"Tossiemia e la disintossicazione" di Emanuele Dimauro, tratto
da "Igiene Naturale

Il
digiuno può salvarvi la vita
Marcello Pamio – 18 giugno 2009

Prima di spiegare cos’è
il digiuno e perché è importante, è necessario comprendere cos’è
la malattia.
A tal proposito e per completezza, vi invito a leggere l’articolo “La
malattia: amica o nemica
?
” del dottor Sebastiano Magnano.
In estrema sintesi, punto di vista igienistico, il “sintomo
(ufficialmente chiamato “malattia”)
è il tentativo ultimo della Natura, cioè dell’organismo, di
eliminare tutte le tossine (alimentari, metaboliche, emozionali, ecc.)
che stanno inquinando il corpo.

Il
costante avvelenamento

Le tossine entrano
nella circolazione sanguigna principalmente attraverso:
1)     
Tossiemia esogena, cioè esterna, provocata da alimenti
nocivi (combinazioni errate, fermentazioni, putrefazioni intestinali) o
sostanze estranee all’organismo (microbi, batteri, ecc.)
2)     
Tossiemia endogena, cioè interna, di origine cellulare
per la ritenzione di metaboliti. In ogni momento i tessuti (cellule,
ecc.) vengono distrutti nel processo chiamato “catabolismo”,
questi sono rifiuti tossici che devono essere espulsi quanto prima dal
corpo.

L’avvelenamento, sia
per opera di cibi tossici e/o combinazioni errate, sia nel caso dei
tessuti distrutti, in un organismo sano, forte e in buona salute, viene
ridotto ed eliminato dal sangue rapidamente.
Quando invece l’energia nervosa non è sufficiente, il sistema di
eliminazione non funziona correttamente provocando la ritenzione delle
tossine e la costante intossicazione del sangue e dei tessuti.

L’energia
nervosa

Il troppo freddo o caldo, le
preoccupazioni, i traumi, la digestione appesantita, gli sforzi mentali
e fisici, la paura, gli eccessi emozionali, la rabbia, il non riposo,
ecc. sono tutte condizioni che a lungo andare snervano l’essere umano
e disperdono l’energia corporea.
Quando l’energia individuale si abbassa e raggiunge un certo livello
(unico ed individuale per ogni persona), viene ritardata
l’eliminazione delle tossine, dei rifiuti tossici, con conseguente
deposito di scorie e tossine che causano autoavvelenamento.
La zona o l’organo dove avviene il maggior deposito di scorie dipende
da persona a persona, dipende dalla costituzione, da eventuali
predisposizioni (non certo genetiche, ma epigenetiche, quindi
ambientali), dalla zona a “minor
resistenza
”, ecc.
A qualcuno può interessare le articolazioni (artrosi, reumatismi,
gotta, ecc.), qualcun altro vedrà un organo specifico (fegato à
cirrosi, polmoni à
polmonite, reni à
nefrite, stomaco à
gastrite, arterie à
ipertensione), ecc.

Malattia
e sintomo

Nonostante queste differenze di
locazione il concetto di malattia non cambia: si tratta sempre di una
eliminazione vicariante” operata dal corpo per espellere le
tossine e diminuire la pericolosa saturazione tossica.
Sembrerà strano, ma tutti i fattori esterni a noi (freddo, caldo,
microbi, virus, batteri, alimenti, ecc.) non possono causare di per sé
la malattia, a meno che non provochino snervamento e indebolimento
dell’energia vitale, la cui conseguenza è il ritardo nella espulsione
delle tossine.
Se e solo se, il sangue si satura di tossine, interviene
“l’eliminazione vicariante” detta malattia (o sintomo)!
Quindi in quest’ottica, la malattia altro non è che
la Natura
stessa che interviene di prepotenza, per liberare il carico tossico dal
corpo, e segnalarci che siamo usciti dai binari di una vita sana e
naturale.
Il nostro stile di vita globale (alimentazione, mondo dei sentimenti,
mondo dei pensieri, le cose che diciamo e come le diciamo, ecc.) viene
messo in discussione. Sta a noi comprenderlo e accettarlo, oppure
possiamo sempre girare la testa dall’altra parte e prendere la
medicina, il prodotto naturale, il farmaco omeopatico, ecc.
Tutte cose che nel bene (medicine naturali) e nel male (farmaci tossici)
interferiscono con il meccanismo messo in atto dalla Natura.

STRESS AMBIENTALE – ABITUDINI QUOTIDIANE
ERRATE

TRAUMI (FISICI-MENTALI-EMOZIONALI)

INDEBOLIMENTO

ELIMINAZIONE INSUFFICIENTE E RITENZIONE DI
TOSSINE

TOSSIEMIA

MALATTIA

Irritazione >
Infiammazione
>
Indurimento
>
Ulcerazione
>
Fungosità
(cancro)

Qui sopra, dal diagramma
codificato dal dottor J.H. Tilden (1851-1940) che esemplifica
l’andamento della malattia, si può evincere che la malattia viene
sempre dopo una tossiemia generalizzata, e la tossiemia viene sempre
dopo un indebolimento energetico causato dallo stile di vita errato
(alimenti tossici come le proteine animali, le combinazioni errate, una
vita sregolata, poco riposo, ecc.)
Se tutto parte da un indebolimento generale e generalizzato, è logico
che il riposo (mentale, fisico, emozionale) è basilare, e infatti in
quest’ottica il digiuno è uno degli strumenti chiave.

Cos’è
il digiuno?

Diciamo subito che il digiuno
non è una cura e nemmeno una terapia: è “semplicemente
il riposo fisiologico dell’organismo!
Parlare di “digiuno-terapia”, in termini odierni, non sarebbe molto
corretto, a meno ché non s’intenda per terapia il complesso processo
di autoguarigione (che però vedremo tra poco).

L’economica
della Natura


La Natura
si sa, non spreca nulla.
L’organismo umano normale è fornito di una scorta di materiali
nutritivi messi da parte sotto forma di grasso, midollo osseo,
glicogeno, estratti muscolari, latte, minerali, vitamine, ecc.
Sembrerà impossibile, ma un corpo in buona salute possiede
immagazzinata una scorta nutritiva appropriata e sufficiente per
superare giorni, settimane e anche alcuni mesi senza cibo.
Se non ci si alimenta, il corpo si avvale di queste riserve per nutrire
i tessuti, e quando queste si esauriscono sopravviene il vero e proprio
dimagrimento.
Nel sangue, linfa, ossa, specialmente nel midollo osseo, nel grasso, nel
fegato e nelle altre ghiandole, persino nelle cellule vi sono riserve di
proteine, grassi, zuccheri, minerali e vitamine da utilizzare nei
momenti di scarsezza.
Quindi l’organismo a digiuno non verrà danneggiato dall’astinenza
se e solo se le riserve saranno sufficienti a soddisfare i bisogni
nutritivi dei tessuti e/o organi primari (cervello, polmoni, cuore,
sistema nervoso, ecc.).

Per esempio, il
glicogeno (amido animale), immagazzinato nel fegato, a bisogno viene
trasformato in zucchero e distribuito ai tessuti a seconda le necessità.
Migliaia di esperimenti su persone hanno stabilito che durante il
digiuno i tessuti si consumano in ordine inverso alla loro importanza:
il grasso è il primo tessuto a scomparire (scompare il grasso dai
muscoli, ma il muscolo mantiene la sua integrità ed una forza
sorprendente).
Certamente l’organismo a digiuno cala di peso, ma tale perdita, anche
se per un periodo prolungato, coinvolge le riserve e non i tessuti
organici.
Infine, la perdita di peso varia a seconda del carattere e della qualità
dei tessuti, dell’attività fisica ed emotiva svolta, della
temperatura esterna, ecc.
Gli stress emotivi, l’attività fisica, il freddo e i tessuti scadenti
accelerano il processo del calo di peso.
La regola importante è “in salute o in malattia, mai forzare del cibo
nello stomaco”

Nelle
malattie acute

Nelle malattie acute
(infiammazioni, dolori, febbre, ecc.) la fame non si presenta perché le
energie devono essere indirizzate verso altre direzioni piuttosto che
“sprecate” per la digestione.
L’energia viene deviata dagli organi digestivi verso il lavoro più
urgente, e anche il sangue fa la stessa cosa: viene dirottato verso
quelle zone che ne richiedono in quantità.
Vi è assenza di succhi gastrici e le pareti del sistema digestivo
secernono muco in quantità; i movimenti muscolari dello stomaco vengono
sospesi e viene quindi meno la capacità di digerire il cibo.
Non si deve mangiare durante una crisi acuta, sia perché non si
digerirebbe correttamente provocando fermentazioni e/o putrefazioni, ma
anche perché il digiuno allevia il dolore e alleggerisce il carico di
organi come reni e cuore.
Negli stati febbrili, i medici napoletani di 150 anni fa, facevano
digiunare! Oggi? Il medico prescrive tachipirina, novalgina, aspirina, e
altri veleni tossici per l’organismo.
Saltare qualche pasto, quando si presentano i primi sintomi, spesso è
sufficiente a prevenire lo sviluppo di malattie più serie.

Nelle
malattie croniche

Nelle malattie croniche una
persona tende a credere di aver fame, ma le sue sensazioni sono solo
irritazioni del tratto digestivo. Questi sintomi scompaiono quando si
digiuna.
Durante il digiuno si accelerano i processi escretori che liberano
velocemente il corpo dalle scorie e tossine che sono causa del disturbo
Nell’anemia e nel diabete, non si può intraprendere il digiuno da
soli, ma serve la guida di un esperto igienista

Quattro
buone ragioni per digiunare

1- Dimagrimento.
Il digiuno è la strada più veloce, sicura ed efficiente per dimagrire.

2- Compensazione
fisiologica. Quando si deve digerire un cibo una grande quantità di
sangue deve affluire agli organi digestivi e l’organismo
conseguentemente tende ad essere pigro, ad addormentarsi. Se si svolge
un lavoro pesante, il processo digestivo è praticamente sospeso.
Digiunare, conservando le energie digestive, permette di deviarle verso
altri canali e quindi di svolgere altri lavori.

3- Riposo
fisiologico. Il digiuno permette il riposo del sistema digestivo,
ghiandolare, circolatorio, respiratorio, nervoso. Più cibo viene
ingerito, maggiore è il lavoro che deve essere svolto dagli organi che
formano tali sistemi; in presenza di un digiuno questi organi si
riposano. Le ghiandole della bocca e dello stomaco, il tubo digestivo,
il fegato e il pancreas non devono lavorare. Il cuore, le arterie si
alleggeriscono e riposano. Le ghiandole, all’infuori di quelle che
scernono succhi digestivi, riducono la loro attività secretrice. La
respirazione rallenta e il sistema nervoso lavora di meno.

4- Eliminazione.
Il dottor J. H. Tilden: “Dopo 55
anni trascorsi nel selvaggio mondo delle terapie mediche, sono costretto
a dichiarare, senza paura di essere smentito, che il digiuno rappresenta
l’unico evacuatore terapeutico sicuro per l’uomo

Il dottor Felix L.
Oswald: “Il digiuno rappresenta il migliore sistema rinnovatore. Tre giorni di
digiuno all’anno purificano il sangue ed eliminano i veleni più
efficacemente di cento bottiglie di soluzioni purgative”.

Non esiste niente altro che al
pari del digiuno che sia in grado di aumentare l’eliminazione delle
sostanze di rifiuto dal sangue e dai tessuti.
Le secrezioni represse o i rifiuti trattenuti vengono espulsi
dall’organismo ed il sistema risulta purificato. Servono pochi giorni
per liberare il sangue e la linfa dalle tossine, ma il digiuno prosegue
nella sua azione e provoca l’espulsione delle tossine che da molto
tempo erano depositate nei tessuti meno importanti (grasso, organi,
ecc.)
Il digiuno costringe il corpo a consumare (autolisi) tutti i tessuti
superflui e le scorte nutritive utilizzandole per sostenere i tessuti
principali. In questo senso le tossine immesse in circolazione potranno
essere espulse dagli organi escretori.

L’escrezione

L’escrezione è una delle
funzioni fondamentali della vita ed è essenziale per l’esistenza
stessa. L’organismo per mantenersi in vita deve: ASSIMILARE, CRESCERE,
ESCRETARE
Abbiamo visto prima che vi è un continuo sforzo da parte
dell’organismo di espellere le tossine accumulate, i rifiuti organici
e inorganici (metabolismo: anabolismo e catabolismo).
Tutto quello che il corpo non può utilizzare come cibo deve essere
espulso dal corpo.
Le energie dell’uomo sono divise sempre tra ASSIMILAZIONE ed
ELIMINAZIONE.
Durante il digiuno (sospensione dell’alimentazione) l’eliminazione
degli scarti, delle tossine raggiunge livelli unici.
Il riposo da solo aumenta l’eliminazione, anche se non agli stessi
livelli.

Tutto ciò che diminuisce il lavoro
dell’organismo aumenta quello dell’eliminazione


Forza
ed energia durante il digiuno

Per quanto paradossale possa
apparire, le persone deboli traggono i maggiori benefici da periodi di
astinenza dal cibo, anche perché, la debolezza di solito, non è dovuta
a mancanza di cibo ma ad una condizione di intossicazione
dell’organismo e da una cattiva assimilazione.

Il
digiuno può curare?

Il termine “cura” deriva
dal latino che significava “attenzione”, “cautela”.
Oggi ovviamente ha un altro significato.
Il digiuno non “cura” nulla: è un periodo di riposo fisiologico,
l’interruzione di ogni fatica.
Il riposo fornisce all’organismo l’opportunità di fare da solo
quello che non riesce a fare in completa attività.

Solo
quando le cause vengono eliminate e/o bloccate, il corpo, DA SOLO, può
iniziare a guarire. Rimuovere le cause NON significa guarire,
significa rendere possibile che i processi ristoratori, rigeneratori,
perfezionino il loro operato.
Questo operato si chiama
AUTOGUARIGIONE


Guarire, a differenza di curare, è un processo biologico, NON è
un’arte.
Un chirurgo può cucire una ferita ma non può guarirla, può mettere
insieme le estremità di un osso rotto ma non può unire o saldare le
due parti. SOLO l’organismo può fare questo.

Guarire è un processo naturale

Ogni GUARIGIONE è in
realtà solo AUTOGUARIGIONE e per tanto il digiuno non è una cura.
In quanto riposo fisiologico, il digiuno permette all’organismo di
autoguarirsi, fornendo al corpo l’opportunità di lavorare con meno
sforzi.

Alcune
cosa da sapere nel digiuno

1- Quando si inizia a digiunare
quasi inevitabilmente si presentano sviluppi fisici che non devono
allarmare: lingua bianca, bocca e alito cattivo, denti impastati, mal di
testa, ecc.
Sono tutte condizioni che rappresentano il processo purificatore. Appena
il corpo scarica il suo fardello tossico, inizia il processo di
purificazione della lingua, prima la punta e poi sui lati e alla fine
bocca e lingua puliti.

2- L’urina può
diventare scura, quasi nera, dall’odore forte, anche se si beve solo
acqua. Indice del lavoro renale di eliminazione.

3- La perdita di peso è
dovuta all’utilizzazione delle riserve organiche

4- La debolezza è
dovuta all’inattività funzionale. Si è molto rilassati, il cuore e
la respirazione rallenta, la circolazione si calma. La debolezza
iniziale è dovuta all’assenza della “solita stimolazione”: caffè, ecc.

5- L’aspetto più
noioso forse è rappresentato da nausee e vomito, che però sono
importanti crisi purificatorie.

6- Il riposo (fisico e
mentale) è fondamentale.

7- L’esercizio fisico
all’aria aperta moderato è molto importante

8- Il raffreddamento
inibisce l’eliminazione, per cui bisogna stare al caldo.

9- Bere acqua fresca
pura, non fredda.

10- I bagni di sole sono
un fattore nutritivo di grande aiuto nel digiuno, basta non abusarne.

11- Niente purganti
durante il digiuno

L’interruzione
del digiuno

Il momento ideale per
interrompere il digiuno è quando si manifesta il ritorno della fame.
La lingua è pulita e l’alito è sano.
L’interruzione e la ripresa alimentare è fondamentale per non
vanificare il tutto.
Si può riprendere mangiando cibi leggeri come frutta e verdure. Tre
pasti al giorno, semplici e non ricchi, formati da cibi freschi.

 


Bibliografia:
"Il digiuno può salvarvi la vita", dottor Herbert Shelton,
ed. Manca
"La Tossiemia causa primaria di malattia" dottor J.H. Tilden,
ed. Manca

e Salute", nr.78-79-80, aprile 2009