di William B. Irvine Professore di Filosofia, Wright State University dal Sito Web ClassicalWisdom traduzione di Nicoletta Marino Versione originale in inglese

Sono stati i Greci a darci la parola “crisi”.

Deriva dal greco krinein, che significa “decidere”…

Oltre a darci la nostra parola per la crisi, i Greci ci hanno anche fornito una splendida strategia per affrontare le crisi:

la filosofia nota come Stoicismo….

Contrariamente alla credenza popolare, lo stoicismo non sostiene che teniamo le labbra chiuse – che stiamo lì muti e impassibili, e prendiamo tutto ciò che il mondo ci propone.

Ci fornisce invece una serie di strategie specifiche che, se praticate, possono far andare meglio le nostre giornate, sia nel bene che nel male.

Una componente della strategia stoica è distinguere tra cose che possiamo e cose che non possiamo controllare.

La nostra vita, dicono gli Stoici, sarà miserabile se passiamo il nostro tempo a preoccuparci di cose sulle quali non abbiamo alcun controllo. Quel tempo e quell’energia sono spesi molto meglio pensando alle cose che possiamo influenzare.

Per citare lo stoico romano Marco Aurelio,

“Non vale la pena di fare le cose in modo inutile”…

Marco Aurelio a cavallo

Una delle cose su cui non abbiamo alcun controllo è il passato.

Non possiamo modificarlo.

Dobbiamo quindi decidere se trascorreremo la nostra vita pieni di rimpianti per le scelte che abbiamo fatto in passato, o se lasceremo andare quel passato e concentreremo invece la nostra attenzione sulle scelte che ci attendono.

Dovrebbe essere una decisione facile da prendere. 

È anche una decisione che molte persone, tragicamente, non riescono a prendere.

Gli Stoici hanno una tecnica semplice per far andare meglio le nostre giornate: dovremmo pensare a come avrebbero potuto andare nel peggiore dei modi.

Nota che non ho detto soffermarsi su come avrebbero potuto essere peggiori; sarebbe una ricetta per un’esistenza miserabile.

Invece, dovremmo permetterci di intrattenere pensieri tremolanti sulla perdita dei nostri amici, denaro, amante, lavoro, salute – tutte cose che apprezziamo.

Se perdiamo una di queste cose, saremo stati preparati dal nostro pensiero negativo, e questo probabilmente ridurrà il colpo della nostra perdita; lo avremo, in un certo senso, visto arrivare.

E se non perdiamo queste cose, ci ritroveremo ad apprezzarle molto di più di quanto altrimenti non sarebbe stato.

Una vita piena di persone e cose che apprezziamo è facile da godersi.

Gli Stoici sono stati abbastanza intelligenti da rendersi conto che abbiamo il potere di apprezzare la vita che ci troviamo a vivere, se solo teniamo presente che le cose sono molto meglio di quanto avrebbero potuto essere.

Gli Stoici apprezzavano l’autocontrollo, come la maggior parte dei filosofi antichi.

Se abbiamo autocontrollo, controlliamo noi stessi; quando questo manca, è qualcuno o qualcos’altro che ci controlla.

Vogliamo davvero trascorrere l’unica vita che abbiamo, controllato da qualcuno o qualcos’altro?

Gli Stoici pensavano che le persone potessero sviluppare l’autocontrollo impegnandosi in atti di abnegazione.

Non sostenevano nulla di estremo:

furono i loro rivali filosofici, i Cinici, a suggerire di fare cose come abbracciare le statue nelle fredde giornate invernali.

Gli Stoici invece sostengono che periodicamente facciamo di tutto per metterci un po’ a disagio.

Se non lo fate, perderemo la nostra tolleranza al disagio, il che significa che il minimo inconveniente avrà il potere di rovinare la nostra giornata. Coloro che sono abituati al disagio, gli Stoici se ne resero conto, sono quasi sempre più felici di coloro che conducono un’esistenza viziata.

Quando la vita pone un ostacolo sulla loro strada, gli Stoici fanno del loro meglio per prendersela con calma o addirittura per trarne profitto.

Zenone di Cizio era un mercante che si trovò ad Atene in seguito a un naufragio.

Mentre era lì, si interessò alla filosofia e finì per fondare la sua scuola, che divenne nota come Stoica perché teneva le sue lezioni alla Stoa Poikile, un colonnato nell’Agorà di Atene.

Riguardo a questa svolta degli eventi, Zenone ha successivamente commentato:

“Ho fatto un viaggio redditizio quando ho subito un naufragio.”

Zenone di Cizio

Il filosofo romano Musonio Rufo è un altro esempio di stoico che ha tratto profitto da ciò che gli altri avrebbero considerato una disgrazia.

Ciò accadde dopo che in qualche modo riuscì a infastidire l’imperatore Nerone (Tacito dice che era perché Nerone invidiava la sua fama di filosofo) e fu bandito nell’isola greca di Gyaros, nel Mar Egeo.

L’isola era desolata, squallida e quasi senz’acqua, un luogo miserabile; anzi, anche nel 20° secolo, il governo greco ha usato Gyaros come discarica per i suoi nemici di sinistra.

Invece di lasciarsi schiacciare dalle circostanze, Musonio si interessò a Gyaros e ai suoi abitanti, per lo più pescatori poveri.

Ha scoperto una nuova sorgente e quindi ha reso l’isola più abitabile.

Chi lo ha visitato ha riferito di non averlo mai sentito lamentarsi né di averlo visto avvilito.

Aveva trasformato quella che poteva essere una tragedia personale in un trionfo personale…!

Tre strategie stoiche

  • Concentratevi sulle cose che potete controllare – superate le cose che non potete controllare
  • Tenete presente che le cose avrebbero potuto andare peggio
  • Imparare l’autocontrollo attraverso atti occasionali di abnegazione

Pubblicato su: https://www.bibliotecapleyades.net/ciencia3/historia_humanidad309.htm

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