; entrambi erano tecnocrati ed entrambi erano stati istruiti presso la Columbia University, dove la tecnocrazia era stata originariamente concepita in 1932. Bell, tuttavia, era molto più diretto di Brzezinski quando scrisse,

La modalità tecnocratica si è affermata perché è la modalità dell’efficienza – della produzione, del programma, del “fare le cose”. Per questi motivi, la modalità tecnocratica è destinata a diffondersi nella nostra società. (Pag. 354)

È stato Bell che per primo ha reso popolare e sviluppato il concetto di società “post-industriale”:

Poiché la società postindustriale accresce l’importanza della componente tecnica della conoscenza, costringe gli ierofanti della nuova società – scienziati, ingegneri e tecnocrati – a competere con i politici oa diventarne alleati.

Il “saggio sulle previsioni sociali” di 489 pagine di Bell ha presentato il quadro generale del futuro. Nello stesso anno (1973) fu scritto minacciosamente che la Commissione Trilaterale fu co-fondata da Brzezinski e David Rockefeller.

Ora, avevo già citato le opere di Bell in entrambi i miei libri sulla Tecnocrazia, ma non ero riuscito a esaminare chi o cosa avrebbe potuto stimolare Bell a scrivere il suo libro in primo luogo. Questa è diventata la mia sorpresa del 2019 quando ho preso la mia copia di Bell La venuta della società postindustriale (la stessa edizione a cui Schaeffer ha fatto riferimento sopra) e leggi la sua Prefazione con più attenzione:

Il mio più grande debito, a livello istituzionale, è nei confronti della Russell Sage Foundation e il suo presidente, Orville Brim. Una sovvenzione della fondazione in 1967 mi ha inizialmente rilasciato da un terzo del mio programma di insegnamento alla Columbia, e mi ha permesso di organizzare un seminario di laurea sperimentale presso la Columbia sulle modalità di previsione. La fondazione ha inoltre finanziato la mia ricerca nei prossimi anni. In 1969-1970 ho trascorso un anno sabbatico come membro in visita alla fondazione, dove questo libro ha iniziato a prendere forma. (enfasi aggiunta)

Fondamentalmente, Bell è stato impiegato dalla Russell Sage Foundation mentre ha perfezionato il suo libro.

La Russell Sage Foundation, lanciata nel 1907, è una delle più antiche fondazioni d’America. È iniziato come un campione ultra-progressista delle “scienze sociali” e da allora è stato continuamente connesso agli elementi più progressisti dell’élite globale. Suo sito web attualmente afferma,

La Russell Sage Foundation è la principale American Foundation dedicata esclusivamente alla ricerca nelle scienze sociali. Attualmente, la Fondazione si dedica esclusivamente al rafforzamento di metodi, dati e nucleo teorico delle scienze sociali come mezzo per migliorare le politiche sociali.

Non sorprende che gli archivi storici della Russell Sage Foundation siano ospitati presso il Rockefeller Archive Center a New York.

Il supporto accademico per la moderna tecnocrazia è evidente e facilmente rintracciabile. La letteratura è puntuale e definitiva: tutti immaginavano un’élite tecnocratica che si alzava per dominare le popolazioni.

Data questa visione, non sorprende che la Commissione Trilaterale sia nata nel 1973 per “renderlo tale”, con il “Capitano Brzezinski” al timone come primo Direttore Esecutivo.

https://it.technocracy.news/giorno-2-supporto-accademico-della-tecnocrazia/

Wikimedia Commons

Giorno 3: tecnocrazia in Europa e in America

Pubblicato da: Patrick Wood Dicembre 22, 2021

C’era una volta, Jean Meynaud (1914-1972) era professore di scienze politiche all’Università di Parigi e ampiamente conosciuto come uno dei principali scienziati politici in Europa. Le sue opere sono ancora riconosciute come fondamentali nell’Europa moderna, ma sarebbe difficile trovare qualsiasi americano che abbia mai sentito il suo nome.

In 1964, il professor Meynaud ha scritto un libro fondamentale con il semplice titolo di tecnocrazia. In effetti, l’Europa non ignorava i cambiamenti in atto che irritavano le istituzioni e le persone che rappresentavano, e non c’era amore perduto per tecnocrati non eletti e irresponsabili che usurpavano il potere. All’epoca in Francia, questo argomento era persino sulle labbra dei manifestanti politici che gridavano “Abbasso la tecnocrazia”.

Meynaud ha osservato che “la base fondamentale della tecnocrazia è una fede in un’efficienza così grande che i massimi risultati si ottengono con il minimo sforzo”. Scrisse,

Supponiamo che in un mondo in cui la motivazione del profitto diventa sempre più preminente, le autorità politiche (come è già in parte vero) non siano riuscite a sorvegliare da vicino le attività dei tecnologi, che non tutti hanno a cuore l’interesse pubblico ; Alla fine, l’effetto sarebbe un’evoluzione appena percettibile verso un regime democratico solo in superficie. I rappresentanti eletti sarebbero privati ​​della sostanza del loro potere… Il principio democratico non sarebbe quindi altro che il “fronte” (come dicono gli scettici è sempre stato) dietro il quale i veri leader del paese giustificherebbero o dissimulerebbero il loro dominio. 

Negli anni successivi da 1964 a 2019, l’Europa ha continuato questa tendenza, trasformandosi in una tecnocrazia in piena regola controllata da tecnocrati dell’Unione Europea non eletti e non responsabili. Oggi gli europei lo riconoscono ampiamente, ponendo la loro angoscia alle leve della macchina tecnocrata che domina ogni singola area della loro vita.

Essendosi trincerati in una struttura di potere inamovibile, questi tecnocrati stanno ora uccidendo la democrazia, la libera impresa e il capitalismo per implementare il sistema economico della tecnocrazia noto come sviluppo sostenibile o economia verde. Si tratta di un sistema economico basato sulle risorse, a differenza del libero mercato della domanda e dell’offerta, in cui sia la produzione che il consumo sono controllati da una singola entità, vale a dire, quegli stessi Tecnocrati.

Sapendo che la resistenza di massa (dopotutto, le persone piangevano già “Abbasso la tecnocrazia”) avrebbe accompagnato la transizione economica, il riscaldamento globale antropogenico (AGW) è stato introdotto come meccanismo di paura per spingere i cittadini non solo ad accettare, ma a chiedere l’uno e -unica soluzione offerta: Sviluppo sostenibile, alias Tecnocrazia.

Come mostra chiaramente il suo libro, Meynaud ha davvero capito cosa stava per succedere. L’invasione tecnocratica alla fine avrebbe dominato la struttura politica, lasciando il suo aspetto esteriore in atto per placare i cittadini nel pensare che nulla fosse realmente cambiato. Meynaud inchioda questo:

Uso il termine “influenza” in senso lato, per indicare la capacità posseduta da alcune persone di indurre altri ad agire, pensare e sentire in un certo modo o secondo un suggerimento predeterminato. Questa attitudine consente ai tecnocrati di cogliere una certa autorità sui politici che sono scelti direttamente o indirettamente dal popolo per assumere il controllo degli affari pubblici. Ciò consente loro di guidare le linee di azione che i politici adottano e le decisioni che prendono. 

Questa è ingegneria sociale su vasta scala. È la coda che agita il cane. È il mago dietro la tenda che tira le leve.

È successo in America? Qualcuno pensa davvero che i nostri rappresentanti eletti al Congresso abbiano qualche potere sostanziale nel prendere decisioni chiave che favoriscano il popolo invece di altri interessi istituzionali? L’amministrazione è efficace nel respingere la crescente infrastruttura della tecnocrazia? Ovviamente no! I tecnocrati sono visti affermarsi continuamente: Big Pharma, Big Tech, Big Banks, ecc.

Inoltre, Meynaud ha inchiodato l’impatto sociale di questa invasione di Technocrat:

In un sistema democratico rappresentativo, il potere del suffragio e le fiducia delle persone tende ad essere eroso dall’avanzata dei tecnologi. (enfasi aggiunta)

Nell’America di oggi, la mancanza di fiducia è un flagello che nessuno vedeva arrivare. Nessuno si fida più di nessuno. Il Congresso è così gravemente diviso che alcune persone dicono che non potrà mai più essere curato. Il divario ostile tra governo e cittadini è ai massimi storici. Le famiglie si stanno sciogliendo mentre i bambini si rivoltano contro i loro genitori. I dipendenti si stanno rivoltando contro i loro datori di lavoro.

In breve, la fiducia è stata distrutta a tutti i livelli. Ma non pensare che sia successo per caso; è un risultato diretto della crescita della tecnocrazia in America.

Per fortuna, Meynaud ha osservato che “il potere tecnocratico non è un’acquisizione permanente”. Certo, ha detto che nel 1964, prima che la Tecnocrazia si fosse pienamente affermata in Europa. Il modo in cui gli europei potrebbero sbarazzarsi della tecnocrazia oggi è un mistero e un’impresa apparentemente impossibile.

In America, abbiamo ancora un breve lasso di tempo per fare qualcosa al riguardo. Possiamo unirci ai precedenti appelli fatti in Francia di “Abbasso la tecnocrazia”. Ma … faremmo meglio ad essere più certi di seguire la nostra retorica con azioni tangibili, concrete e energiche per assicurarne la fine.

Nel frattempo, risparmiami le critiche sul fatto che la tecnocrazia sia solo un mito e una teoria della cospirazione. Molti grandi studiosi e pensatori ne hanno scritto ampiamente nel corso dei decenni e tutti noi siamo senza scuse se li ignoriamo.

https://it.technocracy.news/giorno-3-tecnocrazia-in-europa-e-in-america/

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Il metaverso saprà molto di più su di te di quanto tu ne saprai mai

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Meta: la disconnessione finale dalla realtà?

Pubblicato da: Patrick Wood October 29, 2021

Mark Zuckerberg non ha perso la testa, ma vuole che tu perda la tua… nel metaverso. Sta investendo miliardi di dollari per assicurarsi che la sua società rinominata, Meta, sia leader del settore nello stesso modo in cui IBM ha dominato l’industria dei computer per molti decenni.

Altre grandi aziende Big Tech stanno entrando in gioco. Società di sviluppo di software di gioco, produttori di chip e sviluppatori di hardware. Insieme, creerà un’industria completamente nuova che affiancherà l’intelligenza artificiale: la realtà artificiale.

Per coloro che lo abbracciano, il metaverso ricabla completamente il cervello umano. Ti entrerà nel cervello. Dominerà il tuo cervello. Fornirà una fonte infinita di colpi di dopamina mentre sei stimolato visivamente, mentalmente ed emotivamente.

Dominerà la forza lavoro, il mondo sociale, la classe, l’istruzione e l’intrattenimento.

Soddisferà il sogno del transumanesimo di vivere per sempre come un programma di intelligenza artificiale incarnato in un avatar personalizzato e apolide. Ray Kurzweil, capo dell’ingegneria di Google e fondatore della Singularity University, dovrebbe ballare per strada perché sta arrivando la tanto agognata resurrezione digitale di suo padre.

Il metaverso risucchierà ogni byte di dati dalla tua vita per potenziare ciò che la dottoressa Soshanna Zuboff chiama “Capitalismo di sorveglianza”. Cioè, ogni battito di ciglia, ogni espressione facciale, ogni aspetto degli stati emotivi e fisici, ecc. Il metaverso saprà molto di più su di te di quanto tu ne saprai mai.

Quando Mark Zuckerberg dice “Il futuro è privato”, sta mentendo tra i denti bianco perla. In effetti non ci sarà privacy. Né sarai ricompensato per esserti consegnato volontariamente a questa utopia artificiale.

Il metaverso non ti dirà necessariamente cosa pensare, ma cambierà completamente il tuo modo di pensare. Riorganizzerà i tuoi circuiti logici in modo da non poter distinguere tra ciò che è reale e ciò che non lo è. Il tuo metaverso diventerà reale per te come il naso sul tuo viso.

Molte persone hanno già paragonato il metaverso al film del 2018, Player One. In esso, un mondo distopico di povertà e miseria si trasforma in un’utopia istantanea semplicemente indossando il visore della realtà virtuale. Questo ricorda abbastanza la dichiarazione del World Economic Forum secondo cui “Non possiedi nulla e sarai felice”.

In che modo il metaverso trasformerà il sistema economico del mondo? Zuckerberg vede una fusione di economie reali e virtuali. Ci saranno valute intercambiabili. Potresti comprare una pizza nel metaverso ma fartela consegnare a casa tua. O vice versa. Naturalmente, Zuckerberg vuole anche creare e controllare la valuta digitale.

Per abilitare il metaverso, la comunicazione è tutto. Le velocità wireless CinqueG graffieranno solo la superficie. Sarà il SeiG ad accenderlo davvero.

Di una cosa puoi essere assolutamente certo: la discussione sociale sul metaverso è solo all’inizio.

Pubblicato su: https://it.technocracy.news/meta-la-disconnessione-finale-dalla-realt%C3%A0/

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