Una scatola da riempire

“Felicità è l’incoscienza del vivente e la coscienza del vissuto:
ci si accorge dell’attimo della felicità solo quando esso è già passato, quando esso diventa un ricordo scolpito nel cuore”
“L’uomo non è mai sufficientemente maturo
se ha paura o vergogna di dire quattro frasi:
“Grazie!”
“Scusa!”
“Ho bisogno!”
“Ti voglio bene!”… a se stesso, agli altri, a Dio”
Ancora una manciata di ore e anche quest’anno se ne andrà, inesorabilmente, progetti, intenti, fantasie, ansie, amore, rancori, rabbie, tutto dentro in una scatola, pronta da accantonare, per far posto a una nuova scatola da riempire, la scatola della vita che scorre, ogni persona nel suo, ogni individuo con le sua ansie ed angosce, il mondo così grande ma così piccolo in una scatola accantonata nell’ultima frontiera dell’universo.
Tra 100 anni di noi non resterà nemmeno la polvere, allora
cogliamo l’attimo fuggente, e viviamo alla giornata, giorno dopo giorno,
e se possiamo (egoisticamente) facciamo del bene, forse saremo ricordati dalle prossime generazioni, per avere solo un attimo di immortalità, anche la lumaca nel suo passaggio lascia una scia di bava, di noi non resterà nulla se non rispetteremo la natura del creato … forse siamo ancora in tempo per farci ricordare…

Il calcolo, la mancanza di generosità e l’avarizia isolano, se vogliamo essere circondati dall’amicizia e dall’amore, bisogna saper dare senza contare, sacrificando i bisogni di fondo ai bisogni voluttuari e momentanei, ci si espone a grandi rimpianti per delle piccole soddisfazioni.

Marcel Proust diceva che il tempo che abbiamo quotidianamente a nostra disposizione è elastico le passioni che sentiamo lo espandono, quelle che ispirano lo contraggono, e l’abitudine riempie quello che rimane.