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Le tecnofirme di civiltà aliene avanzate

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PREPARARE LA NARRATIVA: IL PAPER DELLA NASA AMMETTE DI CERCARE TECNOLOGIA NELLO SPAZIO  

By Joseph P. Farrell 

C’è un articolo curioso sulla rivista Forbes che è stato condiviso da VT, in cui è riportato che un recente documento della NASA sostiene la ricerca di tecnologia da altre civiltà nello spazio:

Rivelato: perché dovremmo cercare antiche astronavi aliene su Luna, Marte e Mercurio secondo gli scienziati della NASA

C’è un’interpretazione interessante da dare a questa storia attraverso un po’ di speculazioni ad alto numero di ottani, ma ci arriveremo. Per prima cosa, tuttavia, per evidenziare questa speculazione, diamo un’occhiata all’articolo e come riassume il documento della NASA. Dall’inizio dell’articolo leggiamo i seguenti paragrafi:

Dai siti degli incidenti UFO su altri pianeti e alieni “in agguato” sugli asteroidi a un radiotelescopio permanente sul lato più lontano della Luna, un nuovo studio finanziato dalla NASA sulla ricerca della vita extraterrestre intelligente (SETI) descrive in dettaglio come le future missioni della NASA potrebbero intenzionalmente cercate le “tecnofirme” di civiltà aliene avanzate.

Descritto come prova dell’uso della tecnologia o dell’attività industriale in altre parti dell’Universo, la ricerca di tecnofirme è appena iniziata, ma potrebbe portare alla luce qualcosa di sorprendente senza molta spesa aggiuntiva, afferma lo studio.

Pubblicato sulla rivista specializzata  Acta Astronautica, lo studio include un elenco di ciò che le missioni della NASA potrebbero rilevare come “prova di vita extraterrestre” oltre la Terra.

Forse la cosa più intrigante, il documento suggerisce che le sonde interstellari potrebbero essere state inviate nel Sistema Solare molto tempo fa, forse durante l’ultimo incontro ravvicinato del nostro Sole con altre stelle.

Questo di per sé è interessante, poiché l’implicazione dell’ultimo paragrafo è una tacita ammissione che “qualcuno” al di fuori di questo sistema solare potrebbe essere “stato qui” molto tempo fa. Con questo, c’è un’ulteriore implicazione, vale a dire che parte della missione della NASA dovrebbe includere – per mancanza di un’espressione migliore – l’archeologia extraterrestre. L’articolo riassume quindi l’elenco della NASA di “cose ​​da cercare”, che, notiamo, include (1) una ricerca per “siti di crash sulla Luna, Marte, Mercurio o Cerere”. Ciò che è interessante ancora una volta sono le implicazioni, poiché i siti di crash implicherebbero “campi di detriti” e chiunque abbia guardato attraverso le istantanee che accompagnano il link del blog di venerdì scorso apprezzerà prontamente il significato di questo punto.

Ancora più peculiari sono i punti (5) e (6). Il punto (5) osserva che la NASA dovrebbe cercare “lurkers on asteroids”. I lettori abituali dei miei libri e blog sapranno che ho preso in considerazione l’ipotesi del pianeta esploso per la creazione della cintura degli asteroidi, un’ipotesi avanzata dagli astronomi nel 19° secolo che postulavano un pianeta ormai scomparso nel sistema solare che esplose e creò non solo molte delle comete in orbita attorno al sole, ma la cintura degli asteroidi del nostro sistema solare, un’ipotesi ripresa nel 20° secolo dal dott. Tom van Flandern dell’Osservatorio navale degli Stati Uniti. In particolare, gli astronomi del 19° secolo chiamarono quel pianeta scomparso “Krypton”. Ancora più interessante è il fatto che la NASA sta ora intrattenendo un’idea che ho avanzato al programma spaziale segreto 2015 a Bastrop, in Texas, dove ho unito l’idea di “The Watchers” trovato in testi antichi come il testo slavo del libro di Enoch, l’ipotesi del pianeta esploso e l’ipotesi di un’antica guerra cosmica.

Poi arriva il punto numero (6), vale a dire che la NASA dovrebbe condurre “missioni di intercettazione” su “intrusi interstellari”, come la “cometa” Oumuamua che è arrivata strisciando nel nostro Sistema Solare alcuni anni fa, e poi se n’è andata. Alcuni scienziati seri hanno preso in considerazione l’idea che la “cometa” non fosse affatto una cometa, ma un’astronave o una sonda spaziale di qualche tipo. A questo proposito, l’idea di “missioni intercettare” assume un risvolto più che vieta: che cosa dobbiamo fare se ci facciamo intercettare qualcosa di simile? E poi finalmente, un altro storditore, il numero (10): cerca “piccoli asteroidi” che potrebbero in effetti essere “artificiali”.

Ora, tutto questo potrebbe sembrare “nuovo” ed eccitante, tranne per il fatto che non è affatto nuovo. Alla fine degli anni ’50 la NASA commissionò al Brookings Institute uno studio su ciò che ci si poteva aspettare di trovare mentre l’umanità si avventurava nello spazio. Lo studio ha concluso che si potrebbero trovare tutti i tipi di “resti” e “artefatti”, compresa l’alta tecnologia, lasciati da qualche antica civiltà spaziale là fuori. Lo studio ha concluso che, se così fosse, tali scoperte dovrebbero essere gestite con molta attenzione se non mantenute del tutto segrete, per paura che la sua divulgazione sconvolgerebbe i fondamentalisti religiosi. Leggendo tra le righe della relazione, è proprio questo che sottintende uno degli scopi di avventurarsi nello spazio significava recuperare (e presumibilmente, decodificare) tale tecnologia, e qualsiasi vecchia scusa per mantenerla segreta andava bene.

Allora perché sto provando quella storia? A causa dell’odierna speculazione ad alto numero di ottani. Il recente documento della NASA sulla ricerca di tale tecnologia e sulla conduzione di missioni di “intercettazione” non è poi così nuovo. In effetti, la possibilità è stata conosciuta e discussa fin dall’inizio. E se la NASA ci ha pensato, si può essere certi che anche i sovietici – gli unici altri giocatori nella corsa allo spazio in quel momento – lo fecero anche loro. Ma la maggior parte delle persone non ha mai sentito parlare del Brookings Report, e ancora meno si è seduto per leggerlo effettivamente. (Quando uno lo fa, si subisce uno shock, come ho descritto nel mio libro Covert Wars and the Clash of Civilizations). In ogni caso, la novità qui non è il contenuto tanto quanto si parla di queste idee, non in uno studio specializzato in think tank, ma in un importante punto vendita di mezzi di stampa.

Questa, penso sia la vera storia qui. E già che ci sono, uscirò ancora una volta dalla fine del ramoscello della speculazione:

Penso che si stia preparando una nuova narrativa. Dopotutto, negli ultimi tre o quattro anni abbiamo assistito a un definitivo “aumento” nella copertura mediatica principale in streaming lamestream dell’intera questione UFO.

Fonte: https://gizadeathstar.com/

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La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione

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Bizzi: Cro-Magnon, l’Uomo di Atlantide venuto dalle stelle

Chi siamo? Da dove veniamo? Sono domande che ci interpellano da sempre. «La maggior parte dell’umanità è predisposta alla sottomissione: gente inconsapevole, gestita completamente». Lo scrive in un libro il biologo Giovanni Cianti, in una considerazione erroneamente attribuita a Carlos Castaneda. «Chi ha capito, ha capito: non ha bisogno di consigli. Chi non ha capito, non capirà mai. Io non biasimo queste persone», scrive Cianti: «Sono strutturate per vivere, e basta: mangiare, bere, respirare, partorire, lavorare, guardare la televisione e mangiare la pizza il sabato sera, andare a vedere una partita. Il mondo, per loro, finisce lì: non sono in grado di percepire altro. C’è invece un piccolissimo gruppo di esseri umani, che possono essere definiti “difetti di fabbricazione”. Sono sfuggiti al “controllo qualità” della linea di produzione. Sono pochi, sono eretici e sono guerrieri». Mi piace molto, questa frase, forse perché anch’io sento di appartenere a questa minoranza. Ma non è solo questione di rifiutare i dogmi, le imposizioni, e di sentirsi guerrieri. E’ anche una questione di sensibilità. Si tratta di porsi domande, di chiedersi sempre il perché delle cose.

Uomo di Cro-Magnon

E infatti, tutte le grandi tradizioni spirituali – quelle autentiche, dell’antichità, quelle cioè che hanno preceduto l’era dei dogmi – hanno sempre spinto le persone a porsi domande. Tutte le grandi tradizioni iniziatiche dell’antichità erano finalizzate al risveglio della coscienza e della percezione, all’apertura di certi canali che noi possediamo naturalmente, ma che magari non sappiamo come utilizzare. Sono canali di comunicazione tra macrocosmo e microcosmo. Comunicazione diretta: sono dei portali, che abbiamo dentro di noi. Molte persone, semplicemente, li ignorano: non si pongono nemmeno il problema della loro esistenza. Nel libro “Resi umani“, scritto con Mauro Biglino, il biologo molecolare Pietro Buffa riflette sulla nostra parentela con lo scimpanzé: il cucciolo di scimpanzé e il “cucciolo d’uomo” sono praticamente indistinguibili. Poi lo scimpanzé adulto si trasforma e si allontana molto da noi, mentre l’uomo adulto conserva i tratti delle specie domestiche, con scarsissima aggressività, e mantiene i caratteri morfologici del cucciolo, come gli occhi grandi rispetto al resto del corpo: un fenomeno che gli scienziati chiamano “neotenia”.

Una ricostruzione dell'Atlantide

Siamo stati “domesticati” da qualcuno, che ci ha “fabbricati” con la genetica? Lo dicono i testi sumeri: raccontano che gli Anunnaki “crearono” gli Igigi, loro servitori, progettati per lavorare al posto loro, nelle miniere. La nascita degli Igigi ricorda da vicino quella degli Adamiti, che la Bibbia attribuisce agli Elohim. Nella tradizione eleusina, i nostri “creatori” sono gli dèi Titani. Per la precisione, quattro di loro: Atlante, Menezio, Prometeo ed Epimeteo, figli di Giapeto. Da cui la Stirpe Giapetide, ottenuta anche in quel caso con l’ingegneria genetica. La nostra sarebbe la Quinta Umanità, anche per Esiodo. In vari testi antichi si allude a interventi numerosi e ripetuti, attraverso varie fasi del nostro passato. Si parla di una civiltà avanzata, sbarcata sulla Terra in un’epoca incredibilmente remota. La Terra: un pianeta ottimale per la vita, abitabile, con enormi risorse naturali da sfruttare. Solo che, magari, i primi “pionieri” erano in pochi: un’avanguardia di sparuti colonizzatori.

Per ottenere lavoratori, questi pionieri hanno incrociato i loro geni con quelli di alcuni tipi di primati, al fine di ottenere manodopera a costo zero? Si tratta di un’ipotesi inquietante, come è inquietante che l’umanità attuale presenti tanti segni di soggezione, di sottomissione. Non è un mistero, per psicologi e sociologi: l’Homo Sapiens attuale è estremamente manipolabile, suscettibile di indottrinamenti. Tutte le grandi religioni (monoteistiche, in particolare) hanno sempre imposto dogmi: non spingersi oltre, non cogliere il frutto proibito, non porsi domande, accettare il dogma di fede. E’ la basilare forma di indottrinamento, che nelle religioni monoteistiche accompagna l’essere vivente dalla culla alla tomba. Ci viene insegnato a credere, e tutto il sistema si regge su questo. Proprio tutto? Secondo certe interpretazioni, alcune manipolazioni genetiche sarebbero avvenute in epoche assai remote, prima di 200.000 anni fa, e avrebbero portato alla nascita di alcuni ceppi del Sapiens. Secondo invece la tradizione misterica eleusina, sarebbe avvenuta una successiva manipolazione, ad opera dei Titani, attorno all’anno 80.000 avanti Cristo.

Astronavi

Molto plausibilmente, questa seconda manipolazione dette vita all’Uomo di Cro-Magnon, un ceppo del Sapiens particolarmente evoluto. E’ un enigma, per la storia, perché il Cro-Magnon nasce già avanzato, con elevatissime proprietà di linguaggio e con una struttura sociale organizzata, e si diffonde in buona parte dell’emisfero occidentale. La sua comparsa può aver turbato certi processi precedenti? Ha generato un’anomalia? Una falla, nella cosiddetta Matrix? Secondo determinate teorie, il Cro-Magnon sarebbe l’Uomo di Atlantide: proprio quella particolare umanità che gli dèi Titani avrebbero creato a loro immagine e somiglianza, e che avrebbe generato una propria civiltà in quello che era un grande continente, oggi scomparso, nell’Altantico settentrionale.

Bizzi

Doveva essere un continente che poi sarebbe stato distrutto nell’ambito di una grande guerra, che ci viene descritta nella “Teogonia” di Esiodo come la Titanomachia, una guerra combattuta fra dèi. Secondo certi testi mitologici, questo cosiddetto Primo Impero di Atlantide avrebbe cessato il proprio percorso storico attorno al 19.000 avanti Cristo. Poi, la civiltà umana del Cro-Magnon sarebbe risorta dalle proprie ceneri (dalle palafitte, dalle caverne) fino a tornare grande, organizzata e civile, e a conquistare vastissimi territori, incluso il bacino mediterraneo, il Medio Oriente, buona parte dell’Africa e le Americhe. Sempre secondo alcune interpretazioni, questa particolare parte di umanità avrebbe dato molto fastidio, a certi gestori della Matrix. Lo so, sembra di sconfinare nella fantascienza. E sia: facciamo finta che sia fantascienza. Dunque, immaginiamo che questo sia vero, e che tanti altri ceppi umani siano frutto di una manipolazione finalizzata esclusivamente all’assoggettamento e alla “domesticazione”, per diventare forza lavoro gratuita.

Tutto questo può aver fatto comodo, a certi schemi di potere che poi, di volta in volta, hanno dovuto ricorrere a forme manipolative. Come una sorta di “tagliando”: ogni tanto è stato necessario, nella storia, per certe élite di potere, ricorrere a ulteriori giri di vite, a ulteriori interventi manipolativi a livello concettuale, di dogma, di pensiero religioso, giusto per riportare questa umanità nei binari prestabiliti. Immaginiamo però che una parte di umanità sia sfuggita, a questa logica. Immaginiamo che abbia portato avanti una civiltà libera da questi schemi, libera da certi dogmi, e che questa parte di umanità sia sempre stata contrastata da certi poteri. Poi, la distruzione della Seconda Atlantide (fra il 10800 e il 9600 avanti Cristo, a causa di un cataclisma di origine cosmica) ha segnato di nuovo un duro colpo, per questa umanità.

Fenotipi umani

Cos’è rimasto, di quella civiltà? La Creta minoica e certe altre civiltà del Mediterraneo, anch’esse poi messe a dura prova dagli eventi, con la fine del matriarcato e l’avvento del patriarcato, e con lo scontro tra religioni avvenuto con la Guerra di Troia (fra l’antico culto degli dèi Titani e il culto dei nuovi dèi olimpici). Tutto ci porterebbe a credere che il Cro-Magnon sia stato una sorta di anomalia nell’anomalia. So benissimo che questo è un campo minato: nessun antropologo ammetterà mai che possano esistere ceppi umani con origini diverse. Loro tendono sempre a ricondurre tutto agli eredi dei grandi primati, in modo lineare, con una discendenza diretta. Effettivamente, il problema del fenotipo che ci differenzia è inquietante. Io posso citare interpretazioni fornite da studiosi sulla soglia dell’eresia. Già nell’800, ad esempio, il fatto degli occhi a mandorla presenti nel fenotipo orientale (che non ha nessuna giustificazione apparente, per quanto riguarda la vita sulla Terra) è stato associato ipoteticamente ad un incrocio con delle “razze” (o meglio, delle civiltà) provenienti da un pianeta con una luminosità molto maggiore della nostra, quindi magari con una stella molto più luminosa del nostro sole. Se è vero che questi “creatori” hanno utilizzato dei loro geni, può essere un carattere che si è trasferito: altrimenti gli occhi a mandorla non avrebbero alcuna giustificazione, se non – appunto – per proteggere gli occhi da una forte luce. E’ solo un’ipotesi, naturalmente.

Anche il fatto della pigmentazione scura non ha nessun rapporto con i climi tropicali, dove infatti troviamo anche popolazioni native con pelle molto più chiara. E’ come se questi ceppi umani avessero effettivamente delle origini diverse. Ma questo rappresenta una pericolosissima eresia, per gli antropologi attuali. Sono cose che non si possono dire, anche perché, solitamente, chi avanza queste ipotesi viene accusato di razzismo. Ma qui non si tratta assolutamente di razzismo, nel senso di discriminazione razziale. Non ha senso parlare di discriminazione: si tratta semplicemente di ipotizzare le origini di questi fenotipi. Gli aborigeni, i nativi americani dalla pelle rossa: ognuno sembra raccontare qualcosa di diverso. Alcuni hanno folta peluria, altri meno. Per noi, l’eliminazione della peluria è diventata quasi un’ossessione. Come se si volesse arrivare ad assomigliare a questi “attori terzi”, o all’elemento “creatore” originario.

I Minoici in America

Lo stesso discorso della peluria si collega alla questione della “neotenia”, cioè il mantenimento dei tratti giovanili che caratterizza anche l’adulto nel solo caso dell’Homo Sapiens: tratti che poi l’uomo vuole mantenere a tutti i costi. Come se, inconsapevolmente, cercassimo di scavare in un ipotetico passato, remotissimo. A questo proposito trovo impressionante un frammento di un antico testo misterico, attribuito alla letteratura atlantidea e tramandato dalla tradizione eleusina, pubblicato per la prima volta (a pagina 518) nel mio libro “I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta”, appena uscito. «Un tempo – vi si legge – la Stirpe di En’n (cioè l’umanità) non era ospite nella Casa della Dea Taéa, ma aveva stabile dimora nella Grande Casa di Shanal, e compiva viaggi per le rotte di Nehéfre (fra le stelle). Questo per tutto il tempo che i Padri-Madri Phykkhesh-Tàu imperarono nella Grande Casa». Phykkhesh-Tàu è il pianeta della costellazione della Balena, il sistema solare di Tau-Ceti da cui gli eleusini fanno discendere i Titani.

«Distrutto il loro Impero, anche le progenie di En’n figlio dei Phykkesh-Tau caddero in disgrazia ed ebbero rifugio solo nella Casa di Taéa», continua il testo. «E nella Casa di Taéa la progenie di En’n, privata delle scienze della Mente Cosmica, dovrà restare tante generazioni quante vissero per Nehéfre nella Grande Dimora di Shanal. Ma la progenie di En’n col passar delle generazioni – prosegue il frammento – dimenticò la sua naturale origine, facendo di ciò che fu realtà il mito, e allora gli Dei, Giusti e Veraci, mandarono alla progenie di En’n ospite nella Casa di Taéa, luogo d’esilio, il Dio che guarda Nehéfre per concepimento di Anuve, affinché fosse ricordo alla progenie di En’n dove è la sua Vera Casa e quale l’origine della Stirpe, e che il destino dei figli di En’n figlio dei Phykkhesh-Tau è di tornare donde venne, perché la progenie di En’n non può rimanere eternamente in esilio nella Casa di Taéa, essendo questa estranea alla sua origine». E’ incredibile: praticamente, quel testo ci parla di una nostra origine stellare, e di un nostro destino finalizzato al ritorno alle stelle.

Elisa Renaldin

Visto che siamo in tema di citazioni, propongo un testo appena scritto sul suo sito da Elisa Renaldin, che è un’attrice e regista teatrale. Fa una considerazione molto profonda, che si ricollega al discorso che ho fatto adesso. «Continuo a leggere da tutte le parti che l’anima sarebbe qui per evolvere», premette Elisa. «Vi dirò che non credo a questa storiella. O almeno, non ci credo nei termini in cui viene presentata». E spiega: «Collocare l’anima al pari di un ego infantile che deve crescere, ed è qui per imparare, lo trovo degradante per la natura intrinseca dell’anima: è un altro modo per dirci che siamo piccoli e miseri esseri incapaci. Giunti quaggiù per fare che cosa? Per “migliorare”: ma stiamo scherzando? Se noi arriviamo da lassù, prima cosa, significa che abbiamo origine da un punto della coscienza oltremodo evoluto e sviluppato. Che poi, scendendo qui, ci dimentichiamo chi siamo, veniamo deviati dall’inizio alla fine e ci perdiamo per la strada, questo è un altro paio di maniche».

«Tuttalpiù – continua Elisa Renaldin – siamo qui per ricordare. Ricordare che cosa? Chi siamo. Ce ne dimentichiamo, per una serie di ragioni che qui sarebbe troppo lungo trattare. Ma questo è ciò che io sento come vero. Ad ogni incarnazione aggiungiamo un pezzo al puzzle della nostra memoria. Ci avviciniamo ogni volta un po’ di più al ricordo di sé, ed è questo il vero scopo. Se per evolvere intendiamo questo, allora possiamo essere d’accordo. Ma se per evolvere intendiamo imparare, come se fossimo dei bambini incapaci, allora no. E perché alcuni sembrano più evoluti di altri? Si trovano solo in punti differenti del ricordo di sé. Chi si riunifica alla sua identità (divina, o coscienziale) modifica il suo approccio alla vita, e quindi modifica pensieri, sentimenti, comportamenti ed energie. Come facciamo, a ricordarci di noi? Esercitandoci a rimanere il più a lungo possibile nello stato di presenza. E sbarazzandoci degli orpelli inutili che ci hanno appicciato addosso: credi, memi, ideologie, dogmi, e via discorrendo. Insomma, uscendo dai recinti percettivi che ci hanno costruito addosso».

Tau Ceti

Con questo testo, Elisa Renaldin ha centrato pienamente l’essenza dei Misteri Eleusini. Gliel’ho scritto, in un messaggio che le ho inviato: i Misteri Eleusini insegnano proprio questo. Insegnano alle persone a ritrovare il proprio sé, quindi la propria identità, stabilendo correttamente il proprio percorso. Probabilmente la specie umana è stata addomesticata, da qualcuno. Ammesso e non concesso che si riesca a farlo, sta a noi scoprire se questo è vero, o no. Quindi non accontentiamoci dei dogmi della scienza, non accontentiamoci della storia per come ci viene raccontata: perché, se magari ci hanno imposto una certa “domesticazione” (assimilabile alla famosa Matrix, quella dei film che ben conosciamo) possiamo anche imparare a uscirne, a rifiutarla. L’importante è crescere: far crescere il nostro sé, la nostra coscienza, dal punto di vista evolutivo. Poi potremo anche decidere: se continuare ad essere animali addomesticati, o invece diventare uomini e donne liberi.

(Nicola Bizzi, dichiarazioni rilasciate nella diretta web-streaming “ll Sentiero di Atlantide – Homo Sapiens“, trasmessa il 18 aprile 2021 sul canale YouTube “Facciamo finta che“, di Luca Lamberti. Storico ed editore di Aurora Boreale, nonché iniziato alla tradizione dei Misteri Eleusini, Bizzi ha pubblicato saggi di estremo interesse, come “Da Eleusi a Firenze“, che aprono squarci inattesi sulla nostra storia, partendo dalla documentazione riservata della comunità eleusina. Un filone di indagine che continua nell’ultimo saggio, appena uscito: Nicola Bizzi, “I Minoici in America  e le memorie di una civiltà perduta“, Edizioni Aurora Boreale, 616 pagine, euro 28,50, disponibile anche in versione epub, euro 11,99).

Pubblicato sul sito web: https://www.libreidee.org/

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SIAMO A POCHI SECONDI DALLA MEZZANOTTE

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SIAMO A POCHI SECONDI DALLA MEZZANOTTE, SEI PREPARATO? QUESTO E’ REALE! – VIDEO

Fonte: https://www.hackthematrix.it/

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LA FORMA COLLETTIVA & LA FORMA INDIVIDUALE

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Perché le forze positive non intervengono?

di Tom Minderle (Montalk) dal Sito Web PatrickHerbert versione spagnola traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese Versione in spagnolo

Le forze positive stanno intervenendo ma solo in proporzione alla violazione.

Però potremmo ugualmente chiedere:

Perché le forze STS (alieni negativi – Service to Self) non si sono semplicemente presentate con truppe d’assalto e impianti di controllo mentale pronti a partire secoli fa, quando non avevamo armi avanzate per conquistare il mondo?

Perché questo lento processo di infiltrazione, inganno, programmazione delle masse, ecc…?

Beh, è perché ci sono regole daseguire, proprio come un gioco di sport.

Ci sono arbitri.

Solo perché una parte viene battuta nel gioco non significa che gli arbitri intervengano.

Intervengono solo quando le regole vengono violate…

Quindi le forze SAA (positive – Servizzi ad Altri) usano contromisure proporzionali.

Pertanto, se la minaccia finora è stata eseguita tramite:

infiltrazione, inganno, programmazione e lavoro tramite persone al potere per implementare “certe cose” con la forza,

… devono usare tattiche come:

verità, risveglio, prove, contraccolpo della maggioranza e chiunque sia al potere che si allinea con tutto ciò…

Se, tuttavia, un giorno le forze negative si manifestasser apertamente e prendessero il controllo attivamente, allora possono presentarsi anche quelle positive per contrastare tutto questo, soprattutto se alcune regole vengono sorpassate.

Il punto è:

tutte le parti stanno lavorando all’interno di una serie di regole che non vogliono o non possono violare senza conseguenze…

Sto parlando di gruppi di sorveglianti di terze parti che lavorano per conto della struttura divina.

Il problema è che se la maggioranza di una popolazione va d’accordo con qualcosa, e se è coinvolta una scelta karmica (come con la Seconda Guerra Mondiale) che serve a uno scopo più alto anche nella sua sofferenza, quindi la volontà divina e i gruppi di sorveglianti non possono intervenire.

Potresti avere una protezione personale individuale che ti aiuta a superarlo, ma ciò che accade alla maggioranza tende collettivamente ad essere quello che è.

La storia mostra quanto a volte le cose possano andare male.

I miracoli avvengono più a livello individuale che a livello collettivo.

Perché individualmente siamo casi unici.

Perché una persona sembra avere la protezione divina, mentre un’altra muore in un incidente o viene sacrificata da bambina?

Ci sono fattori complicati coinvolti come:

  • trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato
  • o contratti e accordi dell’anima
  • o schemi karmici autoimposti

…e così via.

Nella forma collettiva è più semplice.

Riguarda:

  • scelte contro conseguenze
  • inganno contro verità
  • giocatori positivi contro giocatori negativi
  • amplificazione del potere in cui un piccolo numero di persone influisce su un gran numero tramite il contratto sociale,

… e come nasce una società.

Ma certo

più le forze negative aumentano il loro controllo, maggiore sarà l’intervento.

I positivi fanno solo quello che devono fare, non di più.

Non più e interferiscono con il nostro processo di apprendimento.

Usano:

jujitsu spirituale, effetto farfalla, sincronismo, tempismo magistrale, semina di idee attraverso persone disponibili,

…e così via…

Fonte: https://www.bibliotecapleyades.net/mistic/sas14.htm

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Nikola Tesla e il popolo spaziale

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Il documento declassificato dell’FBI menziona il contatto di Nikola Tesla con il “popolo spaziale”

HAF

di: Arjun Walia

Molti decenni fa il mentore di Wernher Von Brauns Hermann Oberth, il padre fondatore della missilistica e dell’astronautica, noto anche come il “padre dei voli spaziali“, affermò la sua convinzione che “i dischi volanti sono reali” e che “sono navi spaziali di un altro sistema solare. Penso che probabilmente siano presidiati da osservatori intelligenti che sono membri di una razza che potrebbe aver indagato sulla nostra Terra per secoli “.

Ha scritto queste parole in “Flying Saucers Come From A Distant World”, The American Weekly, 24 ottobre 1954.

All’epoca accademici come Oberth erano ben consapevoli del fenomeno UFO, e oggi l’argomento ha acquisito ancora più “credibilità” dato che più governi hanno ormai confermato l’esistenza di questi oggetti.

Non mancano i dati di tracciamento radar, prove video, prove fotografiche e testimonianze di alto rango che sono ora disponibili nel pubblico dominio.

Questo sembra confondere molte persone, dal momento che la “divulgazione UFO tradizionale” sta decollando dopo una campagna decennale di “ridicolo e segretezza”. (Ex direttore della CIA Roscoe Hillenkoetter).

Anche Nikola Tesla, nato prima di Oberth, aveva un forte interesse quando si trattava dell’idea della vita su altri pianeti. Ci sono molti esempi che documentano questo fatto.

Ad esempio, in un’intervista rilasciata a Time all’età di 75 anni, Tesla ha dichiarato quanto segue:

“Penso che niente possa essere più importante della comunicazione interplanetaria. Sicuramente arriverà un giorno e la certezza che ci sono altri esseri umani nell’universo, che lavorano, soffrono, lottano, come noi, produrrà un effetto magico sull’umanità e formerà le fondamenta di una fratellanza universale che durerà finché l’umanità stessa. “

Non c’è dubbio che il contatto, la comunicazione e le relazioni con esseri di altri mondi avrebbero enormi implicazioni e cambierebbero per sempre la coscienza umana. Come ho già detto molte volte, non lascerebbe veramente intatto nessun aspetto dell’umanità.

Ci sono molti altri esempi e dichiarazioni interessanti di Tesla a cui arriveremo in seguito, ma prima volevo attirare la vostra attenzione su alcuni documenti del Federal Bureau of Investigation (FBI) declassificati che sono stati conservati dall’agenzia di pertinenza di Tesla. Il documento è una registrazione di una “Newsletter delle sessioni interplanetarie” del 1957.

La newsletter sembra essere una promozione stampata di una conferenza tenuta da George Van Tassel. La newsletter sembra essere stata scritta dalla scrittrice Margaret Storm, insieme a quello che sembra essere suo marito, John.

Ciò che è interessante chiedere è: perché l’FBI era così interessato al punto da documentare questi incontri, discussioni e raduni? Perché hanno tenuto traccia di questa specifica newsletter? È perché avevano un forte interesse per il fenomeno UFO / extraterrestre?

Ricorda, questo è degli anni ’50, oggi sappiamo che i governi e le agenzie di intelligence, come l’FBI, hanno avuto un interesse lungo e documentato per il fenomeno.

Parte del documento recita come segue,

Margaret Storm è stata assegnata a determinati lavori con Space People, come segue: sta scrivendo un libro – Return of the Dove – una storia della vita di Nikola Tesla, scienziato, e il ruolo che le sue invenzioni avranno nella New Age.

Gran parte dei dati per questo libro sono stati forniti alla signora Storm tramite trascrizioni ricevute sul set di Tesla, una macchina di tipo radio inventata da Tesla nel 1938 per la comunicazione interplanetaria.

Tesla morì nel 1943 ei suoi ingegneri non costruirono il set Tesla fino a dopo la sua morte. È stato messo in funzione nel 1950 e da quel momento gli ingegneri Tesla sono stati in stretto contatto con le navi spaziali.

The Space People ha visitato molte volte gli ingegneri Tesla e ci ha detto che Tesla era un venusiano, portato su questo pianeta da bambino , nel 1856, e lasciato con il signor e la signora Tesla in una remota provincia di montagna in quella che è ora Yogoslavia.

Che tu creda o meno che questo dipenda da te, poiché non esiste un modo reale per verificare le affermazioni. Il documento fa emergere fenomeni UFO più correlati.

Per quanto riguarda George Van Tassel, ha avuto una lunga carriera nell’aviazione, iniziando con Douglas Aircraft per poi passare a Hughes e finire con Lockheed. All’inizio degli anni ’50 divenne pubblico sostenendo di aver avuto esperienze di contatto con persone dallo spazio.

Secondo lui, questi esseri emettono avvertimenti di distruzione dati i modi dell’umanità insieme a messaggi di pace universale. Dopo questo apparentemente hanno iniziato a istruire Tassel su come costruire un edificio che potesse invertire il processo di invecchiamento.

Si chiamava “The Integration” e il progetto ha consumato tutto il suo tempo. Ha affermato che le istruzioni per il dispositivo provenivano da extraterrestri del pianeta Venere. Apparentemente è morto per un attacco di cuore poco prima che avesse luogo la prima manifestazione. ( fonte1 ) ( fonte2 )

Avendo studiato la tradizione del fenomeno UFO / extraterrestre da più di 15 anni, una cosa che trovo particolarmente interessante sono le storie e gli incontri che coinvolgono messaggi di preoccupazione sulla direzione in cui è necessaria l’umanità e l’urgente necessità di cambiare rotta per evitare la povertà, guerra, fame, distruzione ambientale e disastro.

Ci sono innumerevoli esempi di questo, uno dei tanti sarebbe l’incontro che più di 60 bambini in età scolare hanno avuto in Zimbabwe nel 1994 .

Solo perché le affermazioni nel documento non possono essere verificate, non significa che l’interesse di Tesla per la comunicazione extraterrestre non sia verificato. Come accennato in precedenza nell’articolo, lo è.

Ad esempio, secondo la Library of Congress, Tesla ha affermato di aver ricevuto comunicazioni radio da Marte. Citano un articolo del Richmond Times che pretendeva di offrire un’ampia descrizione e commento della sua presunta scoperta.

“Mentre sedeva accanto al suo strumento sulla collina del Colorado, nel profondo silenzio di quella regione austera e stimolante, dove pianti i tuoi piedi nell’oro e la tua testa sfiora le costellazioni – mentre sedeva lì una sera, da solo, la sua attenzione, squisitamente vivo in quel momento, fu arrestato da un debole suono proveniente dal ricevitore: tre colpi fatati, uno dopo l’altro, a intervalli fissi. Quale uomo che sia mai vissuto su questa terra non invidierà Tesla in quel momento! “

Una citazione diretta da Tesla di seguito, tratta dal suo pezzo,

Talking With Planets“.

Non riesco mai a dimenticare le prime sensazioni che ho provato quando mi sono reso conto di aver osservato qualcosa di forse dalle conseguenze incalcolabili per l’umanità.

Mi sentivo come se fossi presente alla nascita di una nuova conoscenza o alla rivelazione di una grande verità. Anche adesso, a volte, posso ricordare vividamente l’incidente e vedere il mio apparato come se fosse effettivamente davanti a me.

Le mie prime osservazioni mi terrorizzarono positivamente, poiché in esse era presente qualcosa di misterioso, per non dire soprannaturale, e di notte ero solo nel mio laboratorio; ma quella volta l’idea che questi disturbi fossero segnali controllati in modo intelligente non mi si presentava ancora.

I cambiamenti che notavo avvenivano periodicamente, e con un suggerimento così chiaro di numero e ordine che non erano riconducibili a nessuna causa allora a me nota.

Conoscevo, naturalmente, i disturbi elettrici prodotti dal sole, dall’aurora boreale e dalle correnti terrestri, ed ero certo, come potevo esserlo, che queste variazioni non fossero dovute a nessuna di queste cause.

La natura dei miei esperimenti precludeva la possibilità che i cambiamenti fossero prodotti dai disturbi atmosferici, come è stato avventatamente affermato da alcuni.

Qualche tempo dopo mi balenò in mente il pensiero che i disturbi che avevo osservato potessero essere dovuti a un controllo intelligente.

Sebbene non potessi decifrarne il significato, mi era impossibile pensare che fossero stati del tutto accidentali.

Cresce costantemente in me la sensazione di essere stato il primo a sentire il saluto di un pianeta a un altro … Non stavo semplicemente assistendo a una visione, ma avevo intravisto una grande e profonda verità.

Un altro esempio dei pensieri di Tesla, nelle sue stesse parole:

Altri potrebbero deridere questo suggerimento … (di) comunicare con uno dei nostri vicini celesti, come Marte … o trattarlo come uno scherzo pratico, ma ci sono stato molto sul serio da quando ho fatto le mie prime osservazioni a Colorado Springs …

All’epoca non esisteva nessun impianto wireless diverso dal mio in grado di produrre un disturbo percettibile in un raggio di oltre poche miglia.

Inoltre le condizioni in cui operavo erano ideali ed ero ben addestrato per il lavoro. Il carattere dei disturbi registrati precludeva la possibilità che fossero di origine terrestre, e ho anche eliminato l’influenza del sole, della luna e di Venere.

Come ho poi annunciato, i segnali consistevano in una ripetizione regolare di numeri, e uno studio successivo mi ha convinto che dovevano essere emanati da Marte, il pianeta essendo proprio allora vicino alla Terra. ( fonte )

Pensieri finali

È abbastanza chiaro che Tesla aveva un forte interesse per la vita extraterrestre e ha tentato di comunicare.

È incredibile come sia stato il primo a sviluppare apparecchiature in grado di potenziare i segnali provenienti dallo spazio e da altri pianeti.

Oggi, i segnali di origine sconosciuta sono comuni nella comunità scientifica, vengono comunemente rilevati massicci lampi radio e altre anomalie.

Abbiamo scritto su questo argomento sin dal nostro inizio nel 2009 e se sei interessato a sfogliare i nostri articoli sull’argomento, puoi farlo qui.

Come Tesla allude all’inizio di questo articolo, il contatto ha enormi implicazioni. Costringerà, ed è attualmente, l’umanità a guardare a una visione più ampia della realtà e ad intrattenere concetti che forse una volta non rientravano nel quadro accettato della conoscenza.

In tutte le fasi della storia umana, concetti plausibili e persino quelli supportati da prove ed esempi hanno sempre affrontato una dura opposizione e resistenza, ma alla fine sono stati accettati.

Siamo ancora una razza molto giovane e senza dubbio ci sono verità che aspettano “là fuori” di essere scoperte. Una cosa è certa, sicuramente non abbiamo i nostri affari qui sul pianeta Terra in ordine.

Man mano che cresciamo sembra che più mettiamo in discussione le nostre vite, cosa stiamo facendo qui e perché lo facciamo. Sembra che continuiamo a cambiare la nostra capacità di cambiare il nostro mondo in meglio nelle mani di altri che potrebbero non avere a cuore i nostri migliori interessi.

In qualche modo, in qualche modo, è tempo per noi di assumerci la responsabilità e iniziare a creare un’esperienza umana che risuoni con tutti ed è in armonia con la madre Terra.

Come facciamo questo? Non lo so, ma so che restare in silenzio, non esplorare e non espandere la nostra coscienza non è la risposta.

“Per secoli questa idea è stata proclamata nei saggi insegnamenti della religione, probabilmente non solo come mezzo per assicurare la pace e l’armonia tra gli uomini, ma come una verità profondamente radicata. Il buddista lo esprime in un modo, il cristiano in un altro, ma entrambi dicono la stessa cosa: siamo tutti uno”. – Nikola Tesla

Fonte: https://humansarefree.com/

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