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La nuova logica illogica

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CROLLO DELLA LOGICA

di: Dottor Roberto Slaviero – 04.05.21

Se vai al ristorante, devi mangiare all’esterno, se sei invece appartenente ad una ditta (P.IVA), puoi mangiare all’interno e sembra però non il titolare, solo i dipendenti; cosi mi hanno spiegato l’altro giorno in Trentino.

Questo è il primo esempio di come la logica, non diciamo aristotelica, ma quella comune del buon senso, sia definitivamente trapassata.

Del plexiglass e uso della maschera, ne avevo già parlato.

In Alto Adige, se sei v-a-c-c-i-n-a-t-o od hai il tampone negativo entri nei bar e ristoranti, altrimenti … ciccia, fuori al freddo o al sole, se hai fortuna.

Tipica legge di stampo nazista; al tempo erano gli ebrei, i marcati col segno della “bestia”!

Il governo italiano, dice che impugnerà l’ordinanza del Governatore, ma sotto sotto…la vorrebbe in tutta Italia.

Forse l’unico che gli romperà le palle, sarà il garante della Privacy…si vedrà.

Il sifilitico e il tubercoloso, se v-a-c-c-i-n-a-t-i anti coroncino, possono entrare all’interno, il normale e sano, con un piccolo raffreddorino, NO!

Non mi pare che nessun partito, si sia stracciato le vesti per difendere un minimo di legalità nel Paese del sole e mare!

Stanno già pensando a chi farà il prossimo Presidente della Repubblica etc etc e mi pare spingano per introdurre anche in Italia il voto elettronico, tipo Dominium, quello che ha rubato a Trump, le elezioni lo scorso novembre.

Deep State, ovvero principalmente fancazzisti, che inventano e  srotolano pagine e pagine di documenti, per lo più senza logica pratica.

Complimenti ragazzi, soprattutto a quelli che non vincono le elezioni, eppure sono sempre al governo.

Nel frattempo dall’India le notizie mainstream, volano sui morti e le pile di fuoco che gli accompagnano.

E’ una loro usanza bruciare i corpi, ragazzi!

VARIANTE INDIANA

Il simpatico Patrick ed i suoi video di Fantapolitica, ci fa vedere dei grafici, che inequivocabilmente dimostrano che la mortalità in India sia aumentata, con l’aumentare delle v-a-c-c-i-n-a-z-i-o-n-i: pare che abbiano v-a-c-c-i-n-a-t-o 120 milioni su 1 miliardo e 400 mila, circa quindi un 8% della popolazione

https://rumble.com/vgep4n-fanta-politica-21-rimanendo-a-casa-in-vigile-attesa….html – 37° minuto circa

La mortalità da corona, è passata da circa 200 al giorno a 2000 al giorno, comunque sempre su una popolazione di 1400 milioni.

In Italia, siamo circa 60 milioni e ne morivano anche 7-800 al di, fate voi quindi le %.

Ma la logica dell’informazione è questa.

Montagnier ed altri sani ricercatori dissero: NON v-a-c-c-i-n-a-t-e in epidemia, potrebbero crearsi Virosi peggiori!

La nuova logica ILLOGICA dice il contrario, cosi si vuole, nelle alte sfere farmaceutico-politiche.

La dittatura sanitaria in Europa e soprattutto in Italia, sta raggiungendo il suo culmine.

Il protocollo medico ministeriale di Paracetamolo e stai a casa è stato reintrodotto, con l’auspicio comunque di una visita medica a domicilio…lo vedremo.

Proveranno le nuove terapie geniche anche sui minori, come da previsione; ma…i minori non si sono beccati il corona cattivo, sono ancora parzialmente sani  nonostante le esavalenti etc…APPUNTO…Troppo sani!

Questa è la nuova logica illogica; anzi … chiamiamola logica criminale!

Il nuovo paradigma voluto dai potenti è: la terapia genica salverà il mondo e sarà in grado di curare il cancro, oltre che i v-i-r-u-s cattivi!

La utilizzano già da parecchio tempo per i tumori, ma non mi pare di aver assistito alla sconfitta del male del secolo…per ora, ma vedrete tra poco…cosi ci dicono.

Intanto gli anziani gravi o gli immunodepressi, continuano a morire di infezioni ospedaliere ad esempio…ma chi se ne frega…meglio…meno pensioni da pagare!

La nuova logica illogica e criminale.

La fase dell’esperimento Homo Sapiens quindi, è in fase terminale, con questo concordo con gli ideatori del Reset virale;

sta miseramente fallendo e loro cercano una ricollocazione dei futuri sopravvissuti, se anche loro sopravviveranno.

Il meccanismo, che noi chiamiamo Universo, non penso possa continuare a subire impotente la follia, che ha pervaso e soggiogato le menti umane, rispetto alla bellezza e perfezione del mondo animale, e quindi aspettatevi a breve, un riallineamento generale, fatto a suon di sberloni geofisici ed elettrici!

Il clima infatti e purtroppo, i criminali del reset, lo hanno sotto controllo da anni, diciamo comunque a basse quote.

Altro che macchine elettriche e robot dopo la stangata tipo atlantidea…!

Nel frattempo, i prezzi delle materie prime stanno aumentando a dismisura, cosi come per i generi alimentari e per salvarci quindi dall’inflazione galoppante, dovrà diminuire l’offerta dei prodotti; vi ricordate le file bolsceviche in Russia, per comprare l’unico tipo di salame o salsiccia?

Altro che caviale e champagne…logicamente per i ricconi … non ci saranno problemi, come ai tempi del Politburo bolscevico.

La catena di produzione mondiale, dopo un anno di chiusure si è inceppata…volutamente e logicamente…

“Un dato da tenere in considerazione è il fatto che l’Accademia non costituiva una scuola dogmatica e gli insegnamenti del maestro non venivano imposti ai discepoli: nell’Accademia si praticava il metodo del dialogo per brevi domande e risposte e anche le dottrine fondamentali di Platone, come la teoria delle idee, venivano sottoposte a discussione critica.”

https://it.wikipedia.org/wiki/Logica_aristotelica

AVETE LE ORECCHIE COMITATI TECNICO SCIENTIFICI E GOVERNI?

La logica dei criminali del Reset  è solo una logica di morte e distruzione!

Poveri Aristotele e Platone…sento le loro grida di rabbia, provenienti dall’altra dimensione!

In ogni caso, un mondo basato sulla logica, ad esempio istintiva del mondo animale, può sopravvivere, una illogica virale umana, NO.

Come dar torto all’Agente Smith, visti gli accadimenti odierni!

Diciamo comunque che, l’esasperazione consumistica distruttiva e collettiva, è stata creata sempre dagli sfruttatori usurai e perversi, che sguinzagliano i vari Agenti Smith, per stanare e perseguitare i dissidenti…a loro dire!

PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU?

A VOI LA SCELTA!

The time is gone,

the song is over…

Fonte: http://olisticoaltapusteria.com/

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Il nemico invisibile & Terra dai vestiti su misura della Ivy League

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Ivy League

Società segreta criminale al culmine di un complotto di diversi millenni

Qualcuno vuole una piccola chicca dal X22 Report di oggi?
JoeM, come molti di noi, è stato bannato dai popolari social media Twitter, Facebook, YouTube e simili. Il 29 aprile 2020, JoeM ha scritto quanto segue e oggi, un anno dopo, è diventato ancora più chiaro per noi:


“Sono passate alcune settimane da quando sono stato espulso da Twitter. Ancora nessuna spiegazione, se non che ho “creato account multipli per scopi abusivi”, che ovviamente è una stronzata totale perché avevo solo un account che ho usato.


Ho visto il nemico invisibile e il suo apparato mediatico fare tutto il possibile per prolungare lo shutdown, istituire pratiche di voto non sicure, sopprimere la cura miracolosa idrossiclorochina, e usare ogni altro trucco nel libro per mantenere Co/vid1/9 vivo e danneggiare il popolo americano.


Governatori tirannici hanno mostrato la loro vera natura aiutando ad approvare misure di qu-ar-ant-en-a, mentre sindaci ostili ci hanno incoraggiato a fare la spia sui nostri concittadini e a chiamare la Gestapo per arrestare chiunque non avesse una maschera.


L’America continua a languire negli ultimi anni di una guerra d’ombra globale tra un nemico trincerato che si è infiltrato in ogni livello di governo, struttura aziendale e legale, circondandoci silenziosamente nel sonno in preparazione di niente meno che un sequestro simile a un olocausto di tutto ciò che ci è caro.


Quelli di noi che si sono svegliati a questo attacco a sorpresa, vecchio di molti secoli, alle nostre libertà, stanno ora facendo la guardia alla verità e aiutando ad avvisare i nostri amici illusi di quello che viene chiamato #TheStorm; un’epurazione globale anti-corruzione senza precedenti di proporzioni bibliche che ha iniziato a cambiare il mondo per sempre.

L’ultima speranza dell’umanità riposa ora su una benevola forza ombra di patrioti che sapevano che il nostro mondo era stato soffocato da criminali inimmaginabilmente malvagi e hanno avuto il coraggio di fare qualcosa.


La verità esiste su molti livelli. Al piano terra abbiamo la realtà di ciò che il Partito Democratico è veramente – niente più che un sindacato del crimine organizzato per impiegare i cartelli della droga e del traffico di esseri umani, gli interessi speciali criminali di Big Pharma, il mercato nero degli organi dei bambini, e ogni altro male che potrebbe ottenere un posto al Congresso per consentire [il loro] stupro parassitario industrializzato del pianeta.


La fase successiva è la più grande stronzata di tutti i tempi, l’agenda “liberale” attentamente costruita e premeditata le cui origini risalgono al Manifesto Comunista di Lenin e Marx. È venduto al pubblico come un codice morale alternativo che dà l’apparenza di virtù, ma è pieno di distorsioni culturali autodistruttive progettate per condurre i cittadini ben intenzionati in una vita di disgregazione familiare, aspirazioni senza scopo, e infine una limitazione della libertà nel fuoco di un distopico governo mondiale unico.


L’infiltrazione è di gran lunga peggiore di qualsiasi invasione che le nostre coste avrebbero potuto sopportare. Un nemico nascosto con una pazienza multi-generazionale e un’elaborata tabella di marcia per l’eliminazione della libertà, per non parlare di uno progettato per essere volontariamente INVITATO dalle persone che cercano di schiavizzare, è senza dubbio il nemico più formidabile che l’umanità abbia mai affrontato. Potresti essere perdonato, dato che ora hai condotto questa società segreta criminale al culmine di un complotto di diversi millenni per la fine del mondo da parte di Satana stesso – il tutto eseguito sulla Terra dai vestiti su misura della Ivy League che lo servono direttamente”.

[Originale] [Italiano]
@QlobalChangeItalia 🇮🇹 

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Great Reset: Il sacerdozio del tecno-totalitarismo

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La rivoluzione di Davos e la ricostruzione della civiltà

Pubblicato da: Carl Teichrib e xx tramite Forcing Change

Carl Teichrib ci accompagna all’interno del meeting del 2021 del World Economic Forum con il Great Reset. Il sacerdozio del tecno-totalitarismo sta guidando la trasformazione globale in un’esistenza ultraterrena priva di scelte umane e dignità. ⁃ TN Editor

Il Grande Ripristino penzola davanti a noi: una partnership globale pubblico-privato che segue il percorso mistico dei sentimenti sociali, la sacra scrittura della politica del consenso e gli auto-consacrati profeti della finanza internazionale … tutti vegliati dai sacerdoti della tecnologia digitale. È il sistema operativo della New Age collettiva, una rivoluzione algoritmico-tecnocratica – massima efficienza per un’armonia gestita – e, naturalmente, è tutto per il “bene superiore”.

“Una crisi è un evento produttivo.” – Guy Parmelin, Presidente della Confederazione Svizzera.

Dagli anni ‘1970, la comunità sciistica di Davos, in Svizzera, è stata spesso un luogo di ritrovo per le élite globali durante il mese di gennaio. Ospitata dal World Economic Forum, un’organizzazione a cui è stato concesso uno status speciale dal governo svizzero, la conferenza di Davos riunisce una serie di power-broker selezionati; governatori di banche centrali, finanzieri internazionali, capi di stato, leader delle Nazioni Unite, amministratori delegati delle più grandi società e personalità dei media ben piazzate. Essere un “uomo di Davos” in genere significa che hai abbracciato una prospettiva internazionale e hai la capacità di influenzare i cambiamenti a lungo termine nella cultura politica ed economica. Fai parte di un club d’élite con il compito auto-consacrato di orientamento cambiamento globale.

A causa delle complicazioni di Covid, la riunione annuale del WEF di quest’anno è stata posticipata e da allora è stata riprogrammata con la speranza di riunirsi a Singapore alla fine di agosto. Tuttavia, l’ultima settimana di gennaio 2021 è stata ancora testimone di un evento significativo del WEF; una conferenza virtuale intitolata Agenda di Davos, che potrebbe essere monitorato dal vivo da chiunque sia disposto a prendersi il tempo.

Qual è stato il fulcro di questo incontro online? Il grande ripristino.

Prima di andare oltre, è importante notare che questo articolo graffia solo la superficie di ciò che è accaduto. E come potrebbe fare altro che? Il Agenda di Davos è durato cinque giorni, ciascuno della durata di 10-12 ore e con la maggior parte delle fasce orarie in cui si tenevano dibattiti multipli e simultanei. Per darvi un’idea del programma, il primo giorno – lunedì 25 gennaio – ha avuto un totale di 29 sessioni individuali. Era un sovraccarico di informazioni.

Va anche detto che non tutti quelli che hanno partecipato ufficialmente erano sulla stessa pagina del Forum economico mondiale. Ad esempio, Benjamin Netanyahu ha tenuto un discorso delineando come ha risolto intenzionalmente la burocrazia per garantire le vaccinazioni Covid, assicurandosi che la sua nazione avesse le forniture di cui aveva bisogno. Il suo approccio non si adattava al consenso del WEF sulla “solidarietà del vaccino”, per agire a livello globale di fronte ai propri interessi nazionali – dopotutto, come ha spiegato un altro oratore, “il vaccino deve essere un bene pubblico”. La frase “nazionalismo vaccinale” è stata usata per tutta la settimana, un termine dispregiativo per coloro che cercavano obiettivi di salute nazionale al di sopra della collaborazione globale.

Un altro esempio è stato il ministro degli Esteri brasiliano, Ernesto Araujo, che ha pubblicamente incoraggiato gli Stati Uniti a mantenere la rotta come “superpotenza della libertà”. Araujo ha continuato dicendo che il Brasile desiderava un’economia aperta basata sulla libertà, osservando che ciò avrebbe sfidato l’emergere globale di un crescente “tecno-totalitarismo”.

“Non sono un grande fan del concetto di Great Reset”, ha dichiarato Araujo, spiegando che mentre in generale sosteneva idee come lo sviluppo sostenibile, c’era un problema. Al Great Reset mancavano “libertà e democrazia”.

La maggior parte degli altri, tuttavia, erano a bordo o in altro modo giocavano al gioco.

Il presidente della Cina, Xi Jinping – introdotto da Klaus Schwab, fondatore del WEF – ha sottolineato l’azione collaborativa; dobbiamo creare un modello economico nuovo e globale, dobbiamo “abbandonare i pregiudizi ideologici e seguire insieme un percorso di pacifica convivenza” e dobbiamo portare “prosperità per tutti”. Un “futuro condiviso per l’umanità”, ha spiegato, è necessario. Ciò includerebbe il rafforzamento della governance economica globale, l’impegno a rispettare il sistema di diritto mondiale delle Nazioni Unite e il sostegno all’Organizzazione mondiale della sanità mentre costruisce “una comunità globale di salute per tutti”. Ma chi aprirà la strada?

Il resto del suo discorso si è concentrato su come la Cina, in quanto “paese socialista moderno”, sta aprendo la strada, compresa l’iniziativa Belt and Road e la promozione di un “nuovo tipo di relazioni internazionali”. Il suo discorso si è concluso con parole di solidarietà,

“C’è solo una Terra e un futuro condiviso per l’umanità. Mentre affrontiamo la crisi attuale e ci sforziamo di rendere una giornata migliore per tutti, dobbiamo essere uniti e lavorare insieme. Ci è stato dimostrato più volte che mendicare il tuo vicino, andare da solo e scivolare in un isolamento arrogante fallirà sempre. Uniamoci tutti per mano e lasciamo che il multilateralismo illumini la nostra strada verso una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”.

Klaus ha risposto ringraziando Xi Jinping per “un discorso così importante, che in questo movimento cruciale della storia, ci fornisce un quadro veramente completo per plasmare il futuro”.

La Cina è stata spesso applaudita durante il Agenda di Davos, ammirato per il suo balzo in avanti digitale. Ma c’erano alcune preoccupazioni, anche se inquadrate in una visione del mondo globalista.

Ad esempio, poche ore dopo che il leader cinese ha parlato, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha sottolineato la crescente spaccatura tra Cina e Stati Uniti, rilevando che entrambi i paesi stavano dividendo il mondo con le loro agende separate. Quello che era necessario, ha detto, era “un’economia globale con rispetto universale per il diritto internazionale”.

Un’altra performance da star è stata di Ursula von der Leyen, il presidente della Commissione europea. Ci sono voluti solo pochi minuti prima che schiaffeggiasse l’ex amministrazione Trump, dicendo: “la democrazia stessa potrebbe essere stata danneggiata in modo permanente negli ultimi quattro anni”. E come altri durante la settimana, ha collegato Covid al cambiamento climatico. Ursula era chiara; “Dobbiamo imparare da questa crisi. Dobbiamo cambiare il modo in cui viviamo e facciamo affari “.

Il suo discorso ha indicato il Green New Deal europeo, la spinta dell’UE per la neutralità del carbonio entro il 2050 e il modo in cui le società private dovranno affrontare una maggiore diligenza normativa. Per quanto riguarda la governance digitale, poiché è fondamentale che le piattaforme online frenino le fake news mentre affermano la democrazia, Ursula ha chiesto agli Stati Uniti di aderire all’UE e, insieme, creare un regolamento digitale mondiale “basato sui nostri valori”.

Tutto quanto sopra – come la prima collaborazione pandemica tra l’UE, il WEF e la Fondazione Gates – rappresenta il modo in cui “l’Europa è determinata a contribuire a questo bene comune globale”. Alla fine del suo discorso preparato, ha affermato a Schwab che saranno necessarie nuove alleanze: “Questo è ciò per cui lavoreremo – e so di poter contare su te e sul Forum economico mondiale per aiutarci a costruirlo”.

Schwab era entusiasta, dicendo in seguito che questo discorso rappresentava il significato pratico del Grande Reset. Ha parafrasato un take-away; ciò di cui abbiamo bisogno è un “sistema di governance sociale basato sui valori” connesso tramite un web digitale.

Con il ripristino in mente, il Agenda di Davos incentrato su sette argomenti interconnessi: “Come salvare il pianeta”, “Economie più giuste”, “Tecnologia per il bene”, “Società e futuro del lavoro”, “Affari migliori”, “Futuri sani” e “Oltre la geopolitica”. Una montagna di spunti di discussione è emersa da questi temi avvolgenti. Tuttavia, ne evidenzieremo solo alcuni:

1. Covid: Parlando della pandemia, Li Xin della Caixin Media con sede in Cina, ci ha detto che questa “crisi non dovrebbe essere sprecata”. Nemmeno lo era. Ci è stato costantemente ricordato che Covid ha rivelato la nostra interdipendenza mentre indicava il problema del nazionalismo. I vecchi valori e convenzioni non funzionano più; la catena di approvvigionamento globale deve essere digitalizzata, l’Organizzazione mondiale della sanità deve essere responsabilizzata, abbiamo bisogno di un sistema sanitario universale, ci deve essere un programma centralizzato per mettere in comune i dati sanitari nazionali e la ripresa economica dovrebbe essere legata ai criteri di vaccinazione.

“Avrai bisogno del vaccino anno dopo anno, anno dopo anno”, ci è stato detto.

2. Clima: Se Covid era la nostra crisi esistenziale, il clima è la nostra emergenza planetaria. E per affrontare questa presunta sfida planetaria, il mondo deve perseguire una significativa riduzione delle emissioni di carbonio, fino allo zero netto entro il 2050 al più tardi. Ciò richiede niente di meno che una revisione completa della produzione di energia, del settore dei trasporti, di tutta l’industria e in particolare dell’agricoltura e del nostro comportamento personale.

Lo zero netto non è un esercizio astratto. La Nuova Zelanda e il Regno Unito hanno già approvato una legislazione che li vincola allo zero netto entro il 2050 e proposte simili sono sul tavolo in Canada, Corea del Sud e Unione europea. Inoltre, il Gruppo dei Trenta – un organo consultivo di alto livello composto dalle figure più influenti nel settore delle banche centrali e dei finanziamenti internazionali, molte delle quali con collegamenti WEF – sta spingendo per lo zero netto attraverso lo spettro dell’attività economica globale. [1] Negli Stati Uniti, solo pochi giorni dopo Davos, le Accademie Nazionali hanno pubblicato il loro rapporto sulla decarbonizzazione – “un progetto tecnico e un manuale politico” – creando così una tabella di marcia per lo zero netto entro la metà del secolo. [2] E sì, ci sono collegamenti di lavoro tra le Accademie e il WEF.

Quindi non è stata una sorpresa che il 27 gennaio, il terzo giorno del Agenda di Davos – John Kerry, inviato speciale per il clima del presidente Biden, ha ricordato al pubblico del WEF come il suo governo stia “rendendo il clima centrale per la pianificazione della politica estera e la preparazione alla sicurezza nazionale”. Kerry ha spiegato che “un futuro a zero emissioni” porterà nuove opportunità per una crescita verde: “Per usare le parole del presidente, per ‘ricostruire meglio’ dalla crisi economica globale”.

Kerry ha ribadito che il clima è responsabilità di tutti: “Il mondo intero deve venire a questo tavolo per risolvere il problema”.

3. Giustizia sociale: Un mondo inclusivo per tutti era il mantra – a meno che, ovviamente, non siate d’accordo con il consenso globale. Tuttavia, i temi della giustizia sociale sono direttamente collegati alla struttura del Grande Reset. Dalle questioni razziali alle rivendicazioni di genere, la giustizia sociale lascia il segno. Tuttavia, è necessario prendere in considerazione una serie di altri giudici, come l’eco-giustizia, la giustizia climatica e la giustizia dei vaccini. Ciascuna di queste questioni di giustizia era collegata, in una certa misura, alla struttura di Reset che si stava sviluppando.

Nel pannello sulla creazione di un nuovo contratto sociale, giustizia economica era davanti e al centro. Deve entrare in gioco un Fondo di protezione sociale globale, abbinando la riduzione del debito internazionale a un’economia sociale universale di “salari viventi e comunità viventi”. Nello stesso pannello, James Quincey, CEO di Coca-Cola, ha descritto come la sua azienda si sta occupando della giustizia sociale modellando un ecosistema economico interno, razziale / sociale. Inoltre, le società leader del settore devono influenzare le aziende più piccole a seguire l’esempio, in particolare quelle nelle loro catene di approvvigionamento. Interi settori devono riallineare i loro modelli economici alle priorità della giustizia sociale, e questa è l’essenza dello Stakeholder Capitalism.

4. Capitalismo degli stakeholder: A differenza del capitalismo degli azionisti modellato dai proprietari delle società e dalle forze di mercato dirette, capitalismo delle parti interessate adotta un approccio sociale. Dall’inizio degli anni ‘1970, Schwab è stato un sostenitore del modello degli stakeholder. Allora era principalmente orientato a incorporare gli interessi del lavoro, dei sindacati e del governo nel processo decisionale aziendale. Oggi, Schwab sta spingendo in modo aggressivo una visione più grandiosa: il capitalismo al servizio del pianeta sostenendo le cause sociali.

In un articolo del WEF pubblicato pochi giorni prima del Agenda di Davos, Schwab ha scritto,

  “Il pianeta è quindi il centro del sistema economico globale e la sua salute dovrebbe essere ottimizzata nelle decisioni prese da tutti gli altri stakeholder.

   La stessa interconnessione può essere osservata per le persone che vivono sul pianeta … spetta a tutti noi come cittadini globali ottimizzare il benessere di tutti”.

In altre parole, il capitalismo si piega alle richieste di gruppi di interesse speciale e “governo verde”. Imprese, industrie e settori, comprese le istituzioni finanziarie, devono modificare i loro modelli di business per apprezzare e accelerare queste nuove norme globali.

Come verrà accertato?

Nel settembre 2020, il WEF ha pubblicato il suo Libro bianco, Misurare il capitale degli stakeholderm, che prevedeva uno standard comune per la “creazione di valore sostenibile”. [3] Ciò che è emerso è stato un insieme di principi e parametri di riferimento che si fondono attorno a tre titoli: ambientale, sociale e governance (ESG). Nel complesso, il quadro ESG deve combaciare con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Per dirla in un acronimo, il processo ESG è il meccanismo del WEF per raggiungere gli SDG.

La difesa dell’ESG sono quattro pilastri: governance, pianeta, persone e prosperità. A supportare queste quattro categorie ci sono 21 metriche principali, insieme a 34 metriche estese per consentire un audit più approfondito, perché questo è essenzialmente ciò che sta accadendo, un audit per garantire la conformità e la cooperazione. Pertanto, ogni metrica funge da nodo di informazioni in un processo di revisione dettagliato e, utilizzando questo strumento, le imprese e le istituzioni possono misurare il proprio scopo e comportamento, tenendo conto delle questioni ambientali e delle aspettative sociali.

Il consiglio ha una rappresentanza di genere e minoranza? Ha preso in considerazione il rischio climatico e quali politiche interne sono state implementate per raggiungere lo zero netto? Quanta terra possiede l’azienda e qual è il suo rapporto con le aree chiave della biodiversità? Salario, età e categorie di occupazione di genere, supporto sanitario, contratti collettivi, consumo di acqua, investimenti nella comunità e livelli di tassazione; l’elenco è lungo e comprende dettagli finanziari, consumo di energia, relazioni con la catena di approvvigionamento, smaltimento dei rifiuti, attività di lobbying, etica sociale e indicatori di diversità e così via.

La traiettoria della corporate governance, quindi, non sarà più “business as usual”. La governance, piuttosto, dovrà sollecitare e incorporare il contributo delle parti interessate che approvano, inclusi gruppi di interesse speciale, sindacati e associazioni di lavoratori, dipartimenti governativi e agenzie internazionali. In altre parole, il capitalismo degli stakeholder è un planetario partenariato pubblico-privato che fa perno sulla licenza sociale.

Dopo che il processo ESG sarà completo e soddisfacente, la tua “azienda orientata allo scopo” sarà certificata all’interno di un ecosistema globale di regolatori e associazioni di settore. Questo stato sarà la chiave per sbloccare fondi di investimento, prezzi assicurativi favorevoli e riconoscimento positivo da parte dei consumatori. Senza raggiungere i benchmark ESG, tuttavia, la tua azienda potrebbe essere tagliata fuori da licenze, fonti di finanziamento, catene di approvvigionamento, contratti governativi o accesso al mercato. Attualmente, l’ESG esiste come criterio di screening utilizzato da alcuni investitori, ma l’agenda del WEF si estende in un ambito più ampio e permanente.

Finché la tua attività rispetta la narrativa globale, la tua azienda può fare soldi. Chi non gioca a palla verrà espulso dal gioco.

Benvenuto nella “cultura dell’annullamento aziendale”.

5. Digitalizzazione: Niente di meno che un impegno totale e globale sarà sufficiente se vogliamo salvare il pianeta, o almeno così recita la narrativa. Pertanto, abbiamo bisogno di nuovi potenti strumenti per gestire la nostra strada da percorrere. La digitalizzazione diventa il legame che lega e i dati la linfa vitale della nostra nuova era tecnocratica.

In questa visione non troppo futuristica, le informazioni raccolte dalle nostre scelte di vita verranno aggregate, analizzate e utilizzate per modificare i comportamenti per risultati planetari. Uno di Davos i temi erano “Città intelligenti”, sottolineando che le zone urbane sono ricchi ecosistemi di informazioni. Ecco una possibilità emergente: nelle nostre “città intelligenti”, i sensori stradali parleranno con le auto intelligenti e le app di pagamento riceveranno una notifica del tuo movimento, deducendo automaticamente le tasse sul carbonio o i crediti di viaggio dal tuo account. Non è certo inverosimile.

La traiettoria complessiva è una più profonda integrazione con l’intelligenza artificiale, le valute digitali della banca centrale, le reti di dati sanitari universali, le catene di approvvigionamento intelligenti e una maggiore automazione. Imprese ancora più grandi sono davanti a noi: attraverso le tecnologie blockchain, tutto ciò che può essere catalogato ha il potenziale per diventare un asset assegnato numericamente. Pertanto, il ciclo di vita di qualsiasi cosa può essere teoricamente tracciato, dalla risorsa grezza al produttore al punto di consumo. Anche tu puoi diventare un numero nell’era dell ‘”armonia gestita”.

Ciò che non è armonioso, tuttavia, è il pensiero e il comportamento contrari, qualsiasi cosa non allineata con le narrazioni globali approvate. Valori conservatori, determinazione nazionale e nozioni tradizionali di sovranità, diritti personali legati alla proprietà privata: se tali concetti e credenze sono antitetici al Grande Reset, allora fanno parte del grande problema.

L’ultimo giorno, il senatore americano Gillibrand ha chiesto la responsabilità per quanto riguarda i mezzi di informazione di destra. Inoltre, ha sottolineato la necessità di una supervisione delle piattaforme di social media, ritenendoli responsabili del fatto che i messaggi di destra proliferino. Ha poi affermato queste posizioni facendo appello alla sua fede; che abbiamo bisogno di amarci l’un l’altro.

Per i cristiani conservatori, l’idea del Great Reset colpisce qualcosa di più profondo dei punti di discussione. La vera domanda diventa quella della salvezza. Chi alla fine salva il mondo? Gesù Cristo è il nostro messia o l’umanità collettiva si riscatta salvando il pianeta? Sembra che siamo a un bivio di Romani 1, di fronte alla questione dell’adorazione e del servizio della creazione, o il Creatore.

E così, il Reset penzola davanti a noi: una partnership globale pubblico-privato che segue il percorso mistico dei sentimenti sociali, la sacra scrittura della politica del consenso e i profeti della finanza internazionale … tutti sorvegliati e guidati dai sacerdoti della tecnologia . È il sistema operativo della New Age collettiva, una rivoluzione algoritmico-tecnocratica – massima efficienza per un’armonia gestita – e, naturalmente, è tutto per il “bene superiore”.

Forse vale la pena considerare le preoccupazioni espresse dal ministro degli Esteri brasiliano – i pericoli incombenti di un crescente tecno-totalitarismo.

Leggi la storia completa qui …

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Poteri oscuri, ormai sempre meno oscuri

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Poteri oscuri, dietro le comparse della fiction politica nazionale Postato da Giorgio Cattaneo Poteri oscuri: ogni tanto emergono maschere, dalla poltiglia nera in cui annaspa l’Italia a partire dalla caduta del Muro di Berlino. Il detonatore fu l’operazione-Tangentopoli, orchestrata con l’aiuto di settori dell’intelligence Usa per affondare tutti i partiti della Prima Repubblica, tranne uno: proprio l’erede della sinistra comunista avrebbe ricevuto le chiavi del regno a patto che tradisse tutti, il paese e il suo stesso elettorato, per svendere al miglior offerente il ricco bottino rappresentato da quella che, negli anni di Craxi, era diventata la quarta potenza economica mondiale.

Attraverso uno strettissimo controllo sui media e sulla stessa magistratura, cominciò allora la narrazione aliena della realtà: il linciaggio contro i presunti corrotti, a beneficio dei “buoni” che regalavano l’Italia, pezzo per pezzo, ai poteri che li avevano insediati alla guida del paese, tramite illustri prestanome. Erano gli anni del fragoroso giustizialismo televisivo spettacolarizzato da un caposcuola come Michele Santoro, cui avrebbe fatto eco – di lì a poco – il talento della scolaresca di Marco Travaglio, specializzata nel completare la comoda narrazione anti-italiana della storia recente.

Un sotto-giornalismo per bambini, popolato di marionette: gli italiani dipinti come incorreggibili cialtroni, ladri matricolati, evasori fiscali, mafiosi. Il grande totem farlocco – il debito pubblico – utilizzato come demone, da un’esegesi infantile e ancillare come quella ricamata da Stefano Feltri, già vicedirettore del “Fatto” e ora alla guida del nuovo mini-quotidiano di De Benedetti, dopo esser stato accolto nel salotto del Bilderberg in compagnia di Lilli Gruber, già europarlamentare anti-berlusconiana, reginetta di un panorama feudale e post-giornalistico in cui lo share lo fanno i nipotini della stagione di Mani Pulite come Floris e Formigli, nuovi camerieri del potere reggente, e come Lucia Annunziata, in quota all’Aspen Institute.

Poteri oscuri, appunto: nell’Italia appaltata ai D’Alema, ai Prodi e ai Napolitano, e da allora sotto schiaffo – nonostante la vana e disastrosa discontinuità solo apparente del distrattore di massa Berlusconi – un gruppo industriale come quello di Torino s’è mangiato in un sol boccone l’intero Gruppo Espresso, a partire dall’ammiraglia “Repubblica”, senza che una sola voce giornalistica osasse versare una lacrima sulla fine del plurarismo dell’informazione.

Poteri oscuri: quelli che – appena scoppiata la cosiddetta pandemia – dopo essersi fatti finanziare uno stabilimento in Marocco hanno preteso e ottenuto, pronta cassa, quasi 7 miliardi di euro per reggere al lockdown, per poi rastrellare altri milioni di euro per mettersi a fabbricare mascherine. A Palazzo Chigi sedeva l’ultimo degli ultimi, il Re Travicello venuto dalla curia romana, a prima vista “inventato” da Beppe Grillo (ospite del Britannia con Draghi nel fatale 1992) ma in realtà allevato dal gruppo del cardinale Silvestrini, lo stesso che ispirava Giulio Andreotti.

Un principe degli yesman, l’avvocato Conte, tributario in tutto (attività giuridica, carriera universitaria) dei felpati terminali politici del Vaticano, il grande potere palese che poi, con Bergoglio, ha sancito storiche alleanze – con la Cina per il nuovo globalismo autoritario, con i Rothschild per il nuovo capitalismo del Great Reset – dopo aver convalidato il medievale regime di lockdown imposto all’Italia e promosso in modo sfacciatamente pubblicitario la campagna vaccinale, presentando la vaccinazione addirittura come dovere morale, umanitario.

E di fronte a simili eventi, nel paese lasciato per un anno in balia del dalemiano Arcuri, un personaggio surreale come l’influencer Andrea Scanzi non ha trovato di meglio che passare il tempo a insultare Matteo Salvini, in modo perfettamente speculare allo stile “rasoterra” del capetto della Lega. Splendidamente allineati, Salvini & Scanzi, nel raccontare di tutto, tranne che la verità sulla tragedia italiana patologizzata attraverso la narrazione pandemica: giornalisti e politici fingono di sbranarsi su amenità assolute e comparse irrisorie (Conte e Speranza, l’intero zoo dei 5 Stelle), senza decidersi a denunciare la natura del male, la catastrofe deliberatamente propiziata e aggravata dalla mediocrità, dall’insipienza e dall’improvvisazione, corroborata dai business collaterali, desolata dalle minuscole rendite feudali dei singoli signorotti regionali.

Il saldo è deprimente: a cosa servono, politici e giornalisti di questa caratura? Sembrano brocchi frastornati, eppure pronti a spargere inutile veleno su falsi obiettivi, creando nemici di cartapesta ed evocando pericoli inesistenti, dunque ideali per occultare quelli veri: cioè le trame dei grandi poteri, ormai sempre meno oscuri, che sovragestiscono l’Italia ininterrottamente, da trent’anni.

Fonte: https://blog.movimentoroosevelt.com/

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V-a-c-c-i-n-o eterno, e niente cure …

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V-a-c-c-i-n-o eterno, e niente cure: è il patto del 12 aprile?

Occhio alla data: 12 aprile. Il primo a evocarla, in Italia, era stato Nicola Bizzi. Tema: l’inizio della fine, per le restrizioni Covid, sulla base di un patto che sarebbe stato siglato, lontano dai riflettori, a fine 2020. Ora una conferma viene dal Regno Unito: è stato Boris Johnson in persona, dopo aver stra-vaccinato gli inglesi, ad annunciare che il 12 aprile la Gran Bretagna avrebbe riaperto i battenti, compresi quelli notturni dei pub. L’effetto del patto evocato da Bizzi? L’accordo – dice lo storico, editore di Aurora Boreale nonché massone e in contatto con fonti di intelligence – avrebbe riguardato la stessa piramide del grande potere, spaccatasi in due: al progetto originario dei “falchi” (prolungare l’emergenza “sanitaria” fino al 2023) si sarebbe opposta la fazione delle “colombe”, capitanata dai Rothschild, decisa a far cessare l’allarme in tempi più ragionevoli. Precisamente, a partire dal 12 aprile 2021. La contropartita, concessa ai “falchi”: il business planetario dei v-a-c-c-i-n-i , al quale peraltro sembra aver dato il via libera lo stesso Mario Draghi, che dichiara di vedere nella vaccinazione di massa l’unica possibile via d’uscita dal Covid.

Draghi

Come dire: vi lasciamo fare, comprandovi tonnellate di dosi vaccinali, a patto che voi – a vostra volta – non ostacoliate la normale ripresa dell’economia e, in generale, della vita sociale. E’ davvero così? Certo, la precisione della “profezia” di Bizzi fa pensare: 12 aprile. Quanto a  Draghi, se un simile tacito accordo esistesse davvero, potrebbe non essere incoerente con l’intera traiettoria dell’azione politica dell’ex capo della Bce. Gioele Magaldi lo presenta come “neoaristocratico pentito”, supermassone già ai vertici dell’élite europea del rigore, ma poi convertitosi e tornato ai lidi keynesiani dell’economia democratica (alla cui scuola, peraltro, il giovane Mario era cresciuto, sotto la guida del professor Federico Caffè). Come si sta muovendo, Draghi? E’ abbastanza evidente: cerca di traghettare l’Italia fuori dai guai, ma senza smascherare gli “inventori” dell’emergenza che ha quasi schiantato il paese, da un lato imponendo il lockdown e dall’altro evitando (per un anno intero) di curare i malati a casa, col risultato di provocare l’inevitabile corsa all’ospedale, spesso fuori tempo massimo.

Bizzi

Pare sia davvero il maggiore dei tabù: fior di medici anche italiani, come i volontari dell’associazione “Ippocrate”, dimostrano che – intervenendo tempestivamente, e con i farmaci giusti – dal Covid si guarisce praticamente sempre, evitando di finire all’ospedale. Il dottor Mariano Amici, di Roma, vanta un bilancio invidiabile: 2.000 pazienti guariti, in un anno, grazie alle cure precoci. Nessuna perdita, nessun ricovero. Chiave di volta: le terapie domiciliari, somministrate in modo sollecito. Domanda: ma se dal Covid si guarisce così, che senso ha vaccinarsi? E che senso ha costringere alla vaccinazione i sanitari, quando sono gli stessi scienziati “ v-a-c-c-i-n-isti” ad ammettere che il V-a-c-c-i-n-o non impedisce al vaccinato di restare contagioso? Poi ovviamente ci sono le incognite di questi farmaci, che in realtà sono “preparati genici” ancora sperimentali: com’è possibile imporne l’inoculo, per legge? E Mario Draghi – sponsorizzato dalla massoneria progressista – non avrebbe dovuto essere il garante di certi diritti, a presidio delle libertà sospese nel tragico 2020?

Non solo: prende quota il “partito” che vorrebbe imporre il “pass vaccinale”. Corollario: dato che i v-a-c-c-i-n-i genici per il Covid garantiscono un’ipotetica copertura solo per qualche mese, si prefigura una sorta di campagna vaccinale permanente, teoricamente prolungabile in eterno, per la gioia di Big Pharma. E’ sempre l’effetto del patto segreto di cui parla Bizzi? In altre parole: all’emergenza eterna si è sostituito l’obbligo vaccinale perenne? Sono domande a cui prima o poi occorrerà rispondere, se si immagina una vera “ripartenza” per il sistema-Italia. Oltretutto, il “corona” non sarà certo l’ultimo virus ad apparire sulla scena: e se si instaura la prassi corrente che cosa facciamo, ogni volta il lockdown in attesa del “salvifico” V-a-c-c-i-n-o? Trattasi, evidentemente, di una deformazione logica, prima ancora che politica o sanitaria.

Boris Johnson

Dall’incubo – ormai appare evidente, agli osservatori attenti – si uscirà in un solo modo: chiarendo com’è facile, sotto controllo medico, guarire presto e bene. Ma dirlo, ancora, non si può. E lo stesso Draghi finge di non saperlo. Il che la dice lunga, probabilmente, sul genere di minaccia che incombe: se ai “falchi” non si lascia il “premio di consolazione” del V-a-c-c-i-n-o, dobbiamo aspettarci il peggio? In questi termini, la missione di Draghi (dando per buono il suo impegno per il paese) si mostra estremamente ardua: come se l’Italia non potesse permettersi di svelare il trucco, dovendo innanzitutto uscire dal ruolo di Cenerentola europea, al quale l’hanno relegata gli oligarchi dell’austerity. Quasi  che Draghi, tra le righe, dicesse: posso mettercela tutta per far cessare il rigore, ponendo le basi per un cambio di paradigma storico, a livello europeo; ma non chiedetemi anche di denunciare il raggiro del “terrorismo sanitario”. Non ce la possiamo ancora consentire, dunque, la verità sul Covid?

In realtà, non se la consente quasi nessuno, in Europa: Germania e Francia sono allineate alla consegna del coprifuoco, e la Gran Bretagna – che in modo quasi spavaldo voleva puntare sui contagi in libertà per raggiungere l’immunità di gregge, è stata ricondotta all’ovile (è il caso di dirlo) con “l’incidente” che ha portato Boris Johnson in serio pericolo di vita. A cantare tutt’altra canzone sono paesi come la Svizzera e la Svezia, per non parlare della Russia: la prima, con Putin, a decretare l’uscita dall’emergenza. Ancora una volta: decisioni politiche, non sanitarie. Sembra che tutti la conoscano, la “vera verità”, ma non se la possano permettere: passi, che a subire il copione fosse – in Italia – un signor nessuno come l’imbarazzante prestanome Giuseppe Conte, prono a qualsiasi diktat. Se però ad accodarsi all’ipocrisia generale è anche un certo Mario Draghi, tuttora presidente del Gruppo dei Trenta, significa che la partita – ancora pienamente in corso – ha un rilievo che probabilmente non è sbagliato definire storico.

Fonte articolo: https://www.libreidee.org/

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