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Le tecnofirme di civiltà aliene avanzate

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PREPARARE LA NARRATIVA: IL PAPER DELLA NASA AMMETTE DI CERCARE TECNOLOGIA NELLO SPAZIO  

By Joseph P. Farrell 

C’è un articolo curioso sulla rivista Forbes che è stato condiviso da VT, in cui è riportato che un recente documento della NASA sostiene la ricerca di tecnologia da altre civiltà nello spazio:

Rivelato: perché dovremmo cercare antiche astronavi aliene su Luna, Marte e Mercurio secondo gli scienziati della NASA

C’è un’interpretazione interessante da dare a questa storia attraverso un po’ di speculazioni ad alto numero di ottani, ma ci arriveremo. Per prima cosa, tuttavia, per evidenziare questa speculazione, diamo un’occhiata all’articolo e come riassume il documento della NASA. Dall’inizio dell’articolo leggiamo i seguenti paragrafi:

Dai siti degli incidenti UFO su altri pianeti e alieni “in agguato” sugli asteroidi a un radiotelescopio permanente sul lato più lontano della Luna, un nuovo studio finanziato dalla NASA sulla ricerca della vita extraterrestre intelligente (SETI) descrive in dettaglio come le future missioni della NASA potrebbero intenzionalmente cercate le “tecnofirme” di civiltà aliene avanzate.

Descritto come prova dell’uso della tecnologia o dell’attività industriale in altre parti dell’Universo, la ricerca di tecnofirme è appena iniziata, ma potrebbe portare alla luce qualcosa di sorprendente senza molta spesa aggiuntiva, afferma lo studio.

Pubblicato sulla rivista specializzata  Acta Astronautica, lo studio include un elenco di ciò che le missioni della NASA potrebbero rilevare come “prova di vita extraterrestre” oltre la Terra.

Forse la cosa più intrigante, il documento suggerisce che le sonde interstellari potrebbero essere state inviate nel Sistema Solare molto tempo fa, forse durante l’ultimo incontro ravvicinato del nostro Sole con altre stelle.

Questo di per sé è interessante, poiché l’implicazione dell’ultimo paragrafo è una tacita ammissione che “qualcuno” al di fuori di questo sistema solare potrebbe essere “stato qui” molto tempo fa. Con questo, c’è un’ulteriore implicazione, vale a dire che parte della missione della NASA dovrebbe includere – per mancanza di un’espressione migliore – l’archeologia extraterrestre. L’articolo riassume quindi l’elenco della NASA di “cose ​​da cercare”, che, notiamo, include (1) una ricerca per “siti di crash sulla Luna, Marte, Mercurio o Cerere”. Ciò che è interessante ancora una volta sono le implicazioni, poiché i siti di crash implicherebbero “campi di detriti” e chiunque abbia guardato attraverso le istantanee che accompagnano il link del blog di venerdì scorso apprezzerà prontamente il significato di questo punto.

Ancora più peculiari sono i punti (5) e (6). Il punto (5) osserva che la NASA dovrebbe cercare “lurkers on asteroids”. I lettori abituali dei miei libri e blog sapranno che ho preso in considerazione l’ipotesi del pianeta esploso per la creazione della cintura degli asteroidi, un’ipotesi avanzata dagli astronomi nel 19° secolo che postulavano un pianeta ormai scomparso nel sistema solare che esplose e creò non solo molte delle comete in orbita attorno al sole, ma la cintura degli asteroidi del nostro sistema solare, un’ipotesi ripresa nel 20° secolo dal dott. Tom van Flandern dell’Osservatorio navale degli Stati Uniti. In particolare, gli astronomi del 19° secolo chiamarono quel pianeta scomparso “Krypton”. Ancora più interessante è il fatto che la NASA sta ora intrattenendo un’idea che ho avanzato al programma spaziale segreto 2015 a Bastrop, in Texas, dove ho unito l’idea di “The Watchers” trovato in testi antichi come il testo slavo del libro di Enoch, l’ipotesi del pianeta esploso e l’ipotesi di un’antica guerra cosmica.

Poi arriva il punto numero (6), vale a dire che la NASA dovrebbe condurre “missioni di intercettazione” su “intrusi interstellari”, come la “cometa” Oumuamua che è arrivata strisciando nel nostro Sistema Solare alcuni anni fa, e poi se n’è andata. Alcuni scienziati seri hanno preso in considerazione l’idea che la “cometa” non fosse affatto una cometa, ma un’astronave o una sonda spaziale di qualche tipo. A questo proposito, l’idea di “missioni intercettare” assume un risvolto più che vieta: che cosa dobbiamo fare se ci facciamo intercettare qualcosa di simile? E poi finalmente, un altro storditore, il numero (10): cerca “piccoli asteroidi” che potrebbero in effetti essere “artificiali”.

Ora, tutto questo potrebbe sembrare “nuovo” ed eccitante, tranne per il fatto che non è affatto nuovo. Alla fine degli anni ’50 la NASA commissionò al Brookings Institute uno studio su ciò che ci si poteva aspettare di trovare mentre l’umanità si avventurava nello spazio. Lo studio ha concluso che si potrebbero trovare tutti i tipi di “resti” e “artefatti”, compresa l’alta tecnologia, lasciati da qualche antica civiltà spaziale là fuori. Lo studio ha concluso che, se così fosse, tali scoperte dovrebbero essere gestite con molta attenzione se non mantenute del tutto segrete, per paura che la sua divulgazione sconvolgerebbe i fondamentalisti religiosi. Leggendo tra le righe della relazione, è proprio questo che sottintende uno degli scopi di avventurarsi nello spazio significava recuperare (e presumibilmente, decodificare) tale tecnologia, e qualsiasi vecchia scusa per mantenerla segreta andava bene.

Allora perché sto provando quella storia? A causa dell’odierna speculazione ad alto numero di ottani. Il recente documento della NASA sulla ricerca di tale tecnologia e sulla conduzione di missioni di “intercettazione” non è poi così nuovo. In effetti, la possibilità è stata conosciuta e discussa fin dall’inizio. E se la NASA ci ha pensato, si può essere certi che anche i sovietici – gli unici altri giocatori nella corsa allo spazio in quel momento – lo fecero anche loro. Ma la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare del Brookings Report, e ancora meno si è seduto per leggerlo effettivamente. (Quando uno lo fa, si subisce uno shock, come ho descritto nel mio libro Covert Wars and the Clash of Civilizations). In ogni caso, la novità qui non è il contenuto tanto quanto si parla di queste idee, non in uno studio specializzato in think tank, ma in un importante punto vendita di mezzi di stampa.

Questa, penso sia la vera storia qui. E già che ci sono, uscirò ancora una volta dalla fine del ramoscello della speculazione:

Penso che si stia preparando una nuova narrativa. Dopotutto, negli ultimi tre o quattro anni abbiamo assistito a un definitivo “aumento” nella copertura mediatica principale in streaming lamestream dell’intera questione UFO.

Fonte: https://gizadeathstar.com/

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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

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Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

Uomo di Cro-Magnon

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e della percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Una ricostruzione dell'Atlantide

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta ottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Astronavi

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella particolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Bizzi

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta che sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Fenotipi umani

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli occhi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

I Minoici in America

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito alla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Elisa Renaldin

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca dell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Tau Ceti

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia per come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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L’umanità sarà fortunata ad emergere da questo genocidio globale ingegnerizzato con anche un miliardo di sopravvissuti

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Non siamo la prima civiltà sulla Terra ad affrontare una catastrofica CANCELLAZIONE

HAF

La civiltà umana come la conosciamo attualmente non sopravviverà a lungo. Oltre ai difetti strutturali critici che l’umanità ha incorporato nei suoi sistemi complessi (come cibo, elettricità, finanza, politica, ecc.), I globalisti anti-umani stanno rapidamente implementando piani per abbattere deliberatamente la razza umana e preparare la Terra per un futuro post-umano.

Quello che poche persone moderne sembrano riconoscere è che questa non è la prima volta che una civiltà umana cade sul pianeta Terra . Almeno un’ex civiltà globale è crollata e quasi tutte le prove della sua esistenza sono state a lungo sepolte o distrutte.

Guardati intorno oggi e fai questa domanda: vedi qualcosa che sopravviverebbe per 1.000 anni se la civiltà umana collassasse?

Nessun edificio rimarrebbe dopo 1.000 anni e quasi tutte le “cose” che definiscono la nostra società odierna scomparirebbero, specialmente se fossero sepolte sotto l’acqua e il fango a seguito dell’impatto di un asteroide o di un altro Diluvio Universale.

L’intero regno digitale della conoscenza umana svanirebbe, poiché oggi non esistono sistemi di archiviazione artificiali in grado di memorizzare informazioni per 1.000 anni. I dischi rigidi perdono la loro integrità in circa un decennio e persino i supporti di memorizzazione ottici si degradano nell’arco di un secolo o due.

Forse le uniche prove che potrebbero rimanere dalla nostra attuale civiltà sarebbero ponti di cemento e uno strato di microplastiche depositate in tutto il mondo, portando i futuri archeologi a dichiarare che questa civiltà collassata è esistita durante l ‘”epoca tossica”.

Le grandi piramidi in Egitto sarebbero sopravvissute, ovviamente. Come hanno già dimostrato attraverso almeno un crollo avvenuto più di 10.000 anni fa.

Leggi anche: Le piramidi di Giza si allineavano perfettamente con la cintura di Orione nell’anno 10.450 a.C.

La civiltà umana è molto più fragile di quanto la maggior parte delle persone riconosca, e con globalisti anti-umani come Bill Gates che ora cercano deliberatamente di far collassare la fotosintesi e l’intero approvvigionamento alimentare globale, non passerà molto tempo prima che la morte di massa acceleri.

L’umanità sarà fortunata ad emergere da questo genocidio globale ingegnerizzato con anche un miliardo di sopravvissuti … e questo è ancora molto più alto di quello che i globalisti stanno cercando di ottenere con le loro armi biologiche, le operazioni di terraformazione per alterare l’atmosfera e le campagne di disinformazione dei media per condurre terrorismo contro l’umanità.

Questo è l’argomento principale dell’odierno aggiornamento della situazione, che porta informazioni sorprendenti sulla vera storia dell’umanità e sul perché la civiltà umana come la conosciamo oggi è sull’orlo di un crollo catastrofico che metterà fine al mondo (umano) come lo conosciamo.

La lista dei re sumeri si estende per oltre 241.000 anni prima di un grande diluvio

Ascolta qui: https://www.brighteon.com/d5cef1c9-3335-4d77-b41e-e816a8394c95

Fonti: Afinalwarning.com ; Brighteon.com

Pubblicato sul sito web: https://humansarefree.com/

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L’Enigma dell’Atlantide Brasiliana

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La ricerca di la terra sottomarina perduta non è finita.
Credito: Foto-Jagla.de Adobe Stock

Riddle of “Brazilian Atlantis” – Scoperte strane rocce di cui il mondo ha dimenticato

di Ellen Lloyd
dal sito AncientPages

Il leggendario continente perduto di Atlantide appare in antichi miti e leggende di tutto il mondo.

Gli antichi conoscevano una terra meravigliosa scomparsa molto tempo fa.

I ricercatori hanno dibattuto per anni sull’esistenza di Atlantide.

Alcuni dicono che il continente non è altro che un mito, mentre altri sono convinti che un giorno scopriremo i resti di questa terra perduta.

Trovare i resti di Atlantide è impegnativo perché è difficile determinare dove guardare.

Inoltre, supponiamo di trovare antiche rovine sottomarine,

come possiamo dire con certezza che questi sono i resti di Atlantide?

Ci sono molte antiche città sommerse …

Ci sono diverse rovine sottomarine in vari luoghi in tutto il mondo e tutte potrebbero far parte di Atlantide.

“Atlantis” in greco significa “Isola di Atlante” …

Il continente sommerso di Atlantide è stato menzionato da Platone nei suoi dialoghi Timeo e Crizia.

Platone narra la leggenda di una potente nazione che intorno al 9.500 a.C. abitava un continente di dimensioni maggiori rispetto all’antica Libia e Asia messe insieme.

Secondo Platone, questa potente nazione ha attaccato e conquistato l’Europa e l’Asia.

Apparentemente, solo i greci furono in grado di prevalere contro di loro.

Come racconta la storia, qualche tempo dopo l’invasione i Greci e gli Atlantidei furono inghiottiti dal mare. Il disastro è avvenuto rapidamente e inaspettatamente.

Nel corso degli anni diversi ricercatori affermano di aver scoperto parti del leggendario continente sommerso e ci sono state diverse speculazioni sulla posizione della terra sommersa.

Ad esempio, in Atlantis – Il continente perduto finalmente ritrovato, il professor Arysio Santos fa un caso convincente e ben studiato per Atlantide che si trova nella regione dell’Indonesia.

“Atlantide non è mai stata trovata perché abbiamo cercato tutti nei posti sbagliati. Rendendoci conto, abbiamo iniziato a cercare il punto in cui un intero continente sommerso poteva nascondersi.

La geologia ha fornito la risposta corretta e inconfutabile:

giù sotto il Mar Cinese Meridionale, ecco dove.

Il resto è seguito in modo abbastanza naturale e, in effetti, molto più fortuitamente di quanto noi stessi avremmo mai potuto immaginare in anticipo”, ha spiegato il defunto professor Arysio Santo

1997 Intervista al Prof. Arysio Santos

Abbiamo visto in precedenti occasioni che gli scienziati stanno compiendo notevoli progressi nell’area dell’archeologia subacquea, ma una parte enorme dei nostri oceani rimane ancora inesplorata.

Secondo il National Ocean Service (NOA), si stima che solo il 5% degli oceani della Terra sia stato esplorato e mappato. Il resto rimane per lo più da scoprire e non visto dagli umani.

Con così tanto territorio ancora da esplorare, possiamo solo immaginare le scoperte che devono ancora venire …!

Negli ultimi anni ci è stato dato il privilegio di vedere foto di notevoli rovine sottomarine come ad esempio la magnifica leggendaria città perduta di Heracleion. Con l’aiuto della tecnologia più recente, abbiamo l’opportunità di esplorare i segreti degli oceani come mai prima d’ora.

La leggendaria città sottomarina perduta di Pavlopetri è spesso descritta come la città più antica del mondo.

C’è chi pensa che queste rovine sottomarine siano i resti della leggendaria città di Atlantide …

Alcuni anni fa, i geologi hanno scoperto rocce sconcertanti al largo della costa di Rio in Brasile.

Secondo Roberto Ventura Santos, un alto funzionario del Servizio di geologia del Brasile (CPRM), i campioni di granito sono stati trovati due anni fa durante le operazioni di dragaggio in un’area nota come “Rio Grande Elevation”, una catena montuosa nelle acque brasiliane e internazionali.

Santos ha detto al momento della scoperta che queste rocce facevano probabilmente parte di un continente che affondò nell’oceano quando l’Africa e il Sud America si separarono 100 milioni di anni fa, soprannominando la scoperta “l’Atlantide brasiliana”.

Il servizio di geologia del Brasile ha dragato il fondale marino al largo della costa di Rio, vicino al Rio Grande Elevation. Tra le rocce trovate c’erano campioni di granito che si pensa facciano parte di un continente sommerso dall’Oceano Atlantico quando l’Africa e il Sud America
diviso 100 milioni di anni fa. Credito: servizio geologico del Brasile

“Questa potrebbe essere l’Atlantide brasiliana.

Ne siamo quasi certi, ma dobbiamo rafforzare la nostra ipotesi.

Avremo il riconoscimento (scientifico) finale quest’anno quando condurremo perforazioni nell’area per recuperare più campioni di queste rocce “, ha detto poi Santos.

Potrebbe questa roccia essere parte del leggendario continente perduto di Atlantide? Credito: Servizio geologico del Brasile

Inizialmente, gli scienziati pensavano di essersi sbagliati, ma il loro caso è stato rafforzato quando un team di scienziati brasiliani e giapponesi a bordo del sommergibile di ricerca giapponese Shinkai 6500, ha osservato la formazione geologica sottomarina situata di fronte alla costa brasiliana. Mentre i ricercatori esploravano la regione, hanno iniziato a vedere che l’area potrebbe essere un pezzo di continente scomparso nel mare milioni di anni fa. Queste rocce dovrebbero essere considerate come possibili prove fisiche di Atlantide?

Per il momento è difficile dire qualcosa su questa scoperta. Per confermare le affermazioni dei geologi, qualcuno deve essere interessato a testare queste rocce ed esaminare le formazioni sottomarine.

Purtroppo mancano rapporti di ricerche recenti e sembra che da anni non si faccia nulla.

Accade fin troppo spesso che gli scienziati abbiano scoperto qualcosa di enorme interesse storico, archeologico o geologico, ma i follow-up delle scoperte sono inauditi …

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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Dal Mito alla Realtà

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Un archeologo dell’Autorità Israeliana per le Antichità
cammina ciò che è, secondo quanto dicono le autorità israeliane,
un tunnel di drenaggio di 2000 anni
che conduce alla Città Vecchia di Gerusalemme.
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Archeologi Sionisti stanno usando la Bibia per riscrivere la Storia

di Miko Peled dal Sito Web MintPressNews traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in ing

Miko Peled è uno scrittore e attivista per i diritti umani nato a Gerusalemme.

È autore di “Il figlio del generale. Viaggio di un israeliano in Palestina” e

Injustice, the Story of Holy Land Foundation Five

La storia della Palestina, una gloriosa tradizione di cultura e religione, politica, commercio, arte e architettura ineguagliabili, è stata quasi persa tanto che i Sionisti possono affermare di essere i veri successori di Giosuè e del re David

Una delle tante gemme che esistono nella città di Londra è una libreria unica con il nome di Jarndyce Booksellers.

Jarndyce è specializzata in prime edizioni, libri rari e meravigliose edizioni da collezione delle opere complete di Shakespeare, Dickens e molti altri.

Nel negozio sono esposte anche enormi copie illustrate antiche della Bibbia. Questi libri giganteschi sono splendidamente decorati con illustrazioni che danno vita a personaggi e storie bibliche.

Ricordo di essermi seduto da bambino, sfogliando una vecchia copia illustrata di una Bibbia che faceva parte della collezione di libri di mio padre. Anch’essa aveva illustrazioni meravigliose, e io mi sedevo lì e guardavo le immagini dei grandi uomini e donne, e sperimentavo i grandi momenti descritti nella Bibbia.

L’angelo che fermò Abramo mentre stava per sacrificare suo figlio; Mosè che scende dal monte Sinai; il giovane Davide che uccide il gigante Golia e molti altri.

Si sono animate tutte davanti ai miei occhi ed era chiaro a me da bambino come lo è oggi e a tanti altri, che quelle storie descrivono eventi storici reali.

Queste adorabili interpretazioni avevano lo scopo di creare l’impressione che la Bibbia narrasse storie storicamente vere.

Portano i lettori e anche coloro che non leggono, ma ascoltano le storie e guardano le illustrazioni, a credere che si trattasse di persone reali e di eventi reali che hanno avuto luogo.

L’Ambasciatore degli Stati Uniti in Israele David Friedman
parla all’inaugurazione di una “strada antica”
che attraversa il quartiere palestinese di Silwan.
Tsafrir Abayov | AP

È abbastanza facile indicare un’antica città della Palestina, diciamo Betlemme o Gerusalemme o qualche angolo del deserto vicino a Bi’r Saba, e affermare che lì ebbe luogo un particolare evento biblico.

Questa lettura letterale della Bibbia, e in particolare dell’Antico Testamento, ha dato e continua a dare un enorme impulso al Sionismo.

I Sionisti fanno affidamento su milioni di persone in tutto il mondo che sono state indotte in errore nel credere che ci sia una verità storica nella Bibbia, che pensano che l’Israele di oggi sia il vero e legittimo successore dell’Israele biblico e che consentono ai Sionisti di rivendicare la Bibbia come il loro libro della vera storia.

Mitologia, religione e storia

I Greci e il popolo nordico sostituirono le loro antiche mitologie indigene con il Cristianesimo, conservando la loro mitologia come parte della loro storia culturale.

In India, la mitologia antica è molto viva e gli dei antichi sono ancora adorati nei templi di tutto il paese, ma ciò non viene mai confuso con la storia reale dell’India.

Vishnu non è mai confuso con Ashoka o Buddha con Akbar.

Ognuno ha il suo rispettivo posto all’interno della ricca cultura indiana.

Né il popolo greco, né il popolo nordico, o anche coloro che praticano varie fedi in India, considerano la loro mitologia come storia.

Non troverete archeologi greci che scavano per trovare la casa di Zeus.

Non ci sono segni che il popolo nordico stia cercando l’antica città in cui risiedevano Odino e Thor, e anche in India, dove gli antichi dei sono parte integrante della vita, non ci si aspetta che la città di Shiva venga scavata da archeologi.

Questo perché la separazione tra mito e religionee storia è chiara, tranne nel caso del Sionismo…

I Sionisti, sia cristiani che ebrei, mantengono fermamente la loro rivendicazione che ‘la Bibbia è storia‘…

Gli archeologi che lavorano in nome dei Sionisti hanno scavato la Palestina per due secoli, spesso ignorando o addirittura distruggendo preziosi manufatti che non servono al loro scopo.

Questo perché gli archeologi sionisti sono motivati non dalla curiosità scientifica, ma da un’agenda politica.

Ignorano la ricchezza della storia e dell’archeologia che esistono in Palestina e cercano prove delle proprie teorie.

Distruzione dei monumenti

La necessità di convalidare le affermazioni sioniste che collegano l’attuale Israele con gli antichi Ebrei e la mitologia glorificata come viene presentata in parti dell’Antico Testamento, spesso viene a scapito di importanti siti e monumenti storici.

In effetti, non è raro vedere siti storici inestimabili, distrutti da un programma per mano delle istituzioni sioniste.

Il cimitero di Mamilla è uno di questi esempi.

Si tratta di un antico luogo di sepoltura musulmano e luogo sacro nel centro di Gerusalemme che si ritiene risalga al settimo secolo.

Numerosi santi della fede sufi e migliaia di funzionari, studiosi, notabili e famiglie di Gerusalemme sono stati sepolti nel cimitero negli ultimi 1.000 anni.

Si diceva che vi fossero sepolti i compagni del profeta Maometto, ma dalla conquista sionista di Gerusalemme ovest, il cimitero è caduto in rovina, con antiche lapidi distrutte e profanate.

Nell’ultimo decennio, una parte significativa del cimitero è stata rasa al suolo e resti umani sono stati profanati in modo che il Centro Simon Wiesenthal potesse costruire una struttura, spudoratamente chiamata Museo della Tolleranza.

Il Cimitero di Mamilla,
mostrato qui in una foto aerea del 1951,
rimase per secoli non manomesso fino a che il governo israeliano
ha dato il via alla costruzione del
Museo della Tolleranza sopra le sue rovine storiche

Dal 2010, il Centro per i Diritti Costituzionali e la Campagna per preservare il cimitero di Mamilla hanno lavorato per fermare la costruzione della nuova struttura e preservare ciò che resta dell’antico sito.

A tal fine, sono state presentate petizioni a vari organismi delle Nazioni Unite, tra cui l’UNESCO, per proteggere il sito sacro.

Il “Museo della Tolleranza”, come viene chiamato, ha portato al dissotterramento di centinaia di tombe e non si sa dove si trovino gli innumerevoli resti umani che sono stati smaltiti.

Riconosciuto come uno dei cimiteri musulmani più importanti al mondo, dove sono sepolti settantamila guerrieri degli eserciti di Saladino, ora è quasi sparito.

Bab al-Rahmeh è ancora un altro famoso cimitero islamico a Gerusalemme.

Si estende dalla Porta dei Leoni all’estremità del muro della Moschea di Al-Aqsa, vicino ai palazzi degli Omayyadi a sud. 

Il governo israeliano è in procinto di confiscare parti del cimitero per attuare un progetto di insediamento. 

I piani includono la creazione di “percorsi di giardini biblici”, cancellando ancora una volta siti storici al fine di costruire monumenti per commemorare una storia che non è mai stata.

Un altro classico esempio della distruzione della storia reale per amore della mitologia è,

l’apertura della cosiddetta “Stazione del Battesimo del Tempio” sul terreno storico dei palazzi degli Omayyadi nella Città Vecchia di Gerusalemme.

Il Tempio in questione è il Tempio Ebraico e i palazzi degli Omayyadi su cui sarà costruito risalgono a quasi 1.400 anni fa, costruiti nella prima fase del periodo islamico, e utilizzati per ospitare i califfi islamici e le istituzioni che gestivano gli affari di Gerusalemme e la Moschea di Al-Aqsa.

Monumenti in rovina

Le autorità sioniste non solo hanno distrutto siti storici preziosi alla ricerca di siti mitici, ma hanno anche permesso che siti storici inestimabili cadessero in rovina.

Ci sono innumerevoli siti di questo tipo in tutta la Palestina, come la moschea di Dhaher Al-Umar a Tabariya, che ora si trova da sola, in rovina, un solitario testimone del glorioso passato arabo della città.

Daher al-Umar era un leader palestinese che ha governato la maggior parte della Palestina e ha plasmato la sua storia per tutto il XVIII° secolo. Non solo la sua memoria è stata cancellata, ma i monumenti che portano il suo nome e che ancora esistono ora giacciono in rovina.

La mitologia dell’Antico Testamento è stata trasformata in storia attraverso un tentativo riuscito di trasformare le storie e le figure di queste storie, per quanto mitiche possano essere state, in eventi e personaggi storici reali.

Allo stesso tempo, la vera storia della Palestina, una gloriosa storia di cultura e religione, politica, commercio e arte e architettura senza eguali, è stata del tutto persa in modo che i Sionisti possano affermare di essere i veri successori di Giosuè e del re Davide.

Non c’è nulla di male nel godere delle meravigliose illustrazioni che adornano la Bibbia.

Tuttavia, dobbiamo stare attenti a non confondere quelle storie e le illustrazioni con la storia reale della Palestina…

Nota dell’autore:

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/

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