COM’ERAVAMO: LA DIETA MEDITERRANEA

A “scoprire” questa dieta era
stato Ancel Keys, medico dell’University of Minnesota, che, sbarcato a
Salerno nel 1945 con le truppe americane, si accorse che molte malattie
(aterosclerosi, ipertensione, diabete, malattie digestive, obesità)
erano poco presenti nel Belpaese, e particolarmente basse fra la
popolazione del Cilento.

Intorno al 1952 la carne (e i dolci)
arrivavano in tavola una volta la settimana, la domenica e nelle altre
feste comandate. Inoltre gli italiani erano cattolici osservanti e la
religione prescriveva lunghi digiuni: 40 giorni prima di Pasqua
(quaresima) e altrettanti (avvento) prima del Natale, digiuni in cui in
tavola non comparivano né i prodotti di origine animale, né i dolci.

Per
non parlare dell’attività fisica: nel 1952 l’italiano tipo faceva molto
moto. Niente Tv, tanto meno con il telecomando, e neppure computer,
pochi ascensori, scale mobili, lavatrici, lavastoviglie, lucidatrici.
Pochi mezzi pubblici: al lavoro e a scuola si andava a piedi o in bici.
La maggioranza degli italiani lavorava in fabbrica con le mani, o in
campagna con il badile, o accompagnava le pecore al pascolo. La vita
sociale dei bambini ruotava intorno al pallone in cortile e
all’oratorio, mentre quella dei padri era al dopolavoro. Negli anni ’50
quindi si bruciava molto di più e si mangiavano in media 2437 calorie
al giorno.

Distribuite come. Ogni anno l’italiano medio consumava 15
kg di carne, per lo più del pollaio, 3 di pesce, 30 di latticini (latte
e formaggio) 170 uova, 17 kg di frutta, 27 di verdura, 2,6 di zucchero;
beveva 104 litri di vino e 4 di birra. Oggi il consumo pro capite è di
49,5 kg di carne, 14,4 kg di pesce, 68,8 di latte e formaggi, 227 uova,
85 kg di frutta, 108 di verdura, 6 di zucchero, 52 litri di vino e 30
di birra. Tradotto: sono aumentati a dismisura i grassi animali e gli
zuccheri, prima praticamente assenti, mentre l’aumento della verdura è
fittizio: l’italiano di ieri attingeva al suo orto e quindi comprava
poco nei negozi. Ridotto il consumo di vino e aumentato quello del
pesce. Ma soprattutto ridotti cereali e legumi. Fino a 50 anni fa
l’energia veniva al 90% da pane e pasta: ben 122 kg l’anno, oltre 3
etti al giorno. Il resto era “companatico”.