Il grafene è tossico, attacca le cellule e le danneggia Un nuovo studio realizzato presso la Brown University dimostra che il grafene è potenzialmente tossico per gli esseri umani. La notizia non è del tutto nuova, ma il lavoro degli scienziati contribuisce a dissipare i dubbi esistenti: questo materiale “bidimensionale” può penetrare nelle cellule e danneggiarle anche gravemente.

Si riaccende così il dibattito sulla pericolosità di questo materiale (qui un articolo del 2012). In primo luogo per le persone coinvolte nella sua produzione, particolarmente esposte alle particelle nanometriche, ma anche per il consumatore finale: non è noto infatti cosa potrebbe accadere se un oggetto con del grafene al suo interno dovesse rompersi, liberando nell’ambiente polveri sottilissime di questo materiale – che il nostro sistema respiratorio non è in grado di filtrare. 

Affilati come rasoi nanometrici

Il grafene è infatti, sostanzialmente, un “foglio” di carbonio puro spesso solo un atomo, e ha le qualità più svariate: ne abbiamo parlato a più riprese perché è il miglior candidato per sostituire il silicio, per realizzare nuovi sistemi di raffreddamento, celle solari e tante altre cose.

Secondo questa nuova ricerca (PDF) però i frammenti di grafene possono penetrare nelle cellule (non solo quelle umane) e comprometterne la funzionalità. Se questa possibilità era già nota in passato, la novità è che gli scienziati della Brown hanno preso in considerazione frammenti dai bordi frastagliati che, nelle simulazioni al computer, si erano rivelati meno pericolosi.

I ricercatori hanno sperimento gli effetti dei frammenti di grafene su tessuti umani (polmoni, pelle, cellule immunitarie), vedendo al microscopio come il materiale miracoloso penetrava nelle cellule, che ne inglobavano pezzi grandi anche dieci micrometri.

Si tratta d’informazioni da prendere con molta serietà, per chi già oggi lavora alla produzione del grafene, e anche per tutti noi. Il rischio più immediato è quello legato all’inalazione, ma ci sono anche il contatto diretto con occhi e pelle o l’ingestione da prendere in considerazione. Tutti argomenti da valutare con attenzione, visto che questo materiale molto probabilmente sarà molto comune nel giro di pochi anni, e di certo nessuno vuole rivivere l’esperienza dell’Eternit.

FONTE https://www.tomshw.it/altro/il-grafene-e-tossico-attacca-le-cellule-e-le-danneggia/

“Un team di scienziati statunitensede della Georgia State University ha sviluppato un vaccino spray nasale che potrebbe proteggere contro tutti i ceppi del virus dell’influenza. Inoltre, potrebbe essere adatto per combattere altri agenti patogeni, come quello che causa il Covid-19.

Lo spray nasale offre un’ampia protezione: c’è la speranza che possa rappresentare la prima linea di difesa contro le forme potenzialmente letali del virus dell’influenza.

Lo spray contiene una proteina chiamata emoagglutinina ricombinante (HA) che ‘vive’ sulla superficie dei virus dell’influenza. È essenziale per la capacità del virus di causare l’infezione.

Ora, il virus dell’influenza è difficile da combattere perché può evolversi e ‘imparare’ a proteggersi rapidamente dai farmaci. Il nuovo spray potrebbe risolvere questo problema. «La nostra ricerca apre una nuova strada per lo sviluppo di vaccini antinfluenzali intranasali senza ago e logisticamente semplificati per la protezione incrociata», ha affermato l’autore senior dello studio, il dott. Baozhong Wang.

Lo spray somministra nanoparticelle attraverso il naso per rafforzare il sistema immunitario.

Ricordando che le vie respiratorie sono il portale di ingresso del virus, gli spray nasali, secondo quanto riportato dagli studiosi, prevengono l’infezione in questo ‘punto chiave’. Possono anche stimolare le risposte immunitarie sistemiche in tutto il corpo.

Inoltre, i vaccini iniettati in un muscolo non inducono risposte immunitarie della mucosa nelle vie respiratorie, invece uesta nuova potenziale soluzione combina l’HA con l’ossido di grafene chimico.

«I vaccini antinfluenzali convenzionali inducono prevalentemente risposte anticorpali. Tuttavia, ricerche recenti dimostrano che le risposte delle cellule T della memoria residenti nei polmoni sono indispensabili per una protezione incrociata ottimale contro l’infezione da influenza polmonare», ha affermato il dott. Wang.

«Lo sviluppo delle risposte dei linfociti T residenti nei polmoni richiede la vaccinazione per via respiratoria o l’infezione tramite il virus dell’influenza. La nostra ricerca apre una nuova strada per lo sviluppo di vaccini antinfluenzali intranasali senza ago e logisticamente semplificati per la protezione incrociata», ha aggiunto.

Nei test su topi e cellule umane coltivate in laboratorio, il vaccino ha prodotto anticorpi: «Nel nostro studio, abbiamo riportato per la prima volta che i nanomateriali bidimensionali di ossido di grafene hanno avuto un potente effetto adiuvante nel potenziare le risposte immunitarie dei vaccini per l’emoagglutinina intranasale», ha affermato l’autore principale Dr. Chunhong Dong.

Le nanoparticelle, infatti, hanno migliorato significativamente le risposte immunitarie nelle mucose e in tutto il corpo dei roditori. La robusta reazione ha anche conferito protezione contro i diversi ceppi virali.

Gli spray antinfluenzali senza ago, poi, possiedono vantaggi logistici superiori rispetto a un vaccino, tra cui la facile somministrazione con alti tassi di accettazione e l’eliminazione dei rifiuti a rischio biologico.”

Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of The National Academy of Sciences

FONTE https://www.blogsicilia.it/
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